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Risposte Aperte Paniere Scienza delle Finanze - eCampus - (Prof. Volonterio Federica), Panieri di Scienza delle Finanze

Risposte APERTE del Paniere di Scienza delle Finanze - Università Telematica Ecampus - (Prof. Volonterio Federica) del 11/02/2018 a.a 2022

Tipologia: Panieri

2021/2022

In vendita dal 25/05/2022

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PANIERE SCIENZA DELLE FINANZE
APERTE UNIVERSITA TELEMATICA ECAMPUS
(Prof. Volonterio Federica del 11/02/2018)
Lezione 002
12.Il teorema di Barone
Dimostra che l’inefficienza economica delle imposte indirette producono effetti distorsivi dei prezzi dei
benisul mercato. Barone dimostro che un’imposta sul reddito colloca il soggetto su una curva di
indifferenzainferiore rispetto a quella dove si trovava prima dell’imposta, ma comunque superiore alla
curva diindifferenza dove si troverebbero se applicassimo un’imposta di consumo di pari ammontare ad
una sulreddito. A parità di prelievo fiscale, il sacrificio del contribuente è maggiore con un’imposta
indirettarispetto ad una indiretta. Se il sacrificio per il contribuente è lo stesso, il fisco avrà un gettito
inferiore conl’imposta indiretta rispetto a quella diretta. Si rileva che se la pressione tributaria è eccessiva
incidenegativamente sugli investimenti facendo diminuire l’offerta globale provocando una spinta
inflazionistica
Lezione 003
03.Progressività e proporzionalità delle imposte
Con il principio della progressività le aliquote crescono in proporzione alla crescita del reddito. Si applica
nelsuo complesso e non di singoli tributi. Tale principio viene utilizzato dallo Stato per ricevere mezzi
finanziariper la gestione (es IRPEF). Con esso si intende ridurre il divario economico tra le classi sociali. Può
essere: -per detrazione: quando si colpisce con un aliquota costante la base imponibile dopo aver detratto
un’ammontare fisso - per classe: quando l’aliquota è costante per una classe imponibile e cresce alla
classesuccessiva. Es: per imponibile fino a 100 l’aliquota è 5% per quelle fino a 200 sarà 6% e così via. -
perscaglioni: quando è prevista un aliquota che si applica allo scaglione per quella classe. Es: imp. 100
aliquota5% per quella di 200, i primi 100 sono al 5% e i secondi 100 sarà al 6% e così via. - Continua:
quandol’aliquota aumenta in maniera continua con l’aumentare dell’imponibile fino ad un massimo
(raggiunto ilmassimo, diventa costante) es: imposta straordinaria da un minimo di 4,50 per patrimonio di
50.000 e salefino al massimo di 50% per patrimonio superiore a 100.000. Per proporzionalità di imposta si
intendequando l’ammontare dell’imposta cresce in misura proporzionale all’ammontare dell’imponibile.
Es:aliquota del 20% su imponibile 100.000. Significa che il soggetto dovrà pagare 20.000 di imposta.
Quindil’aliquota è costante 20% su 200.000 (20% su 200.000= 40.000 aliquota). Sacrificio proporzionale
all’utilitàtotale di cui gode ciascun individuo.
Lezione 004
02.La capacità contributiva
Nella seconda metà del XIX sec. si diffuse il concetto che la capacità contributiva dovesse essere più
cheproporzionale con il crescere del reddito. Veniva spiegato che il carico tributario veniva considerato in
basea 3 teorie del sacrificio: uguale, proporzionale e minimo. Come sancisce l’art.53: “tutti sono tenuti
aconcorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva. Il sacrificio
patrimonialesopportato da ogni individuo va rapportato alla possibilità del singolo di privarsi di parte dei
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PANIERE SCIENZA DELLE FINANZE

APERTE – UNIVERSITA’ TELEMATICA ECAMPUS

(Prof. Volonterio Federica del 11/02/2018) Lezione 002 12.Il teorema di Barone Dimostra che l’inefficienza economica delle imposte indirette producono effetti distorsivi dei prezzi dei benisul mercato. Barone dimostro che un’imposta sul reddito colloca il soggetto su una curva di indifferenzainferiore rispetto a quella dove si trovava prima dell’imposta, ma comunque superiore alla curva diindifferenza dove si troverebbero se applicassimo un’imposta di consumo di pari ammontare ad una sulreddito. A parità di prelievo fiscale, il sacrificio del contribuente è maggiore con un’imposta indirettarispetto ad una indiretta. Se il sacrificio per il contribuente è lo stesso, il fisco avrà un gettito inferiore conl’imposta indiretta rispetto a quella diretta. Si rileva che se la pressione tributaria è eccessiva incidenegativamente sugli investimenti facendo diminuire l’offerta globale provocando una spinta inflazionistica Lezione 003 03.Progressività e proporzionalità delle imposte Con il principio della progressività le aliquote crescono in proporzione alla crescita del reddito. Si applica nelsuo complesso e non di singoli tributi. Tale principio viene utilizzato dallo Stato per ricevere mezzi finanziariper la gestione (es IRPEF). Con esso si intende ridurre il divario economico tra le classi sociali. Può essere: - per detrazione: quando si colpisce con un aliquota costante la base imponibile dopo aver detratto un’ammontare fisso - per classe: quando l’aliquota è costante per una classe imponibile e cresce alla classesuccessiva. Es: per imponibile fino a 100 l’aliquota è 5% per quelle fino a 200 sarà 6% e così via. - perscaglioni: quando è prevista un aliquota che si applica allo scaglione per quella classe. Es: imp. 100 aliquota5% per quella di 200, i primi 100 sono al 5% e i secondi 100 sarà al 6% e così via. - Continua: quandol’aliquota aumenta in maniera continua con l’aumentare dell’imponibile fino ad un massimo (raggiunto ilmassimo, diventa costante) es: imposta straordinaria da un minimo di 4,50 per patrimonio di 50.000 e salefino al massimo di 50% per patrimonio superiore a 100.000. Per proporzionalità di imposta si intendequando l’ammontare dell’imposta cresce in misura proporzionale all’ammontare dell’imponibile. Es:aliquota del 20% su imponibile 100.000. Significa che il soggetto dovrà pagare 20.000 di imposta. Quindil’aliquota è costante 20% su 200.000 (20% su 200.000= 40.000 aliquota). Sacrificio proporzionale all’utilitàtotale di cui gode ciascun individuo. Lezione 004 02.La capacità contributiva Nella seconda metà del XIX sec. si diffuse il concetto che la capacità contributiva dovesse essere più cheproporzionale con il crescere del reddito. Veniva spiegato che il carico tributario veniva considerato in basea 3 teorie del sacrificio: uguale, proporzionale e minimo. Come sancisce l’art.53: “tutti sono tenuti aconcorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva. Il sacrificio patrimonialesopportato da ogni individuo va rapportato alla possibilità del singolo di privarsi di parte dei

