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Scienze delle Finanze B - Federica Volonterio - Aperte
Tipologia: Panieri
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Teorema di Barone Elaborato nel 1912, dimostra l’inefficienza economica delle imposte indirette che producono effetti distorsivi dei prezzi dei beni sul mercato. A parità di gettito (prelievo), le imposte indirette generano, rispetto a quelle dirette, un maggior sacrificio (eccesso di pressione) sui contribuenti.
Progressività e proporzionalità delle imposte L'imposta è progressiva quando l'aliquota è crescente cioè aumenta in misura più che proporzionale. Si applica nel suo complesso e non di singoli tributi. Tale principio viene utilizzato dallo Stato per ricevere mezzi finanziari per la gestione (es IRPEF). Con esso si intende ridurre il divario economico tra le classi sociali. Può essere:
La capacità contributiva Per capacità contributiva si intende la capacità economica di un soggetto, come il consumo di ricchezza o la produzione di un reddito. Pertanto, non possono essere imposti dei tributi sulla base dell’appartenenza ad una religione, razza o stato civile. Il requisito dell’effettività della capacità contributiva, indica la necessità che essa si configuri come reale e concreta. Ogni individuo ha l’obbligo di contribuire alle spese pubbliche non in ragione di quanto riceve dallo Stato, ma in ragione della sua appartenenza alla collettività e deve provvedere in misura corrispondente alla sua capacità contributiva.
Le teorie del sacrificio nel prelievo tributario La teoria del sacrificio fu formulata per spiegare la distribuzione del carico tributario e si distingue in tre teorie diverse:
Le entrate pubbliche Sono i mezzi finanziari che lo stato e gli altri enti pubblici si procurano per far fronte alle spese pubbliche. Sono costituite da tutte le risorse che il settore della pubblica amministrazione nel suo complesso incassa. Servono a produrre beni ed erogare servizi pubblici. Possono essere inoltre:
Le entrate straordinarie dello Stato Le entrate straordinarie sono prelievi di ricchezza destinati a far fronte a spese impreviste che divengono necessarie al verificarsi di eventi eccezionali come, calamità naturali, le guerre, ecc. Nelle economie degli stai moderni si ricorre al debito pubblico che è uno strumento di finanza straordinaria. Sono considerate entrate pubbliche straordinarie:
Il debito consolidato quello che implica un carico duraturo sul bilancio dello stato e il cui esercizio viene regolarmente stanziato nel bilancio ordinario delle spese. Si distingue in:
Il debito pubblico Il debito pubblico è il debito contratto da uno Stato per far fronte al proprio fabbisogno. I titolari del debito pubblico, ossia i creditori dello Stato in questione, sono tutti quei soggetti che hanno finanziato lo Stato in qualche maniera. Il debito pubblico si classifica in: debito fluttuante (titoli emessi in via continuativa e per importi variabili in ragione delle esigenze di cassa dello stato), debito redimibile (prestito a media e lunga scadenza) I titoli di debito pubblico sono: BOT, CTZ, BTP, CCT e sono debiti fluttuanti.
Differenza tra oneri detraibili e oneri deducibili Gli oneri detraibili sono quelle spese che possono essere sottratte direttamente alle imposte da pagare, diminuendone così l’importo. Gli oneri deducibili sono le spese che possono essere sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare.
Oneri deducibili – oneri detraibili: esempi Oneri deducibili: spese mediche, spese per l’istruzione, spese per attività sportive. Oneri detraibili: contributi previdenziali, assegni per il mantenimento del coniuge, erogazioni liberali a favore di istituti religiosi e onlus, rendite, vitalizi.
La liquidazione dell’imposta La liquidazione dell’imposta è quel complesso di operazioni dirette a disinvestire le attività, estinguere le passività, acquisire il residuo patrimoniale da liquidare e ripartire tra i soci. La vita dell’azienda durante la liquidazione entra nella sua fase conclusiva, infatti, si procede alla vendita ed a pagare i debiti ancora non pagati. Aspetto fondamentale della liquidazione è rappresentato dal fatto che gli amministratori, dopo aver accertato la causa della liquidazione, devono orientare la propria gestione al semplice mantenimento dell’integrità patrimoniale.
