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programma letteratura quinto superiore., Sintesi del corso di Italiano

riassunti degli argomenti trattati in quinta superiore.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 20/04/2021

ffedz
ffedz 🇮🇹

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PASCOLI.
la produzione pascoliana si concretizza in una continua rielaborazione e riscrittura raccolte ripubblicate più volte
nel corso degli anni arricchendosi e modificandosi nelle strutture
punto di partenza per analizzare la poetica pascoliana è la prosa teorica il Fanciullino in cui il poeta afferma che
nell’animo di tutti gli uomini abita un fanciullino capace di provare emozioni intense ed ingenue + di scoprire le
relazioni tra i vari elementi naturali - la maggior parte degli uomini però, crescendo abbandona questa dimensione
infantile, mentre il poeta è l’unico che rimane bambino nell’anima + capace di guardare il mondo con meraviglia e di
dar voce alle proprie emozioni tramite la parola poetica.
le liriche in apparenza semplici, sono piene di immagini simboliche, attraverso cui la realtà naturale assume un
duplice significato, apparendo sia come rifugio sicuro dalle minacce del mondo esterno ed allo stesso tempo come
luogo che rimanda alle sofferenze del poeta, alla base delle quali si trova il ricordo dei cari morti
la poesia è quindi intesa come unico mezzo che il poeta ha per ricongiungersi ai familiari perduti ed allo stesso
tempo come mezzo che rievoca la tristezza generata dalla perdita.
metafora del poeta-fanciullo + tema della morte spiegano il desiderio di fuga dell’autore dalla realtà adulta,
percepita come inospitale e minacciosa traumatizzato dai lutti familiari, durante la sua vita va alla continua
ricerca di una dimensione chiusa e protetta che lo spinge a desiderare di ritornare bambino
questo desiderio si concretizza nell’immagine-simbolo del nido (unità familiare perduta, ma da sempre ricercata) +
in un forte rimpianto per la famiglia originaria ed una costante paura del mondo esterno (che si concretizza nell'uso
di figure come la siepe, la nebbia, il cimitero - alimentata dalla crisi delle certezze positivistiche + perdita di
importanza dell’artista nella società) - cosa che spinge il poeta a vedere nelle piccole cose e nel ricordo del nucleo
familiare l’unico possibile rifugio al male della storia
sul piano narrativo, questa visione del mondo, si concretizza in una poesia innovativa, che abbandona la
costruzione di strutture sintattiche complesse (a vantaggio di frasi brevi e del libero accostamento di immagini e
suggestioni)
sul piano retorico : è frequente l’uso di metafore, analogie e sinestesie che legano gli ambiti sensoriali e portano
allo scoperto le corrispondenze che legano gli elementi naturali + onomatopee ed allitterazioni per la resa di una
particolare musicalità
il lessico ampia il vocabolario poetico della tradizione con parole quotidiane vicine al parlato a cui si alternano
termini tecnici nell’ambito botanico
Myricae : (dal latino tamerici, arbusti tipici macchi med)
prima opera - frutto di un’elaborazione di 20 anni edizione del 1891 comprendeva solo 22 liriche (pubblicata in
occasione delle nozze di un amico) - successivamente la raccolta viene interamente rielaborata sino a giungere a
un totale di 156 liriche, suddivise in 15 sezioni che si richiamano tematicamente tra loro per opposizione
(dolcezze/tristezze) - il raggruppamento è invece frutto di un criterio metrico
dal titolo (proveniente da un verso di Virgilio) è già evidente la sua volontà : egli apre la raccolta con un verso
ripreso dal poeta che rimanda alla tradizione classica, esplicitando la reale volontà di Pascoli : comporre una
poesia tutt’altro che semplice.
la raccolta si presenta come un romanzo autobiografico strutturato come un diario in cui riporta emozioni suscitate
dal paesaggio agreste : non si limita alla descrizione visiva del paesaggio, ma bensì allude in modo più profondo
alla vita segreta e misteriosa della natura
tema centrale e di ispirazione della raccolta è il ricordo dei cari defunti
canti di castelvecchio :
riprende tematiche della prima raccolta - legame tra le due opere sottolineato nella prefazione, in cui Pascoli dedica
l’opera alla memoria della madre (così come aveva dedicato Myricae al padre) + evidente anche nella forma,
caratterizzata dalla ripresa di una poesia lirica e soggettiva
a differenza della prima raccolta, i Canti sono caratterizzati da una maggiore complessità e ricordano l’esperienza
dei canti leopardiani
quest’opera segna l’approdo del poeta ad una piena maturità : l’interesse per la descrizione del paesaggio passa in
secondo piano, per l’approdo un pieno simbolismo che rende paesaggio naturale emblema e riflesso degli stati
d’animo del poeta
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PASCOLI.

