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Documento Completo del Paniere con risposte multiple e Risposte Aperte organizzate secondo Autore, e in ordine alfabetico troverete tutte le altre ( dom/ risp) di altro carattere.
Tipologia: Panieri
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- Nella società ionica, gli scriba: conoscevano la scrittura ed il calcolo. La base della cultura greca: risiede nella civiltà ionica A partire dal V sec a.c: ad Atene anche al popolo fu concessa un’istruzione
ARISTOTELE
- Per ARISTOTELE, l’educazione intellettuale: è appannaggio solo dei cittadini. - Per ARISTOTELE lo scopo principale dell’educazione= è lo sviluppo della ragion e -. Per ARISTOTELE: solo ai futuri governanti è destinata l’educazio **ne
COMENIO. Dottrina Pansonica -OPERA: “ORBIS SENSUALIUM PICTUS": Primo testo scolastico -l ‘istruzione si articola In 4 FASI
- I 3 Criteri del metodo di Comenio: universalità, spontaneità,semplicità -Principio di insegnamento = globale e analitico
ROUSSEAU. Illuminismo Per Rousseau il bambino va cresciuto = in condizioni di isolamento dalla società Per Rousseau la libertà = è comprendere la convenienza della vita collettiva Per gli ILLUMINISTI l’istituzione= riguardava x lo più la borghesia Opera di Rousseau = “ L'EMILIO
-per Fitche= la concezioni etica influenza quella pedagogia
DIFFERENZA TRA FITCHE E ROUSSEAU Fitche come Rousseau Sosteneva che l’intervento educativo dovesse essere di due tipi, un’educazione diretta, che esercita nei precetti e negli insegnamenti, ed un'educazione indiretta volta rimuovere tutti gli ostacoli agli impedimenti che possono esistere nell’ambiente esterno e che di conseguenza possono impedire ad un allievo di crescere così come lui vorrebbe o di favorire quelle esperienze ambientali più giuste ed adeguate. Per quanto riguarda invece la figura del fanciullo, troviamo pareri discordanti. Rousseau Infatti considerava il fanciullo, investito dalla bontà originaria del creatore mentre per Fitche, La natura umana e per nascita bisognosa, mancante e desiderante rendendo necessaria quindi una guida che conduca alla realizzazione dei bisogni. La natura umana, per Fitche, deve essere aiutata, stimolata e non “preservata” come invece sostenuto da Rousseau.
FROEBEL -per Froebel l’attività specifica del bambino= è il gioco
La didattica per la prima infanzia, che costituisce il cuore del suo metodo Che ebbe tanta diffusione nella prassi scolastica dell’Ottocento Cosa di intende x teoria dei doni? Il metodo fröbeliano, sviluppa la teoria dei doni. I «doni» possono essere considerati materiale didattico, costituito da oggetti geometrici; essi devono condurre il bambino alla comprensione dell’essenza della natura, essendo dotati di valore simbolico e didattico.Possono essere usati in molteplici modi e al tempo stesso invitano ad una lettura filosofica/simbolica del mondo, richiamandosi all’unità e fissando nella mente del bambinoquesti principi. Giocando con i doni, il bambino afferra le forme elementari del reale, oltre che esprimere la propria attività creatrice. I doni sono materiale didattico strutturato che viene presentato al fanciullo secondo un ordine preciso, in base alla teoria dello sviluppo progressivo e continuo dell'animo umano. Il primo dono offerto al bambino è la palla, seguita da cubo, cilindro, etc. La pedagogia di Fröbel fissò un’immagine dell’infanzia comeetà creativa e fantastica, che deve essere educata secondo modalità sue proprie e che è il momento cruciale dell’educazione, quello che pone le basi della personalità futura dell’uomoe che quindi va affrontato con forte coscienza teorica. SHELLING
- Per Shelling la prima funzione del sapere unitario è= liberatoria **HEGEL
Autore del libro “ Robinson Crusoe" ‐ Daniel Dafoe fu l'autore di= tutte le risposte ( Le avventure del capitano Singleton- Moll FLanders- Robinson Crusoe)
ROBERT OWEN -Robert Owen scrisse: una nuova visione della società
