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Una panoramica introduttiva alla psicologia clinica, esplorando le definizioni fornite da apa e cnop, e confrontandole. Vengono esaminati gli elementi centrali della pratica clinica, come il processo diagnostico, la relazione tra psicologo e paziente, e l'importanza di un approccio interdisciplinare. Anche l'evoluzione storica della psicologia, dalle origini filosofiche e fisiologiche fino all'avvento del comportamentismo e della terapia cognitivo-comportamentale, evidenziando le diverse prospettive sulla nozione di anormalità e i modelli biomedico e psicodinamico. Infine, si affrontano le sfide della terapia in contesti multiculturali, sottolineando l'importanza della sensibilità culturale e dell'inclusione di principi morali. Appunti rielaborati integrando lezioni online, lezioni interattive, approfondimenti sui manuali in bibliografia e articoli scientifici consultati in fase di preparazione esame.
Tipologia: Appunti
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Prof. R. De Luca Picione A.A. 2024-
Definizioni e ambiti di competenza della psicologia clinica A livello etimologico, il termine “clinico” trae origine da κλίνη che significa “letto” e, in senso figurato, “chino”: il medico che si china verso il paziente per ascoltarlo e che così comprende la malattia. Definizioni e ambiti di competenza della psicologia clinica: Definizione di PSICOLOGIA CLINICA APA - American Psychological Association:
Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da sintomi di rilevanza clinica nel sistema cognitivo, nella regolazione emozionale, o nel comportamento di un soggetto che riflettano una disfunzione nei processi psicologici, biologici ed evolutivi sottostanti il funzionamento mentale. I disturbi mentali sono di solito associati a un significativo stato di sofferenza soggettiva o di disabilità nelle attività sociali, occupazionali e altre importanti. (caratterizzazione psico- patologica, compare il termine clinico si evidenzia il disagio e la nozione di
Ordine degli Psicologi) sulla figura dello psicologo clinico :
aiuto allo sviluppo di una capacità di comprensione della propria realtà psichica e di uno stile comportamentale relazionale adattivo e funzionale per la persona. Stretta connessione con le evidenze della ricerca scientifica e con l’esperienza clinica Importanza di un approccio interdisciplinare sia con altri ambiti della psicologia (pensiamo alla Psicologia cognitiva, Psicologia dinamica, Psicologia della Personalità e differenziale, Psicopatologia, Neuropsicologia clinica, Psicologia sociale e dei gruppi, Psicometria) che con altre discipline (tra le quali ad esempio: epidemiologia, fisiologia, ricerca valutativa, la sociologia sanitaria, etc.). IMPORTANTE è la collaborazione con altre figure professionali che operano nel campo sociosanitario. CONCLUSIONI: Definizioni e Intervento che non si limita alla malattia, ma a dei domini di prassi molto più ampli. Diversi passaggi storici nell’epistemologia della psicologia clinica La psicologia deve difendersi dai vari concetti comuni e stereotipati … La psicologia clinica come ogni conoscenza scientifica si articola in diversi livelli epistemologici:
Possiamo vedere ancora la Dottrina fisiognomica, organologia → Franz Joseph Gall (1758-1828) ricerche di anatomia e fisiologia cerebrale Frenologia → Johann Gaspar Spurzheim (1776-1832) Secondo tale disciplina, singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari zone o "regioni" del cervello, così che dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità psichiche dell'individuo e della sua personalità. Dalla forma della scatola cranica sarebbe possibile risalire ai tratti del carattere attraverso una mappatura del cranio in ventisei regioni alle quali corrisponderebbero altrettante dimensioni della personalità. La psicologia e la filosofia ritornano ancora e troviamo nel 1867 → presso l’Università di Heidelberg, Wilhelm Wundt (1832-1892), considerato il padre fondatore della psicologia, inaugura un corso di Psicologia fisiologica 1881 → nascita della prima rivista ufficiale. 