propri averi dadestinare alla collettività. Per determinare la capacità contribuiva si deve considerare al netto dei costi diproduzione. Il reddito complessivo e da qui si può determinare l’imposta progressiva da attivare. Gli indicidiretti sono: patrimonio e incrementi di valore del patrimonio. Gli indici indiretti sono: consumi e affari. Lacapacità deve essere: attuale ed effettiva. 03.Le teorie del sacrificio nel prelievo tributario La teoria del sacrificio fu formulata per spiegare la distribuzione del carico tributario e si distingue in treteorie diverse: - TEORIA DEL SACRIFICIO UGUALE: deve essere individuato l’uguaglianza in modo chel’imposta sottragga a ogni contribuente una quantità uguale di utilità; dove l’imposta provoca per tutti icontribuenti lo stesso sacrificio. Si realizza con imposta progressiva in relazione dell’utilità marginale. - TEORIA DEL SACRIFICIO PROPORZIONALE: indica che per attivare l’uguaglianza bisogna mirare a sacrifici proporzionali all’utilità totale di cui gode ciascun individuo. Quindi i sacrifici sopportati dai diversi contribuenti devono essere proporzionali all’utilità totale della ricchezza di cui ciascuno dispone. - TEORIA DEL SACRIFICIO MINIMO: indica che il sacrificio totale che deriva da tributo deve essere minimo. Per raggiungere tale risultato le imposte devono prelevare le unità di ricchezza che hanno minore utilità, in modo che sia minima la somma delle utilità prelevate dall’insieme dei contribuenti. Lezione 005

03. Le entrate pubbliche Sono i mezzi finanziari che lo stato e gli altri enti pubblici si procurano per far fronte alle spese pubbliche. Sono costituite da tutte le risorse che il settore della pubblica amministrazione nel suo complesso in cassa. Servono a produrre beni ed erogare servizi pubblici. Le entrate tributarie possono suddividersi in imposte, tasse e contributi. Possono essere inoltre: - Entrate tributarie - Entrate extra tributarie - Entrate provenienti da alienazioni e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti Sotto il profilo economico possono avere reperimento da: - Patrimonio dello stato ed enti pubblici - Prelievi coattivi (tasse imposte e contributi), prospetti pubblici o emissioni di carta moneta. Sotto il profilo giuridico: - Entrate di diritto privato (canoni demaniali o locazione di immobili) - Entrate di diritto pubblico (derivate dalla pubblica amministrazione) Dal punto di vista contabile: - Entrate ordinarie (imposte versate periodicamente dai contribuenti) - Entrate straordinarie (per eventi eccezionali) 04. Le entrate straordinarie dello Stato Le entrate straordinarie sono prelievi di ricchezza destinati a far fronte a spese impreviste che divengono necessarie al verificarsi di eventi eccezionali come, calamità naturali, le guerre, ecc. Nelle economie degli stai moderni si ricorre al debito pubblico che è uno strumento di finanza straordinaria. Sono considerate entrate pubbliche straordinarie: - Il tesoro di guerra (ormai scomparso) - Le contribuzioni straordinarie (imposte e tasse temporanee che procurano entrate straordinarie) - Debiti pubblici **Lezione 006

  1. Il debito consolidato** È costituito da prestiti a scadenza lunga o indeterminata accesi allo scopo di far fronte a disavanzi durevoli di bilancio statale (deficit pubblico). Per questo motivo esso trova una sistemazione definitiva nel bilancio statale, sia per il pagamento degli interessi, che per il rimborso del capitale Si distingue in: - Debito redimibile: quando lo stato si obbliga a rimborsare il pagamento del capitale e degli interessi nelle forme ed epoche stabilite. Il titolo emesso per finanziare il debito redimibile è l’obbligazione - Debito irredimibile: quando lo stato non assume ad una data fissa l’obbligo di restituzione, ma si riserva comunque di farlo successivamente, e garantisce solo il puntuale pagamento degli interessi, che finiscono con il costituire una rendita perpetua. Sempre fra i debiti redimibili, ci sono i prestiti a carelle ammortizzabili che lo stato

Sono quei redditi che derivano dai terreni e fabbricati ubicati nel territorio dello stato e sono o devono essere iscritti nel catasto dei terreni o nel catasto di edilizia urbana con attribuzione di rendita. Producono reddito fondiario solo i terreni atti alla produzione agricola e non quindi quelle che costituiscono pertinenza di fabbricato urbano oppure in affitto x usi non agricoli. I redditi degli immobili che non possono essere determinati con il catasto e quindi gli immobili situati all’estero costituiscono i redditi diversi. Non producono reddito fondiario nè le costruzioni rurali, né i fabbricati dati in affitto per l’esercizio di imprese commerciali o per arti o professioni. Esso si distingue in dominicale (terre nel suo stato naturale) e agricolo (quello che remunera il capitale d’esercizio ed il lavoro di organizzazione).

06. La rendita catastale è il valore attribuito ai fini fiscali a tutte le unità di immobili in grado di produrre o generare reddito autonomo. Questo vale viene individuato per la maggior parte delle unità immobiliari moltiplicando la consistenza dell’immobile (è espresso in vanio catastali, mq o mc) per il rispettivo valore riportato nelle tariffe dell’estimo. Dipende da due elementi: dimensione dell’immobile e l’estimo (valore numerico associato all’immobile in base alla zona di ubicazione e anche dall’uso immobiliare. **Lezione 010

  1. I dividendi** Sono utili conseguiti da una società che vengono distribuiti ai suoi azionisti come remunerazione del capitale di rischi investito. Sono redditi provenienti dalla partecipazione in società soggette ad ires. La tassazione deve avvenire presso il soggetto che l’ha prodotta. Vi sono partecipazioni QUALIFICATE e NON QUALIFICATE. LE PRIME SONO TASSATE AL 49,72% del loro ammontare, le seconde sono soggette ad imposta sostitutiva del 20%. Il dividendo può essere di tipo ordinario (riguarda la parte degli utili che la società produce ogni anno e decide di distribuire regolarmente) o straordinario (riguarda le risorse che la società riesce a procurarsi attraverso operazioni di carattere straordinario oppure quote di accantonamento accumulate negli anni passati). Il dividendo viene pagato in contanti, ma anche con nuove azioni. La decisione di distribuire un dividendo viere riconosciuto dall’assemblea degli azionisti su proposta dei consiglio di amministrazione. 12. Sono redditi di capitale Sono redditi derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi da partecipazioni. Sono tassati al lordo delle spese di produzione a differenza dei redditi diversi. Un esempio sono gli interessi su conto corrente bancario. Si basa sul principio di cassa, quindi devono essere dichiarati e tassati solo quando il contribuente incassa finanziariamente gli importi considerati. Sono redditi di capitale: GLI INTERESSI EGLI ALTRI PROVENTI DERIVANTI DAGLI ALTRI RAPPORTI AVENTI OGGETTO IMPIEGO DI CAPITALE. Si suddividono in due macro categorie: gli interessi ed i proventi derivanti dalla partecipazione in società o enti. Il reddito è tassato al lordo in base al principio di cassa. I proventi percepiti nell’esercizio di un’impresa commerciale non rappresentano redditi di capitale, ma concorrono a formare il reddito di impresa. Sono anche redditi di capitale gli interessi derivanti da mutui, da depositi e conti correnti soggetti alla ritenuta nella misura del 26% derivanti dalle obbligazioni. Sono redditi di capitale solo quelli che costituiscono il corrispettivo di un accordo economico **Lezione 011
  2. I redditi di lavoro dipendente** Sono quelli derivanti da prestazioni lavorative con qualunque beneficio ed alle dipendenze di altri. È vincolato dalla subordinazione tra prestatore e datore di lavoro, vi rientrano anche le pensioni. Vi sono una serie di tipologie reddituali che solo parzialmente presentano la peculiarità del lavoro dipendente e sono le