Di cosa tratta il libro Una nuova visione della società? ( Robert Owen) L'opera “Una nuova visione della società”, era un’opera di Owen sottotitolata “Saggi sulla formazione del carattere umano preparatori allo sviluppo di un piano per migliorare gradualmente le condizioni dell’umanità”. Per Owen l’educazione collettiva è il primo passo per riscattarci dalle miserie terrene, materiali e morali, è alla base del miglioramento sociale.Il cambiamento della società presuppone prima un cambiamento economico. Owen si oppone alla convinzione che i poveri siano colpevoli del loro stato, e sostiene l’influenza dell’ambiente sulla formazione del carattere. Cos'è per Owen l'educazione? Per Owen l’educazione, vista come formazione del carattere, è un prodotto dell’ambiente.Egli trova assurdo pensare che l’individuo formi il suo stesso carattere. Il suo pensiero si pone difatti in netta contrapposizione con i contemporanei romantici e idealistici che, in omaggio al principio dell’autonomia dell’io e del suo diritto alla massima libertà interiore, sostenevano che la parte più autentica dell’educazione consistesse nell’autoeducazione.Possiamo affermare che Owen intervenne nell'educazione a 360°. Egli aveva una visione dell’educazione come condizionamento dell’ambiente in cui il soggetto vive e le stesse circostanze occasionali con le quali viene in contatto, condizionano la formazione della sua personalità. Owen sosteneva che la presenza di un’impresa attiva e produttiva, guidata da un imprenditore che come principe illuminato che si dedica alla crescita morale, culturale ed economica del popolo, sia il primo prezzo per raggiungere tal fine. Egli riteneva necessaria la scolarizzazione precoce per offrire una positiva educazione sociale ai fanciulli sottratti all’ambiente della famiglia borghese. Previde una scuola uguale per tutti, organizzata in edifici funzionali, dotati dei servizi necessari e collegati all’officina. La scuola infatti, si alternava al lavoro. Questo non escludeva però attività fisiche libere come la ginnastica, il gioco e la danza che permettevano una formazione integrale della persona.Come si può per Owen educare con successo? Per educare con successo è necessario prima di tutto creare uno stampo nuovo, nel quale la creatura umana deve essere calata appena nata. Owen riuscì ad eliminare i furti quasi generalizzati con mezzi preventivi e persuasivi e a orientare la popolazione della comunità operaia ad occupazioni oneste, utili e redditizie, riducendo anche l’alcolismo, sempre unendo la prevenzione e la persuasione. Owen riuscì a diminuire in modo importante anche la piaga dei rapporti sessuali pre o extra matrimoniali, li scoraggiò applicando alla coppia una multa consistente, questa imposizione fece avere ripensamenti anche agli scozzesi più focosi.
. Cosa significa il termine utopia nella pedagogia di Owen? Si definisce mentalità utopica quella che è in contraddizione con la realtà, l’intento pedagogico di Owen era quello di dare delle impostazioni che portassero ad un processo di emancipazione delle classi più povere. Owen era fortemente convinto che il condizionamento ambientale potesse influire in maniera incisiva sulla formazione del carattere individuale e sugli assetti comunitari. L’uomo, per Owen, si comporterà sempre secondo le abitudini che le circostanze che l’ambiente e l’educazione gli hanno fatto assumere. Owen riteneva che una volta assicurate ai lavoratori e alle loro famiglie le migliori condizioni possibili di vita, il rendimento sul lavoro sarebbe notevolmente cresciuto in quantità e qualità. I lavoratori sarebbero stati in grado di risolvere le tensioni sociali, in funzione della soddisfazione della loro vita, lavorativa e privata
LANCASTER -Nella scuola di Joseph Lancaster: l’insegnamento era affidato a un monitore