La tassazione separata Riguarda quei redditi la cui formazione è di tipo pluriennale. Pur essendo percepiti in un’unica soluzione si sono formati con un processo di produzione che è derivato da diversi anni, da qui la necessità di tassarli non come regime ordinario IRPEF che comporterebbe lo scatto di aliquota sempre più elevato, ma attraverso uno specifico processo che prevede una distinta aliquota. Rientrano in questa tipologia di reddito: le indennità per fine rapporto, le plusvalenze derivanti dalle cessioni di aziende possedute per più di 5 anni, ecc.
I redditi fondiari Sono quei redditi che derivano da terreni e fabbricati ubicati nel territorio dello stato e sono o devono essere iscritti nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita. Producono reddito fondiario solo i terreni atti alla produzione agricola.
27,50% sul reddito complessivo netto. I soggetti passivi sono: società di capitale, cooperative, mutua assicurazione, enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust.
Determinazione della base imponibile Ires (c.d. utile fiscale) Il periodo di imposta è determinato dalla legge o dall’atto costitutivo. L’Ires è un’imposta proporzionale con aliquota fissa del 27,50% sul reddito complessivo netto. Una volta calcolata l’imposta devono essere sottratti gli importi per alcune detrazioni d’imposta per oneri, eventuali ritenute d’acconto subite o importi versati in sede di acconto. Se l’ammontare delle ricevute dei crediti o degli acconti è maggiore rispetto all’imposta dovuta, il contribuente può riportare il credito d’esercizio successivo, oppure utilizzarlo in compensazione con altre imposte/contributi o può richiederlo a rimborso. Il reddito complessivo si ottiene apportando variazioni positive o negative all’utile o alla perdita risultante dal conto economico.
Ires: indicare alcuni esempi di riprese in aumento ed in diminuzione nella determinazione dell’imponibile fiscale Es. per quanto riguarda le variazioni in diminuzione, il conto economico comprende componenti positivi di reddito che non sono tassabili o per i quali è possibile rinviare la tassazione, ripartendola su più esercizi futuri; mentre l'aumentare di un costo fiscalmente deducibile potrebbe essere maggiore di quello iscritto nel conto economico. Es. spese di manutenzione, ammortamento dei beni materiali/immateriali, plusvalore realizzate dalla cessione di beni strumentali.
Operazioni esenti e pro-rata Le operazioni esenti comportano un limite al diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti. L’effettuazione di operazioni esenti e di operazioni imponibili comporta l’applicazione del meccanismo del Pro-Rata. Si tratta di un calcolo necessario ad individuare la percentuale di IVA detraibile sulle operazioni di acquisto. L’ammontare detraibile viene determinato in base ad una percentuale di detraibilità che deve essere applicata sull’intero ammontare dell’imposta “a credito” assolta sugli acquisti di beni/servizi. In particolare, il pro-rata è applicata sull’intera imposta assolta sugli acquisiti. Nel calcolo della percentuale di detrazione devono essere incluse solo le operazioni effettuate sistematicamente nell’attività d’impresa. Mentre restano escluse quelle effettuate in via occasionale.
Iva nei rapporti con l’estero Le operazioni che si effettuano con l’estero in linea generale sono non imponibili ai fini IVA in Italia, mentre l’introduzione a titolo di acquisto di beni nel territorio dello stato costituisce un’operazione soggetta ad imposta in Italia. È importante distinguere tra:
Operazioni imponibili, non imponibili ed esenti
Presupposti soggettivo, oggettivo, territoriale
La dichiarazione iva e la liquidazione iva periodica La dichiarazione IVA è il modello dichiarativo mediante il quale i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate le diverse operazioni effettuate nell’anno di imposta che hanno rilevato ai fini IVA. Sono tenuti alla dichiarazione annuale iva tutti gli esercenti attività di impresa, artistiche o professionali e titolari di partita IVA.