remunerazioni dei sacerdoti, compensi dei soci di cooperative di produzione di lavoro, servizi e agricoli ecc. Ciò che caratterizza i rapporti di collaborazione sono lo svolgimento di un’attività senza vincolo di subordinazione, senza impiego di mezzi organizzativi, nell’ambito di un rapporto unitario e continuativo e con una retribuzione periodica prestabilita. Nei redditi di lavoro dipendente rientrano gli stipendi, salari, premi, compensi per lavoro straordinario, le mensilità aggiuntive sotto forma di partecipazioni agli utili. La tassazione avviene tramite il principio di cassa cioè nel momento della partecipazione. Lezione 012

08. Differenza tra redditi di lavoro autonomo e redditi di lavoro dipendente Sono quelli derivanti da prestazioni lavorative con qualunque beneficio ed alle dipendenze di altri. È vincolato dalla subordinazione tra prestatore e datore di lavoro, vi rientrano anche le pensioni. Vi sono una serie di tipologie reddituali che solo parzialmente presentano la peculiarità del lavoro dipendente e sono le remunerazioni dei sacerdoti, compensi dei soci di cooperative di produzione di lavoro, servizi e agricoli ecc. Ciò che caratterizza i rapporti di collaborazione sono lo svolgimento di un’attività senza vincolo di subordinazione, senza impiego di mezzi organizzativi, nell’ambito di un rapporto unitario e continuativo e con una retribuzione periodica prestabilita. Nei redditi di lavoro dipendente rientrano gli stipendi, salari, premi, compensi per lavoro straordinario, le mensilità aggiuntive sotto forma di partecipazioni agli utili. La tassazione avviene tramite il principio di cassa cioè nel momento della partecipazione. E’ quel reddito che deriva dall’esercizio per professione abituale, non esclusiva di arti e professioni e più in generale da attività di lavoro autonomo. Ha natura intellettuale ed autonomia nello svolgimento di tale attività, è abituale e non imprenditoriale. Deve distinguersi dai redditi dei impresa che derivano da attività commerciali, mentre producono lavoro autonomo quelle attività che prestano servizi. Devono essere iscritti negli albi professionali (sono lavoro autonomo anche le associazioni tra professionisti). Sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili e alla compilazione dei registri IVA. Il reddito si determina attraverso la differenza tra le componenti positive (in denaro o natura) conseguite nel periodo di imposta e le spese sostenute sempre nello stesso periodo, vale il principio di cassa. Il criterio per la deduzione delle spese si basa sul requisito della inezia cioè legame tra costi e attività svolte. Sono soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. 09. I redditi di lavoro autonomo E’ quel reddito che deriva dall’esercizio per professione abituale, non esclusiva di arti e professioni e più in generale da attività di lavoro autonomo. Ha natura intellettuale ed autonomia nello svolgimento di tale attività, è abituale e non imprenditoriale. Deve distinguersi dai redditi dei impresa che derivano da attività commerciali, mentre producono lavoro autonomo quelle attività che prestano servizi. Devono essere iscritti negli albi professionali (sono lavoro autonomo anche le associazioni tra professionisti). Sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili e alla compilazione dei registri IVA. Il reddito si determina attraverso la differenza tra le componenti positive (in denaro o natura) conseguite nel periodo di imposta e le spese sostenute sempre nello stesso periodo, vale il principio di cassa. Il criterio per la deduzione delle spese si basa sul requisito della inezia cioè legame tra costi e attività svolte. Sono soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. 10. Differenza tra redditi di lavoro autonomo e redditi di impresa E’ quel reddito che deriva dall’esercizio per professione abituale, non esclusiva di arti e professioni e più in generale da attività di lavoro autonomo. Ha natura intellettuale ed autonomia nello svolgimento di tale attività, è abituale e non imprenditoriale. Deve distinguersi dai redditi dei impresa che derivano da attività commerciali, mentre producono lavoro autonomo quelle attività che prestano servizi. Devono essere iscritti negli albi professionali (sono lavoro autonomo anche le associazioni tra professionisti). Sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili e alla compilazione dei registri IVA. Il reddito si determina attraverso la differenza tra le componenti positive (in denaro o natura) conseguite nel periodo di imposta e le spese

Sono obbligati al pagamento delle spese pubbliche. Producono ricchezza che viene trasferita ai soggetti che ne fanno parte. Per le formazioni a scopo di lucro vi sono state delle teorie volte a scongiurare la doppia imposizione fiscale. (l’ires ha sostituito irpeg). Il testo unico disciplina l’ires è suddiviso in 6 parti: disposizioni generali, società ed enti commerciali, enti non commerciali, società ed enti commerciali non residenti, determinazione della base imponibile. Non colpisce solo le società, ma anche i fenomeni aggregati. Non sono soggetti ad ires gli organi e le amministrazioni dello stato, le regioni, le province e i comuni. I soggetti passivi ires hanno come requisito la commercialità e la residenza. È un’imposta proporzionale e personale ed ha un aliquota unica pari al 27, 50% sul reddito complessivo netto. I soggetti passivi sono: società di capitale, cooperative, mutua assicurazione, enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust.

07. Determinazione della base imponibile ires (c.d. utile fiscale) Il periodo di imposta è determinato dalla legge o dall’atto costitutivo. L’ires è un’imposta proporzionale con aliquota fissa del 27,50% sul reddito complessivo netto. Una volta calcolata l’imposta devono essere sottratti gli importi per alcune detrazioni d’imposta per oneri, eventuali ritenute d’acconto subite o importi versati in sede di acconto. Se l’ammontare delle ricevute dei crediti o degli acconti è maggiore rispetto all’imposta dovuta, il contribuente può riportare il credito d’esercizio successivo, oppure utilizzarlo in compensazione con altre imposte/contributi o può richiederlo a rimborso. Il reddito complessivo si ottiene apportando variazioni positive o negative all’utile o alla perdita risultante dal conto economico. **Lezione 016