Quali sono i caratteri della pedagogia tolstojana? Per Tolstoij l’educazione è formarsi alla libertà attraverso la libertà. La scuola viene definitacome una palestra di libere attività, il maestro deve abbandonare ogni atteggiamento repressivo e dirigistico, lo studio deve partire dall’interesse e la disciplina deve farsiautodisciplina. La formazione deve essere una libera maturazione e la stessa istruzione deve avvenire senza costrizioni né formalismi, di lavoro liberamente scelto, in un ambiente gioioso. Questo tipo di scuola è necessaria soprattutto per il popolo, per aiutarlo ad auto formarsi, attraverso apprendimenti finalizzati come imparare la lingua o a far di conto. Nella pedagogia di Tolstoij viene dato risalto anche ai valori etici ed estetici espressi tramite composizioni e letture, la solidarietà e la fratellanza. Perchè Tolstoij sosteneva "istruzione e non educazione"? Per Tolstoij il rispetto verso la libertà naturale degli allievi doveva indurre ad evitare ogni intervento educativo, perché questo avrebbe prodotto un mutamento forzato e non spontaneo, fornendo invece gli strumenti culturali elementari coi quali gli allievi potevano poi realizzare i vari interessi, attraverso l'istruzione. A cosa deve assomigliare la scuola secondo Tolstoij? Per Tolstoij la scuola doveva essere più simile ad un teatro ad un museo o ad una sala conferenze. Per il maestro il rispetto verso la libertà naturale degli allievi doveva indurre a evitare ogni intervento educativo, perché questo sarebbe stato sempre tendente a un mutamento non spontaneo ma forzato, e ad attenersi all’istruzione, fornendo gli strumenticulturali elementari coi quali gli allievi potevano poi realizzare i vari interessi.
LUNACIARSKIJ Nominato commissario dal popolo x L’istruzione dal governo comunista
- LUNACIARSKIJ identifica= scuola del lavoro attivismo - Lunaciarskij identifica= scuola del lavoro e attivismo - Quale elemento è fondamentale x Lunaciarskij= il lavoro - Perchè la Scuola unica del lavoro era anche Scuola del lavoro? La Scuola unica del lavoro era anche Scuola del lavoro per due ragioni diverse. La prima ragione è psicologica e ci insegna che si comprende effettivamente soltanto ciò che si acquisisce attivamente. Il ragazzo apprende con straordinaria facilità le nozioni comunicategli nella forma lieta e attiva del gioco o del lavoro, che in una giusta impostazione coincidono, mentre prima gli si faceva apprendere tutto a forza d’ascoltare e di leggere. Il secondo motivo alla base della Scuola del lavoro era dato dal bisogno di far conoscere agli allievi ciò che ha maggior importanza nel mondo attuale, cioè il lavoro agricolo e industriale in tutti i suoi aspetti. Quale differenza indica Lunaciarskij tra educazione ed istruzione? Per Lunaciarskij l'istruzione è la trasmissione di cognizioni pronte da parte del docente al discente. Mentre l'educazione è un processo creativo in un processo che dura per tutta la vita, infatti la persona si educa, si espande, si arricchisce, si consolida, e si perfeziona continuamente
- BLONSKIJ prese le distanze = dalle metodologie occidentali - Per Blonskij nella scuola del lavoro doveva essere svolto = come istruzione tecnica
Cos'era per Blonskij la pedagogia sovietica? Secondo Blonskij, la pedagogia sovietica era come un piatto consistente di scuola del lavoro abbondantemente condita dall’educazione libera. Per educazione libera Blonskij intendeva l’educazione spontaneistica, naturalistica, ispirata a Rousseau, particolarmente nelle sue esasperazioni libertarie e permissivistiche.
. Perchè Blonskij critica l'educazione libera? Per educazione libera Blonskij intendeva l’educazione spontaneistica, naturalistica, ispirata a Rousseau, particolarmente nelle sue esasperazioni libertarie e permissivistiche. Questi principi visti come un tipico utopismo reazionario che nasce da un’ideale e immutabilenatura del fanciullo, che secondo Blonskij sussiste soltanto nell'immaginazione dei pedagogisti idealisti. Questo ideale vedrebbe lo sviluppo del fanciullo, ignorando completamente la cattiva eredità e il cattivo ambiente. Egli reputa criminale pensare ad un'educazione libera nel caso del bambino della strada o figlio di genitori tarati.
