Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Palermo capitale esame prof Palermo, Sintesi del corso di Storia

Sintesi del capitolo su Palermo capitale dal dopo prima guerra 900.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 16/03/2021

federica-pitre-1
federica-pitre-1 🇮🇹

3.9

(8)

3 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PALERMO CAPITALE
Nel 1947 la Sicilia divenne a statuto speciale e questo avvenimento fu il più
importante dopo l’unificazione d’Italia nel 1861.
Palermo era la capitale dell’isola, ma anche punto di riferimento politico ed
economico. Per la politica vi erano due schieramenti: i separatisti e gli unitari.
Vi era una forte corruzione dei posti di lavoro.
Tra il 1950 ed il 1960 molti insegnanti delle elementari delle province siciliane si
ritrovarono a migrare a Palermo. E proprio in questo periodo si riscontra un
boom dell’immigrazione che portò ad un rapido sviluppo demografico.
Per il reclutamento della classe politica vi era un nuovo sistema che prevedeva
sotto partiti che vivevano di clientela.
La mafia eleggeva i suoi esponenti al Consiglio comunale, provinciale e
regionale.
La prima amministrazione comunale fu di nomina del governo alleato nel
settembre del 43’ con a capo Lucio Tasca che era separatista. Punto di
riferimento erano la chiesa che si schierò per la Dc e l’aristocrazia divisa tra Dc,
l’Uq (uomo qualunque) e altre.
Le prime elezioni amministrative, si svolsero nel novembre del 46’ e
confermarono la posizione a destra dei cittadini palermitani: l’Uq divenne il
primo partito della città.
Nel 1948 venne eletto il primo sindaco democristiano: Gaspare Cusenza. Egli fu
sospettato di avere legami con la mafia. Avviò diverse costruzioni di opere
pubbliche. Nel 1951 si dimise.
Nel 52’ scompare l’Uq e nasce il Movimento Sociale Italiano; la mafia intanto
rafforzava la sua presenza nel consiglio comunale.
Nel 56’si registrava una risalita della Dc costituita per la maggioranza da giovani
piccoli-borghesi.
Nel 58’ sale come sindaco Salvo Lima, legato però ad esponenti della mafia
palermitana. Con lui la piccola borghesia conquistava il vertice del potere
municipale. Sotto la sua gestione Palermo cambiò volto, non sempre in meglio.
Fù il massimo garante della mafia nei confronti delle istituzioni.
Il quadro politico venne poi modificato nel 61’ con la nascita del primo governo
di centro-sinistra.
A Lima successe Diliberto che però non durò assai.
Nel 64’ salì Paolo Bevilacqua che ebbe appena il tempo di municipalizzare il
servizio di trasporto pubblico, che venne affidato all’Amat, poiché vi erano
elezioni alle porte. Fu costretto a lasciare il posto a Francesco Spagnolo nel 68’;
questi furono gli anni delle rivolte studentesche e delle rivolte dei netturbini
che volevano la municipalizzazione del servizio di nettezza.
Nel 70’ per la carica di sindaco gli si preferì Vito Ciancimino, il personaggio più
spregiudicato della vita politica, molto mafioso. Egli era uno dei principali
responsabili del “sacco di Palermo”. L’opposizione comunista chiedeva la sua
sospensione che venne accettata. Era la vittoria delle forze antimafiose della
città.
Gli successe nel 71’ il colonnello Giacomo Marchello che non avendo mai avuto
incarichi assessoriali, era estraneo alle faide interne al gruppo Dc. Resterà una
delle gestioni più lunghe della storia della città.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Palermo capitale esame prof Palermo e più Sintesi del corso in PDF di Storia solo su Docsity!