  1. Operazioni esenti e pro-rata** Le operazioni IMPONIBILI sono quelle cui sussistono 3 presupposti: oggettivo cioè operazioni inquadrate come cessioni dei beni o prestazioni di servizi; soggettivo cioè operazioni effettuate nell’esercizio di impresa di arti e/o professioni; territoriale cioè operazioni effettuate nel territorio italiano. Le operazioni NON IMPONIBILI sono quelle operazioni commerciali che mancano di 1 o più requisiti dalla normativa classica. Esempio sono le esportazioni (manca la territorialità). Le operazioni esenti sono quelle operazioni che per ragioni sociali e tecniche sono escluse dal campo di applicazione per esplicita normativa. Hanno comunque tutti e tre i requisiti e quindi danno luogo ad adempimenti formali (fatturazione, registro). 10. Iva nei rapporti con l'estero Le operazioni che si effettuano con l’estero in linea generale sono non imponibili ai fini IVA in Italia, mentre l’introduzione a titolo di acquisto di beni nel territorio dello stato costituisce un’operazione soggetta ad imposta in Italia. È importante distinguere tra: - Operazioni intracomunitarie: ha i seguenti elementi: soggettivo (due soggetti che facciano parte del territorio comunitario); oggettivo (passaggio effettivo della proprietà del bene); territorialità (transazione del bene da un territorio all’altro). - Importazioni: sono tutti beni introdotti in Italia e sono nazionalizzati. - Esportazioni: si deve distinguere tra dirette, improprie e indirette. 11. Operazioni imponibili, non imponibili ed esenti Le operazioni IMPONIBILI sono quelle cui sussistono 3 presupposti: oggettivo cioè operazioni inquadrate come cessioni dei beni o prestazioni di servizi; soggettivo cioè operazioni effettuate nell’esercizio di impresa di arti e/o professioni; territoriale cioè operazioni effettuate nel territorio italiano. Le operazioni NON IMPONIBILI sono quelle operazioni commerciali che mancano di 1 o più requisiti dalla normativa classica. Esempio sono le esportazioni (manca la territorialità). Le operazioni esenti sono quelle operazioni che per ragioni sociali e tecniche sono escluse dal campo di applicazione per esplicita normativa. Hanno comunque tutti e tre i requisiti e quindi danno luogo ad adempimenti formali (fatturazione, registro).

12. Presupposti soggettivo, oggettivo, territoriale Il presupposto oggettivo indica le operazioni che rientrano fra le cessioni di beni che comportano il trasferimento della proprietà di beni o diritti reali di godimento e i servizi non riconducibili alla cessione dei beni. Il presupposto soggettivo indica operazioni effettuate nell’esercizio di impresa, di arti e professioni. Il presupposto territoriale indica che l’operazione è parte in essere nel territorio dello stato. **Lezione 018

  1. La dichiarazione iva e la liquidazione iva periodica** La dichiarazione IVA è il modello dichiarativo mediante il quale i soggetti passivi IVA comunicano all’Agenzia delle Entrate le diverse operazioni effettuate nell’anno di imposta che hanno rilevato ai fini IVA. Sono tenuti alla dichiarazione annuale iva tutti gli esercenti attività di impresa, artistiche o professionali e titolari di partita IVA. La liquidazione IVA consiste nel calcolo nell’IVA a credito o a debito al termine di un periodo fiscale. A secondo del regime contabile scelto, la liquidazione però avviene su base mensile o territoriale I termini di pagamento per la liquidazione è sempre il 16 di ogni mese o di ogni 2 mesi per il trimestrale. 08. Perchè' l'iva e' un imposta neutrale? L’IVA è un’imposta neutrale perché colpisce il maggior valore che ciascuna fase del processo aggiunge al bene/ servizio considerato, prescindendo dall’effettivo numero di passaggi che la merce subisce. 9. SPIEGARE IL PRINCIPIO DI ALTERNATIVITà IVA E IMPOSTA DI REGISTRO Il principio di alternatività impedisce l’applicazione contemporanea dell’IVA e delle imposte di registro proporzionali, disponendo che gli atti soggetti ad IVA scontino l’imposta di registro fisso. L’imposta di registro è una prestazione economica dovuta per la registrazione di un atto. Quindi gli atti devono essere registrati solo in caso d’uso e si applica in maniera fissa. 10. Cos'è il plafond? Il plafond è un limite all’esborso fisico di denaro e può essere fisso o mobile. Bisogna essere esportatori abituali. È fisso quando un esportatore abbia ad esempio accumulato 50.000 € nell’anno in corso e potra chiedere nell’anno successivo di vari corrispondenti iva fino alla concorrenza dello stesso importo. Per essere mobile deve avere due condizioni: aver iniziato l’attività almeno da 12 mesi. La veste di esportatore si deve verificare ogni mese. **Lezione 019
  2. Spiegare il principio di alternativita' tra iva ed imposta di registro ed illustrare con degli esempi** Il principio di alternatività impedisce l’applicazione contemporanea dell’IVA e delle imposte di registro proporzionali, disponendo che gli atti soggetti ad IVA scontino l’imposta di registro fisso. L’imposta di registro è una prestazione economica dovuta per la registrazione di un atto. Quindi gli atti devono essere registrati solo in caso d’uso e si applica in maniera fissa. IMPEDISCE L’APPLICAZIONE CONTEMPORANEA DELL’IVA E DELL’IMPOSTA DI REGISTRO DISPONENDO CHE GLI ATTI SOTTOPOSTI AD IVA SCONTINO L’IMPOSTA DI REGISTRO. Esempi sono: i contratti di locazione di affitto di beni mobili che non sono stati redatti nella forma di atto pubblico. 12. L'imposta ipotecaria e l'imposta catastale L’imposta ipotecaria è un’imposta indiretta e si applica per formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione eseguito nei pubblici registri immobiliari a seguito di atti di compravendita, donazione, successione, iscrizione ipotecaria e costituzione di usufrutto. L’imposta catastale si applica su ogni voltura catastale come il cambio del nome del proprietario di un immobile a seguito di compravendita. È un

14. Come si determina la base imponibile dell'irap? Quali costi non sono deducibili? La base imponibile si determina dal tipo di attività svolta per le imprese commerciali e dalla differenza tra produzione e costi (nei costi non rientrano il costo del personale dipendente, le perdite sui crediti e gli interessi, le svalutazioni delle immobilizzazioni, gli accantonamenti per rischi, ici. Per i produttori agricoli, allevatori e affini, la base imponibile è data dalla differenza tra ammontare che risulta nelle dichiarazioni iva e gli acquisti destinati alla produzione. Per gli enti privati non commerciali, gli organi dello stato e delle amministrazioni pubbliche la base imponibile è pari al totale delle retribuzioni per lavoro dipendente calcolato in base al proprio criterio (competenza o cassa). Per coloro che esercitano arti e professioni è determinata sottraendo all’ammontare dei compensi i costi di produzione (con esclusione delle spese del personale dipendente e degli interessi passivi). 15. L'armonizzazione delle imposte È un procedimento attraverso cui si rendono affini le discipline normative di determinati tributi comuni agli stati membri, al fine di eliminare le distorsioni fiscali che ostacolano la libera concorrenza nel mercato unico e di non discriminare merci, persone e servizi in base alla nazionalità. Significa adeguarsi ad un tipo comune (presupposto, base imponibile e aliquota). Secondo l’ordinanza l’IRAP va esclusa quando: non prestano la loro attività di produzione o collaborazione; quando i beni strumentali costituiscono il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività. L’onere della prova spetta al contribuente. 16. Irap L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive, è l’unica imposta a carico dell’impresa in proporzione al fatturato e non all’utile. Il presupposto è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata, diretta alla produzione e allo scambio di beni e prestazioni di servizi. Sono soggetti passivi di imposta: società di capitali, enti commerciali, amministrazione pubblica, enti non commerciali residenti, società di persone, persone fisiche esercenti attività commerciali o di lavoro autonomo, produttori agricoli con volume di affari superiore a 7000,00€. La base imponibile dipende dalle attività svolta. **Lezione 022