KRUPSKAJA
ITALIA -su quali posizioni ci si attesta in Italia durante il Risorgimento = Spiritualismo Cattolico e Cattolico-liberale
Da cosa venne condizionato il pensiero pedagogico italiano dell'Ottocento? Il pensiero pedagogico che si sviluppa in Italia nel corso dell’Ottocento è fortemente condizionato dalle questioni politiche e civili poste dalle necessità pratiche dell’unità nazionale. Diventa pertanto un pensiero pedagogico non fine a se stesso ma che sacrifica per necessità le ragioni della propria autonomia in funzione del contributo che è chiamato ad offrire alla causa risorgimentale. CUOCO E GIOBERTI -precursori del movimento di idee pedagogiche ed educative furono= CUOCO e Gioberti Da cosa venne condizionato il pensiero pedagogico italiano dell'Ottocento? Il pensiero pedagogico che si sviluppa in Italia nel corso dell’Ottocento è fortemente condizionato dalle questioni politiche e civili poste
Qual è per Cuoco il fine dell'educazione? Per Cuoco l’istruzione dev’essere universale e dunque comprendere tutte le scienze e tutte le arti. Il fine del sapere, scrive Cuoco, è l’agire. Le scienze non sono utili nel normale uso quotidiano se sono strettamente unite alle arti, altrimenti rimangono imperfette. L’orizzonte culturale e formativo sostenuto liquida la vecchia cultura retorica per raccordare le arti belle con le arti utili. Che coniuga cultura e vita, pensiero e azione. Quello imbastito da Cuoco è un programma di una cultura davvero popolare perché affonda le proprie radici nel tessuto sociale e morale della nazione, cultura viva perché finalizzata all’azione, che per Cuoco è azione di civiltà e di progresso. Il merito di Cuoco è quello di coniugare istruzione e educazione, e di tenere costantemente presenti le esigenze di emancipazione dei singoli e l’istanza di una coscienza morale pubblica che egli considera fondamentale per l’edificazione di una rinnovata vita civile. È questo, peraltro, l’aspetto che ne fa il primo educatore del nostro Risorgimento. Dopo aver ribadito che la scuola elementare dev’essere gratuita e deve trovarsi in ogni angolo del Regno, Cuoco, insiste anche sulla necessità che l’istruzione primaria sia estesa a tutti gli orfanotrofi, che costituiscono una tristissima realtà del tempo. Secondo Cuoco infatti tutti gli orfanotrofi devono necessariamente essere anche case di educazione altrimenti conserverebbero la vita dell'individuo per condannarla alla miseria. All’istruzione deve accostarsi una preparazione professionale di base come condizione di un positivo inserimento sociale, infatti
auspica che negli orfanotrofi vi siano una o più manifatturiere che non solo accrescono le rendite del luogo ma servano all'istruzione degli individui. Perchè Cuoco può essere considerato il primo educatore del nostro Risorgimento? Il merito di Cuoco è quello di coniugare istruzione e educazione, e di tenere costantemente presenti le esigenze di emancipazione dei singoli e l’istanza di una coscienza morale pubblica che egli considera fondamentale per l’edificazione di una rinnovata vita civile. È questo,l’aspetto che ne fa il primo educatore del nostro Risorgimento
LEGGE CASATI 1859
. Quali erano i contenuti della Legge Casati? La legge Casati, promulgata nel novembre 1859 che contemplava le linee guida degli ordini e gradi dell’Istruzione Pubblica dalle elementari alle Università, rispose solo in parte a quelli che furono i timidi tentativi di riforma dell’Istruzione nel periodo post- risorgimentale, di connotazione borghese, che prevedeva come momento topico dell’Istruzione la preparazione degli allievi al mondo del lavoro ed alle attività produttive, necessarie in un periodo di ricostruzione dell’unità d’Italia. La legge Casati, ribadiva fortemente il principio dello studio fatto a tavolino, ignorando qualunque connessione con le attività produttive e/o l’integrazione di discipline tecniche che fossero preparatorie al lavoro, salvo che nelle nascenti scuole tecniche o professionali dove però l’attività pratica era un mero addestramento.