La liquidazione IVA consiste nel calcolo nell’IVA a credito o a debito al termine di un periodo fiscale. I termini di pagamento per la liquidazione sono sempre il 16 di ogni mese o di ogni 3 mesi per il trimestrale.
Perché l’iva è un’imposta neutrale? L’Iva è neutrale in quanto grava solo sul consumatore finale. La sua incidenza fiscale non è determinata dal numero dei passaggi intermedi che la merce compie dal produttore al consumatore.
Spiegare il principio di alternatività iva e imposta di registro Per gli atti aventi ad oggetto cessioni di beni e/o prestazioni di servizi rientranti nel campo di applicazione dell'IVA, l'imposta di registro si applica in misura fissa. L’imposta di registro è una prestazione economica dovuta per la registrazione di un atto. Quindi gli atti devono essere registrati solo in caso d’uso e si applica in maniera fissa.
Cos’è il plafond? Il plafond è un limite all’esborso fisico di denaro e può essere fisso o mobile. Bisogna essere esportatori abituali. È fisso quando un esportatore abbia ad esempio accumulato 50.000 € nell’anno in corso e potrà chiedere nell’anno successivo di vari corrispondenti Iva fino alla concorrenza dello stesso importo. Per essere mobile deve avere due condizioni: aver iniziato l’attività almeno da 12 mesi, la veste da esportatore si deve verificare ogni mese.
Spiegare il principio di alternatività tra iva ed imposta di registro ed illustrare con degli esempi Il principio di alternatività impedisce l’applicazione contemporanea dell’IVA e delle imposte di registro proporzionali, disponendo che gli atti soggetti ad IVA scontino l’imposta di registro. L’imposta di registro è una prestazione economica dovuta per la registrazione di un atto. Quindi gli atti devono essere registrati solo in caso d’uso e si applica in maniera fissa. Esempi sono: i contratti di locazione di affitto di beni mobili che non sono stati redatti nella forma di atto pubblico.
L’imposta ipotecaria e l’imposta catastale L’imposta ipotecaria è un’imposta indiretta e si applica per formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione eseguito nei pubblici registri immobiliari a seguito di atti di compravendita, donazione, successione, iscrizione ipotecaria e costituzione di usufrutto. L’imposta catastale si applica su ogni voltura catastale come il cambio del nome del proprietario di un immobile a seguito di compravendita. È un’imposta ipotecaria e provvede il notaio. Devono fare la registrazione: i contribuenti per le strutture private non autenticate; notai, ufficiali giudiziari; cancellieri; coloro che richiedono formalità della voltura.
L’imposta di registro Appartiene alla categoria delle imposte sull’attività giuridica. È dovuta per la registrazione degli atti. L’imposta colpisce l’atto in quanto produttivo di effetti giuridici. Vi è registrazione volontaria o obbligatorio che può essere fissa o in caso d’uso. È fissa quando deve essere presentato entro un termine prefissato. In caso d’uso scaturisce dalla sua utilizzazione giuridica. È obbligatoria per tutti gli atti pubblici e le scritture private autenticata o per tutti gli atti giuridici. Per le scritture private non autenticate è obbligatorio la registrazione in caso d’uso come i contratti di locazione che non sono ridotti nella forma di atto pubblico o scrittura privata con durata non superiore a 30 giorni. L’imposta di registro può essere considerata:
Imposta di donazione Le donazioni sono atti tra vivi liberi e volontari. Non sono previste discipline tra atti gratuiti e che siano affetti da vizi che ne determina nullità o annullabilità però non sono esenti dal tributo e non è previsto un rimborso. Va rimborsata solo la parte che eccede la misura fissa quando la nullità o l’annullabilità siano stabiliti con provvedimento non più impugnabile per cause non imputabili. Non è quindi rimborsabile il tributo laddove sussiste un rapporto causale tra vizio e comportamento o ne sussista la possibilità di eliminare il vizio.