  1. L'imu** L’imposta municipale unica è un imposta diretta di tipo patrimoniale, è applicata agli immobili del patrimonio, sostituisce ICI. Il presupposto è il possesso di beni immobili esclusa l’abitazione principale e pertinenze. Il soggetto attivo è il comune, i soggetti passivi sono i proprietari ovvero i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, il locatario o il cessionario. La basa imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale con rivalutazione del 5% e del 25% **Lezione 023
  2. I due teoremi dell'economia del benessere** Il primo teorema afferma che dove c ‘è un regime di mercato di concorrenza perfetta l’operato di ciascun soggetto per raggiungere il suo massimo benessere, indica ciò che è auspicabile per la società. Quindi la produzione dei beni e l’allocazione delle risorse indica l’attivo paretiano. Il monopolio invece determina una riduzione del benessere, i prezzi aumentano. Il primo teorema è favorevole all’intervento pubblico, all’adozione di politiche antitrust, alla liberalizzazione dei mercati. Il mercato di concorrenza non può risolvere però il problema della distribuzione ottimale del benessere tra gli individui. Il secondo teorema dell’economia del benessere indica che modificando in modo opportuno la distribuzione iniziale delle risorse con imposta e sussidi, per poi affidare al mercato l’efficienza dell’allocazione delle risorse, è possibile raggiungere l’ottimo sociale. Questo secondo teorema si pone a sostegno di un’economia

decentrata di tipo concorrenziale. Giustifica l’intervento dello stato al fine di una preventiva distribuzione delle risorse.

04. La teoria del Pareto Pareto elabora “l’ottimo Paretiano” ed indica che un sistema è efficiente se è possibile aumentare il benessere di un individuo senza diminuire il benessere di qualcun altro. Quindi l’allocazione delle risorse è tale che qualsiasi mutamento può influire sul peggioramento degli altri. Pareto divide l’efficienza allocativa in 3 condizioni: - Efficienza produttiva: quando non è possibile aumentare la produzione di un bene senza ridurre la produzione di un altro bene. - Efficienza nello scambio: si realizza quando ciascun membro della collettività riceve o cede esattamente la quantità di bene secondo i propri desideri. - Efficienza sociale: è data dalla funzione del benessere sociale che esprime le preferenze della collettività rispetto a situazioni economiche alternative. Il regime di concorrenza perfetta realizza l’ottimo paretiano realizzando il maggior livello possibile di benessere sociale. Nel mercato di concorrenza il prezzo del bene sarà elevato quando il bene è scarso perché la domanda eccede e viceversa. **Lezione 024

  1. L'azzardo morale** Può definirsi una forma di opportunismo post-contrattuale attraverso la quale una parte persegue i propri interessi in danno dell’altro confidando nell’impossibilità di quest’ultima di accettare comportamenti dolosi o colposi. Si parla di azzardo morale perché un soggetto che può occultare il proprio comportamento, non sopporta le conseguenze negative di eventuali scorrettezze e non è motivato ad agire rettamente. 10. L'asimmetria informativa È quel fenomeno per cui l’informazione non è integralmente condivisa fra tutti i soggetti che appartengono ad un dato sistema economico con la conseguenza che alcuni, disponendo di maggiori informazioni rispetto ad altri, trattengono un vantaggio da tale situazione. Il vantaggio sul piano delle informazioni condiziona la formazione dei contratti. Tali asimmetrie sono dovuti a diversi fattori come: - Le info non sono distribuite in maniera omogenea - Sono disponibili solo a soggetti determinati - Sono riservate e non possono essere rese pubbliche - Le info a volte sono solo stimabili. 11. La selezione avversa Si verifica quando un soggetto modificando le condizioni di un contratto provoca una selezione di contraenti a lui sfavorevoli. Ad esempio: se l’assicurazione aumenta il prezzo della polizza, una parte della clientela vi rinuncia. Rinunciano i soggetti che hanno meno possibilità di essere colpiti da un evento che generi un rimborso da parte dell’assicurazione. Tale concetto di selezione avversa può applicarsi anche ad altri settori come ad esempio l’imposizione tributaria (sigarette) 12. L'insider trading Si intende l’uso di notizie riservate, conosciute per ragioni d’ufficio allo scopo di speculare sui titoli di una società con profitto personale, agendo in anticipo rispetto alle reazioni che si verificheranno sul mercato al momento della loro divulgazione. Secondo il TUF all’art. 184, commette abuso di informazioni privilegiate chiunque, essendo in possesso di info privilegiate dovute alla proprie posizioni: 1) acquista, vende o compie operazioni per conto proprio o per conto di terzi utilizzando l’informazione medesima; 2) divulga l’informazione riservata fuori dal conteso lavorativo; 3) raccomanda o induce a compiere atti contro la riservatezza di cui il punto 1. La ragione di tale norma è sanzionare lo sfruttamento di informazioni non ancora disponibili. 13. L'analisi costi-benefici

di soddisfare l’interesse del pubblico. Gli obiettivi a cui deve essere finalizzata l’intervento pubblico sono l’equità e l’efficienza sociale

05. I beni demaniali Sono beni che appartengono allo stato e costituiscono il demanio pubblico come : i lidi del mare, le spiagge, le strade, porti, fiumi, torrenti, laghi, le opere destinate alla difesa nazionale, le autostrade, gli acquedotti, gli immobili riconosciuti di interesse storico, artistico, archeologico, i musei, le biblioteche. Sono inalienabili, non possono essere venduti se non per legge, non possono essere istituite ipoteche e non possono essere sfruttati da privati attraverso le concessioni. Può goderne la collettività. 06. I beni patrimoniali disponibili e indisponibili I beni indisponibili sono quelli che appartengono soltanto allo stato oppure ad una regione e non possono assolutamente appartenere ad un soggetto privato cioè: le miniere, le acque minerali e termali, le cave e le torbiere sottratte al proprietario del fondo. Alcuni beni sono indisponibili se appartengono ad un ente pubblico. L’indisponibilità è data dalla loro natura come: foreste, aree destinate all’edilizia popolare, beni di interesse storico, artistico e culturale. Essi possono essere trasferiti ma non possono essere sottratti alla loro destinazione. Possono essere alienati purché non vari la destinazione pubblica. i beni patrimoniali disponibili sono beni pubblici ai quali deve essere escluso la disposizione a servizio pubblico, ad esempio acquisto di un immobile per una ludoteca che si può vendere quando si vuole con asta pubblica purché sia disponibile ed alienabile. 07. Rimedi ai fallimenti dei mercati Lo stato può far fronte ai fallimenti del mercato sostituendosi completamente, provando a fornire direttamente beni e servizi. L’economia di mercato salvaguardata indicando i soggetti privati ad assumere determinati comportamenti utilizzando gli strumenti delle tasse, dei sussidi, della legge. Con le tasse e i sussidi si ottengono: elevato benessere sociale modificando i livelli di produzione e consumo; viene ridistribuito il reddito. Le leggi usate per correggere il mercato sono: leggi che proibiscono o che regolamentano comportamenti fonti di esternalità negative; leggi volte a far destinare le imprese dal far diffondere info non veritiere; leggi che disciplinano monopolio ed oligopolio o ne impediscono la formazione. I divieti e le restrizioni legali producono effetti se si assicura l’osservanza. **Lezione 027