1897 → Wundt forma a Lipsia il primo laboratorio di psicologia (in continuità con la cattedra di filosofia). L’oggetto della psicologia è l’esperienza diretta e immediata e il metodo precipuo per rilevarla l’introspezione attraverso cui l’individuo è in grado di rivelare cosa avviene nel momento esatto in cui esperisce la realtà. Iniziamo a vedere la necessità della scientificità. Criticità e pregi dello sforzo wundtiano sono i problemi di oggettività scientifica. Troviamo i Bias legati alla figura dei partecipanti che devono esprimere e resocontare le loro esperienze (COME ACCADE IN FILOSOFIA). Per questo motivo la psicologia si separa dalla filosofia speculativa per aprirsi alla metodologia delle scienze naturali, acquisendo propri criteri metodologici di sperimentazione e di quantificazione. A partire dal solco epistemologico e metodologico tracciato da Wundt si vanno delineando due indirizzi contrapposti: funzionalismo e introspezionismo. Funzionalismo (William James e John Dewey) i fenomeni psichici non come strutture ma come funzioni attraverso cui l’organismo si adatta all’ambiente Introspezionismo Riprende e rafforza il principale contributo wundtiano, in quanto sostiene il metodo per analizzare i processi psichici superiori attraverso una rigorosa codificazione, un’accurata identificazione e uno stretto controllo delle variabili psichiche. Inizialmente le variabili sono circoscritte e delimitate ai processi sensoriali semplici, per poi successivamente estendere l’interesse ai processi psichici più complessi. Il paradigma del Positivismo
Freud elaborazione e sviluppo della nozione di inconscio entro un sistema di linguaggio e metodo clinico e scientifico… (sviluppi e criticità connessi alla scientificità della nozione di inconscio) Il paradigma positivista e la crisi della scientificità. Influenze sulla psicologia clinica…All’inizio del Novecento coerentemente al forte sviluppo del paradigma positivista, viene considerata sempre più pressante la necessità di una psicologia maggiormente oggettiva che si emancipi dai concetti fondanti le teorie ottocentesche, in primo luogo quelli di mente e coscienza.
Seconda metà del ‘900 la crisi dello scientismo e della sua concezione della scienza come valore assoluto (unica forma autentica di conoscenza umana e strumento più adeguato per risolvere tutti i problemi dell’uomo). Critica allo scientismo → non riesce a riconoscere che la portata della scienza è solo parziale rispetto alla complessità del campo d’indagine di cui si vuole occupare (l’uomo, il suo sviluppo, i suoi modi molteplici di essere). È necessario mantenere un’ottica di pienezza di senso e di complessità. Sempre maggior spazio e sviluppo nella filosofia della scienza interpretazioni anti-realiste che mettono in risalto il carattere fallibile della scienza, la dipendenza dai contesti sociali e culturali, e la negazione delle sue caratteristiche di conoscenza oggettiva e rigorosa. Nozione di falsificabilità di K. Popper (1902-1994) contro lo scientismo positivista e assoluto:
Cause delle anormalità biologiche delle strutture cerebrali o le attività biochimiche di certe persone non rientrano nella norma? Crescente attenzione su 3 fattori: la genetica, l’evoluzione e le infezioni virali. tre tipi principali di trattamento biologico attualmente più utilizzati oggi sono:
In psicologia clinica il concetto di ANORMALITA’ è FONDAMENTALE. QUESTO MODELLO SI APPROCCIA NUOVAMENTE A NUOVI SCHEMI INTERPRETATIVI Suddivido un po' tutto a puntoni… IL MODELLO COMPORAMENTISTA HA DELLE BASI:
Secondo step →i pazienti redigono una gerarchia delle paure, una lista di oggetti o situazioni temuti (da quelli meno temuti e fino a quelli che generano maggiore paura) Terzo step→ Viene chiesto ai pazienti di immaginare o di verificare effettivamente ogni elemento della lista quando sono in una situazione di rilassamento. (Abbinamenti graduali degli elementi temuti e il rilassamento, fino all’estinguimento della paura). I punti di forza sono chiari, la visione comportamentista è ottima nelle fobie! Le sperimentazioni in laboratorio lo dimostrano… Le criticità si trova nella nozione semplicistica. L’uomo agisce anche secondo dei valori, delle credenze. Non è semplicemente una condizione associativa! (Non credo che gli