I due teoremi dell'economia del benessere Il primo teorema afferma che dove c’è un regime di mercato di concorrenza perfetta l’operato di ciascun soggetto per il raggiungimento del proprio massimo benessere determina ciò che è auspicabile per la società nel suo complesso. Quindi, nel mercato di concorrenza perfetta la produzione dei beni e l’allocazione delle risorse realizzano l’ottimo paretiano. Il secondo teorema afferma che, modificando in modo opportuno la distribuzione iniziale delle risorse, principalmente con imposte e sussidi, per poi affidare al libero mercato l’efficiente allocazione delle risorse, è possibile raggiungere l’ottimo sociale.
La teoria del Pareto Pareto elabora “l’ottimo Paretiano” ed indica che un sistema è efficiente se è possibile aumentare il benessere di un individuo senza diminuire il benessere di qualcun altro. Quindi l’allocazione delle risorse è tale che qualsiasi mutamento può influire sul peggioramento degli altri. Pareto divide l’efficienza allocativa in 3 condizioni:
L'azzardo morale Può definirsi una forma di opportunismo post-contrattuale attraverso la quale una parte persegue i propri interessi in danno dell’altro confidando nell’impossibilità di quest’ultima di accettare comportamenti dolosi o colposi. Si parla di azzardo morale perché un soggetto che può occultare il proprio comportamento, non sopporta le conseguenze negative di eventuali scorrettezze e non è motivato ad agire rettamente.
L'analisi costi-benefici Analisi che è basata sull’idea che sia utile intraprendere un’attività solo nel caso in cui i benefici siano superiori ai costi e che permetta di sommare costi e benefici, valutando tutte e solo le conseguenze dell’attività in esame senza ricorso a norme o principi etici. L’analisi costi-benefici permette di riportare ad unità i costi elementari e i benefici elementari, attribuendo a queste unità un valore il più possibile oggettivo per la valutazione e il confronto.
L'asimmetria informativa Si definisce asimmetria informativa quel fenomeno per cui un’informazione non è integralmente condivisa fra tutti i soggetti che appartengono ad un dato sistema economico con la conseguenza che alcuni, disponendo di maggiori informazioni rispetto ad altri, traggono un vantaggio da tale informazione.
La selezione avversa Si verifica quando un soggetto modificando le condizioni di un contratto provoca una selezione di contraenti a lui sfavorevoli. Ad esempio: se l’assicurazione aumenta il prezzo della polizza, una parte della clientela vi rinuncia. Rinunciano i soggetti che hanno meno possibilità di essere colpiti da un evento che generi un rimborso da parte dell’assicurazione. Tale concetto di selezione avversa può applicarsi anche ad altri settori come, ad esempio, l’imposizione tributaria (sigarette)
L'insider trading Insider trading indica la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come "informazioni privilegiate"). Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato.
I beni pubblici Sono quei beni che appartengo allo stato o ad altri enti pubblici e che rappresentano i mezzi con i quali la pubblica amministrazione opera per il raggiungimento di quelle finalità che sono assegnate dall’ordinamento giuridico. Hanno le seguenti caratteristiche:
Monopolio e oligopolio Si dice monopolio quel mercato in cui tutta l’offerta di un dato bene, servizio è concentrato nelle mani di una sola impresa, mentre la domanda è frazionata tra numerosi compratori. Si ha l’oligopolio, perciò, quando l’offerta è concentrata in un numero limitato di imprese mentre la domanda è ripartita tra numerosi acquirenti. Ciascuna impresa è dunque in grado di influenzare il prezzo e variare la quantità venduta ma entro certi limiti: quelli rappresentati dalle reazioni dei concorrenti
Il fallimento del mercato Per alcuni economisti si parla di fallimento di mercato quando i mercati non sono in grado di organizzare la produzione in modo efficiente oppure quando non sono in grado di allocare adeguatamente i beni e i servizi a disposizione dei consumatori, e sono necessari interventi esterni al mercato per incidere positivamente sul mercato. Più genericamente possiamo dire che l’espressione fallimento del mercato esprime la situazione in cui i soggetti che vi operano non sono in grado di soddisfare l’interesse pubblico.