  1. L'impresa pubblica** È un’impresa pubblica ed è dotata di capitale conferito totalmente o parzialmente dallo stato o da altri enti pubblici. Quando gli enti pubblici conferiscono solo una parte di capitale, si potrà parlare di impresa pubblica solo se la quota maggioritaria o che consente comunque il controllo dell’impresa appartiene all’ente pubblico, altrimenti si parlerà di impresa mista. Possiamo vendere nel mercato beni e servizi ricevendone il relativo corrispettivo oppure possono erogare servizi come la tutela dell’ordine pubblico, l’istruzione finanziata con l’entrata fiscale. Le ragioni di tali imprese sono: impedire il monopolio privato in un settore; assicurare l’erogazione di quei servizi di pubblica utilità che i soggetti privati potrebbero ritenere non vantaggiosi; garantire il controllo pubblico sulla produzione di beni e servizi ritenuti indispensabili; favorire lo sviluppo economico di aree arretrate del territorio nazionale; favorire l’occupazione laddove la domanda di lavoro eccede l’offerta dei privati). Deve operare secondo criteri di economicità al fine di realizzare utili che assicurino l’adeguata remunerazione del capitale investito.

Lezione 028

04. Le teorie volontaristiche In un economia di mercato devono essere scambiati dei beni. Il prezzo dei beni è determinato dall’utilità marginale che i consumatori attribuiscono ai beni stessi. L’utilità marginale è l’utilità attribuita dal consumatore all’ultima unità disponibile di quel bene. Il prezzo è determinato dall’utilità che il consumatore attribuisce a quel bene che chiaramente è maggiore se è disponibile in piccola quantità. Per le teorie volontaristiche il fenomeno finanziario si svolge su basi volontarie ad analizzare soltanto l’aspetto dell’utilità e del costo marginale. Esse cercano si avvicinare il funzionamento della finanza pubblica a quella del mercato con applicazione di un sistema con prezzi ed imposte. Per rispettare l’uniformità occorre che le decisioni siano prese all’unanimità. **Lezione 029

  1. Il conflitto tra governanti e governati** Secondo Mosca vi sono due costanti nella società: GOVERNANTI e GOVERNATI I governanti sono in minoranza, dominano e detengono il potere. Ad esse si oppongono i governati che soggiacciono al potere esercitato dai primi. I governanti agiscono in base ad un egoismo di classe che mira a mantenere la soggezione dei governati. Il sistema che governa le spese pubbliche è estraneo alla legge economiche e si regge sul potere dello stato. Le spese invece sono sottoposte a leggi economiche perché vi è il rapporto con persone che offrono beni e servizi. Mosca ritiene che vi sia conflitto inevitabile anche quando vi sono elezioni a suffragio universale. Egli inoltre ritiene che la classe politica non è improduttiva, perché ha il compito di dirigere la società. Pareto invece sviluppa la teoria elaborando la nozione di ELITES. L’equilibrio sta nel modo in cui si integrano e si rimuovono. Il punto di equilibrio si trova quando i governanti cercano un punto di incontro tra le proprie preferenze e quelle dei governati. Secondo Cosciani gli assetti coercitivi sono: ASSETTI TUTORI (interessi altruistici es. istruzione); ASSETTI PREDATORI e ASSETTI PARASSITARI (entrambe assicurano posizione di rendita). 11. Gli studi di settore Sono uno strumento che il fisco italiano utilizza per rilevare i parametri fondamentali dei liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese. Consiste nella raccolta sistematica dei dati che caratterizzano l’attività e il contesto economico in cui opera l’impresa, allo scopo di valutare la sua capacità reale di produrre reddito e sono impiegati per l’accertamento induttivo degli esercenti arti, professioni e imprese. Sono suddividi in 4 grandi aree: SERVIZI, COMMERCIO, MANIFATTURA, PROFESSIONISTI. Il procedimento si articola in: raccolta di elementi qualitativi e quantitativi; individuazione di modalità omogenee di svolgimento dell’attività; determinazione dei ricavi presunti dell’attività. Gli studi sono : CLUSTER DI RIFERIMENTO; COERENZA ECONOMICA; NORMALITA’ ECONOMICA; CONGRUITA’ 12. Le teorie politico - sociologiche Sono teorie emerse in Italia che riguardano modelli economici propri della classe sociale dirigente e quella elitaria. L’ esponente della teoria politica è Mosca, di quella sociologica è Pareto (entrambe positivisti). Non ipotizzano soluzioni rivoluzionarie, ma guardano con favore la classe dirigente. Per i sostenitori di tali teorie, va posta l’attenzione allo studio dell’attività finanziaria dello stato per la cui comprensione occorre guardare le motivazioni politiche e sociologiche. Lo stato effettua delle scelte che non sempre rispettano quelle della collettività. Nell’ambito delle teorie politiche sociologiche abbiamo: teoria politicogiuridica; teoria delle illusioni finanziarie (in base ai propri interessi); teoria delle scelte pubbliche che analizza l’attività dello stato. 13. Studi di settore: che cosa indicano la congruità e la coerenza?

Lezione 031

03. Gli effetti prodotti dalle imposte L’analisi degli effetti prodotti dalle imposte può essere condotto con riguardo al periodo di tempo, all’utilizzo che il soggetto pubblico fa del gettito fiscale, alle metodologie di analisi. Vi è il breve periodo e il lungo periodo. Per alcuni autori anche le imposte più gravose producono effetti immediati positivi in quanto spingerebbe i contribuenti a produrre di più per eliminare la diminuzione dei loro redditi. Quindi il prelievo fiscale funge da stimolo, per altri invece le imposte troppo onerose frenano l’attività produttiva e che favoriscono l’evasione fiscale, l’esportazione dei capitali nei paesi con regime fiscale più favorevoli. Alcune imposte creano effetti sostitutivi cioè si preferisce un bene ad un altro. **Lezione 032