la produzione pascoliana si concretizza in una continua rielaborazione e riscrittura ↦ raccolte ripubblicate più volte nel corso degli anni arricchendosi e modificandosi nelle strutture punto di partenza per analizzare la poetica pascoliana è la prosa teorica il Fanciullino in cui il poeta afferma che nell’animo di tutti gli uomini abita un fanciullino capace di provare emozioni intense ed ingenue + di scoprire le relazioni tra i vari elementi naturali - la maggior parte degli uomini però, crescendo abbandona questa dimensione infantile, mentre il poeta è l’unico che rimane bambino nell’anima + capace di guardare il mondo con meraviglia e di dar voce alle proprie emozioni tramite la parola poetica. le liriche in apparenza semplici, sono piene di immagini simboliche, attraverso cui la realtà naturale assume un duplice significato, apparendo sia come rifugio sicuro dalle minacce del mondo esterno ed allo stesso tempo come luogo che rimanda alle sofferenze del poeta, alla base delle quali si trova il ricordo dei cari morti la poesia è quindi intesa come unico mezzo che il poeta ha per ricongiungersi ai familiari perduti ed allo stesso tempo come mezzo che rievoca la tristezza generata dalla perdita. metafora del poeta-fanciullo + tema della morte spiegano il desiderio di fuga dell’autore dalla realtà adulta, percepita come inospitale e minacciosa ↦ traumatizzato dai lutti familiari, durante la sua vita va alla continua ricerca di una dimensione chiusa e protetta che lo spinge a desiderare di ritornare bambino questo desiderio si concretizza nell’immagine-simbolo del nido (unità familiare perduta, ma da sempre ricercata) + in un forte rimpianto per la famiglia originaria ed una costante paura del mondo esterno (che si concretizza nell'uso di figure come la siepe, la nebbia, il cimitero - alimentata dalla crisi delle certezze positivistiche + perdita di importanza dell’artista nella società) - cosa che spinge il poeta a vedere nelle piccole cose e nel ricordo del nucleo familiare l’unico possibile rifugio al male della storia sul piano narrativo, questa visione del mondo, si concretizza in una poesia innovativa, che abbandona la costruzione di strutture sintattiche complesse (a vantaggio di frasi brevi e del libero accostamento di immagini e suggestioni) sul piano retorico : è frequente l’uso di metafore, analogie e sinestesie che legano gli ambiti sensoriali e portano allo scoperto le corrispondenze che legano gli elementi naturali + onomatopee ed allitterazioni per la resa di una particolare musicalità il lessico ampia il vocabolario poetico della tradizione con parole quotidiane vicine al parlato a cui si alternano termini tecnici nell’ambito botanico Myricae : (dal latino tamerici, arbusti tipici macchi med) prima opera - frutto di un’elaborazione di 20 anni ↦ edizione del 1891 comprendeva solo 22 liriche (pubblicata in occasione delle nozze di un amico) - successivamente la raccolta viene interamente rielaborata sino a giungere a un totale di 156 liriche, suddivise in 15 sezioni che si richiamano tematicamente tra loro per opposizione (dolcezze/tristezze) - il raggruppamento è invece frutto di un criterio metrico dal titolo (proveniente da un verso di Virgilio) è già evidente la sua volontà : egli apre la raccolta con un verso ripreso dal poeta che rimanda alla tradizione classica, esplicitando la reale volontà di Pascoli : comporre una poesia tutt’altro che semplice. la raccolta si presenta come un romanzo autobiografico strutturato come un diario in cui riporta emozioni suscitate dal paesaggio agreste : non si limita alla descrizione visiva del paesaggio, ma bensì allude in modo più profondo alla vita segreta e misteriosa della natura tema centrale e di ispirazione della raccolta è il ricordo dei cari defunti canti di castelvecchio : riprende tematiche della prima raccolta - legame tra le due opere sottolineato nella prefazione, in cui Pascoli dedica l’opera alla memoria della madre (così come aveva dedicato Myricae al padre) + evidente anche nella forma, caratterizzata dalla ripresa di una poesia lirica e soggettiva a differenza della prima raccolta, i Canti sono caratterizzati da una maggiore complessità e ricordano l’esperienza dei canti leopardiani quest’opera segna l’approdo del poeta ad una piena maturità : l’interesse per la descrizione del paesaggio passa in secondo piano, per l’approdo un pieno simbolismo che rende paesaggio naturale emblema e riflesso degli stati d’animo del poeta