I beni demaniali Beni che appartengono allo Stato (lido del mare, spiagge) e beni appartenenti al demanio regionale, comunale e provinciale. Appartengono al demanio accidentale specifico i cimiteri e i mercati rionali. I beni demaniali non possono formare oggetto di usucapione, non può essere costituita ipoteca sugli stessi, non possono essere oggetto di concessione, altresì possono essere oggetto di godimento da parte della collettività e possono essere sdemanializzati passando a beni del patrimonio dello Stato.
I beni patrimoniali disponibili e indisponibili I beni patrimoniali indisponibili non possono appartenere ad un soggetto privato, ma solo allo Stato o alla Regione; tuttavia, possono essere trasferiti e alienati purché non venga meno la loro indispensabile ed effettiva destinazione al pubblico servizio. Beni patrimoniali disponibili; beni non considerati veri e propri beni pubblici in quanto privi della effettiva destinazione al pubblico servizio. L’ente pubblico è titolare del diritto di proprietà sui beni patrimoniali disponibili (fondi rustici, immobili urbani) che sono alienabili.
Rimedi ai fallimenti dei mercati Lo Stato può far fronte ai problemi del fallimento sostituendosi completamente al mercato stesso, fornendo direttamente beni e servizi; l’introduzione di leggi, tasse e sussidi potrebbe modificare i comportamenti dei soggetti privati quali produttori, consumatori e lavoratori, e quindi salvaguardare l’economia di mercato
L'impresa pubblica L’impresa pubblica è una impresa dotata di un capitale conferito dallo Stato o da altri enti pubblici parzialmente o totalmente (si parla di impresa pubblica solo in presenza di quota maggioritaria o di controllo dell’impresa). Le imprese pubbliche possono vendere sul mercato beni e servizi in cambio di corrispettivi, oppure possono erogare servizi finanziati dalle entrate fiscali (ad esempio ordine pubblico e istruzione).
La privatizzazione dell'impresa pubblica Con il termine privatizzazione, nella sua accezione più ampia, si vuole indicare quel procedimento in virtù del quale un’impresa pubblica cambia il proprio regime giuridico. Ciò può avvenire mediante trasformazione in società per azioni e conseguente collocamento sul mercato delle azioni, oppure in seguito alla dismissione della partecipazione pubblica sul mercato, a seconda che si tratti di “aziende di Stato” o municipalizzate oppure di imprese ancora sotto il controllo pubblico ma già costituite in forma di spa.
La curva di Phillips Nel 1958 l’economista Phillips pubblicò i risultati di un’analisi che conduceva ad una relazione inversa tra il tasso di crescita dei salari monetari e il tasso di disoccupazione nel Regno Unito tra il 1861 e il 1957: aduna riduzione del tasso di disoccupazione corrispondeva un aumento del tasso di crescita dei salari monetari. Tale relazione inversa derivava dall’applicazione al mercato del lavoro della teoria del funzionamento dei mercati: tanto minore è il tasso di disoccupazione, quanto maggiore sarà la concorrenza tra i datori di lavoro per avere lavoratori disponibili, condizione che porta ad un aumento dei salari monetari.
Gli effetti prodotti dalle imposte L’analisi degli effetti prodotti dalle imposte può essere condotta con riguardo al periodo di tempo, all’utilizzo che il soggetto pubblico fa del gettito fiscale, alle metodologie di analisi. Vi è il breve periodo e il lungo periodo. Per alcuni autori anche le imposte più gravose producono effetti immediati positivi in quanto spingerebbe i contribuenti a produrre di più per eliminare la diminuzione dei loro redditi. Quindi il prelievo fiscale funge da stimolo, per altri invece le imposte troppo onerose frenano l’attività produttiva e che favoriscono l’evasione fiscale, l’esportazione dei capitali nei paesi con regime fiscale più favorevoli. Alcune imposte creano effetti sostitutivi cioè si preferisce un bene ad un altro.
