Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Pedagogia Speciale e dell'Inclusione, Appunti di Pedagogia

Riassunti ampliati e integrati del corso (lezioni + interattive) di Pedagogia Speciale e dell'Inclusione tenuto dal Prof. Caldarelli nell'AA 2024-2025. I contenuti trattati nel corso sono stati rielaborati in modo integrato affinché ogni argomento fosse affrontato globalmente e in modo molto più lineare.

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 22/12/2025

flavia-domeneghetti
flavia-domeneghetti 🇮🇹

6 documenti

1 / 107

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
APPUNTI DI PEDAGOGIA SPECIALE E
DELL’INCLUSIONE
Prof. A. Caldarelli
A.A. 2024-2025
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Pedagogia Speciale e dell'Inclusione e più Appunti in PDF di Pedagogia solo su Docsity!

APPUNTI DI PEDAGOGIA SPECIALE E

DELL’INCLUSIONE

Prof. A. Caldarelli A.A. 2024-

MODULO 1 – DISABILITA’: NUOVI PARADIGMI EPISTEMOLOGICI

La Pedagogia Speciale è una scienza autonoma, ossia:  Ha un proprio statuto epistemologico (regole scientifiche, dominio di lavoro definito, ricerca e intervento). A livello di dominio di lavoro si occupa delle persone portatrici di diversità, in particolar modo di disabilità (BES) e/o con difficoltà di apprendimento, comportamento e/o relazione;  Si relazione con altre discipline (es. psicologia, neuroscienze, didattica, medicina…);  Ha un proprio quadro concettuale (inserimento, integrazione, inclusione);  Ha un proprio lessico specifico (Profilo di funzionamento, PEI; PDP, progetto di Vita…);  Ha metodologie proprie (qualitative e quantitative);  Professioni (es. educatori, pedagogista, insegnante specializzato, docenti)  Comunità scientifica di riferimento in Italia è SIPES La persona con disabilità è seguita durante tutte le fasi della propria vita dal pedagogista speciale perché ogni età presenta fragilità diverse. Lo scopo della Pedagogia Speciale è quello di favorire la formazione globale della personalità e di migliorare l’espressione di sé per avere una buona qualità di vita. Tutto ciò è un diritto di ognuno. “favorire la formazione globale della personalità dei soggetti con necessità educative particolari, valorizzandone le capacità presenti, che consentono una migliore espressione di se stessi e una qualità di vita superiore” Concetto di Educabilità significa porre una meta e raggiungerla quanto più autonomamente possibile. [Video: Itard e il bambino selvaggio]

Il quadro concettuale entro cui si muove la pedagogia speciale coinvolge:  INSERIMENTO (nelle classi, nei gruppi) dei soggetti con disabilità  INTEGRAZIONE (promozione della partecipazione attiva nei contesti)  INCLUSIONE (valorizzazione delle specificità)

Modello di funzionamento secondo ICF:

La persona si trova al centro di un sistema dinamico da cui risulta una condizione generale (disabilità) che si basa sulla relazione complessa tra condizioni di salute personali e fattori contestuali quali fattori fisici (es. barriere architettoniche), culturali, psicologici e relazionali. La condizione di salute (la presenza di patologia o di alterazione genetica-biologica) incide su:  Funzioni corporee (menomazioni)  Esecuzione di attività (limitazioni)  Esclusione dalla partecipazione (restrizioni) L’ ambiente può facilitare o ostacolare la capacità della persona di funzionare.

I fattori personali contribuiscono a determinare come una persona affronta i problemi di salute. ES: persona con deficit uditivo può compensare con apparecchio acustico e datore di lavoro inclusivo ES: persona priva di vista può attraversare la strada in autonomia e sicurezza grazie ai semafori dotati di segnalatori acustici ES: persona con deficit motorio in carrozzina può salire sull’autobus grazie alla pedana mobile

L'ICF si concentra su ciò che una persona può fare nonostante le sue limitazioni e su come possiamo migliorare il suo funzionamento agendo sull’ambiente e sulle attività.