LEGGE BONCOMPAGNI Quali erano i contenuti della Legge Boncompagni? 566 G F La legge Boncompagni, approvata nel 1848 prevedeva che l’istruzione venisse divisa in 3 gradi: elementare, secondario e universitario. Il ciclo elementare fu suddiviso a sua volta in inferiore e superiore, ognuno della durata di due anni. Il secondario fu articolato in tre anni di grammatica, due anni di retorica, due anni di filosofia, comprendenti l’insegnamento delle lingue antiche, delle lingue straniere e delle scienze, tutti posti sotto la tutela pedagogica ed amministrativa del Ministero della Pubblica Istruzione che subentrava al controllo dei Gesuiti. Per questo la legge Boncompagni fu il primo tentativo radicale di laicizzazione dell’ordinamento scolastico, estendendo il controllo del governo anche alla scuola privata ed a quelle ecclesiastiche. Nonostante ciò, si centralizzò soltanto il controllo, perchè l’insegnamento della religione rimase garantito dalla presenza nelle scuole di un direttore spirituale nominato dal vescovo e le innovazioni chieste dai liberali rimasero inascoltate. Era confermato il primato dell’indirizzo umanistico e delle discipline classiche, furono appena introdotte le discipline scientifiche e matematiche. La legge Boncompagni, avrebbe voluto contrapporre alla pedagogia dei gesuiti una pedagogia di matrice militare sul modello dell’accademia ma ben presto questo si rivelò un tentativo vano, anzi il processo di laicizzazione si mostrò più lento del previsto.
CATTANEO ### -Come si chiamava la rivista fondata e diretta da Cattaneo? Il politecnico -Cattaneo propone = una facoltà professoria
- Cattaneo propugna x la scuola= il decentramento e l'autonomia ####tutte Quali sono i punti principali della concezione pedagogica di Cattaneo? Cattaneo delinea una concezione pedagogica in positivo, che ha come punti principali la convinzione circa il valore sociale e civile della
modo in cui vengono somministrate. Le cognizioni infatti col tempo sono destinate ad essere dimenticate, quando invece il modo di pensare dura tutta la vita, entrano in tutte le azioni umane. Gabelli puntualizza che l’alfabetizzazione popolare non consiste solo nell’insegnamento della lettura e scrittura,poiché esse sono solo una parte di un contesto in cui l’individuo parla/descrive ed affronta le sue esperienze concrete, innescando un processo di apprendimento naturale, così come naturale è stato quello che gli ha fatto apprendere il dialetto da bambino. I programmi che nel 1888 Aristide Gabelli dettò per la scuola elementare italiana avevano l'obiettivo di formare lo strumento testa attraverso la diffusione delle conoscenze e, soprattutto, attraverso l'assiduo esercizio della riflessione che vuol essere adoperata nella ricerca, nell'esame e nel giudizio dei fatti. Si affermava così l'idea di una scuola che deve liberare l'individuo dall'ignoranza, e dargli l'abitudine a confrontarsi con la realtà, a ricercare la ragione delle cose per prepararlo a pensare autonomamente esercitando il proprio senso critico, in altre parole, per metterlo in grado di partecipare alla vita sociale e civile e di contribuire allo sviluppo economico di un paese. SICILIANI
ROSMINI -Per Rosmini, il punto di riferimento per ogni azione è: il cattolicesimo -Quale opera tradusse il Rosmini? De catechizandis rudibus
- I primi scritti del Rosmini: hanno carattere pedagogico-politico
CAPPONI -Autore del Frammento sull'educazione fu: Capponi
MORRIS -Morris scrisse: romanzi utopistici
- Morris anticipò: le proposte dello scoutismo di Powell - Il lavoro in Morris è: educativo - La prima disciplina tradizionale citata da Morris è: la calligrafia . Quali sono i punti fondamentali della visione educativa di Morris? Partendo dalla trasformazione del collegio di Eton, possiamo affermare che Morris ha una visione educativa vicina alle “botteghe culturali” dei descolarizzatori, per i quali era necessario superare la visione obbligante e vincolante della scuola tradizionale, aprendo dei luoghi di istruzione libera, dove ciascuno potesse apprendere secondo desideri e necessità personali. Emerge però anche un altro dato pedagogico particolarmente significativo, ovvero il valore educativo del lavoro inteso come produzione di bellezza. Si recuperava così l’ideale di Fourier che vedeva nel lavoro una via per perseguire la felicità, la bellezza, lo sviluppo e non solamente un mezzo per ridurre la miseria. Per Morris il lavoro è educativo perché è creazione, perché può divenire simile all’opera dell’artista, quando consente l’espressione di sé e delle proprie necessità più autentiche. Per molti versi Morris sembra anticipare l’educazione nell’ambiente naturale degli scout. I punti cardine della visione educativa di Morris sono il richiamo alla libertà individuale nel contatto diretto con la natura al legame
formativo mente-corpo nel lavoro artistico-manuale, la necessità del Bello nella crescita personale e sociale.