PALERMO CAPITALE

Nel 1947 la Sicilia divenne a statuto speciale e questo avvenimento fu il più importante dopo l’unificazione d’Italia nel 1861. Palermo era la capitale dell’isola, ma anche punto di riferimento politico ed economico. Per la politica vi erano due schieramenti: i separatisti e gli unitari. Vi era una forte corruzione dei posti di lavoro. Tra il 1950 ed il 1960 molti insegnanti delle elementari delle province siciliane si ritrovarono a migrare a Palermo. E proprio in questo periodo si riscontra un boom dell’immigrazione che portò ad un rapido sviluppo demografico. Per il reclutamento della classe politica vi era un nuovo sistema che prevedeva sotto partiti che vivevano di clientela. La mafia eleggeva i suoi esponenti al Consiglio comunale, provinciale e regionale. La prima amministrazione comunale fu di nomina del governo alleato nel settembre del 43’ con a capo Lucio Tasca che era separatista. Punto di riferimento erano la chiesa che si schierò per la Dc e l’aristocrazia divisa tra Dc, l’Uq (uomo qualunque) e altre. Le prime elezioni amministrative, si svolsero nel novembre del 46’ e confermarono la posizione a destra dei cittadini palermitani: l’Uq divenne il primo partito della città. Nel 1948 venne eletto il primo sindaco democristiano: Gaspare Cusenza. Egli fu sospettato di avere legami con la mafia. Avviò diverse costruzioni di opere pubbliche. Nel 1951 si dimise. Nel 52’ scompare l’Uq e nasce il Movimento Sociale Italiano; la mafia intanto rafforzava la sua presenza nel consiglio comunale. Nel 56’si registrava una risalita della Dc costituita per la maggioranza da giovani piccoli-borghesi. Nel 58’ sale come sindaco Salvo Lima, legato però ad esponenti della mafia palermitana. Con lui la piccola borghesia conquistava il vertice del potere municipale. Sotto la sua gestione Palermo cambiò volto, non sempre in meglio. Fù il massimo garante della mafia nei confronti delle istituzioni. Il quadro politico venne poi modificato nel 61’ con la nascita del primo governo di centro-sinistra. A Lima successe Diliberto che però non durò assai. Nel 64’ salì Paolo Bevilacqua che ebbe appena il tempo di municipalizzare il servizio di trasporto pubblico, che venne affidato all’Amat, poiché vi erano elezioni alle porte. Fu costretto a lasciare il posto a Francesco Spagnolo nel 68’; questi furono gli anni delle rivolte studentesche e delle rivolte dei netturbini che volevano la municipalizzazione del servizio di nettezza. Nel 70’ per la carica di sindaco gli si preferì Vito Ciancimino, il personaggio più spregiudicato della vita politica, molto mafioso. Egli era uno dei principali responsabili del “sacco di Palermo”. L’opposizione comunista chiedeva la sua sospensione che venne accettata. Era la vittoria delle forze antimafiose della città. Gli successe nel 71’ il colonnello Giacomo Marchello che non avendo mai avuto incarichi assessoriali, era estraneo alle faide interne al gruppo Dc. Resterà una delle gestioni più lunghe della storia della città.

L’incarico di guidare la nuova giunta di centro-sinistra fu affidata a Carmelo Scoma nel 76’. Durante la sua gestione la città fu divisa in 25 quartieri con proprio Consigli e venne rilanciato il problema del risanamento storico. Nell’80’ venne eletto Martellucci che era vicino a Lima. Tentò di affrontare il problema dei grandi appalti la cui gestione era da anni in mano all’ingegnere Parisi. L’assassinio del 82’del generale Dalla Chiesa portò a Palermo il nome di capitale della mafia e del malgoverno. Durò in carica pochi mesi. Nell’83’ gli successe Elda Pucci primo sindaco donna di una grande città italiana. I dissidi e le spaccature all’interno della dc però ne provocarono le dimissioni. Le successe nell’84’ Giuseppe Insalaco. Nei partiti riesplodevano le faide, mentre la città era allo sbando. Fu presto costretto a dimettersi e dopo qualche anno fu assassinato dalla mafia. Gli successe Stefano Camilleri, ma non fu possibile eleggere la giunta a causa della spaccatura della Dc. L’incarico di costruire la nuova giunta fu quindi affidato a Leoluca Orlando, docente della facoltà di giurisprudenza e proveniente da una famiglia borghese. Il suo impegno antimafia ha dato a livello nazionale una nuova immagine alla città. Nell’87’ venne rieletto sindaco, ma nel 90’ decide di dimettersi. Salì Lo Vasco che però si dimise subito poiché non segno nessun cambiamento. Nel 92’ la mafia eliminò Lima e successivamente il direttore degli affari penali Falcone e pochi mesi dopo anche Borsellino. Successero altri sindaci come Rizzo e Orobello. Alle dimissioni di quest’ultimo seguì l’autoscioglimento del Consiglio. La mafia era alla ricerca di nuovi referenti, ma nessuno era condizionabile. Venne poi rieletto Orlando dal 97’ al 2000 con Guglielmo Serio come commissario straordinario. Dal 2001 al 2012 venne eletto Diego Cammarata. Ad oggi il sindaco è Orlando.

IL SACCO DI PALERMO 1943

Durante questo periodo a Palermo vi è un grave problema alimentare dovuto anche al ritorno in città degli sfollati e dei reduci di guerra senza lavoro. La legge 1° marzo 1945 obbligò il comune ad adottare un piano di ricostruzione dell’aggregato urbano ed ampliamento fuori dal centro abitato. Ha così inizio l’edilizia privata che nel 1950 prese il sopravvento sulla ricostruzione del centro storico. Le banche cominciavano a concedere ai loro dipendenti mutui a lungo termine, così si ebbe un boom dell’acquisto delle case. Anche per questo motivo fu ridotto in alcune zone o del tutto eliminato il verde per costruire case. È il periodo dell’ascesa della mafia in quanto la mafia viveva principalmente dei rapporti che aveva con la politica per l’edilizia e l’amministrazione. La scomparsa del Dc nel 94’ privò infatti, Cosa Nostra dei suoi referenti politici. Le principali attività della mafia erano inizialmente: controllo dei giardini, dei mercati e del contrabbando di tabacco. Dal 1950 edilizia e dal 1960 viveva invece principalmente di sequestri di persone, sovvenzioni statali e spaccio di droga, attività tuttora prevalente, soprattutto spaccio di eroina. Dopo le stragi del 92’ le cose sono molto cambiate anche grazie alla cattura di molti criminali ed il sorgere di movimenti antimafia.