Non etichetta le persone come “disabili” ma descrive il loro grado di funzionamento in relazione al contesto.

L’ICF è strutturato nelle seguenti sezioni:  Funzioni corporee (abilità a livello cognitivo, mentale, sensoriale, fonatorio…)  Strutture corporee (organi di senso, cervello, cuore, muscoli…)  Attività (= esecuzione di un compito) e partecipazione (= coinvolgimento in situazioni di vita): o Domini (ambiti: es. igiene, apprendimento, relazioni, comunicazione, mobilità…) o Fattori personali (età, genere, elementi autobiografici, caratteristiche psicologiche, esperienze…) o Fattori ambientali (supporto sociale, servizi, caratteristiche dell’ambiente fisico, valori, convinzioni, politiche sociali…)

La conoscenza del paradigma ICF e la familiarizzazione con il suo linguaggio ci permette:  di leggere una diagnosi funzionale su base ICF;  di osservare le performance di una persona;  di leggere i contesti al fine di individuare facilitatori e barriere;  di progettare obiettivi educativi alla luce dei rapporti capacità e performance;  di progettare contesti inclusivi.

COSTRUTTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA

La Qualità della Vita va considerata come un COSTRUTTO COMPLESSO costituito da una pluralità di AREE RILEVANTI sia di carattere OGGETTIVO che SOGGETTIVO. Modello di Brown (1989)

**Definizioni

  1. MODELLO MULTIDIMENSIONALE** (Shalock, Verdugo Alonso, 2002) Secondo Shalock e Verdugo Alonso, il costrutto della QdV è definito da una serie di 8 dimensioni rilevanti (ambiti, domini di base) a ciascuno dei quali corrispondono degli indicatori specifici che li misurano. Ogni indicatore ha un suo descrittore, ossia un elemento osservabile e rilevante che compone ogni indicatore.
  • DOMINI DI BASE: «ambiti o dimensioni rilevanti nella vita di una persona» (Es. Benessere fisico)
  • INDICATORI: condizioni che «ci permettono concretamente di specificare il significato generale di queste due dimensioni della Qualità della Vita» (Es. Alimentazione, igiene personale, salute, assistenza sanitaria, tempo libero).
  • DESCRITTORE: «comportamenti o situazioni osservabili e rilevanti per il contesto di riferimento» (Es. Nella struttura è prevista un’attenzione alla progettazione del tempo libero)

In sintesi, gli otto domini o dimensioni fondamentali della QdV sono: DOMINIO INDICATORI BENESSERE EMOTIVO Riguarda gli aspetti legati alle emozioni, ai sentimenti e al senso di soddisfazione personale. Include:

  • Sentimenti di felicità e soddisfazione.
  • Gestione dello stress e dell'ansia.
  • Autostima e resilienza

emotiva. RELAZIONI INTERPERSONALI

Qualità e quantità della rete sociale significativa

  • Amicizie, relazioni familiari e sostegno sociale.
  • Appartenenza a un gruppo o comunità.
  • Capacità di stabilire e mantenere relazioni positive BENESSERE FISICO Salute fisica e comfort generale
  • Salute generale e accesso alle cure mediche.
  • Alimentazione adeguata e attività fisica.
  • Livello di energia e assenza di dolore BENESSERE MATERIALE

Accesso alle risorse economiche e materiali necessarie per vivere una vita dignitosa

  • Disponibilità di cibo, casa e vestiti.
  • Accesso a risorse economiche sufficienti.
  • Opportunità per godere di beni e servizi. SVILUPPO PERSONALE

l’apprendimento, la crescita personale e il senso di realizzazione

  • Accesso all’istruzione e formazione.
  • Sviluppo delle competenze personali e professionali.
  • Opportunità per esprimere il proprio potenziale. AUTODETERMINAZION E

capacità di fare scelte e controllare la propria vita.

