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Programma di SCIENZE UMANE V anno, Tesine di Maturità di Scienze Umane

Il documento contiene l'intero programma di scienze umane (antropologia,sociologia e pedagogia) del terzo anno. Può esservi utile per la ripetizione pre-esame

Tipologia: Tesine di Maturità

2019/2020

Caricato il 16/02/2022

liviadrusilla
liviadrusilla 🇮🇹

4.7

(20)

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L’industria culturale
Per industria culturale, espressione utilizzata da Adorno nel saggio “Dialettica dell’Illuminismo”
intendiamo quel complesso di attività economiche riferibili all’editoria, alla discografia, quindi tutti
quei mass media che si occupano di produzione e distribuzione di beni e servizi culturali.
Fanno parte dell’industria culturale:
LA STAMPA
invenzione che segna l’inizio di una nuova era
e che risale al 1468, grazie a Gutenberg.
Vi è quindi una circolazione dei contenuti
molto più veloce. In seguito si diffuse anche il
libro anche se dapprima era solo per una
ristretta cerchia di persone.
Nel 1833 si ha la nascita della stampa popolare
con la messa in circolazione del New York Sun
venduto al costo di un penny. Si sviluppa
presto anche in Francia dove nasce le
feuilleton= il romanzo di appendice che
accompagnava i quotidiani
LA FOTOGRAFIA
diviene il simbolo del mantenimento dei
legami affettivi. Irrompe ben presto in tutti gli
ambiti della vita sociale dato il suo potere di
cristallizzare le persone così come vogliono
essere ricordate.
CINEMA
nasce con i fratelli Lumière negli anni 90
dell’800, furono i primi a creare degli
apparecchi in grado di far scorrere pellicole
contenenti una serie di fotogrammi in rapida
successione su uno schermo.
Diviene ben presto una vera e propria forma di
teatro, le prime sale di quartiere erano piccole
e chiamate nickelodeon
successivamente si verifica l’avvento della civiltà dei mass media = civiltà in cui acquistano grande
importanza i media in grado di emettere messaggi rivolti a un gran numero di utenti.
media= sono tutti quegli strumenti e le tecnologie che permettono di superare i limiti della
comunicazione
mass media=strumenti in grado di rivolgersi ad un gran numero di utenti
Secondo lo studioso McLuhan l’avvento dei mass media ha portato gravi conseguenze come
l’indebolimento della qualità dei rapporti avviando così la rivoluzione antropologica.
L’icona della civiltà dei mass media è
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L’industria culturale

Per industria culturale, espressione utilizzata da Adorno nel saggio “Dialettica dell’Illuminismo” intendiamo quel complesso di attività economiche riferibili all’editoria, alla discografia, quindi tutti quei mass media che si occupano di produzione e distribuzione di beni e servizi culturali. Fanno parte dell’industria culturale: LA STAMPA invenzione che segna l’inizio di una nuova era e che risale al 1468, grazie a Gutenberg. Vi è quindi una circolazione dei contenuti molto più veloce. In seguito si diffuse anche il libro anche se dapprima era solo per una ristretta cerchia di persone. Nel 1833 si ha la nascita della stampa popolare con la messa in circolazione del New York Sun venduto al costo di un penny. Si sviluppa presto anche in Francia dove nasce le feuilleton= il romanzo di appendice che accompagnava i quotidiani LA FOTOGRAFIA diviene il simbolo del mantenimento dei legami affettivi. Irrompe ben presto in tutti gli ambiti della vita sociale dato il suo potere di cristallizzare le persone così come vogliono essere ricordate. CINEMA nasce con i fratelli Lumière negli anni 90 dell’800, furono i primi a creare degli apparecchi in grado di far scorrere pellicole contenenti una serie di fotogrammi in rapida successione su uno schermo. Diviene ben presto una vera e propria forma di teatro, le prime sale di quartiere erano piccole e chiamate nickelodeon successivamente si verifica l’avvento della civiltà dei mass media = civiltà in cui acquistano grande importanza i media in grado di emettere messaggi rivolti a un gran numero di utenti. media= sono tutti quegli strumenti e le tecnologie che permettono di superare i limiti della comunicazione mass media=strumenti in grado di rivolgersi ad un gran numero di utenti Secondo lo studioso McLuhan l’avvento dei mass media ha portato gravi conseguenze come l’indebolimento della qualità dei rapporti avviando così la rivoluzione antropologica. L’icona della civiltà dei mass media è