LABRIOLA
- Labriola ha una concezione della storia di tipo: materialistico
SORELLE Agazzi
- La casa dei bambini delle sorelle Agazzi si trovava a : Mompiano
Con Dewey la pedagogia: inizia a essere considerata scienza autonoma Dewey è anche considerato: l'iniziatore dell'attivismo pedagogico Dewey desiderava creare: un nuovo umanesimo del lavoro La pedagogia di Dewey è centrata sul principio: learning by doing Dewey organizzò: L'università di Cambridge Qual è il compito della scuola secondo Dewey? Per Dewey la scuola deve insegnare quelle nozioni e quelle capacità di cui vi è bisogno nella società. Deve essere organizzata e concepita come se fosse una comunità democratica che stimola lo spirito di partecipazione e corresponsabilità. Il ruolo fondamentale della scuola è quello di promuovere l'esperienza degli alunni. Partendo dall’esperienza pratica, l'alunno formula una teoria e delle ipotesi e successivamente ritorna all'esperienza per verificare se la teoria e le ipotesi formulate siano esatte, in un legame continuo tra teoria e pratica. In questo senso la scuola promuove una conoscenza che sia utile per risolvere problemi concreti, ai ragazzi infatti vengono sottoposti problemi pratici da risolvere, nell'idea che è proprio la necessità ad aguzzare l'ingegno. Perché per Dewey l'azione educativa deve essere gratificante e significativa per l'alunno? Dewey trova contraddittorio adoperare il presente per prepararsi al futuro, solo estraendo ilpieno significato di ogni esperienza presente ci prepareremo a fare altrettanto per il futuro. In linea con queste convinzioni, Dewey afferma che l’educazione deve essere gratificante e significativa per l’alunno, perché lo porteranno ad un apprendimento costante lungo il suo percorso di vita. Dewey reputa centrali infatti, nel processo di apprendimento, le attitudini e le capacità ad esse connesse. In particolare, se l'alunno è riuscito a scuola ad acquisire il desiderio e la capacità di apprendere, conserverà queste abilità per tutta la vita e continuerà ad apprendere in tutte le situazioni. Coerentemente con queste convinzioni, Dewey predilige l’insegnamento di discipline scientifiche e tecniche viste nel loro aspetto di cultura generale e combatte per superare l'artificiosa divisione fra studi classici, non più al passo con i tempi, tentando così di elaborare un nuovo modello di lavoro. Quella di Dewey è la proposta di un nuovo tipo di cultura che non rifiuta il valore del passato, ma tiene conto del peso sempre crescente assunto dalla scienza e dalla tecnica nelle moderne società industriali ATTIVISMO PEDAGOGICO Quali sono i grandi temi dell'attivismo? L'attivismo pedagogico è un approccio educativo nato a fine '800, prevalentemente ad opera del filosofo Americano John Dewey. La nuova pedagogia, secondo Dewey, deve abbandonare ogni contenuto prefissato e mirare al metodo; ciò che realmente conta è promuovere lo sviluppo delle capacità critiche. Il metodo è l'indagine tramite l'esperienza diretta. I grandi temi dell’attivismo si possono riassumere in:Puerocentrismo: il bambino è rispettato nella sua dimensione infantile, mentre precedentemente l'educatore doveva rendere il bambino adulto il prima possibile. Valorizzazione del “fare” nell’apprendimento infantile inteso come riscoperta degli aspetti formativi del lavoro manuale; Motivazione, come elemento che promuove ogni apprendimento da parte del fanciullo; Attenzione ai bisogni di “socializzazione” del fanciullo, che vanno soddisfatti ed incrementati in quanto ciò assicura le condizioni necessarie per l’efficacia del processo formativo; Studio dell’ambiente e della sua influenza, sia socio-culturale sia naturale, sulla formazione educativa; Antiautoritarismo che non muove più dalla supremazia dell’adulto sul fanciullo;l'insegnante è facilitatore nel processo di scoperta del fanciullo, non più colui che trasmette le conoscenze. Da ciò si evince che, asse portante di tutto il sistema educativo diventa il “soggetto che apprende”.