La traslazione delle imposte nell'oligopolio e nella concorrenza monopolistica Nell’oligopolio è difficile elaborare una regola sulla traslazione dell’imposta per le peculiarità di tale tipo di mercato. si possono avere tre tipi di scenari:
La traslazione delle imposte nella concorrenza perfetta In concorrenza perfetta avviene la traslazione dell’imposta purché si tratti di imposta speciale, ossia che colpisca un solo settore produttivo: l’imprenditore ridurrà l’offerta di tali beni e servizi per destinare i propri investimenti ad altri settori non interessati dal prelievo, aumenteranno i prezzi con il trasferimento dell’onere sui consumatori. L’entità della traslazione dipende:
La traslazione delle imposte nel monopolio In regime di monopolio la traslazione dell’imposta dipende dai seguenti scenari:
La traslazione dell'imposta È il processo economico per cui il contribuente tende a riversare parte o l’intera quota del tributo pagato su un altro contribuente che ne sopporta il peso. Gli imprenditori possono traslare l’imposta attraverso l’aumento dei prezzi oppure attraverso la riduzione dei salari dei propri dipendenti. Ci sono alcune imposte trasferite tramite IVA o i dazi doganali.
Elisione ed erosione fiscale L’elisione è un comportamento legittimo e può definirsi quel comportamento del contribuente che intensifica la propria attività per conseguire un maggior reddito e ridurre o eliminare gli effetti impositivi.
L’erosione è la diminuzione dell’imponibile e dei tributi attraverso l’applicazione di strumenti previsti dalle norme tributarie.
Evasione ed elusione fiscale L’evasione fiscale è un comportamento (illecito) finalizzato a ridurre o a eliminare il prelievo fiscale attraverso la violazione di norme di legge tributaria. L’evasione fiscale può realizzarsi attraverso l’occultamento dell’attività o dell’imponibile, l’indicazione di costi in misura superiore a quella reale, o la corruzione. L’elusione fiscale consiste nel comportamento del contribuente per evitare (aggiramento di un obbligo o di un divieto) il pagamento dei tributi, comportamento non in violazione della legge, pertanto non sottoposto a sanzioni.
Sistemi tributari a confronto: Italia – Francia Il sistema francese è più uguale a quello italiano rispetto alla Spagna. Le principali imposte sono: IRPP, IS, ISF, TVA. Il reddito imponibile si classifica in sette mono classi. Come in Italia l’anno fiscale coincide con l’anno solare. A differenza dell’Italia la tassazione delle persone fiscali si basa in relazione all’entità familiare. Tra Italia e Francia vi sono trattati come: convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale, per evitare evasione e frode; accordo amministrativo per lo scambio di informazioni allo scopo di evitare la doppia imposizione fiscale.
Sistemi tributari a confronto: Italia – Spagna Il sistema tributario italiano opera a livello nazionale mentre quello spagnolo risponde unicamente del sistema di sicurezza sociale. Esistono tre livelli di tassazione: governo centrale, comunità autonome ed autorità locali. Come in Italia il periodo di imposta corrisponde all’anno solare, ma prevede la suddivisione delle categorie reddituali, la presentazione della dichiarazione e la liquidazione delle imposte deve avvenire entro sei mesi dalla chiusura dell’anno fiscale. A differenza dell’Italia, vanno versati tre acconti di imposta sul reddito e non due. Tra Italia e Spagna vige la convenzione per evitare la doppia imposizione delle imposte.
Sistemi tributari a confronto: Italia – Germania La principale fonte di finanziamento del sistema tributario tedesco è formata da articolazioni di alcune imposte come: IVA, IRPEF, RS. È condiviso perché articolato in tre governi: federale, regionale, comunale. Il principio impositore è quello territoriale, quindi sono tassati solo i residenti in Germania da più di sei mesi. Vi sono sette macro-classi come in Italia e ciascuna ha proprie regole per determinare l’imponibile. Sono tassati in base al nucleo familiare. Simile all’Italia è la non imputabilità al reddito complessivo dei redditi da capitale che è soggetto ad aliquota unica. Il sistema di calcolo dell’iva, come per l’Italia è quello della differenza tra imposte ricevute in fase di vendita e quella pagata all’ acquisto. Il pagamento dell’iva è mensile.