TELEVISIONE Icona della civiltà dei mass media. Funzione: sociale In Italia infatti a partire dal 1954, doveva avere tre funzioni: -istruire -educare -divertire Umberto Eco distingue la: ➔ paleotelevisione: tv delle origini, si caratterizza per le immagini in bianco e in nero, è un medium che mette in rapporto lo spettatore con ciò che viene trasmesso. ➔ neotelevisione: copre le 24 ore con un misto di informazione e intrattenimento= l’infotainment. L’unica risorsa economica è la pubblicità. Eco distingue poi gli ➔ apocalittici: intellettuali non disposti a venire a patti con la cultura di massa perchè difensori di una visione aristocratica del sapere ➔ integrati: convinti che la civiltà di massa consenta un allargamento della cultura a livello universale La cultura digitale, invece, dà la possibilità di riprodurre un’opera infinite volte e introduce nuove forme di testo, gli ipertesti, la cui consultazione comporta un percorso associativo tra nodi di informazioni. (globalizzazione)

La stratificazione sociale

Per stratificazione sociale , si intende, l a presenza all’interno della società di una disuguaglianza, ovvero di una molteplicità di livelli. Questa differenza corrisponde ad una diversa collocazione su una scala sociale perché ad alcune categorie spettano alcune risorse che sono precluse ad altre. Forme di stratificazione sociale sono presenti in tutte le società sia presenti che passate. Nel mondo antico era infatti strettamente legata agli schiavi= persone private della libertà. ➔ Aristotele sosteneva che gli schiavi fossero degli strumenti animati per l’azione. Altra forma di stratificazione sociale: quella per caste , tipica della società indiana. ➔ si tratta di una rigida stratificazione basata sulla religione ➔ si appartiene ad una casta per nascita

L’analisi dei classici

Nella società occidentale, la stratificazione ha assunto forme diverse: ➢ classe = marx ➢ ceto = weber giù

per cui il confronto con standard ideali incide in modo negativo e decisivo sul giudizio che le persone si formano sulla propria posizione sociale.

Il potere

Con il termine potere si intende la capacità di ottenere degli effetti, di produrre dei cambiamenti di esercitare un'influenza.coincide con la capacità del gruppo o di singoli individui di modificare i comportamenti di altri singoli o di altri gruppi.non si riferisce a una cosa o un'entità ma coglie la relazione tra due singoli, tra gruppi o tra singoli.è un concetto che presenta una duplice natura si riferisce sia a un comando impartito da una persona sia il poter fare o essere in grado di. Il caraere persuasivo Foucault fu il primo ad utilizzare il termine potere, secondo il filosofo esiste una dimensione macro del potere che rappresenta organi dello Stato che legiferano e governano, è una dimensione micro che rappresenta il potere come forza personale anonima presente ovunque. Nel saggio la volontà del sapere del 1976 il filosofo precisa che la sua non è un'indagine sul potere con la P maiuscola, ovvero l'insieme di istituzioni e di apparati che garantiscono la sottomissione dei cittadini, ma sul potere con la P minuscola ovvero l'insieme dei rapporti di forza che strutturano la società.questo studio è chiamato microfisica del potere Le analisi di Weber Secondo Webber bisogna distinguere il punto di vista giuridico del potere che è interessato a stabilire condizioni di legittimità da quello della sociologia politica volta ad analizzare la validità empirica. E quindi necessario prendere atto di come il potere muti nello spazio e nel tempo.Weber parla di potere legittimo tipico di uno Stato della paura.infatti se è legittimo non ha bisogno di ricorrere alla forza perché è capace di condizionare i comportamenti dei membri di una comunità. Il potere legittimo a sua volta si distingue in TRADIZIONALE la legittimità del potere risiede nel rispetto della tradizione e nella reverenza nella persona del signore, come negli antichi imperi a sua volta si distingue in: -patriarcale e patrimoniale LEGALE-RAZIONALE obbedienza motivata dalla credenza nella razionalità del comportamento conforme alla legge Stato Burocratico= in cui il potere è affidato agli indiv in quanto soggetti che ricoprono cariche CARISMATICO obb. motivata dalla credenza nelle doti straord. del capo il carismo però è dest a tramontare innescando una

sostituzione dell’entusiasmo iniziale Storie e caraeristiche dello stato moderno. Il termine è stato dal latino status adottato da Nicolò Machiavelli nell'opera il principe, per indicare un sistema politico organizzato. Il termine oggi è utilizzato per indicare una posizione tanto pubblica quanto personale e questo cambia di significato per Weber corrisponde un cambiamento radicale nella natura del potere politico. Il cambio avviene in età moderna quando fanno la loro comparsa gli Stati nazionali caratterizzati da confini territoriali e apparati amministrativi. L'attributo fondamentale dello Stato moderno è la sovranità ovvero il potere sommo da cui derivano i poteri inferiori e che non riconosce al di sopra nessun autorità. LO STATO ASSOLUTO è la prima forma di stato moderno con Luigi 14esimo di Francia caratter fondamentali: -accentramento del potere nella figura del monarca -legittimazione dell’assolutismo, presentato come un patto necessario per uscire dalla condizione di guerra questo patto legittima la sottomissione totale degli individui al potere politico MONARCHIA COSTITUZIONALE seconda forma di stato moderno, le sue origini risalgono a Guglielmo III d’Inghilterra è considerato il modello delle successivi costituzioni monarchiche liberali in quanto rispettose delle libertà personali e politiche da queste monarchie si è sviluppato il liberalismo politico che si impegnava a riconoscere i diritti civili a tutti i citt LA DEMOCRAZIA= è la terza forma di Stato moderno ed è la forma odierna dello Stato rappresentativo in cui ci sono solo singoli individui uguali di fronte alla legge. La democrazia prevede la separazione dei poteri e il governo del popolo. Solitamente la parola democrazia assume valore positivo si tratta però di una nozione complessa su cui si sono esercitate le riflessioni degli studiosi. ARISTOTELE democrazia= forma di governo deviata rispetto al governo di molti TOCQUEVILLE diffidenza verso la democrazia come prevaricazione delle alla democrazia associa la tirannide della maggiornaza secondo cui i regimi democratici rischiano di subire forme di

La Partecipazione politica

Si acquisisce a diciott'anni quando si è chiamati per la prima volta alle elezioni. La partecipazione politica include tutte le azioni che cittadini intraprendono allo scopo di produrre cambiamenti nella vita collettiva, è un fenomeno molto antico e risale alla democrazia ateniese, nella quale cittadini liberi partecipavano direttamente la vita della Polis. La forma per eccellenza di partecipazione politica e quella delle consultazioni elettorali. In altri paesi ci sono altre modalità di partecipare alla vita politica, come il tenersi informati sull'attività del governo, del parlamento dei partiti politici leggendo giornali e libri.oppure attraverso i corsi di formazione politica per coloro che vogliono formarsi una cultura politica, o attraverso la militanza di partito, attraverso la protesta con cortei,assemblee o scioperi. Il comportamento elettorale è studiato e analizzato sia dalla sociologia sia dalla scienza che cercano di capire quali siano le motivazioni che spingono i cittadini a dare la loro fiducia un partito piuttosto che un altro. I cittadini hanno diverse possibilità : non andare a votare, mettere nell'urna una scheda bianca oppure dare un vero e proprio voto. L' astensionismo è un fenomeno fisiologico per le democrazie contemporanee che presenta proporzioni diverse a seconda dei paesi presi in considerazione ed è oggetto di valutazione differenti.Secondo alcune analisi il fenomeno sarebbe il sintomo di una socializzazione politica non riuscita ho un comportamento dovuto alle caratteristiche del sistema politico che non invogliano i cittadini esprimere la loro preferenza Il cittadino va a votare dalla propria preferenza ad un partito piuttosto che un altro seguendo alcuni motivi: ❖ perché si riconosce nell'universo ideologico o nella categoria sociale quindi il suo voto sarà un voto di appartenenza. ❖ perché in cambio del voto un candidato gli ha promesso di occuparsi di un suo problema, quindi il suo voto sarà un voto di scambio. ❖ perché sei informato sui programmi dei partiti e ha deciso di votare quello che gli è parso più convincente rappresenta quindi un voto di opinione.

L'opinione pubblica=

è il flusso di pensieri che si genera all'interno della vita sociale e che esprime l'orientamento prevalente delle persone su temi e questioni che riguardano l'intera collettività. l'opinione pubblica è un concetto di origine illuminista e acquistato rilievo grazie all'estensione del corpo elettorale che è andato via via comprendendo fasce più ampie di popolazione e anche grazie lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa. Secondo il sociologo Lippman questi strumenti offrono al cittadino soltanto un universo di rappresentazioni semplificate e schematiche in base alle quali pensare e agire, queste rappresentazioni sono chiamati stereotipi. Ci sono poi gli opinion leaders ovvero gli individui che sono più attivi nella partecipazione politica e più interessati a informarsi rispetto agli altri. È importante L'ipotesi della spirale del silenzio secondo cui i media offrono maggiore visibilità a determinati orientamenti e opinioni a scapito di altri, ne consolidano la presenza e la capacità di presa tra la popolazione, scoraggiando l'espressione di idee alternative.

La globalizzazione È l'insieme dei processi di varia natura che tendono ad accorciare le distanze e a unificare il mondo attraverso la creazione di sistemi specializzati di portata mondiale La globalizzazione è avvenuta in seguito ad alcuni eventi storici, come: ➔ la f ine della contrapposizione politica del mondo in due blocchi Stati Uniti e unione sovietica e la fine della guerra fredda. ➔ Ci fu anche la terza rivoluzione industriale, ovvero la trasformazione nei sistemi produttivi della seconda metà del 900, che vede la nascita di nuovi settori, la diffusione delle fabbriche, e l'applicazione dell'informatica ai servizi. ➔ avviene anche dopo l'evoluzione dei trasporti e delle comunicazioni. La globalizzazione economica si identifica con la mondializzazione del mercato che consiste nel controllo il possesso delle attività economiche da parte delle imprese multinazionali, imprese dette transnazionali che possiedono o controllano attività di produzione di beni in vari paesi del mondo. L'affermazione decisiva di queste imprese si è registrata solo dopo la seconda guerra mondiale. Fenomeno caratteristico dell'economia globalizzata è la delocalizzazione ovvero il trasferimento del processo produttivo in paesi in cui esistono vantaggi competitivi. Nell'attuale panorama mondiale i processi di delocalizzazione sono soprattutto i paesi in via di sviluppo e gli Stati dell'Europa orientale. La delocalizzazione può avere ❖ effetti benefici in quanto permette all'impresa di contenere i prezzi di vendita ed essere più competitiva sul mercato e crea opportunità di lavoro nel paese di destinazione. ❖ effetti negativi come la sottrazione di posti di lavoro, inoltre si traduce quasi sempre nella disponibilità ad accettare condizioni di lavoro estreme o vere proprie situazioni di sfruttamento. Oltre al mercato delle merci esiste anche il mercato finanziario caratterizzato dalla circolazione di capitali investiti nella compravendita di valori mobiliari e delle valute. I luoghi di queste transazioni sono le borse valori ovvero mercati finanziari dove vengono scambiati valori mobiliari e valute estere e sono presenti in tutto il mondo. Un meccanismo che caratterizza questo tipo di mercato è la speculazione cioè la presenza di trattative di acquisto e di vendita condotte al solo scopo di far oscillare il valore dei titoli, inoltre questo mercato a costanti rischi di crollo capaci di avere effetti devastanti su scala mondiale. La globalizzazione politica La globalizzazione politica si traduce nella nascita di uno spazio pubblico transnazionale ovvero uno spazio in cui vengono affrontate questioni di grande interesse collettivo che richiedono l'intervento di istituzioni e organismi di sovranità statale Ii problemi sono ad esempio la tutela del pianeta e la salute dei suoi abitanti, la sicurezza e la pace mondiale, la povertà e la violazione dei diritti umani. Le organizzazioni coinvolte sono l'ONU, l'OMS, la FAO e l'Unicef, e sono coinvolte in progetti umanitari dal potere politico.

presupposto che il concetto di sviluppo su cui si fonda la società industriale contemporanea sia viziato da un equivoco di base ossia il fatto di assumere la crescita del Pil come il parametro più importante. La decrescita è un modello di sviluppo che compromette la qualità della vita e mette in pericolo le fondamenta di essa. Effei psicologici L'effetto principale della globalizzazione sulla percezione che gli individui hanno di se stessi della propria vita è un sentimento di interdipendenza globale , ovvero una condizione della società globalizzata per cui modifiche sostanziali che avvengono nel pianeta hanno effetti decisivi sulla vita di tutti, questo sentimento rafforza il senso di responsabilità verso la collettività e allo stesso tempo genera senso di smarrimento, impotenza e una vita liquida , ovvero una condizione psicologica di precarietà che vive l'uomo globalizzato nella quale l'inadeguatezza ai continui mutamenti si accompagna all'impossibilità di costruire situazioni stabili. Salute La salute e la malattia sono condizioni che coinvolgono la nostra vita in tutte le sue dimensioni sia fisica, sia psichica, sia sociale. Per questo motivo essere malato è un vero e proprio status, una posizione particolare dell'individuo in un determinato momento della sua vita da cui si attendono comportamenti atteggiamenti diversi da quelli della persona sana. L'antropologia medica distingue le nozioni di:disease la malattia intesa in senso biomedico, come un'infezione batterica a carico delle vie urinarie ★ illness è l'esperienza soggettiva dello star male, vissuta dalla persona che soffre come un disturbo ginecologico che impedisce il concepimento vissuto dalla paziente come un fattore di sofferenza e di frustrazione ★ sickness la realtà della malattia come status socialmente riconosciuto, come il diabete o la celiachia.

Diversabilità

È una condizione che comporta un uso deficitario o comunque differente di determinate abilità di cui una persona e normalmente in possesso. Il soggetto quindi non è in grado di svolgere comportamenti nel modo nei limiti normalmente possibili a un essere umano. La disabilità è la conseguenza di una menomazione , ossia un'alterazione a carico della struttura fisica o psichica del soggetto.questo però non limita né modifica le capacità e comportamenti della persona. La disabilità è la menomazione vengono distinte dal handicap che è una condizione svantaggiata Sul piano sociale causato all'individuo dalla sua disabilità.

La sociologia di fronte alla disabilità Il sociologo è interessato a ricostruire quello che è lo status del soggetto disabile.tale status è uno status ascritto cioè indipendente dalla volontà dell'individuo e reca con sé è un complesso di caratteristiche e di aspettative sociali.Al sociologo interessa anche il modo in cui la disabilità e il soggetto disabile vengono percepiti dall'opinione pubblica.sappiamo che individui detengono una pluralità di status ma per l’opinione pubblica il disabile non li ha. La disabilità quindi diventa la condizione predominante con il master status ovvero lo status ritenuto primario per l'identificazione dell'individuo Disabilità e Welfare Nel nostro paese ci sono stati degli ultimi anni una serie di interventi legislativi volti a garantire i diritti del soggetto disabile e a favorirne la piena inclusione sociale,male risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità risultano ancora modeste e una quota minore viene corrisposta in forma di prestazioni integrative cioè di servizi in grado di facilitare la vita del soggetto disabile, di conseguenza la gestione della disabilità e delle sue problematiche grava sulla famiglia del soggetto. La malaia mentale Emanata il 5 febbraio 1922, si presenta come una legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e diritti delle persone diversamente abili e prevede un piano di interventi a rete la cui collaborazione sono chiamati l'Asl, gli enti locali e la scuola. Il ruolo della scuola Il nostro paese prevede l'inserimento delle persone diversamente abili nelle classi frequentate dagli altri alunni al fine di promuovere il pieno sviluppo cognitivo, affettivo la legge italiana ha istituito la figura del docente di sostegno che si inserisce a pieno titolo nei consigli di classe e nelle programmazioni educative. Bes Bisogni educativi speciali, includono sia problemi di comportamento sia disturbi di apprendimento.gli alunni con queste problematiche non hanno bisogno di certificato ma vengono individuati dalla classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute .questi alunni necessitano di un un insegnamento personalizzato, anche se l'intensità e la durata dipendono dalle situazioni concrete. In ogni caso la scuola può intervenire approntando un piano didattico personalizzato deciso dal consiglio di classe. Dsa Disturbi specifici di apprendimento. La legge 170 del 2010 riconosce tra i disturbi specifici di apprendimento: la dislessia, la disgrafia,disortografia,discalculia che limitano alcune attività della vita quotidiana. L'alunno ad esempio avverte di non essere in grado di leggere in modo funzionale allo studio e prova un disagio profondo anche nella comunicazione e nella relazione con gli adulti e i suoi coetanei.spesso nasconde questo disagio con comportamenti provocatori, disturbando il normale

A studiare la religione sono i teologi ovvero quegli studiosi che operano dal punto di vista di una fede ben precisa, ci sono poi gli specialisti laici in scienze religiose come la storia delle religioni, la psicologia della religione, la sociologia della religione e l'antropologia della religione. Alcuni autori del novecento individuarono il fondamento troppo logico comune ogni religione è il concetto di sacro. La parola italiana sacro deriva dal latino sacer, termine che nell'antica Roma indicava tutto ciò che la comunità politica dedicava agli dei. Ci sono due principali interpretazioni del sacro ➢ La prima può essere definita sociologica e fa capo al sociologo francese Durkheim , secondo cui l'idea della religione è un potente fattore di coesione sociale che esiste non per la salvezza delle anime ma per la conservazione e il benessere delle società.inoltre in tutte le religioni vi è una distinzione tra sacro e profano, ciò che è dedicato agli dei e ciò che sta fuori dal luogo consacrato. ➢ La seconda interpretazione può essere definita ontologica e si rifà a otto, secondo cui sacro è una realtà che esiste prima del suo riconoscimento sociale e alle sue radici nell'esperienza interiore di ogni uomo.Secondo questa prospettiva l'esperienza del sacro è il presupposto di tutte le religioni Il rito è una sequenza prestabilita di azioni che si ripetono sempre nello stesso modo e alle quali è connesso un forte significato simbolico. Possono essere o individuali o collettivi ma in qualunque caso esprimono dei significati sociali e condivisi Il simbolismo è l'insieme dei riti e delle pratiche devozionali tipici di una religione e costituiscono il culto. Secondo lo studioso Geertz i simboli religiosi sono sacri perché si riferiscono alla realtà ultima che è intoccabile e che suscita timore reverenziale. I simboli possono essere immagini, oggetti o formule verbali. Ilsimbolo è sempre rapporto con ciò che evoca come simbolo della pace che è rappresentato dalla colomba bianca.i simboli religiosi rimandano ai fini ultimi dell'esistenza ovvero al significato complessivo della nostra vita. Esistono religioni però che non ammettono immagini che per questo sono chiamate anaiconiche come l'ebraismo e l'Islam che sono prive di oggetti di raffigurazioni. Altre religioni invece ammettono gli oggetti chiamati feticci ovvero oggetti inanimati usati nei riti dei popoli africani che sono fabbricati a mano. I riti religiosi Sono caratterizzati da una sequenza prestabilita di azioni che si ripetono sempre uguali, da un forte simbolismo ed è significati sociali e condivisi.questi riti hanno la funzione di integrazione e coesione sociale e la trasmissione dei miti mantenimento dei simboli sacri della verità di fede. I riti non religiosi I riti laici esistono in tutte le società e sono ripetitivi, partecipativi e collettivi.fanno parte dei riti non religiosi: ● i riti di passaggio che comportano continui cambiamenti di condizioni, sono accompagnati da cerimonia che li rendono pubblici e condivisi ● I riti di iniziazione che comprendono una serie di prove il cui superamento è necessario per entrare a far parte di una comunità ristretta ● I riti patriottici sorgeremo i laiche che celebrano o commemorano eventi significativi della storia nazionale

I ministri del culto In tutte le religioni sono presenti figure legittimate a compiere certe azioni previste dal culto a porsi come intermediari con il mondo soprannaturale.come sacerdoti cattolici, i rabbini, i monaci buddisti.di particolare interesse antropologico è lo sciamano una figura di intermediario tra il mondo sensibile e quello degli spiriti, capace di entrare in trance e di uscire dalla dimensione terrena. I Sociologi Classici di fronte alla religione COMTE la religione rappr lo stadio primitivo della conoscenza del reale. Questo stadio è destinato ad essere sostituito da quello speculativo-scientifico e poi da quello scientifico-positivo è consapevole che la scienza non può sostituire la religione perché è alla base della convivenza civile MARX la religione è una forma di alienazione= una creazione dell’uomo che trasferisce fuori di sè. Offre alla classi subalterne una consolazione illusoria, è quindi l’oppio dei popoli di cui la classe dominante si serve per soggiogare il proletariato DURKHEIM religione è la separazione tra sacro e profano e la tendenza ad unire nella stessa comunità morale tutti coloro che condividono le stesse credenze intorno al sacro WEBER ipotizza un collegamento tra gli aspetti ideal-tipici della mentalità capitalistica e l’età del calvinismo , caratterizzato dall ascesi intramondana= il calvinista persegue il guadagno e il successo economico che considera segno della benevolenza divina ma rinuncia anche a godere della ricchezza prodotta Le forme di agregazione religiosa CHIESA gruppo religioso caratterizzato da una vocazione in comune che lo porta ad accogliere tutti quelli che nascono al suo interno SETTA gruppo religioso formato da individui che si sono aggregati volontariamente e che si pongono in posizione di critica nei confronti degli altri credo

fondamentalismo con questa espressione si designano tutti i movimenti che propongono un ritorno alla purezza originaria del messaggio religioso come il fondamentalismo evangelico o cattolico che si impegnano per la difesa di valori non negoziabili. Fond islamico, invece, si riferisce ai valori originari del profeta maometto e dei suoi primi seguaci Ricerca antropologica Sia che un antropologo si avvicini per studio o per curiosità all'antropologia deve stilare una monografia, ovvero deve mettere per iscritto le ricerche che svolge all'interno della quale sono affrontate moltissime tematiche. La monografia più importante è quella di Malinowski Argonauti del Pacifico occidentale del 1922. L'oggetto delle ricerche degli antropologi è vario e comprende tutte le produzioni culturali, materiali e simboliche degli essere umani. L'antropologo Gertz introduce la prospettiva elica secondo cui la cultura deve essere interpretata e non spiegata. Il campo su cui lavorano gli studiosi può essere materiale o simbolico ed è luogo in cui la cultura è prodotta e dove può essere osservata. Malinowski riteneva indispensabile afferrare il punto di vista dell'indigeno per rendersi conto della sua visione del suo mondo. I primi antropologi come Taylor, Morgan, e Fraser non si mossero dalla sede universitaria in cui insegnarono il loro lavoro infatti si svolgeva su documenti storici o sui resoconti di chi aveva visitato luoghi esotici,per questo motivo vennero chiamati antropologi da poltrona o da tavolino. Le cose cambiarono nel primo novecento quando gli studiosi Boas e Griaule inaugurarono la ricerca sul campo con il motto tutti sul campo. Malinowski, ad esempio, soggiornò a più riprese nelle isole Trobriand, abitate da una popolazione di Papua Melanesiani. Nelle sue osservazioni nasce la monografia argonauti del Pacifico occidentale pubblicato nel 1922. Nell'opera si avverte l'impegno di Malinowski per avvicinare l’antropologia al rigore metodologico delle scienze della natura. I principi metodologici dell'etnologia secondo lo studioso sono : ● Un obiettivo scientifico ben preciso ● L'individuazione di condizioni appropriate per il proprio lavoro ● Metodi adeguati di raccolta, elaborazione e sintesi dei dati Durante i suoi soggiorni Malinowski si servì della collaborazione degli informatori , ovvero dei collaboratori a cui l'antropologo ricorre durante la sua permanenza sul campo si tratta di persone del posto che conoscono molto bene gli usi costumi le tradizioni del loro popolo e che parlano la stessa lingua dell'antropologo. La testimonianza dell'informatore però deve essere vagliata attentamente

perché può accadere che si tratti di una persona interessata a dare una certa immagine della propria cultura o che sia il depositario di una sapienza antica ormai desueta. Per la raccolta di dati Malinowski usava gli strumenti dell'epoca come la carta, la matita, la macchina fotografica.e per la lavorazione dei dati riteneva utili le tavole riassuntive sinottiche.

Le fasi della ricerca antropologica
LA RICERCA SUL
CAMPO

l’osservazione può essere: -semplice= se l’antropologo non ricorre alla tecnologia moderna ma utilizza i propri sensi -attrezzata= si serve di strumenti come videocamera, registratore vocale -esterna= se il ricercatore si pone ai margini della popolazione studiata -interna o partecipante= se il ricercatore condivide la vita della popolazione studiata L'antropologo durante le sue ricerche deve attuare lo sguardo da lontano ovvero un atteggiamento distaccato e privo di schemi mentali e pregiudizi che l'antropologo deve mantenere nei confronti della cultura oggetto della sua ricerca. INTERPRETAZION E DEI DATI per la rielaborazione dei dati l’antropologo si avvale dei: -metodi qualitativi=come l’intervista libera o i resoconti orali -metodi quantitativi=desti nati alla misurazione dei fenomeni sociali tra qualitativi e quantitativi non esiste contrapposizione perché vengono usati entrambi. L'approccio dell'antropologo inoltre deve essere olistico , un approccio che si propone di cogliere la totalità di una cultura descrivendola in tutti suoi aspetti Con l'approccio olistico è maturato anche il concetto di relativismo culturale che si propone di descrivere le usanze di un popolo in modo obiettivo e cerca di capire i suoi comportamenti mettendoli sempre relazione al contesto sociale Il relativismo culturale si oppone quindi all' etnocentrismo ovvero la tendenza a interpretare ogni evento dal punto di vista della cultura a cui si appartiene perché lei si ritiene superiore alle altre. Inoltre utile per la fase interpretativa dei dati la