  • Indipendenza e autonomia.
  • Libertà di prendere decisioni.
  • Capacità di fissare e raggiungere obiettivi personali. INCLUSIONE SOCIALE partecipazione attiva nella comunità e nella società
  • Partecipazione ad attività sociali, culturali e ricreative.
  • Accesso a servizi pubblici.
  • Accettazione e riconoscimento da parte della comunità. DIRITTI rispetto ed esercizio dei diritti umani fondamentali
  • Diritto alla privacy, alla dignità e alla sicurezza personale.
  • Pari opportunità.

Continuità: nel tempo e nel progetto di vita di servizi e sostegni orientati alla QdV della persona con disabilità ● Indipendenza –Partecipazione sociale -Benessere (Shalock et al., 2010)

Le fasi di evoluzione e consolidamento della QdV 1. Formulazion e dei principi base della QdV

  • anni ’90: mappe concettuali per individuare i principi di base della QdV per persone sane
  • 2002- ricerche e pubblicazioni scientifiche di Shalock e Verdugo Alonso finalizzati a validare i principi
  • 2019 conferenza di consenso internazionale valida i principi della QdV anche in ambito di pedagogia speciale:
  1. La QdV si compone degli stessi fattori per chiunque (con/senza disabilità)
  2. Si sperimenta quando i bisogni e i desideri di una persona sono soddisfatti e quando ha l'opportunità di perseguire un arricchimento della propria QdV
  3. Ha componenti sia oggettive che soggettive e sono queste ultime (percezione) quelle che maggiormente incidono
  4. si basa su esigenze, scelte e controllo individuali
  5. costrutto multidimensionale influenzato da fattori personali e ambientali 2. Sviluppo del modello teorico

Segue questi step:

  1. mappatura concettuale (per definire in modo operativo il concetto di QdV)
  1. Integrazione delle ricerche e della letteratura (si sviluppa un modello sulla QdV basato su vari campi)
  2. Validazione interculturale (applicabilità in contesti culturali diversi)
  3. Applicazioni multiple (per costruire diversi strumenti di valutazione e per implementare strategie di miglioramento della QdV) 3. Costruzione degli strumenti teorici

Segue questi step:

  1. Principi guida di misurazione (garantiscono coerenza e validità in diversi contesti)
  2. Validazione (verificati e validati a livello internazionale)
  3. Varietà di strumenti (Sviluppo di una pluralità di strumenti (di eterovalutazione e autovalutazione) per misurare la QdV in diversi contesti e popolazioni, riflettendo la multidimensionalità del concetto.) Le procedure di assessment (valutazione) possono essere:  Qualitative (es. osservazione sul campo, registrazione video, interviste semistrutturate) (su campioni molto ristretti, caso singolo)  Quantitative (scale, questionari, interviste strutturate) (su campioni ampi di almeno 30 individui)  Mixed Method (quali-quantitative) (dà il dato oggettivo / numerico e anche un’informazione qualitativa rispetto al perché del dato) 4. Applicazione della QdV

La ricerca e la produzione scientifica in merito alla QdV è stata applicata negli ultimi 30 anni in:  Cambiamento organizzativo 12% (su servizi)  Concettualizzazione e Teoria 23% (sui principi)  Supporti personalizzati 27% (su interventi per persone disabili)  Misurazione 37% (validazione delle procedure di osservazione)

5. Conferma della Teoria

Processo Deduttivo La conferma teorica è basata sull'evidenza, valutando le variabili di attuazione per verificare lo stato e l'impatto della teoria. Ruolo dei Ricercatori Fondamentale nell’impiegare progetti di ricerca sia qualitativi che quantitativi per una conferma completa della teoria. Pratiche Trasformative Adattamento alle caratteristiche dell'attuale trasformazione nel campo delle disabilità, includendo cambiamenti nelle percezioni e pratiche di ricerca.

