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Palermo Capitale Sintesi, Sintesi del corso di Storia

Sintesi Palermo Capitale per il corso di laurea in scienze della formazione primaria, disciplina metodologia della ricerca storica.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 04/02/2021

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PALERMO CAPITALE
l. Una occasione mancata?
L'istituzione nel 1947 della Regione Siciliana a statuto
speciale, con capitale Palermo, rappresenta, dopo
l'unificazione italiana del 1860, l'avvenimento più
importante della vita della città negli ultimi
centocinquant'anni. In verità, i palermitani non avevano mai
rinunciato a considerare Palermo la capitale morale
dell'isola. La concessione dell'autonomia alla Sicilia faceva
invece di Palermo la sede dell'assemblea e del governo di
una regione a statuto speciale e, modificandone
completamente il ruolo all'interno della Sicilia e nel rapporti
con il resto del paese, aveva conseguenze rilevantisSlrne sul
suo sviluppo successivo. Palermo capitale della Regione
Siciliana ritornava a essere punto di riferimento delle forze
politiche ed economiche dell'intera isola, che a essa facevano
nuovamente capo, come non era più avvenuto da quando la
città era stata ridotta al rango di capoluogo di provincia e le
altre città,
La scelta di Palermo come capitale, fieramente
avversata da Catania, aveva certo valide ragioni, ma era
anche la conseguenza logica dl decisioni e processi,
maturati nel quinquennio precedente, trasferendo anche il
quartiere generale Military Government of Occupied
Territory) da Siracusa a Palermo (agosto 1943).
Oltre che degli uffici centrali, Palermo diventò sede
di organi e strutture amministrative di nuova istituzione,
che avendo giurisdizione su tutta l'isola la collocavano in
una posizione di preminenza sulle altre città siciliane. E
perciò apparve normale, nel marzo 1944, la scelta del
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PALERMO CAPITALE

l. Una occasione mancata? L'istituzione nel 1947 della Regione Siciliana a statuto speciale, con capitale Palermo, rappresenta, dopo l'unificazione italiana del 1860, l'avvenimento più importante della vita della città negli ultimi centocinquant'anni. In verità, i palermitani non avevano mai rinunciato a considerare Palermo la capitale morale dell'isola. La concessione dell'autonomia alla Sicilia faceva invece di Palermo la sede dell'assemblea e del governo di una regione a statuto speciale e, modificandone completamente il ruolo all'interno della Sicilia e nel rapporti con il resto del paese, aveva conseguenze rilevantisSlrne sul suo sviluppo successivo. Palermo capitale della Regione Siciliana ritornava a essere punto di riferimento delle forze politiche ed economiche dell'intera isola, che a essa facevano nuovamente capo, come non era più avvenuto da quando la città era stata ridotta al rango di capoluogo di provincia e le altre città, La scelta di Palermo come capitale, fieramente avversata da Catania, aveva certo valide ragioni, ma era anche la conseguenza logica dl decisioni e processi, maturati nel quinquennio precedente, trasferendo anche il quartiere generale Military Government of Occupied Territory) da Siracusa a Palermo (agosto 1943).

Oltre che degli uffici centrali, Palermo diventò sede

di organi e strutture amministrative di nuova istituzione,

che avendo giurisdizione su tutta l'isola la collocavano in

una posizione di preminenza sulle altre città siciliane. E

perciò apparve normale, nel marzo 1944, la scelta del

governo italiano di fissarvi la sede dell'Alto

Commissariato per la Sicilia e della Giunta Consultiva,

primo passo del processo di formazione dell'autonomia

regionale. Le discussioni e le polemiche riguardarono

semmai l'opportunità della loro istituzione, fortemente

voluta dagli alleati, osteggiata dai separatisti (perché

l'ipotesi dell'autonomia costituiva un colpo durissimo al

sogno dell'indipendenza isolana), non gradita agli unitari

che temevano potesse favorire un colpo di Stato

separatista, subìta infine dal governo italiano.

A fine 1944, la Giunta fu sostituita da una Consulta regionale

di 36 membri, con il preciso compito di «esamina[re] i problemi dell'isola, fórmula[re] proposte per l'ordinamento regionale ed assiste[re] l'Alto Commissario nell'esercizio delle sue funzioni, pronunciandosi sui provvedimenti che saranno sottoposti al suo esame». La città fu investita allora da un clima politico così acceso e ricco di passioni, quale forse mai si era più avuto dai mesi che nel 1860 avevano preceduto l'annessione al Piemonte. La storia della Sicilia si faceva nuovamente a Palermo, in un'atmosfera di elevato impegno ideale, di polemiche roventi, di grandi speranze e di amare delusioni, che coinvolgevano la popolazione come mai era accaduto in passato. Grazie alla diffusione della radio (molto ascoltata Radio Palermo), alla stampa che aveva ripreso le pubblicazioni e si era arricchita di numerosi periodici.

ln Sicilia, il gruppo degli anti-autonomisti era piuttosto

consistente e al Congresso di Catania del luglio 1944 riuscì

addirittura a far approvare un ordine del giorno in cui si

chiedeva l'abolizione dell'Alto Commissariato. I

rappresentanti della tendenza marxista-leninista (Mario

Mineo, Nando Russo e il gruppo di giovani che a essi

faceva capo),i quali finiranno con l'identificare sempre più

Il movimento migratorio verso Palermo non è quantificabile con esattezza, perché i più continuarono a mantenere ancora per anni la residenza legale nei centri di provenienza e molti continuano tuttora, cosicché i dati ufficiali non documentano l'intero flusso, anche se confermano pienamente la tendenza. In base a essi, l'immigrazione in città, che nel 1939 era stata di 4.213 unità (emigrati 2.962), era salita dieci anni dopo (1948) a 11.277 (emigrati 4.309), per mantenersi attorno alle 8.000- 9.000 unità l'anno sino al 1953, quando ricomincia una nuova fase ascendente che tocca la punta massima nel 1956 con 15. immigrati (emigrati 9.106), cifra non più superata negli anni successivi. Da allora raramente l'immigrazione è scesa al di sotto delle 10.000 unità l'anno, ma il saldo positivo, già in fase di notevole riduzione verso la fine degli anni Cinquanta, è diventato negativo nel 1961 (e ha continuat0 a esserlo quasi ogni anno sino ai nostri giorni. Un malessere che è dovuto al fallimento politico della regione Siciliana, che non è riuscita a porre le premesse per lo sviluppo dei settori produttivi, cosicché ai palermitani che cercavano lavoro non rimaneva che seguire la strada sulla quale, molti, si erano incamminati

Palermo capitale

. l'emigrazione al Nord e poi all'estero — non tanto però nelle Americhe come in

passato, ma nei paesi dell'Europa continentale -- e infine ancora al Nord

nell'ultimo venticinquennio.

Palermo

Ma il saldo negativo con il resto dell'isola è anche conseguenza dell'espulsione

di forza lavoro dalla città, che mette seriamente in discussione il ruolo di

Palermo capitale, perché una città che non sia più centro di attrazione d

el

la forza

lavoro della regione forse non può più considerarsi una capitale. E allora

resterebbe da verificare se Palermo non abbia perduto la più grande occasione

del XX secolo per dare una svolta decisiva alla sua storia.