Negli ultimi decenni si è sviluppata un 'antropologia del noi che osserva con lo sguardo distaccato le tribù di casa nostra come turisti o i passeggeri della metropolitana o i pellegrini in visita un santuario ma i popoli non ancora interessati alla modernizzazione sono sempre l'oggetto di studio degli antropologi. Non è necessario però recarsi in luoghi lontani per incontrare comunità che si avvalgono di antiche strategie di sopravvivenza come la transumanza praticata dai pastori delle regioni alpine e Abruzzo in Sardegna. Un altro mito da rivedere e quello eurocentrico secondo cui in Africa o nell'America del sud non ci sia più niente da studiare in quanto ormai i popoli contaminati, proprio perché prima dell'arrivo dell'uomo bianco negli stessi posti si sono verificati mutamenti considerevoli come alcune tecniche agricole che favorirono la sedentarizzazione di quei popoli. Le norme sociali regole che prescrivono come devono comportarsi individui o gruppi di individui in determinate situazioni della vita sociale. Sumner divide le norme in: ❏ stateways = giuridiche ❏ mores=morali ❏ folkways =tradizioni, usanze Inoltre, possono essere: ❖ esplicite= se formulate espressamente, come le norme giuridiche dato che la legge non ammette ignoranza ❖ implicite= non dette ma comunque conosciute Le istituzioni insieme di norme sociali tra loro coordinate capace di di regolare un certo ambito di vita e di azione. Sono istituzioni:il matrimonio, la famiglia, lo sport o la scuola. Le istituzioni non sono qualcosa di visibile e concreto ma entità simboliche. All’interno delle istituzioni le persone ricoprono determinate posizioni, chiamate status e svolgono determinati compiti , chiamati ruoli. Gli status possono essere: ➢ ascritti= quando non dipendono dalla volontà dell’individuo ➢ acquisiti= se sono frutto di un impegno. Ogni persona detiene più ruoli, questa pluralità di ruoli porta a situazioni di conflittualità , come: ● il conflitto inter ruolo= conflitto tra due o più ruoli spettanti alla stessa persona ● intra ruolo= conflitto all’interno di un unico ruolo

La storicità delle istituzioni Le istituzioni sono realtà che cambiano nel tempo assumendo funzioni sociali che prima non avevano. Merton distingue tra: funzioni manifeste = espressamente dichiarate funzioni latenti = le finalità sociali che un’istituzione realizza L'ogeivazione L’istituzione tende ad oggettivarsi in realtà concrete e visibili. Il caso più semplice è l’oggettivazione in una singola persona, come la figura dello sciamano, un individuo a cui altri membri della comunità riconoscono facoltà divinatorie. Ma le istituzioni si oggettivano in strutture di ampie dimensioni che coinvolgono una grande quantità di risorse umane, come l'istituzione scolastica che si concretizza nella molteplicità delle figure sociali che prendono il nome di organizzazione = insieme di persone che perseguono un obiettivo comune utilizzando appositi strumenti. La burocrazia Le organizzazioni si fondano su una struttura burocratica, che comporta: ➔ la presenza di personale stipendiato ➔ una rigida divisione dei compiti ➔ una precisa struttura gerarchica ➔ rapporti caratterizzati dalla impersonalità Secondo Merton, la burocrazia può determinare la trasposizione delle mete in virtù della quale i mezzi predisposti per realizzare certi scopi finiscono per sovrapporsi e per sostituirli. La devianza ogni condotta che si allontana dalle norme socialmente stabilite si chiama deviante. Nessun comportamento è deviante in assoluto perchè dipende dal contesto sociale e dalle sue norme. I primi studi sull’origine della devianza sono nati nella scuola di Chicago , dove sono state condotte delle ricerche etnografiche su comunità devianti al fine di studiarne la subcultura, ovvero il complesso di idee, valori e modelli. I sociologi studiarono anche il rapporto tra le diverse comunità devianti e lo spazio, da questi studi emerse che la devianza tendeva a proliferare in determinate zone piuttosto che in altre, magari dove era più alta la disorganizzazione sociale. Il divario tra mezzi e fini sociali A Merton si deve una lettura classica della devianza, secondo cui il comportamento deviante nasce dallo scarto tra gli scopi sociali proposti agli individui e i mezzi effettivamente disponibili per realizzarli.