Impatto sociale e applicazioni futurePolitiche e pratiche => Influenza diretta sullo sviluppo di politiche e pratiche nel campo della disabilità

d. “Trovarsi” con un progetto di vita scelto dagli “altri” con scarsa attenzione al processo di autodeterminazione.

PROGETTARE NELLA PROSPETTIVA DELLA QdV significa: ► indirizzare le politiche sociali ► orientare le scelte amministrative ed organizzative dei servizi alla persona

► strumento di tutela e garanzia dei diritti delle persone con disabilità ► riferimento per le valutazioni e le progettazioni educative

MODULO 2 – NORMATIVA, PROGETTO DI VITA E VALUTAZIONE

Diversità è una ricchezza che la scuola deve saper valorizzare e deve garantire che tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro capacità, possano esprimere il proprio potenziale.

La valutazione è il processo chiave per migliorare il benessere degli studenti con disabilità perché essa orienta, informa e indirizza la progettazione educativa. L’evoluzione dei quadri epistemologici è stata caratterizzata da tre pilastri del cambiamento concettuale: prima degli anni ’70 c’erano solo scuole speciali.

Lg 118 / 1971: Una volta chiuse le scuole speciali, la legislazione prende i disabili più “gestibili” e li inserisce nella classe normale. A scuola, però, non c’erano servizi, competenze e strutture adeguate per gestirli. Vengono semplicemente spostati. Si parla, quindi, di inserimento. Intanto le cose iniziano a cambiare. Lg. 517 / 1977 => Lg. 104 / 1992:

Nasce il PEI – Progetto Educativo Individualizzato, l’insegnante di sostegno e la didattica speciale. Si arriva, dunque, a parlare di integrazione. Inizia la sperimentazione della pedagogia speciale. Lg. 170 / 2010 + Dir. Min. 27/12/2012 + D.Lgs 66 / 2017 “Decreto Inclusione” poi modificato da D.Lgs 96 / 2019: Viene valorizzata la diversità e si introduce il concetto di Universal Design (ossia la didattica e i materiali creati secondo una progettazione che vada bene per tutti), viene promossa la didattica inclusiva e la progettazione di percorsi specificamente studiati sull’individuo. La formazione dei docenti diventa centrale

Il PEI cambia la sua redazione: prima del D.Lgs 66 il PEI veniva redatto sulla base della Diagnosi Funzionale e del Profilo dinamico-funzionale dello studente “handicappato”, cioè veniva presa in considerazione la sua disabilità come limite:

“il profilo indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali ed

affettive dell'alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento

conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia

le capacità possedute”

ora, invece, è redatto sul Profilo di funzionamento (D. Lgs. 66/17, art. 5, commi 3 e 4, e art. 7, comma 2) (= prospettiva bio-psico-sociale):

«i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione

Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)

adottata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) »

Inoltre, vengono istituiti:

  • Osservatorio Permanente per l’inclusione scolastica
  • il Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR);
  • i Gruppi per l’inclusione territoriale (GIT);
  • Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI);
  • Gruppo di Lavoro Operativo (GLO)

PAI – Piano Annuale per l’Inclusione (fa parte del PTOF)

Piano per l’Inclusione (parte del PTOF):

•lettura del grado di inclusività della scuola •obiettivi di miglioramento •ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche Decreto 96 del 2019

In vigore dal 12 settembre 2019.  Specifica che viene adottata la terminologia e i criteri dell’ICF anche per la stesura della certificazione di disabilità.  Il PEI fa parte del Progetto Individuale di Vita  Precisazione chi partecipa alla stesura dei documenti per l’Inclusione (3- professionisti quali neuropsichiatra, terapisti della riabilitazione, assistente sociale, famiglia, persona disabile, docente di sostegno, dirigente scolastico) In conclusione: IL BILANCIO SCIENTIFICO della Nuova Normativa

