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Processi morfologici, Dispense di Glottologia

Processi morfologici: formazione delle parole, i composti, derivazione, flessione, allomorfia ecc

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 08/10/2025

vikmaffa
vikmaffa 🇮🇹

8 documenti

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PROCESSI MORFOLOGICI
FORMAZIONE DELLE PAROLE
Processo attraverso il quale a partire da unità esistenti si formano unità nuove, il tutto governato
da regole morfologiche, permettendo a una lingua di costruire nuovi lessemi arricchendo il
linguaggio, per formare parole complesse.
COMPOSIZIONE
Processo di formazione di parole complesse attraverso l’unione di due forme sintatticamente
libere. Es. capostazione. La forma in cui un lessema può comparire in un un composto può
variare a seconda della lingua: può essere una base, una radice, tutta la parole. In inglese sono
le radici dei lessemi a combinarsi.
La peculiarità dei composti sta nel fatto che tra i componenti intercorrono relazioni
grammaticali non sempre segnalate morfologicamente, infatti possono comparire con la forma
tematica o flessa. Es. divi-ksaya (“che abita in cielo”) : divi è il locativo che indica lo stato in
luogo ed è in forma flessa. Bandhu-ksit (“abita presso i parenti”) : bandhu significa “legame” e si
presenta in forma tematica, senza marca di flessione. Oppure in italiano in “capostazione” non
è esercitato il rapporto tra le due parole, ma il parlante sa che è “capo di stazione”.
In inglese una forma può comparire non marcata da morfema del plurale: c’è un singolare con
valore di forma flessa. Es. toothbrush.
I composti
Sono formati da una testa, che conferisce a tutto il composto i tratti sintattico-semantici e il
tratto della categoria lessicale.
In italiano la testa è a sinistra, mentre in inglese a destra. Anche in italiano ci sono calchi da
altre lingue come scuola bus, dove bus è un morfema che si è degrammaticalizzato, diventando
una parola a se stante. Viene dal latino omnibus “per tutti” al fine di indicare i mezzi presi da
persone meno ricche.
In alcuni composti può essere AMBIGUITA’ SINTATTICA, ovvero un composto può avere due
significati in base al modo in cui il parlante pensa che vadano raggruppate le parole.
Toy car crusher :
Se la testa è cruscher distrutte di auto giocattolo
Se la testa è car crusher distruttore di auto, che è un giocattolo
Come capire qual è la testa
Graffi ci dice che bisogna chiedersi “è un…?”
Prendiamo camposanto: “è un campo?” o “è un santo?”.
Tipi di composti
Endocentrici hanno la testa. Es. capostazione
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PROCESSI MORFOLOGICI

FORMAZIONE DELLE PAROLE

Processo attraverso il quale a partire da unità esistenti si formano unità nuove, il tutto governato da regole morfologiche, permettendo a una lingua di costruire nuovi lessemi arricchendo il linguaggio, per formare parole complesse.

  • COMPOSIZIONE Processo di formazione di parole complesse attraverso l’unione di due forme sintatticamente libere. Es. capostazione. La forma in cui un lessema può comparire in un un composto può variare a seconda della lingua: può essere una base, una radice, tutta la parole. In inglese sono le radici dei lessemi a combinarsi. La peculiarità dei composti sta nel fatto che tra i componenti intercorrono relazioni grammaticali non sempre segnalate morfologicamente, infatti possono comparire con la forma tematica o flessa. Es. divi-ksaya (“che abita in cielo”) : divi è il locativo che indica lo stato in luogo ed è in forma flessa. Bandhu-ksit (“abita presso i parenti”) : bandhu significa “legame” e si presenta in forma tematica, senza marca di flessione. Oppure in italiano in “capostazione” non è esercitato il rapporto tra le due parole, ma il parlante sa che è “capo di stazione”. In inglese una forma può comparire non marcata da morfema del plurale: c’è un singolare con valore di forma flessa. Es. toothbrush. ➢ I composti Sono formati da una testa, che conferisce a tutto il composto i tratti sintattico-semantici e il tratto della categoria lessicale. In italiano la testa è a sinistra, mentre in inglese a destra. Anche in italiano ci sono calchi da altre lingue come scuola bus, dove bus è un morfema che si è degrammaticalizzato, diventando una parola a se stante. Viene dal latino omnibus “per tutti” al fine di indicare i mezzi presi da persone meno ricche. In alcuni composti può essere AMBIGUITA’ SINTATTICA , ovvero un composto può avere due significati in base al modo in cui il parlante pensa che vadano raggruppate le parole. Toy car crusher :

