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Positivismo sociale, Comte, Mill, Appunti di Filosofia

Positivismo, Comte, Mill

Tipologia: Appunti

2013/2014

Caricato il 09/01/2014

francesca.hasbani1
francesca.hasbani1 🇮🇹

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Positivismo sociale
1. Caratteri generali e contesto storico del positivismo europeo
Il positivismo è un momento filosofico e culturale, caratterizzato da una esaltazione della scienza, che nasce
in Francia nella prima metà dell’Ottocento.
Il termine “positivo” significa due cose fondamentali: 1) positivo come ciò che è reale e concreto, in
opposizione a ciò che è metafisico; 2) positivo è ciò che appare fecondo, pratico, ed efficace, in opposizione
a ciò che è inutile e ozioso. Il termine compare per la prima volta in uno scritto di Saint-Simon e rimesso a
punto da Comte, che lo applica alla propria dottrina.
Il positivismo è caratterizzato da una celebrazione della scienza che si concretizza in tali convinzioni:
1) la scienza è l’unica conoscenza possibile e il metodo della scienza è l’unico valido
2) la filosofia tende a coincidere con la totalità del sapere positivo, o con l’enunciazione dei principi comuni
alle varie scienze. Cioè che consiste nel riunire e nel coordinare i risultati delle singole scienze.
3) il metodo della scienza va esteso a tutti i campi, anche l’uomo e la società. Tanto è vero che la sociologia
divenne la creatura prediletta dai positivisti.
4) il progresso della scienza rappresenta la base del progresso umano e lo strumento per una riorganizzazione
globale della vita in società.
Nel positivismo si hanno due fasi fondamentali. All’inizio era una proposta di superamenti di una crisi
sociopolitica e culturale, poi invece diventa riflesso e stimolo di un progresso in atto. Difatti il decollo del
sistema industriale ha generato un clima di fiducia entusiastica nelle forze dell’uomo e nelle potenzialità
della scienza e della tecnica. Questo ottimismo si è tradotto come un culto per il pensiero scientifico. Apre
quindi come l’espressione culturale delle speranze, degli ideali e delle infatuazioni ottimistiche della storia
moderna, e non a caso diverrà la tipica ideologia della borghesia liberale dell’Occidente.
Si configura perciò inizialmente come una ripresa del programma illuministico all’interno di una nuova
situazione storico-sociale. La somiglianza tra le due correnti si sintetizza in :
1) la fiducia nella ragione e nel sapere, concepiti come strumenti di progresso al servizio dell’uomo;
2) l’esaltazione della scienza a scapito della metafisica e ogni sorta di sapere non verificabile
3) la visione tendenzialmente laica e immanentistica della vita
Allo stesso tempo però differiscono per il fatto che i momenti storici sono diversi, non c’è il fermento
rivoluzionario, per la consapevolezza dei lati negativi della rivoluzione. Poi differiscono anche per il compito
che attribuiscono alla filosofia nei confronti della scienza. Perché i positivisti ritengono che il compito della
filosofia sia quello di ordinare il quadro complessivo delle scienze, e di proporre una sintesi unificatrice,
mentre gli illuministi cercavano una fondazione gnoseologica e critica della scienza. Infine illuminismo e
positivismo differiscono per il rapporto con la scienza. I primi si appellano al sapere sperimentale, i secondo
invece vedono nella scienza il sapere assoluto
Auguste Comte
1. Vita e opere
Fondatore del positivismo, nato a Montpellier nel 1798, morto a Parigi nel 1857. Docente di matematica
privato, carriera drammatica, vita in miseria. Nella sua filosofia si considerava il pontefice massimo di una
nuova religione che avrebbe portato a termine la rivoluzione occidentale, cioè lo sviluppo positivista della
civiltà occidentale. Le sue opere principali sono Corso di filosofia Positiva (1842) e Sistema di politica
positiva o trattato di sociologia che istituisce la religione dell’umanità (1851-54).
2. la legge dei tre stadi e la classificazione delle scienze
Secondo la legge dei tre stadi, ciascuna branca della conoscenza umana passa successivamente per tre stadi
teorici differenti: lo stadio teologico o fittizio, lo stadio metafisico o astratto, lo stadio scientifico o positivo.
Il primo punto è necessario per l’intelligenza umana, il terzo invece è fisso e definitivo, il secondo è solo una
transizione. Nello stadio teologico, lo spirito umano dirige le sue ricerche verso la natura intima degli esseri
e le cause prime e finali, cioè verso le conoscenze assolute, si rappresenta i fenomeni come prodotti
dall’azione diretta e continua di agenti soprannaturali, il cui intervento arbitrario spiega tutte le anomalie
apparenti dell’universo. Nello stadio metafisico, gli agenti soprannaturali sono sostituiti da forze astratte.
Mentre nello stadio positivo, lo spirito umano, riconoscendo l’impossibilità di raggiungere nozioni assolute,
rinuncia a cercare il destino e l’origine dell’universo e si applica unicamente a scoprire mediante il
ragionamento e l’osservazione le loro leggi effettive. Ad ogni stadio Comte fa corrispondere una specifica
organizzazione politica e sociale; monarchia teocratica e militare, sovranità popolare, organizzazione
scientifica della società industriale. Le scienze sono classificabili secondo il loro grado di semplicità. Così il
filosofo classificando le scienze, raggruppa le scienze perché la filosofia positiva presuppone
un’enciclopedia delle scienze che muovendo da una classificazione sistematica fornisce il prospetto general
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Positivismo sociale

1. Caratteri generali e contesto storico del positivismo europeo Il positivismo è un momento filosofico e culturale, caratterizzato da una esaltazione della scienza, che nasce in Francia nella prima metà dell’Ottocento. Il termine “positivo” significa due cose fondamentali: 1) positivo come ciò che è reale e concreto, in opposizione a ciò che è metafisico; 2) positivo è ciò che appare fecondo, pratico, ed efficace, in opposizione a ciò che è inutile e ozioso. Il termine compare per la prima volta in uno scritto di Saint-Simon e rimesso a punto da Comte, che lo applica alla propria dottrina. Il positivismo è caratterizzato da una celebrazione della scienza che si concretizza in tali convinzioni:

  1. la scienza è l’unica conoscenza possibile e il metodo della scienza è l’unico valido
  2. la filosofia tende a coincidere con la totalità del sapere positivo, o con l’enunciazione dei principi comuni alle varie scienze. Cioè che consiste nel riunire e nel coordinare i risultati delle singole scienze.
  3. il metodo della scienza va esteso a tutti i campi, anche l’uomo e la società. Tanto è vero che la sociologia divenne la creatura prediletta dai positivisti.
  4. il progresso della scienza rappresenta la base del progresso umano e lo strumento per una riorganizzazione globale della vita in società. Nel positivismo si hanno due fasi fondamentali. All’inizio era una proposta di superamenti di una crisi sociopolitica e culturale, poi invece diventa riflesso e stimolo di un progresso in atto. Difatti il decollo del sistema industriale ha generato un clima di fiducia entusiastica nelle forze dell’uomo e nelle potenzialità della scienza e della tecnica. Questo ottimismo si è tradotto come un culto per il pensiero scientifico. Apre quindi come l’espressione culturale delle speranze, degli ideali e delle infatuazioni ottimistiche della storia moderna, e non a caso diverrà la tipica ideologia della borghesia liberale dell’Occidente. Si configura perciò inizialmente come una ripresa del programma illuministico all’interno di una nuova situazione storico-sociale. La somiglianza tra le due correnti si sintetizza in :
  5. la fiducia nella ragione e nel sapere, concepiti come strumenti di progresso al servizio dell’uomo;
  6. l’esaltazione della scienza a scapito della metafisica e ogni sorta di sapere non verificabile
  7. la visione tendenzialmente laica e immanentistica della vita Allo stesso tempo però differiscono per il fatto che i momenti storici sono diversi, non c’è il fermento rivoluzionario, per la consapevolezza dei lati negativi della rivoluzione. Poi differiscono anche per il compito che attribuiscono alla filosofia nei confronti della scienza. Perché i positivisti ritengono che il compito della filosofia sia quello di ordinare il quadro complessivo delle scienze, e di proporre una sintesi unificatrice, mentre gli illuministi cercavano una fondazione gnoseologica e critica della scienza. Infine illuminismo e positivismo differiscono per il rapporto con la scienza. I primi si appellano al sapere sperimentale, i secondo invece vedono nella scienza il sapere assoluto