Periodo storico NOVECENTO Nel Novecento viene recuperato il pensiero di: Rousseau
La questione centrale di tutta la pedagogia del Novecento diventa quella relativa: allo sviluppo della mente del bambino Cosa significa che l'educazione deve essere funzionale alla vita del fanciullo? Nell’’immediato dopoguerra, sulla base di un utopismo illuminista e pacifista, inneggiava un nuovo mondo educativo che mirava ad un diverso modo di concepire la vita e la persona dei bambini. L’educazione diventa funzionale alla vita del fanciullo, in quanto dà centralità ai suoi bisogni, interessi, attitudini, processi psichici e di apprendimento, attività intellettuali, affettive e sociali. Pedagogia e psicologia, dunque, sono due scienze che offrono spunti, ipotesi, dati, elaborazioni, metodi, tecniche
Tolstoij basò la propria scuola sul principio: roussoniano
8Pavlov impostò il suo lavoro in senso? fisiologico
Per Freud la vita umana è: un percorso di autoeducazione
Chi era Rogers? uno psicanalista e terapeuta
. Cosa si intende con: non deve essere il maestro a cambiare l'alunno, ma è l'alunno stesso che si cambia mentre apprende? Per Rogers occorre rivedere radicalmente il ruolo e la funzione dell’insegnante, che devemodificare sia la propria concezione della didattica sia la propria capacità di relazionarsi con i propri discenti. Il maestro infatti, non deve cambiare l’alunno, ma è l’alunno stesso che si cambia mentre apprende. Il compito dell’educatore è quello di rafforzare gli aspetti positivi costitutivi della persona di cui si prende cura. Ciò è possibile quando le relazioni interpersonali si svolgono nella logica della “relazione di aiuto” favorente la crescita equilibrata, il raggiungimento dell’autonomia, lo sviluppo della capacità di affrontare e di superare gli ostacoli; ovvero, quando si svolgono in un clima di ascolto e di accoglienza, in un contesto non direttivo, non prevaricante, in cui, non imponendo nulla dall’esterno, si creano le condizioni atte a favorire il libero sviluppo delle potenzialità dell’individuo e la soddisfazione del suo bisogno di realizzazione. Che caratteristiche ha assunto l'attivismo in Italia? La situazione sociopolitica italiana, dovuta sia alla recente unificazione, sia all’economia ancora prevalentemente agricola, ha permesso all’attivismo di assumere particolari caratteristiche. Le iniziative, sia a carattere pubblico che privato, furono orientate prevalentemente all’istruzione primaria e infantile includendo anche l’educazione popolare.Le sorelle Agazzi ritengono importante che il bambino cresca in un ambiente che stimoli la sua creatività attraverso il dialogo con l’adulto, in un’atmosfera famigliare che, con le sue caratteristiche affettive, può migliorare i processi educativi. L'innovazione che si ha in questo periodo, quindi, è la centralità riconosciuta al fanciullo ed il puerocentrismo sarà uno dei temi portanti su cui si fonda l'attivismo, ciò darà maggior importanza ai temi dell’infanzia e favorirà un'educazione che riconosce e parte dai bisogni del bambino. L'attivismo si farà promotore di scuole nuove, di un nuovo modo di intendere l'educazione e di nuovi metodi ed approcci. Prenderà le distanze dalla scuola tradizionale e il suo slogan sarà: "Non più una scuola per la vita ma una scuola come vita stessa
Neill si ispira al principio: della non autorità Pinocchio e libro cuore ❤❤