  1. ICF COME BASE RICONOSCIUTA PER IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO
  2. COMPARE L’ASPETTO LONGITUDINALE: PENSARE ALL’ALUNNO CON DISABILITÀ NEL CORSO DELLA VITA
  3. COMPARE L’AUTODETERMINAZIONE NEI PROGETTI EDUCATIVI E DIDATTICI
  4. SI ISTITUISCONO I GRUPPI OPERATIVI PER L’INCLUSIONE e SI VALORIZZANO in particolar modo LE FUNZIONI DEL GLO
  5. COMPARE IL CONCETTO DI “ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE” (Sostenibilità della progettazione)

PEI – PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

Decreto interministeriale 182/ Include e specifica:  Adozione del modello nazionale di piano educativo individualizzato e delle correlate linee guida;  Misure di sostegno agli alunni con disabilità Il modello nazionale per il PEI comprende 4 sezioni:

Sezione di raccordo tra Profilo di Funzionamento e PEI

I GLO devono prendere visione del Profilo di Funzionamento e formularne una sintesi evidenziandone le informazioni relative alle dimensioni

Ruolo della famiglia: partecipano a pieno titolo nel GLO (fanno parte integrante dei componenti del GLO) Partecipazione degli insegnanti al GLO:

  • devono partecipare tutti gli insegnanti del consiglio di classe;
  • tutti partecipano alla stesura del PEI
  • viene convocato almeno 3 volte l’anno:  entro il 31/10 per l’approvazione e sottoscrizione del PEI;  tra novembre e aprile per la revisione del PEI;  30/6 per la verifica finale
  • in ore non coincidenti con le ore di lezione -nelle 40 ore di attività collegiali;
  • giustificazione dell’assenza;
  • collocazione dei GLO nel piano delle attività

GLO – Gruppo di Lavoro Operativo è composto da Dirigente scolastico, tutti i docenti curriculari, docenti di sostegno, famiglia, specialisti ASL, studente (se è possibile). GLO deve predisporre, aggiornare il PEI (obiettivi, supporto), monitora le misure adottate, si coordina con tutte le figure coinvolte. Percorso differenziato: ART.10 bis norma il passaggio dal differenziato al semplificato MODIFICA: Esonero: (partecipazione in classe anche tramite la partecipazione alla cultura del compito) Debito di funzionamento (Allegati C-C1) - Supporti al funzionamento

DECRETO LEGISLATIVO 3 maggio 2024, n. Progetto di Vita Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato.

Riformare in profondità i criteri di accesso alle prestazioni nei vari ambiti e cicli di vita (valutazione di base), e di conseguente programmazione degli interventi e sostegni (valutazione multidimensionale e Progetto di Vita). Questo Decreto specifica che la valutazione di base dovrà essere basata sull’ ICD e degli strumenti descrittivi ICF. La valutazione di base prevedrà: ● certificato medico introduttivo (che costituisce per così dire l’interruttore che accende l’iter per la certificazione) ● il Profilo di Funzionamento (ICD E ICF) ● definizione del livello di intensità dei sostegni necessari (lieve, medio, elevato e molto elevato).

L’unità di valutazione multidimensionale elabora il progetto di vita secondo la volontà della persona con disabilità e nel rispetto dei suoi diritti civili e sociali. Sono componenti dell'unità' di valutazione multidimensionale: a) la persona con disabilità; b) l'esercente la responsabilità genitoriale in caso di minore, il tutore o l'amministratore di sostegno, se dotato di poteri; c) la persona di cui all'articolo 22, se nominato dall'interessato; d) un assistente sociale, un educatore o un altro operatore dei servizi sociali territoriali; e) uno o più professionisti sanitari designati dalla azienda sanitaria o dal distretto sanitario col compito di garantire l'integrazione sociosanitaria;

f) un rappresentante dell'istituzione scolastica g) ove necessario, un rappresentante dei servizi per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità h) il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta della persona con disabilità, senza oneri a carico della finanza pubblica. Possono anche partecipare, su richiesta del disabile:  Familiari  Caregiver  medico specialista o specialisti dei servizi sanitari o sociosanitari