Auguste Comte

1. Vita e opere Fondatore del positivismo, nato a Montpellier nel 1798, morto a Parigi nel 1857. Docente di matematica privato, carriera drammatica, vita in miseria. Nella sua filosofia si considerava il pontefice massimo di una nuova religione che avrebbe portato a termine la rivoluzione occidentale, cioè lo sviluppo positivista della civiltà occidentale. Le sue opere principali sono Corso di filosofia Positiva (1842) e Sistema di politica positiva o trattato di sociologia che istituisce la religione dell’umanità (1851-54). 2. la legge dei tre stadi e la classificazione delle scienze Secondo la legge dei tre stadi, ciascuna branca della conoscenza umana passa successivamente per tre stadi teorici differenti: lo stadio teologico o fittizio, lo stadio metafisico o astratto, lo stadio scientifico o positivo. Il primo punto è necessario per l’intelligenza umana, il terzo invece è fisso e definitivo, il secondo è solo una transizione. Nello stadio teologico, lo spirito umano dirige le sue ricerche verso la natura intima degli esseri e le cause prime e finali, cioè verso le conoscenze assolute, si rappresenta i fenomeni come prodotti dall’azione diretta e continua di agenti soprannaturali, il cui intervento arbitrario spiega tutte le anomalie apparenti dell’universo. Nello stadio metafisico, gli agenti soprannaturali sono sostituiti da forze astratte. Mentre nello stadio positivo, lo spirito umano, riconoscendo l’impossibilità di raggiungere nozioni assolute, rinuncia a cercare il destino e l’origine dell’universo e si applica unicamente a scoprire mediante il ragionamento e l’osservazione le loro leggi effettive. Ad ogni stadio Comte fa corrispondere una specifica organizzazione politica e sociale; monarchia teocratica e militare, sovranità popolare, organizzazione scientifica della società industriale. Le scienze sono classificabili secondo il loro grado di semplicità. Così il filosofo classificando le scienze, raggruppa le scienze perché la filosofia positiva presuppone un’enciclopedia delle scienze che muovendo da una classificazione sistematica fornisce il prospetto general

di tutte le conoscenze scientifiche. L’enciclopedia sarà costituita da da 5 scienze fondamentali: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia. La matematica è esclusa perché costituisce la base di tutte le altre scienze. La logica è esclusa perché è il metodo concreto impiegato da ogni specifica branca del sapere. La psicologia è esclusa perché non è una scienza.

