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Presentazione in Powerpoint riguardo il doping e le leggi che lo regolano nella legislazione Italiana
Tipologia: Slide
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ORIGINE DEL NOME
REGOLAMENTO ANTIDOPING DEL CONI Il regolamento antidoping del CONI, reca una definizione di doping molto particolare poiché viene definito come una qualsivoglia violazione delle norme sportive antidoping, fattispecie tipiche previste direttamente dal Codice WADA Queste fattispecie in totale sono otto, e precisamente:
CONVENZIONE DI STRASBURGO La Convenzione di Strasburgo è un trattato internazionale finalizzato a combattere il doping nello sport, ratificato da numerosi paesi. Il suo obiettivo primario è la prevenzione attraverso l'educazione e la sensibilizzazione degli atleti, degli allenatori e del pubblico. A tal fine, promuove programmi educativi che informano sugli effetti dannosi del doping e promuovono valori etici e sportivi. La convenzione prevede anche misure rigorose per il controllo e la sanzione degli atleti che violano le regole antidoping, al fine di mantenere l'equità della competizione. La collaborazione internazionale è essenziale, con gli stati firmatari che si impegnano a lavorare insieme per contrastare il doping, condividendo informazioni e migliori pratiche per migliorare l'efficacia delle politiche antidoping a livello globale. Infine, la Convenzione si impegna a proteggere gli atleti, fornendo loro supporto e risorse per evitare il doping e proteggere la loro salute e il loro benessere. Ciò include l'accesso a programmi educativi antidoping, servizi di consulenza e sostegno psicologico per affrontare le pressioni e le sfide dello sport.
DOPING ESOGENO E DOPING AUTOGENO Nell'ordinamento giuridico si rinvengono due tipologie di violazione che tradizionalmente vengono declinate nel doping esogeno e doping autogeno. Viene detto doping esogeno quando il soggetto attivo, ossia colui che procura o somministra la sostanza vietata, non è l'atleta, ma un soggetto diverso dall'atleta. Nel doping autogeno è invece l'atleta che, in modo autonomo, assume le sostanze vietate o adotta delle pratiche scorrette al fine di alterare le proprie prestazioni sportive.
TIPOLOGIE DI SOSTANZE VIETATE
DOPING E GIUSTIZIA SPORTIVA
DOPING E LE CARICHE SPORTIVE L'importanza del fenomeno del doping è stata sottolineata nel D.Lgs. 15/2004 laddove si è stabilito che «gli atleti ed i tecnici possono far parte del Consiglio nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) a condizione che non abbiano subito sanzioni di sospensione dall'attività sportiva conseguente all'utilizzo di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche nelle attività sportive». In pratica, chi fa uso di doping viene estromesso dalla possibilità di entrare a far parte degli organi di vertice del CONI.
COMMISSIONE ANTI-DOPING In Italia, la Commissione Antidoping Nazionale (CAD) è l'organismo responsabile della gestione delle questioni antidoping nel paese. Fondata dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), la CAD opera sotto la supervisione del Ministero della Salute ed è autorizzata a condurre controlli antidoping e ad applicare sanzioni in conformità con le disposizioni nazionali e internazionali. La CAD è composta da esperti nel campo della medicina dello sport, della farmacologia, della legge e dell'etica, ed è incaricata di pianificare e coordinare le attività antidoping in Italia. Queste attività includono la pianificazione e l'esecuzione dei test antidoping durante le competizioni sportive e al di fuori di esse, l'educazione degli atleti sulle questioni antidoping, l'analisi dei campioni, nonché l'indagine e l'applicazione delle sanzioni per le violazioni delle regole antidoping. La CAD svolge un ruolo fondamentale nel garantire un ambiente sportivo pulito e leale in Italia, proteggendo l'integrità dello sport e la salute degli atleti.
COMMISSIONE SCIENTIFICA ANTIDOPING In Italia, la Commissione Scientifica Antidoping opera sotto l'egida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e svolge un ruolo cruciale nel garantire l'efficacia delle politiche e dei programmi antidoping nel paese. Essa è composta da esperti di varie discipline scientifiche, inclusa la medicina dello sport, la farmacologia, la biochimica e altre specialità pertinenti. La Commissione Scientifica Antidoping italiana fornisce consulenza e supporto tecnico al CONI e alle altre autorità antidoping nazionali. Le sue responsabilità includono la valutazione delle nuove tecnologie e metodologie per il rilevamento delle sostanze dopanti, la revisione delle linee guida e dei protocolli antidoping, nonché la promozione della ricerca scientifica nel campo del doping e della medicina sportiva. Inoltre, la Commissione Scientifica Antidoping italiana è coinvolta nella formazione e nell'educazione degli atleti, degli allenatori e del personale medico sulle questioni antidoping, contribuendo così a promuovere uno sport pulito, equo e sicuro in Italia.
COMITATO ETICO Istituito presso il CONI è un organo di consulenza delle commissioni e delle strutture deputate alle attività antidoping. È composto da un presidente e da un massimo di 6 componenti. Il comitato ha potere di veto sulla proposizione di studi e potere di controllo sulla progressione del metodo in atto.
U.C.A.A. L’ Ufficio coordinamento attività antidoping svolge l’attività antidoping in attuazione delle normative proprie e del movimento olimpico. coordina l'effettuazione dei controlli fuori competizione e/o a sorpresa disposti dalla Commissione antidoping e dei controlli disposti dalla Federazione o Disciplina interessata; dispone delle risorse necessarie per il funzionamento ed il collegamento degli organismi operanti nell'ambito delle attività antidoping dell'ente.