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Catullo a confronto Prevert, Appunti di Latino

Catullo a confronto Prevert: l'amore e i baci nei secoli

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/12/2020

Disainer
Disainer 🇮🇹

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CATULLO E PREVERT, L’AMORE E I BACI NEI SECOLI
È quando tra le righe si trova tutto, amore, passione, contraddizioni, odio, dissolutezza, disperazione,
conforto, serenità, pianto, gioia, respiro, ebrezza e ancora amore che troviamo il nome di Catullo. Poeta
latino proveniente dalla Gallia Cisalpina, famoso e conosciuto per le sue poesie d’amore, non fu mai un
poeta convenzionale. Egli ci narra, nel “liber” catulliano, il sorgere del suo travolgente amore e la sua fine.
Durante l’intero percorso ci presenta le varie fasi del suo innamoramento, partendo dalle origini dove
l’amore divampa passionalmente, acceca completamente i due innamorati e li riempie di gioia e felicità. In
seguito questi sentimenti vengono sostituiti da gelosia e perdizione. Comincia a nascere, da parte di uno dei
due, la paura di perdere l’amato, fino a giungere alla consapevolezza che i propri sentimenti non sono
contraccambiati dall’amato e, quindi, la perdita completa di una parte fondamentale di se stessi, secondo la
concezione catulliana. Catullo vive un amore totalizzante, dove si collocano perfettamente dolore, odio e
sofferenza. È un poeta che si inserisce sullo sfondo di una Roma nel pieno di una guerra civile, governata da
cittadini corrotti e senza i tradizionali costumi. Proprio in questa Roma egli arriverà giovanissimo e troverà il
suo angolo di felicità, circondato dalla propria cerchia di intellettuali e scrivendo poesie per la sua amata,
Lesbia, una donna di alto rango, dieci anni più grande di lei e sposata con un importante uomo politico
dell’epoca. Il loro è un amore che si misura in baci. Come recita in una sua celebre poesia “Viviamo, mia
Lesbia e amiamo e ogni mormorio perfido dei vecchi valga per noi la più vile moneta. Il giorno può morire e
poi risorgere, ma quando muore il nostro breve giorno, una notte infinita dormiremo. Tu dammi mille baci,
e quindi altri cento, poi dammene altri mille , e quindi cento.” È un inno all’amore, al carpe diem, alle azioni
spontanee e inevitabili di due innamorati. Chi si ama si promette baci, dieci, cento, mille, desiderandone
sempre più, come se non fossero mai sufficienti. Catullo chiede a Lesbia cento e mille baci, come per
sigillare il loro amore, come vinti da quella passione dirompente che Catullo definisce “amore” parola che
oggi è stata molto svalutata. Ai baci di Catullo fanno eco quelli di Prévert, nei suoi baci clandestini che
rendono i due innamorati unici e ignari di coloro che gli sono attorno e di dove si trovano, infatti “I ragazzi
che si amano si baciano. In piedi contro le porte della notte. I passanti che passano se li segnano a dito. Ma i
ragazzi che si amano, non ci sono per nessuno” Anche qui si manifestano le tipiche azioni di due innamorati,
che non si curano minimamente di tutti coloro che sono invidiosi di loro, che non ci sono per nessuno se
non per loro stessi e che vivono nel pieno del loro amore passionale, con lo stesso totale abbandono degli
innamorati e la stessa indifferenza delle regole moraliste di una poesia di duemila anni prima, di Catullo. In
altri componimenti di Prévert troviamo le stesse caratteristiche dell’amore tormentato di Catullo, come
quando recita “Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello
come il giorno E cattivo come il tempo”. Egli si rifà pienamente all’ambiguità dell’odi et amo catulliano,
ossimoro che è stato fonte di ispirazione di numerosi poeti. I due poeti si collocano in sfere sociali ed
epoche completamente diverse, infatti Jacques Prévert si inserisce nella Francia del Novecento, essi
sviluppino e propongano temi così simili tra loro, sentimenti così profondi e donne amate così
irraggiungibili. La poesia di Prévert , anticonvenzionale per l’epoca, comincia come un racconto
autobiografico dove, attraverso poesie, ci narrale sue esperienze di vita quotidiana. Sentimenti, amori
mancati, amori vissuti, cuori pieni di gioia e cuori spezzati, fin dalla prima gioventù fino all’età adulta. Le sue
poesie parlavano della vita mondana, d’amore e di città, dell’amicizia e del dolore, del tempo e della morte,
con parole piene di vita, di immagini, di rumori, emozioni e pensieri.
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CATULLO E PREVERT, L’AMORE E I BACI NEI SECOLI