2. La sociologia La scienza alla quale tutte le altre sono subordinate. La sociologia deve concepire i fenomeni sociali come soggetti a leggi naturali che ne rendano possibile la previsione, seppure nei limiti compatibili con la loro complessità. Essa è divisa in statica sociale e dinamica sociale, corrispondenti ai due concetti di ordine e progresso. La prima mette in luce la relazione necessaria, il consenso universale, che hanno tra loro le varie parti del sistema sociale (cioè tra il regime politico e lo stadio corrispondente c’è un rapporto di necessità). La dinamica sociale invece si basa sullo sviluppo continuo e graduale dell’umanità. Da Leibnitz “il presente è gradivo dell’avvenire”. 3. La dottrina della scienza e la sociocrazia Comte concepisce la scienza come essenzialmente diretta a stabilire il dominio dell’uomo sulla natura. Lo scopo dell’indagine scientifica è la formulazione delle leggi perché la legge permette la previsione; e la previsione dirige e guida l’azione dell’uomo sulla natura. L’opera di Comte risulta diretta a favore l’avvento di una società nuova che egli chiama “sociocrazia”, cioè un regime fondato sulla sociologia e sul positivismo, dove a comandare sono gli scienziati. 4. la divinizzazione della storia e la religione della scienza Il sistema di politica positiva è diretto esplicitamente a trasformare la filosofia positiva una religione positiva. Cioè a fondare l’unità dogmatica di una dottrina, di un culto e di una morale. Il concetto fondamentale è quello dell’umanità che deve prendere il posto di quello di Dio. L’umanità è il grande essere come l’insieme degli essere passati, presenti e futuri. Il concetto di umanità non biologico ma è la tradizione ininterrotta e continua del genere umano. Comte mette in luce la saggezza e la provvidenza del grande essere che ha saputo svilupparsi nelle sue età primitive (teologia e metafisica) per giungere all’età positiva, che preannuncia la sua piena maturità. L’umanità è quindi tradizione divinizzata. Comte stabilisce addirittura il calendario positivista, dove dedica mesi e giorni alle maggiori figure della religione, dell’arte e della scienza. Propone persino un segno come la croce per i cristiani, che consiste nel toccare gli organi principali. Infine nell’ultimo scritto dedicato alla Filosofia della matematica (1856) propone di associare la scienza della natura al sentimento, pretende di stabilire una trinità positivistica. Accanto al grande essere che è l’umanità, pone come soggetto di adorazione il grande feticcio, cioè la terra, e il grande mezzo, cioè lo spazio. La morale del positivismo è l’altruismo. Vivere per gli altri è la sua massima fondamentale. Tale massima non è contraria alla natura umana, perché accanto all’egoismo, Comte, dice che c’è l’istinto simpatico, che l’educazione positivista sviluppa gradualmente, fino a renderlo predominante.

John Stuart Mill

1. Vita e opere Nacque a Londra nel 1806. Le opere principali sono : Sistema di logica deduttiva e induttiva (1843), Saggi su alcune incerte questioni di economia politica (1844), Principi di economica politica (1848). Mill mette in luce i principi filosofici del positivismo etico inglese e lo collega al positivismo sociale francese. La prima forma di positivismo inglese è l’utilitarismo, che si configura come cioè che è un’azione buona è utile, come disse Bentham, il bene perciò diventa il fine non solo di un’attività morale, ma anche sociale e politica.

  1. La logica Il positivismo di Mille richiama ai fatti continuamente, e non è possibile alcune dogmatizzazione dei risultato della scienza, come sosteneva Comte. La logica di Mill a come scopo principale di eliminare ogni assolutismo della verità nato da basi empiriche. Mill elimina la metafisica, perché essa nasce da un’intuizione immediata non verificabile. Tutti gli assiomi hanno la loro validità non per un carattere superiore, ma perché la loro origine è l’esperienza, quindi non hanno origine diversa dal resto delle conoscenze. Mill dice che ogni proposizione universale è una generalizzazione dei fatti osservabili. Il problema di ciò è la giustificazione del principio d’induzione, che secondo Mill è risolvibile nel fatto che la natura ha una sua uniformità, cioè che la natura ha leggi naturali rivelate dall’esperienza che si confermano e si correggono reciprocamente. La base di tutto è la causalità, tale legge asserisce che ogni legge ha una legge, perciò si può riconoscere nella natura un ordine costante e necessario di tutti i fenomeni. Da cosa è allora garantita tale legge? Chi ci dice che tutto ha una causa? Non si può dire con certezza, l’unica soluzione è che la legge stessa che regola l’induzione, la causalità, è un’induzione. Questo non si risolve in un circolo vizioso secondo Mill, perché il ragionamento umano non procede dal generale al particolare, ma dal particolare al particolare, infatti, l’esperienza ci offre soltanto singoli casi di presunta verità generale, che però non è verificale (tutti muoiono, non vuol dire che anch’io muoio, presuppongo che sia vero per