  1. La traslazione delle imposte nell'oligopolio e nella concorrenza monopolistica** Nell’oligopolio è difficile elaborare una regola sulla traslazione dell’imposta per le peculiarità di tale tipo di mercato. si possono avere 3 tipi di scenari: - Il prezzo è deciso dalle imprese in base ad una strategia (l’aumento di prezzo può indurre i propri clienti ad acquistare il bene delle imprese che non hanno aumentato il prezzo) - Il prezzo è determinato da accordi fra le imprese (l’imposta potrà essere trasferita sui consumatori attraverso l’aumento del prezzo) - Il prezzo è determinato in base al criterio del Mark up (l’imposta è considerata un costo aggiuntivo delle imprese per cui sarà trasferito ulteriormente sui consumatori) Per la concorrenza monopolistica accade che vi è un elevato numero di venditori e compratori, ma i beni sul mercato presentano caratteristiche molto diverse fra loro. La curva della domanda non è molto elastica. Quando viene introdotta un’imposta sui beni presenti in un mercato in concorrenza monopolistica, il prezzo aumenta, ma la traslazione dell’imposta è minore 02. La traslazione delle imposte nella concorrenza perfetta La traslazione si verifica se l’imprenditore può aumentare il prezzo di vendita dei beni o dei servizi che sono colpiti dall’imposta. È necessario che l’imposta colpisca un solo settore produttivo. Ne consegue che si ridurrà l’offerta dei beni colpiti dall’imposta, aumenteranno i prezzi con il trasferimento dell’onere sui consumatori.) In un mercato di regine di concorrenza perfetta abbiamo la traslazione dell’imposta speciale. Se una domanda è rigida e quindi non muta per effetto dell’imposta, il tributo sarà trasferito a carico del consumatore. Se la domanda è estremamente elastica si riduce notevolmente con l’aumento del prezzo, l’imposta non si trasferisce al consumatore. Quando i costi di produzione sono cresciuti si determina un aumento del prezzo che si trasferirà solo parzialmente in quanto ci sarà una diminuzione della domanda e di conseguenza della produzione. Quando i costi sono costanti ci sarà un aumento del prezzo pari all’entità dell’imposta (traslazione totale dell’imposta. Quindi in regime di libera concorrenza l’imposta generale non si traferisce, mentre l’imposta speciale può essere trasferita e l’entità della traslazione dipende dall’elasticità della domanda e dalla mobilità del capitale. 03. La traslazione delle imposte nel monopolio Nel monopolio vi è una sola impresa che offre un prodotto, ne fissa il prezzo oppure la quantità offerta. Quando sarà fissato il prezzo, sarà il mercato a determinare la quantità domandata, mentre nell’altra ipotesi il mercato stabilirà il prezzo. Il monopolista fissa il prezzo in modo da realizzare il massimo profitto ed è detto punto COURNOT. La produzione aumenta se il ricavo marginale è superiore al costo marginale e diminuirà se il ricavo marginale è inferiore al costo marginale fino a raggiungere l’uguaglianza fra i due valori. Se vi è un imposta di ammontare fisso, cioè che prescinde dal profitto e dalla quantità venduta, l’imprenditore potrà traslare l’imposta aumentando il prezzo di vendita, ma diminuendo la quantità venduta si ridurrà il profitto ed avremo l’allontanamento dal punto di COURNOT. Quindi l’imposta fissa non può essere traslata. Per il monopolista è conveniente traslare l’imposta quando essa è progressiva rispetto

al profitto. L’imposta è traslata sul consumatore con un aumento del prezzo. Nel monopolio non possono essere traslate le imposte in misura fissa e proporzionale al profitto, ma possono essere trasferite con un aumento del prezzo per l’imposta proporzionale alla quantità venduta e l’imposta progressiva commisurata al profitto.

04. La traslazione dell'imposta È il processo economico per cui il contribuente tende a riversare parte o l’intera quota del tributo pagato su un altro contribuente che ne sopporta il peso. Gli imprenditori possono traslare l’imposta attraverso l’aumento dei prezzi oppure attraverso la riduzione dei salari dei propri dipendenti. Ci sono alcune imposte trasferite tramite IVA o i dazi doganali **Lezione 033

  1. Elisione ed erosione fiscale** L’Elisione è un comportamento legittimo rispetto all’obbligo tributario. Può definirsi un comportamento del contribuente che intensifica la propria attività cosicché riesce a far fronte all’obbligazione tributaria cercando di conseguire un maggiore reddito. Il contribuente intensifica la propria attività per mantenere lo stesso tenore che aveva prima del prelievo fiscale. L’erosione è una diminuzione dell’imponibile e dei tributi attraverso norme tributarie. 09. Evasione ed elusione fiscale L’Evasione fiscale indica tutti quei comportanti illeciti finalizzati a ridurre o eliminare il prelievo fiscale attraverso la violazione di leggi tributarie. Può esservi occultazione dell’attività o dell’imponibile, indicazione di costi in misura superiore rispetto a quelli reali, corruzione. La scelta del contribuente dipende dal suo grado di accettazione del rischio di ricevere un accertamento. L’evasione fiscale è legata all’economia del lavoro sommerso e si può distinguere in: - Lavoro sommerso (nero) - Impresa sommersa (quando è totalmente o parzialmente sconosciuta alla pubblica amministrazione) Tale fenomeno è individuabile quando c’è tanta circolazione di contanti. L’elusione consiste nel comportamento del contribuente che evia il pagamento di tributi adottano comportamenti che non costituiscono violazione della legge per cui non incorre alcuna sanzione da parte delle autorità. È un aggiramento fiscale restando nella legalità. Deve avere le seguenti condizioni: - Operazioni prive di valide ragioni economiche - Aggiramento di un obbligo o divieto - Conseguimento di un vantaggio **Lezione 034
  2. Sistemi tributari a confronto: Italia - Francia** Il sistema francese è più uguale a quello italiano rispetto alla Spagna. Le principali imposte sono: IRPP, IS, ISF, TVA. Il reddito imponibile si classifica in 7 mono classi. Come in Italia l’anno fiscale coincide con l’anno solare. A differenza dell’Italia la tassazione delle persone fiscali si basa in relazione all’entità familiare. Tra Italia e Francia vi sono trattati come: convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale, per evitare evasione e frode; accordo amministrativo per lo scambio di informazioni allo scopo di evitare la doppia imposizione fiscale. 03. Sistemi tributari a confronto: Italia - Spagna Il sistema tributario italiano opera a livello nazionale mentre quello spagnolo risponde unicamente del sistema di sicurezza sociale. Esistono 3 livelli di tassazione: GOVERNO CENTRALE, COMUNITA’ AUTONOME ed AUTORITA’ LOCALI. Come in Italia il periodo di imposta corrisponde all’anno solare, ma prevede la suddivisione delle categorie reddituali, la presentazione della dichiarazione e la liquidazione delle imposte