È quando tra le righe si trova tutto, amore, passione, contraddizioni, odio, dissolutezza, disperazione, conforto, serenità, pianto, gioia, respiro, ebrezza e ancora amore che troviamo il nome di Catullo. Poeta latino proveniente dalla Gallia Cisalpina, famoso e conosciuto per le sue poesie d’amore, non fu mai un poeta convenzionale. Egli ci narra, nel “liber” catulliano, il sorgere del suo travolgente amore e la sua fine. Durante l’intero percorso ci presenta le varie fasi del suo innamoramento, partendo dalle origini dove l’amore divampa passionalmente, acceca completamente i due innamorati e li riempie di gioia e felicità. In seguito questi sentimenti vengono sostituiti da gelosia e perdizione. Comincia a nascere, da parte di uno dei due, la paura di perdere l’amato, fino a giungere alla consapevolezza che i propri sentimenti non sono contraccambiati dall’amato e, quindi, la perdita completa di una parte fondamentale di se stessi, secondo la concezione catulliana. Catullo vive un amore totalizzante, dove si collocano perfettamente dolore, odio e sofferenza. È un poeta che si inserisce sullo sfondo di una Roma nel pieno di una guerra civile, governata da cittadini corrotti e senza i tradizionali costumi. Proprio in questa Roma egli arriverà giovanissimo e troverà il suo angolo di felicità, circondato dalla propria cerchia di intellettuali e scrivendo poesie per la sua amata, Lesbia, una donna di alto rango, dieci anni più grande di lei e sposata con un importante uomo politico dell’epoca. Il loro è un amore che si misura in baci. Come recita in una sua celebre poesia “Viviamo, mia Lesbia e amiamo e ogni mormorio perfido dei vecchi valga per noi la più vile moneta. Il giorno può morire e poi risorgere, ma quando muore il nostro breve giorno, una notte infinita dormiremo. Tu dammi mille baci, e quindi altri cento, poi dammene altri mille , e quindi cento.” È un inno all’amore, al carpe diem, alle azioni spontanee e inevitabili di due innamorati. Chi si ama si promette baci, dieci, cento, mille, desiderandone sempre più, come se non fossero mai sufficienti. Catullo chiede a Lesbia cento e mille baci, come per sigillare il loro amore, come vinti da quella passione dirompente che Catullo definisce “amore” parola che oggi è stata molto svalutata. Ai baci di Catullo fanno eco quelli di Prévert, nei suoi baci clandestini che rendono i due innamorati unici e ignari di coloro che gli sono attorno e di dove si trovano, infatti “I ragazzi che si amano si baciano. In piedi contro le porte della notte. I passanti che passano se li segnano a dito. Ma i ragazzi che si amano, non ci sono per nessuno” Anche qui si manifestano le tipiche azioni di due innamorati, che non si curano minimamente di tutti coloro che sono invidiosi di loro, che non ci sono per nessuno se non per loro stessi e che vivono nel pieno del loro amore passionale, con lo stesso totale abbandono degli innamorati e la stessa indifferenza delle regole moraliste di una poesia di duemila anni prima, di Catullo. In altri componimenti di Prévert troviamo le stesse caratteristiche dell’amore tormentato di Catullo, come quando recita “Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo”. Egli si rifà pienamente all’ambiguità dell’odi et amo catulliano, ossimoro che è stato fonte di ispirazione di numerosi poeti. I due poeti si collocano in sfere sociali ed epoche completamente diverse, infatti Jacques Prévert si inserisce nella Francia del Novecento, essi sviluppino e propongano temi così simili tra loro, sentimenti così profondi e donne amate così irraggiungibili. La poesia di Prévert , anticonvenzionale per l’epoca, comincia come un racconto autobiografico dove, attraverso poesie, ci narrale sue esperienze di vita quotidiana. Sentimenti, amori mancati, amori vissuti, cuori pieni di gioia e cuori spezzati, fin dalla prima gioventù fino all’età adulta. Le sue poesie parlavano della vita mondana, d’amore e di città, dell’amicizia e del dolore, del tempo e della morte, con parole piene di vita, di immagini, di rumori, emozioni e pensieri.

Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gaio E così beffardo