vi è inoltre l’approdo a nuove tematiche : memoria, eros e sessualità negata + si fa insistente la chiusura verso la realtà ed il desiderio di regressione che sfocia in quello della morte considerata unica via per ricongiungersi ai cari morti D’ANNUNZIO. nasce a Pescara nel 1863 - a 16 anni pubblica Primo vere (prima raccolta in versi) - 1938 : muore per un’emorragia celebrale dopo il primo matrimonio pubblica due raccolte che inaugurano la fase dell’estetismo decadente, a cui segue la pubblicazione de Il Piacere - successivamente, attraversa un periodo in cui toni e forme della sua opera si concentrano su temi legati al recupero di innocenza e purezza (fase della bontà) dopo la morte del padre compone il trionfo della morte e le vergini delle rocce entrambe ispirate alla teoria del ‘superuomo’ (concetto elaborato da Nietzsche per indicare un nuovo modello d’uomo libero da ogni legame religioso o morale.) altro evento determinante per la sua produzione è la relazione con l’attrice Eleonora Duse che sommata alla sua voglia di trasmettere ad un pubblico sempre più ampio il messaggio superomistico, lo spinge a cimentarsi nella produzione teatrale nel corso della sua vita, si occupa anche di politica, esperienza che si conclude nel 1900, portandolo a dedicarsi interamente al progetto delle Laudi 1910 : a causa della sua critica situazione economica è costretto ad un esilio volontario in Francia dove sperimenta nuovi temi e forme - prose brevi autobiografiche/diaristiche e dove rimarrà per cinque anni, a seguito dei quali tornerà in Italia dove contribuì a mobilitare l’opinione pubblica tramite il suo acceso interventismo + si arruola volontariamente nell’esercito a seguito di un incidente è costretto ad una temporanea parziale cecità, periodo durante il quale compone il Notturno 1918 : è protagonista di alcuni episodi di rilievo internazionale → guida tre motoscafi per silurare la corazzata austriaca + sorvola Vienna lanciando sulla città manifesti tricolori + alla fine della guerra si fa sostenitore del mito della vittoria mutilata guidando l’impresa di Fiume 1921 : si ritira nel Vittoriale degli Italiani dove vive controllato dalle spie di Mussolini, che lo esalta ufficialmente come vate della patria, ma che nel profondo ne teme il carisma l’atteggiamento del poeta verso il fascismo è molto vago : non si schiera apertamente a favore del Duce, ma appoggia ufficialmente il movimento che gli garantisce un sostegno finanziario 1935 : riordina la sua opera letteraria + pubblica il Libro segreto in cui ripercorre i punti salienti della sua esistenza opera dannunziana caratterizzata da un continuo sperimentalismo, ma si fonda su uno stile, raffinato e formale e temi esaltanti vitalismo e sensualità a cui si accompagna versante ombroso prodotto dalla sensazione di inadeguatezza e decadimento che determina il fallimento dei suoi personaggi prima fase produttiva trova espressione nell’estetismo : egli rivolge la sua esistenza e poi la sua opera alla continua ricerca di sensazioni esaltanti e raffinate, all’insegna del culto della bellezza come unico valore anni ‘80 : viene in contatto col pensiero di Nietzsche → reinterpreta liberamente la teoria del superuomo, identificandolo con l’artista, che deve porsi alla guida del popolo divenendo un poeta-vate deciso a guidare le masse anche assumendo atteggiamenti non propriamente diplomatici il suo pensiero trova infine espressione nel principio del panismo (fusione gioiosa ed istintiva dell’uomo con le forze vitali della natura) a cui spesso si accompagna la ripresa dei miti della Grecia classica strumento privilegiato per la fusione ed il raggiungimento della bellezza è la parola poetica sfruttata a 360° riprendendo infatti le teorie simboliste, da grande importantanza alla musicalità del verso, che può essere ottenuta con l’uso del verso libero + figure retoriche come la metafora, l’analogia e/o la sinestesia il piacere : primo romanzo (1889) + sintesi del periodo estetico dell’autore + manifesto dell’estetismo decadente ritenuto scandaloso e polemizzato per via dell’immoralità del protagonista (proiezione autobiografica dell’autore stesso) : Andrea Sperelli esteta cresciuto nel culto della bellezza ↦ educato dal padre a fare la propria vita come un’opera d’arte trama : concentrata su pensieri ed ambizioni del protagonista + sul suo egoismo e profonda debolezza morale (causa del fallimento del suo progetto di vita)