Sistemi tributari a confronto: Italia – Svizzera Il sistema tributario svizzero riflette la forma federale dello stato ed è diviso in Cantoni, Comuni e Confederazioni. Tra Confederazione e Cantoni non esiste il divieto alla doppia imposizione. Le leggi fiscali sono sottoposte a referendum. La tassazione sul reddito delle persone fisiche è soggetta a doppia imposizione. I soggetti giuridici soggetti a tassazione sono coloro che hanno sede in Svizzera. A differenza dell’itali ogni soggetto imponibile viene tassato individualmente e per tanto non è possibile la tassazione di gruppo. Il reddito delle coppie sposate può essere cumulato e tassato secondo il principio dell’imposizione della famiglia. Sono soggetti a tassazione tutti i redditi che derivano da attività lavorativa dipendente o indipendente, quelli che si riferiscono ad attività mobiliari ed immobiliari
Sistemi tributari a confronto: Italia - Principato di Monaco La situazione finanziaria del Principato di Monaco è molto positiva, ciò grazie anche alle sue attrazioni principali come i grandi parchi giochi, si pensi a Montecarlo ed ai suoi grandi e famosi Casinò. Le entrate principali provengono però dalle industrie, commercio e terziario. Vi è un’assenza di imposte dirette e un gran segreto bancario che lo rende una sorta di paradiso fiscale che si trova a poca distanza dai paesi Europei. Ai fini societari è previsto un periodo di imposte annuali con versamenti divisi in quattro acconti. Il Principato di Monaco è caratterizzato dal fatto che coloro che esercitano un’attività di impresa in forma individuale, sono soggetti allo stesso trattamento fiscale delle società.
Il sistema tributario nei Paesi a fiscalità privilegiata I paradisi fiscali erano dei porti dove potevano trovare rifugio, da intemperie e pirati, le navi dei grandi imperi Europei. Dopo la Seconda guerra mondiale tali territori furono esclusi dal piano Marshall e quindi per garantirsi una stabilità economica, si specializzarono nell’accoglienza di flotte a cui fornire una bandiera ombra. Essi fornirono, inoltre, ai detentori di capitali, un asilo sicuro dove tenere il segreto bancario e l’assenza di tassazione. In questi territori a bassa
La decisione di finanza pubblica La Decisione di Finanza Pubblica (rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. La DFP indica l’evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l’anno in corso e per il periodo di riferimento, nonché le previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche per l’Italia, per ciascun anno del periodo di riferimento. Esplica inoltre i parametri economici essenziali utilizzati per le previsioni di finanza pubblica in coerenza con gli andamenti macroeconomici tendenziali e programmatici.
La legge di stabilità È una legge ordinaria che reca disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato. È stato introdotto per ridurre l’eccessiva rigidità del bilancio. La legge di bilancio è prevista dall’art. 81 della costituzione e prevede che non possono essere inseriti nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge di stabilità è scritta definendo obiettivi e programmi per rendere il documento più comprensibile nei suoi contenuti. L’Unione Europea ha inserito dei vincoli alle politiche finanziarie dei singoli stati. Il DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria) deve essere presentato entro il 31 luglio. Essa evidenzia la necessità di rappresentare gli obiettivi riferiti a ciascun programma di spesa.
La redistribuzione del reddito I singoli stati attuano diverse politiche redistributive del reddito, attraverso il welfare state, in base alle proprie posizioni nei confronti della solidarietà, del ruolo della famiglia, del lavoro, dell’uguaglianza. Le politiche redistributive del reddito si attuano attraverso l’intervento pubblico, con imposte e sussidi e mediante gli istituti del welfare state; tale intervento è visto con favore dal cittadino perché lo assicura contro gli eventi sfavorevoli della vita.
I modelli di welfare state
La disciplina del sistema sanitario Nel mercato sanitario il consumo è legato al verificarsi dell’evento malattia e in misura più modesta alla sua prevenzione. Il consumo di alcuni servizi sanitari quali: vaccini contro le malattie di tipo epidermico, provoca una esternalità positiva. Per esercitare la professione bisogna essere iscritti all’albo, è vietata la pubblicità e l’introduzione di nuovi farmaci se non regolamentata. È richiesta dagli individui anche una forma di copertura assicurativa per la perdita della salute perché comporta la possibilità di riduzione di guadagno. Il servizio sanitario universale deve essere riferito ai bisogni. Nei diversi paesi esso può essere: di tipo mutualistico oppure universalistico. LA ripartizione della spesa viene divisa tra le regioni. La copertura può avvenire da fondi doc e fondi non doc, società di mutuo soccorso e polizze assicurative individuali a finalità finanziario.