➢ Se la testa è cruscher → distrutte di auto giocattolo

➢ Se la testa è car crusher → distruttore di auto, che è un giocattolo

Come capire qual è la testa Graffi ci dice che bisogna chiedersi “è un…?” Prendiamo camposanto: “è un campo?” o “è un santo?”. ➢ Tipi di composti Endocentrici → hanno la testa. Es. capostazione

Esocentrici → non hanno la testa (di solito lo sono i composti nome+ verbo). Es. lavavetri, pellerossa. Bloomfield nel suo trattato “Cambridge” ha diviso i composti anche in base alla relazione che applicano tra di loro: Coordinativi → bar-pasticceria Endo → producer-director Eso → parent-child Subordinativi → capostazione Endo → cost containment Eso → pickpocket Attributivi → attribuisce una caratteristica. Es. guerra lampo Endo → dog bed Eso → bird brain (cervello di gallina)

  • MODIFICAZIONI DELLE PAROLE SEMPLICI Esistono dei processi morfologici che permettono di modificare delle parole semplici utilizzando degli affissi, una forma legata. ➢ DERIVAZIONE Processo di formazione delle parole attraverso l’uso di morfemi derivazionali. Prefissazione → processo che prevede l’aggiunta di un prefisso preposto alla radice della parola. In italiano non funge da testa per cui non cambiano la categoria lessicale. Es. cauto – in- cauto (sempre aggettivo) Suffissazione → processo che prevede l’aggiunta di un suffisso posto dopo la radice. In italiano hanno funzione di testa, per cui cambiano la categoriale lessicale alla parola a cui sono applicati. Es. Industria – industria-le. Lavora – TORE → morfema legato, che indica l’agente, in questo caso conferisce la proprietà a tutto il composto di animato e maschile. Crocerossina → non è una croce di colore rosso, ma il parlante applica il suffino - ina solo alla fine del processo. A partire dall’ordine in cui si formano le parole distinguiamo due strutture:

▪ A → dalla parola arresta(re) il parlante aggiunge in prefisso in- (inarresta(re)), che però

non esiste in grammatica, e solo dopo aggiunge il suffisso - bile (inarrestabile)

▪ B → prima mette il suffisso - bile e poi il prefisso in-, che è la struttura corretta.

In una serie morfologicamente omogenea ci sono radicali diversi, che però intrattegono rapporti semantici, senza avere rapporti formali. Questo fenomeno può ritrovarsi nel campo della flessione: a seconda delle forme del paradigma flessivo si alternano le radici and- e va(d)- del verbo andare. Oppure nel campo della derivazione: idrico-acqua. Condividono un rapporto semantico ma non hanno somiglianza formale. Può essere forte o debole:

▪ Forte → alternanza dell’intera radice (chieti/teatino)

▪ Debole → tra i membri c’è una base comune e la differenza è di singoli segmenti

fonologici (arezzo/aretino) ➢ ALLOMORFIA Alternanza giustificata fonologicamente → gli allomorfi di s del plurale inglese.

  • SINTAGMA Un sintagma è un insieme di parole (non tutti gli insiemi sono sintagmi). Quando lavoriamo su una frase, lavoriamo sui sintagmi, che possono essere visti come un tutt’uno. Es. un gatto. Come distinguere un composto da un sintagma:

▪ Atomicità sintattica → come le parole i composti non possono essere interrotti

inserendo altro materiale linguistico. Es. ferro (agg.) da stiro / ferro da (agg.) stiro. Mantengono quindi una loro atomicità.

▪ I composti non permettono regole di movimento. Posso dire “voglio dirti questo” e

“questo voglio dirti”, ma non posso dire “Mario ha un taglia carte” “Cosa ha un taglia Mario”

▪ Opacizzazione → una volta entrati nel lessico i composti possono andare incontro a

questo fenomeno. La parola pomodoro era concepita come un composto trasparente, con il significato di “frutto d’oro”, perché era giallo. Quindi il plurale era pomidoro. Poi i confini tra i lessemi sono andati scomparendo fino a non concepirlo più come un composto, ma una parola semplice

▪ Ordine fisso dei costituenti → Es. caffè-latte. O si tende a sopprimere marche flessive,

come statunitense.

▪ I composti vanno incontro a regole di riaggiustamento specifiche → la cancellazione

prevede l’eliminazione di un segmento vocalico, come in pastasciutta.