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Breve ma coinciso confronto tra i grandi autori Prèvert e Catullo
Tipologia: Sintesi del corso
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Nella lirica "I ragazzi che si amano" di Jacques Prèvert si celebra il sentimento dell’amore nell’età dell’adolescenza. I protagonisti del brano, i due giovani innamorati, vengono derisi e invidiati dai passanti; questi sono metafora di adulti, incapaci di entusiasmo affettivo, che disprezzano la spontaneità dell’amore degli adolescenti. Tale concetto è ribadito anche dall’aedo latino Valerio Catullo nella carme V, poiché scrive “mea Lesbia, amèmus rumoresque senum seueriorum omnes unius aestimemus assis” cioè: “mea Lesbia, amiamo e i mugugni dei vecchi moralisti tutti insieme non stimiamoli un soldo”. Nel componimento, dedicato alla sua amante, l’autore celebra la forte passione che ha per costei soprannominata Lesbia. In entrambe le poesie viene citata la notte, in antitesi alla luce dell’amore e della vita “Nell'accecante luce del loro primo amore”. Sul piano contenutistico e strutturale invece, i due testi differenziano per la costruzione delle frasi: nel primo si trova prevalentemente una paratassi e nel secondo, un’ipotassi. Le due opere si distinguono anche per lo stile: Prèvert lo utilizza più semplice e spontaneo, contrariamente, Catullo impiega espressioni maggiormente dotte.