piaccia)! Il modello cognitivista aiuta a completare il modello comportamentale. L’assunto di base è che l’uomo tipicamente elabora le informazioni costruendo delle rappresentazioni di sé, degli altri e del mondo. Tali rappresentazioni sono alla base dei processi cognitivi che comprendono interpretazioni, credenze, pensieri e comportamenti, a loro volta valutabili e modificabili. Utilizzando informazioni sensoriali, processi legati alla memoria autobiografica a lungo termine e il ragionamento di ordine superiore l’individuo costruisce le proprie interpretazioni della realtà in forma di schemi cognitivi che concorrono a predisporre i suoi comportamenti rendendoli più o meno adattativi. Funzionamento patologico Credenze e pensieri distorti ed errati costituiscono il prodotto di processi di elaborazione dell’informazione disfunzionali e irrazionali. La terapia cognitivo-comportamentale standard (CBT) (di Beck) si focalizza sull’individuazione di modalità di pensiero disfunzionali dei processi cognitivi che non consentono la confutazione spontanea delle credenze patogene. La terapia razionale-emotiva di Ellis è più direttiva e si focalizza esclusivamente sulle credenze patogene e sulla loro confutazione con interventi direttivi e psicopedagogici, considerando le emozioni, nella pratica clinica, come pure conseguenze della cognizione esplicita. La terapia cognitivo-comportamentale adopera tecniche comportamentali, fondate sul riconoscimento di pensieri automatici legati a situazioni specifiche e sulla modifica di processi cognitivi disfunzionali e credenze irrazionali legate all’incremento del disagio emotivo, alimentando, in un circolo vizioso, convinzioni distorte e aspettative negative su di sé e sugli altri… L incapacità di regolare adeguatamente le emozioni e di monitorare i propri stati mentali, nonché di riflettere sugli stati mentali altrui. atteggiamento del terapeuta cognitivo non è interpretativo delle credenze e delle rappresentazioni cognitive del paziente ma è collaborativo
Automaticamente ci saranno buone probabilità di realizzare il proprio potenziale positivo. Quando si è indotti ripetutamente a considerarsi non degni di una considerazione positiva, si costruiscono delle condizioni di valore (criteri secondo i quali si è amati e accettati solo se ci si conforma a certe regole). Per conservare una considerazione positiva di sé si negano e/o distorcono i pensieri e le azioni che non sono conformi alle proprie condizioni di valore… Si perde il proprio sentire vero (bisogni, valori obiettivi) e sorgono problemi psichici. Con il cliente bisogna creare un clima accogliente dove loro si sentono capaci di guardare se stessi in modo sincero e di accettarsi. Il terapeuta adopera tre importanti caratteristiche durante la terapia: considerazione positiva incondizionata (accettazione piena e calorosa del cliente); forte empatia (ascolto competente e riformulazione); genuinità (comunicazione sincera) … La Teoria e terapia della Gestalt non si allontana da questa base ma aggiunge delle Tecniche della frustrazione abile, i giochi di ruolo (la sedia calda, etc.), regole del qui-e-ore e dell’espressione in prima persona, etc. La nozione di anormalità. Il modello socioculturale e familiare RICORDO CHE LA NOZIONE DI ANOLMALITA’ VARIA COME DEFINIZIONE A PARTIRE DAL MODELLO Per il modello socioculturale il comportamento anormale deve essere letto alla luce dei vari fattori che influenzano un individuo. quindi all’interno di un sistema, di una cultura, di una società… Riassumendo:
psicologicamente diverse. Superamento del pregiudizio ideologico ed europeista/occidentale di superiorità. Il comportamento di un individuo, normale o anormale, può venire compreso meglio solo se esaminato alla luce del suo particolare contesto culturale (valori di quella cultura, pressioni esterne particolari affrontate dai membri della cultura, etc.) il pregiudizio e la discriminazione affrontati da molti gruppi minoritari (etnici, religiosi, orientamento sessuale, classi socio-economiche) possono contribuire a certe forme di funzionamento anormale. Nella terapia rivolta a pazienti appartenenti a gruppi minoritari si considerano fortemente due questioni: