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preparati per la microscopia, Appunti di Citologia

descrizione passaggi preparazioni microscopia ottica e elettronica in laboratorio

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 05/12/2020

chiara-lavignani
chiara-lavignani 🇮🇹

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Preparati per la microscopia
Noi conosciamo due microscopi: ottico ed elettronico
Fra i due i passaggi di preparazione non cambiano molto, se non i reagenti che vanno usati durante la
preparazione.
Quali sono i passaggi:
microscopia ottica:
Fissazione se noi preleviamo un tessuto senza usufruire del fissante il pezzo prelevato subirà il
deterioramento non permettendo l’analisi, quindi il primo passaggio è per l’appunto preservare il
campione tramite la fissazione cioè far mantenere alla parte prelevata le stesse prestazioni come
se fosse vitale. La fissazione si può fare con l’ausilio di sostanze chimiche che bloccano l’azione dei
lisosomi (enzimi lipici) ma esiste anche una fissazione fisica attraverso il congelamento, con l’ausilio
della criogenia in questi casi si usa l’azoto liquido o i congelatori a -80. Il congelamento deve
avvenire in maniera rapida poiché più lungo è il congelamento più modo diamo all’acqua di
cristallizzare l’acqua cambiando stato cambia posizione che occupa, si rischiando il
danneggiamento delle cellule. il processo di fissazione richiede da 4-24 h, dipende dalla natura del
campione biologico trattato e dalle dimensioni del campione. Esempi di fissativichimici: liquido
di Bowen (colorato in giallo), Formalina (non pura poiché evapora facilmente), paraformaldeide.
Lavaggi occorrono per togliere ed eliminare i residui, con acqua o tamponepbs, ph fisiologico
(4-7).
Disidratazione poiché l’acqua presente fisiologicamente nel nostro campione può dare problemi
alla nostra processazione, ma soprattutto, attraverso l’eliminazione dell’acqua evitiamo la
proliferazione di batteri. La disidratazione del campione avviene tramite sostituzionesi
sostituisce l’acqua con l’alcol, tramite passaggi graduali (quando arriveremo a concentrazione 100
avverrà la totale disidratazione). Un’oretta per ogni tipo di concentrazione alcolica. Per capire se la
disidratazione è avvenuta con successo si fanno dei passaggi di xilene che ha due funzioni: è
diafanizzante il campione diventa lucido, quasi trasparente (disidratazione andata a buon fine,
se rimane opaco la disidratazione non è andata a buon fine e dobbiamo tornare indietro.) inoltre lo
xilene è miscibile con la paraffina sostanza importante per il passaggio successivo.
Il nostro obiettivo è quello di partire da un campione biologico “morbido” per poterlo tagliare c’è
un passaggio chiamato inclusione che porta un campione biologico solido che possa poi passare
al microtomo (taglio del campione). L’inclusione avviene tramite l’inclusione del campione nella
paraffina (esempio della candela, stoppino immerso nella cera). Ma la paraffina però non è
miscibile con l’alcol, ma è miscibile con un altro solvente che è lo xilene. Quindi finita la
disidratazione portata a termine (100) avviene una sostituzione di alcol con lo xilene. (piccola
parentesi: la disidratazione non avviene direttamente con lo xilene poiché agente aggressivo che
non permetterebbe successivamente la microtomia). Passaggi intermedi 50 e 50 alcol a 100 e
xilene solo xilene 50 e 50 xilene e paraffina paraffina. La paraffina deve entrare in contatto
col campione quindi anche in questo caso noi trasferiremo il nostro campione dalle provette in
delle formellina metallica e lo colmeremo con la paraffina liquida 1-2 h a quel punto potremo
finalmente includere. <<xilene va preparato sotto kappa in laboratorio>> (deve avvenire
l’indurimento del campione biologico con l’inclusione).
Dopo di che possiamo andare al taglio con l’ausilio di uno strumento che prende il nome di
microtomo paragonabile ad una affettatrice. Le nostre sezione devono essere grandi, in base al
microscopio ottico che lavora in ordine di grandezza 0,2 micron quindi le sezioni che vengono
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Preparati per la microscopia

Noi conosciamo due microscopi: ottico ed elettronico Fra i due i passaggi di preparazione non cambiano molto, se non i reagenti che vanno usati durante la preparazione. Quali sono i passaggi: microscopia ottica:  Fissazionese noi preleviamo un tessuto senza usufruire del fissante il pezzo prelevato subirà il deterioramento non permettendo l’analisi, quindi il primo passaggio è per l’appunto preservare il campione tramite la fissazione cioè far mantenere alla parte prelevata le stesse prestazioni come se fosse vitale. La fissazione si può fare con l’ausilio di sostanze chimiche che bloccano l’azione dei lisosomi (enzimi lipici) ma esiste anche una fissazione fisica attraverso il congelamento, con l’ausilio della criogenia in questi casi si usa l’azoto liquido o i congelatori a -80. Il congelamento deve avvenire in maniera rapida poiché più lungo è il congelamento più modo diamo all’acqua di cristallizzare l’acqua cambiando stato cambia posizione che occupa, si rischiando il danneggiamento delle cellule. il processo di fissazione richiede da 4-24 h, dipende dalla natura del campione biologico trattato e dalle dimensioni del campione. Esempi di fissativichimici: liquido di Bowen (colorato in giallo), Formalina (non pura poiché evapora facilmente), paraformaldeide.  Lavaggi occorrono per togliere ed eliminare i residui, con acqua o tamponepbs, ph fisiologico (4-7).  Disidratazione poiché l’acqua presente fisiologicamente nel nostro campione può dare problemi alla nostra processazione, ma soprattutto, attraverso l’eliminazione dell’acqua evitiamo la proliferazione di batteri. La disidratazione del campione avviene tramite sostituzionesi sostituisce l’acqua con l’alcol, tramite passaggi graduali (quando arriveremo a concentrazione 100 avverrà la totale disidratazione). Un’oretta per ogni tipo di concentrazione alcolica. Per capire se la disidratazione è avvenuta con successo si fanno dei passaggi di xilene che ha due funzioni: è diafanizzante il campione diventa lucido, quasi trasparente (disidratazione andata a buon fine, se rimane opaco la disidratazione non è andata a buon fine e dobbiamo tornare indietro.) inoltre lo xilene è miscibile con la paraffina sostanza importante per il passaggio successivo.  Il nostro obiettivo è quello di partire da un campione biologico “morbido” per poterlo tagliare c’è un passaggio chiamato inclusione che porta un campione biologico solido che possa poi passare al microtomo (taglio del campione). L’inclusione avviene tramite l’inclusione del campione nella paraffina (esempio della candela, stoppino immerso nella cera). Ma la paraffina però non è miscibile con l’alcol, ma è miscibile con un altro solvente che è lo xilene. Quindi finita la disidratazione portata a termine (100) avviene una sostituzione di alcol con lo xilene. (piccola parentesi: la disidratazione non avviene direttamente con lo xilene poiché agente aggressivo che non permetterebbe successivamente la microtomia). Passaggi intermedi 50 e 50 alcol a 100 e xilene solo xilene 50 e 50 xilene e paraffina paraffina. La paraffina deve entrare in contatto col campione quindi anche in questo caso noi trasferiremo il nostro campione dalle provette in delle formellina metallica e lo colmeremo con la paraffina liquida 1-2 h a quel punto potremo finalmente includere. <> (deve avvenire l’indurimento del campione biologico con l’inclusione). Dopo di che possiamo andare al taglio con l’ausilio di uno strumento che prende il nome di microtomo paragonabile ad una affettatrice. Le nostre sezione devono essere grandi, in base al microscopio ottico che lavora in ordine di grandezza 0,2 micron quindi le sezioni che vengono

fatte per realizzare i vetrini da realizzare al microscopio ottico oscillano fra i 2-5 micron massimo di spessore. Microtomo:  A slitta  Rotativo Fra i due non cambia il tipo di lama (entrambe a metallo), non cambia il tipo di spessore, ma cambia il tipo di percorso del nostro campione per andare incontro la lama e di conseguenza essere tagliato. Un alloggiamento dove bloccare il nostro campione incluso in paraffina. Ghiera manopola che regola lo spessore Si definisce microtomo a slitta poiché c’è questo slittamento avanti e indietro della lama lungo questo binario che va incontro al campione. Ed è un dispositivo manuale. L’immagina che torna all’osservatore è invertita rispetto al reale. Si definisce microtomo rotativo, in questo caso sarà il campione ad andare incontro la lama con un movimento rotatorio. Oltre ad essere un dispositivo manuale, può essere anche automatico. Raccolta la sezione con un pennellino delicatamente viene messa nel selettore in bagno maria in modo che la sezione si distenda (la paraffina tende ad arricciarsi- temperatura nel selettore 23-24°.) Successivamente si prende il vetrino e con un pennellino si passa la sezione nel vetrino lasceremo il vetrino per tutta la notte in una stufa (24°) per far aderire la sezione al vetrino. A questo punto si può procedere con la colorazione. Microscopio elettronico  Fissazione chimica: prefissazione in glutaraldeide che è seguita dalla fissazione in tetrossido di osmio. Quest’ultimo è il fissativo usato per eccellenza ma ha un piccolo problema nonché va a denaturare le proteine.  Lavaggio tampone ph fisiologico  Disidratazione l’acqua viene sostituita con dei passaggi successivi in alcol in concentrazione via via crescente.  preparazione all’inclusione a differenza dell’microscopio ottico cambia il mezzo includenteviene fatta in resina, poiché cambia tipo di microtomo e tipo di spessore del campione biologico. Cambiando il mezzo includente cambia anche il tipo di reagente che permette l’inclusione alla resina miscela di resina + ossido di propilene ( al posto dello xilene) a questo punto deve avvenire una polimerizzazione che è agevolata dalla temperatura che avviene in una stufetta a 45-60°.  il microscopio ottico lavora su nanometri, taglio all’ ultramicrotomo semifini, 0,5 a 1 micron e le raccogliamo e le andiamo guardare al microscopio ottico oppure  e questo è l’obbiettivo del microscopio elettronico nonché studiare l’ultrastruttura andiamo a fare sezioni ultrasottili che sono nell’ordine dei 30-40 nanometri di spessore. Ultramicrotomo non verranno usati i microtomi precedentemente nominati (rotazione, a slitta) per due motivi: la consistenza del mezzo includente, la resina non si lascia tagliare dalla lama di metallo; per lo spessore (ottico-micron/ elettronico-nanometri). Lo strumento che viene utilizzato per questi