Sistemi pensionistici a ripartizione e a capitalizzazione
La disciplina del sistema pensionistico È una forma di remunerazione di cui beneficiano: coloro che hanno cessato l’attività per ragioni di età anagrafica o contributiva (pensione di vecchiaia o anzianità); soggetti che non sono in grado di partecipare ad attività lavorative (pensione di invalidità); familiari di persone decedute che hanno svolto attività di lavoro (pensione ai superstiti); persone che non hanno alcun reddito e non sono in grado di lavorare (pensione assistenziale). Il sistema pensionistico svolge una funzione assistenziale quando la pensione percepita non è legata ai contributi. Svolge invece una funzione previdenziale quando garantisce all’individuo la conservazione di un tenore di via simile a quello raggiunto negli ultimi anni di vita lavorativa, ma è necessario che abbia versato tutti i contributi. Ha funzione assicurativa quando la persona in età avanzata riceve dal sistema quanto ha accantonato durante il periodo in cui l’ha lavorato.
Il sistema pensionistico italiano: evoluzione storica In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la Cassa Nazionale di Previdenza per l’Invalidità e la Vecchiaia degli operai. Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di INPS. Nel 1969 venne introdotta la pensione sociale. Il sistema pensionistico, negli anni, è stato interessato da diverse modifiche e di riordini; con la legge n. 201/2011 (riforma Monti), il sistema pensionistico viene radicalmente cambiato attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile, l’abbandono della pensione di anzianità e l’introduzione della pensione anticipata. Ricordiamo tre importanti riforme: Amato (D.Leg.vo 30/12/1992 n. 503), Dini (legge 8/8/1995 n. 335) e Maroni.
Gli ammortizzatori sociali Sono istituti del Welfare connessi al rapporto di lavoro. In particolare, sono misure a sostegno dei lavoratori dipendenti quando restano privi di retribuzione perché i datori di lavoro non possono più ricevere la prestazione lavorativa con la conseguenza che non hanno più l’obbligo di corrispondere una retribuzione. Il sistema di tutela più significativo è il sussidio contro la disoccupazione. Nei sistemi di welfare si può assicurare un reddito al lavoratore in caso di sospensione temporaneo del lavoro. È prevista un’indennità di disoccupazione vera e propria che assicura un reddito al lavoratore al cessare dei rapporti di lavoro. La Cassa integrazione e l’indennità di disoccupazione sono previste per coloro che hanno raggiunto la maggiore età e che abbiano determinati contributi versati. Hanno una durata determinata e sono commisurati al reddito. Durante tale sussidio, il beneficiario non può svolgere alcuna attività lavorativa e deve partecipare a programmi di formazione. La Cassa integrazione può essere:
L'istruzione in Italia È regolata dal Ministro dell’istruzione, dalle Università e dalla Ricerca con modalità diversa a seconda della forma giuridica. La formazione professionale dipende dalle Regioni. L’istruzione è strutturata in tre cicli: Primaria (elementari) svolta in 5 anni, Secondaria di 1° grado (scuola media inferiore) svolta in 3 anni e Secondaria di 2° grado (scuola superiore) svolta in 5 anni. L’istruzione superiore comprende l’Università, l’Alta formazione Artistica e Musicale e la formazione professionale. L’istruzione Superiore è suddivisa in tre livelli: laurea triennale, laurea magistrale, dottorato di ricerca e specializzazione. La quasi totalità delle Università è statale ed è finanziata dallo Stato e dagli studenti tramite le tasse universitarie. L’istruzione inferiore è ripartita in 8 anni ed è obbligatoria e gratuita. Il diritto allo studio è un diritto soggettivo, esso si distingue dal diritto all’istruzione che è il diritto che sancisce: “la scuola è aperta a tutti”.