Lezione 037

01. Sistemi tributari a confronto: Italia e Città del Vaticano Il Vaticano è uno Stato straniero riconosciuto in modo diretto da parte dello Stato italiano mentre, da parte degli altri Paesi, tale riconoscimento è solo indiretto. Le basi della disciplina tributaria canonica sono poste dal Libro V del Codex Iuris Canonici. Esso esplicita che la Chiesa, per l’esercizio dell’attività di religione o di culto, debba avere la disponibilità dei mezzi economici necessari per il raggiungimento degli interessi spirituali perseguiti giustificando il ricorso a beni terreni unicamente se strettamente necessari alla vita della comunità ed in particolare all’aiuto ai poveri. È possibile rappresentare due differenti fonti di entrate di natura economica per il patrimonio ecclesiastico e cioè i contributi volontari e i contributi obbligatori. Rientrano tra i contributi obbligatori: le imposte ecclesiastiche, le tasse ecclesiastiche e le erogazioni degli Stati stranieri in favore della Chiesa. Un’ulteriore classificazione riguarda le entrate generiche e le entrate specifiche; le prime corrispondenti alle imposte e le seconde alle tasse dell’ordinamento statale che possono essere a loro volta ripartite in tasse vere e proprie, oblazioni dei fedeli e spese di giudizio innanzi ai tribunali ecclesiastici. Un’ultima suddivisione può essere fatta in entrate interne ed entrate esterne. Le prime provengono dagli stessi beni ecclesiastici mentre le seconde da altri beni. L’elemento chiave in base al quale la legislazione vaticana può istituire nuove imposte è il canone 1263. I caratteri di queste nuove imposte sono: oneri vescovili e diocesani; di tipo generale, in quanto non possono essere imposte a singoli soggetti; moderati e proporzionali alla capacità contributiva ed economica del soggetto passivo. Per quanto riguarda le tasse, si possono distinguere in: tasse casuali (ovvero dovute in occasione dell’amministrazione dei sacramenti); tasse giudiziali (dovute ai tribunali ecclesiastici); tasse per atti di volontaria giurisdizione (dovute per indulti, licenze, dispense, privilegi,certificazioni etc.). Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Islanda, Irlanda, Belgio e i “nuovi” stati europei sono tra i principali sostenitori dello Stato del Vaticano. La disciplina dei rapporti finanziari tra Stato italiano e Città del Vaticano si basa su due pilatri: il riconoscimento in favore della Chiesa cattolica della partecipazione a una aliquota annuale del gettito complessivo dell’IRPEF e la possibilità di dedurre, da parte dei cittadini, dal proprio reddito imponibile le offerte volontarie destinate alla chiesa cattolica. Sono concesse dal nostro ordinamento determinate agevolazioni fiscali, tra quali: abbattimento dell’IRES (pari alla misura del 50% nei confronti di una serie di soggetti), esenzione dell’imposta municipale unica relativamente ai fabbricati destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze, l’esenzione IRAP delle retribuzioni corrisposte ai sacerdoti dalla Chiesa cattolica e l’esenzione IRPEF dei redditi da lavoro dei dipendenti della Santa Sede. L’erogazione dell’otto per mille stabilisce che annualmente una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF viene destinata in parte per scopi di interesse sociale a diretta gestione dello Stato italiano e a scopi di carattere religioso a diretta gestione dello Stato Vaticano o delle altre cinque confessioni religiose previste dalla parte per scopi di interesse sociale a diretta gestione dello Stato italiano e a scopi di carattere religioso a diretta gestione dello Stato Vaticano o delle altre cinque confessioni religiose previste dalla legge. 02. Sistemi tributari a confronto: Italia - Isole Cayman Le Isole Cayman è probabilmente il paradiso fiscale più famoso al mondo. A differenza della maggior parte dei paesi, le Cayman non hanno un’imposta sulle società, il che le rende un luogo ideale per le multinazionali, per fondare entità sussidiarie e per proteggere alcuni o tutti i loro redditi dalle imposte. Le Isole Cayman sono un arcipelago composto da tre isole situate nel Mar dei Caraibi a sud di Cuba e a nord-ovest della Giamaica. Le tre isole sono: Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac. Costituiscono un Territorio britannico d’oltremare e sono contemplate nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi. Oltre a non avere imposte sulle società, le Isole Cayman non impongono tasse dirette ai

residenti. Non hanno imposte sul reddito, tasse sulla proprietà, imposte sulle plusvalenze, imposte sui salari e ritenute alla fonte. Sono quindi considerate neutrali dal punto di vista fiscale. Invece di guadagnare entrate attraverso la tassazione diretta, il governo delle Cayman ottiene entrate attraverso le tasse relative al turismo di soggiorno e ai permessi di lavoro, alle transazioni finanziarie e ai dazi all’importazione. I dazi sono riscossi sulla maggior parte delle merci importate nei Cayman, tra il 22% e il 27%. Alcuni articoli, sono esenti da tasse, mentre altri beni, come le automobili, sono tassati a un’aliquota più elevata in base al valore del veicolo. Per le auto costose, l’aliquota del dazio può raggiungere il 42%. Quindi si capisce che le Cayman sono un ottimo luogo dove vivere se non si intendono importare troppi beni. Lezione 038

01. La spesa pubblica È costituita da erogazioni che lo stato e gli enti pubblici effettuano al fine di produrre beni e servizi che occorrono per soddisfare i bisogni della collettività. L’insieme delle spese pubbliche è definito fabbisogno finanziario. Sono da escludere dai soggetti pubblici coloro che vendono prodotti pubblici da loro ottenuti anche a prezzo inferiore. È considerata spesa pubblica quella operata dalla Pubblica Amministrazione che svolgono istituzionalmente la funzione economica di produrre servizi non vendibili oppure redistribuire il reddito. I bilanci delle singole P. Amm. Devono essere organizzate e si ricorre all’ISTAT **Lezione 039

  1. I controlli della spesa pubblica** La spesa pubblica è soggetta a controlli preventivi di natura amministrativa-contabile da parte del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Gli uffici amministrativi devono comunicare alla rispettiva Ragioneria centrale l’adozione di tutti gli atti che comportino spese a carico dello Stato affinché si provveda alla registrazione dell’impegno. Entro 15 giorni dalla ricezione dell’atto, l’ufficio centrale del bilancio provvede a registrare l’impegno di spese sotto la responsabilità del dirigente che ha emanato l’atto. Non è possibile procedere alla registrazione dell’impegno se la spesa eccede la somma stanziata nel relativo capitolo di bilancio o sia imputabile ad un altro capitolo. Vi è: un controllo quantitativo finalizzato ad impedire che le amministrazioni impegnino lo Stato per importi superiori a quelli scritti a bilancio e un controllo qualitativo volto ad evitare che le amministrazioni utilizzino le risorse stanziate a bilancio per finalità diverse da quelle previste nel capitolo di spesa. I provvedimenti acquistano efficacia dopo 10 giorni dalla registrazione. I controlli di regolarità amministrativa e contabile comportano anche controlli ispettivi. Il controllo di gestione è finalizzato a verificare l’economicità, l’efficienza per ottimare il rapporto costi benefici. Il controllo strategico è diretto a verificare l’esecuzione degli obiettivi fissati nelle direttive per l’azione amministrativa. Al dirigente è prevista la valutazione del personale. **Lezione 040
  2. Il bilancio dello Stato** È disciplinato dall’art. 81 della costituzione. E’ un documento giuridico contabile in cui vengono riportai le entrate e le spese derivanti dalle attività finanziarie svolte dallo Stato in determinato periodo di tempo. Il Governo ha il dovere di presentare analiticamente alle camere il bilancio ed il rendiconto consuntivo per l’approvazione. Persegue tre funzioni: INFORMATIVA, ALLOCATIVA ed ESECUTIVA. È composto da entrate ed uscite. **Lezione 041
  3. Il bilancio dello Stato: il bilancio annuale ed il bilancio pluriennale**