i suoi personaggi sono deboli, incapaci di vera azione + tormentati dal continuo ragionare su se stessi e la loro vita strutturalmente, la centralità della riflessione e dell’analisi, porta l’autore ad adottare una struttura basata sull’inchiesta e la ricerca di una soluzione (la narrazione pone il lettore a confronto con una situazione paradossale di cui il narratore, come un detective, ricerca a ritroso cause e motivazioni) il contrasto vita-forma sta anche alla base della produzione teatrale dell’autore ↦ trova nel teatro dimensione privilegiata per la propria arte la polemica nei confronti della società borghese è già evidente nella fase del teatro grottesco, ma si accentua nelle opere metateatrali (teatro nel teatro ↦ opera che ha come argomento i caratteri della pratica teatrale stessa) in cui l’autore evidenzia i limiti del teatro, inadatto alla rappresentazione delle contraddizioni della vita ↦ il personaggio è un’entità autonoma e coerente che attori e regista non sono capaci di portare sulla scena se non in modo fittizio per Pirandello quindi, in un mondo in cui le persone sono ridotte a maschere, i personaggi teatrali sono maschere nude (vivi, eterni, coerenti ed autonomi anche se frutto di fantasia) novelle per un anno : l’autore si dedicò per la sua intera vita alla stesura delle novelle, prima pubblicate su delle riviste e poi in raccolte parziali (amori senza amore del 1894 oppure berecche e la guerra del 1919). nel 1922 decise di riunire tutte le sue novelle in un’unica raccolta che prese il titolo di novelle per un anno , il progetto iniziale comprendeva 24 volumi per un totale di 365 novelle, la sopraggiunta morte però consentì all’autore di pubblicare solo 15 volumi, per un totale di sole 225 novelle. titolo e struttura rimandano ad un’idea di qualcosa di preciso e ben organizzato, anche se in realtà non vi è alcun ordine nell’organizzazione delle novelle, disposte alla rinfusa formando un testo aperto alla libera interpretazione. questo paradosso tra il titolo e la struttura vera e propria della raccolta sembra quasi rimandare a quella che è secondo l’autore la caoticità della vita stessa: imprevedibile ed impossibile da interpretare in modo univoco. nonostante questa caoticità possiamo ugualmente tracciare una sorta di linea evolutiva: ad una prima fase appartengono novelle di ambientazione siciliana, di cui a differenza dei veristi, vengono analizzati valori mitici e folcloristici della terra d’origine vi sono poi le novelle di ambientazione cittadina (romana) in cui vengono per lo più descritti ambienti della piccola borghesia impiegatizia (emblema della condizione esistenziale dell’uomo moderno) + ritornano le tematiche più tipiche dell’autore abbiamo infine poi i racconti di carattere fantastico e surreale, dove si fondono insensatezza della vita ed evocazione di desideri inconsci ed irrazionali sul piano strutturale il lettore viene subito posto dinanzi ad una situazione paradossale, di cui il narratore-testimone ricostruisce, tramite un’inchiesta costituita di vari flashback, le motivazioni sul piano espressivo invece, egli usa un linguaggio medio, che imita il parlato e facilmente comprensibile, lontano dal prezioso linguaggio estetico il fu Mattia Pascal è il romanzo più celebre di Pirandello (1904), pubblicato prima a puntate e poi in volume racconta delle vicissitudini di Mattia Pascal, che data la sua ingenuità perde l’intera eredità lasciatagli dal padre + sposa la cugina Romilda, trovandosi in miseria e prigioniero di un matrimonio infelice → scappa perciò a Montecarlo dove vincerà una grossa somma di denaro sul treno di ritorno, leggerà però su un giornale del ritrovamento di un cadavere, identificato come suo, deciderà quindi di crearsi una nuova vita dietro l’identità di Adriano Meis si trasferirà poi a Roma, dove si innamora di Adriana, decisosi a sposarla si renderà però conto che in quanto privo di una reale identità anagrafica, agli occhi della società non esiste inscena quindi la sua morte e torna nel suo paese natale, dove tutti sono andati avanti dimenticandosi di lui deve accettare di vivere in un limbo, come Il fu Mattia Pascal struttura : è composto da 18 capitoli, narrati dallo stesso protagonista che rievoca gli eventi conoscendone già l’esito (nonostante questo, l’io narrante non coincide completamente con l’io narrato, composto di tre identità) il romanzo ha inizio a vicenda conclusa, unico momento in cui il tempo della storia narrata coincide con il presente della narrazione suddivisa in quattro macrosequenze:

primi due capitoli - premessa, capitoli dal tre al sei - infanzia di Mattia fino alla vincita al gioco, capitoli dall’otto al sedici

  • protagonista Adriano, gli ultimi due capitoli - tornano al presente ed illustrano la situazione del fu Mattia Pascal uno, nessuno e centomila è l’ultimo romanzo pubblicato dall’autore pubblicato solo dopo un attento lavoro di revisione nel 1926 centro della narrazione ↦ vita di Vitangelo Moscarda → sconvolta dall’osservazione della moglie in merito alla pendenza del suo naso ↦ da qui riconosce l’esistenza della differenza tra l’idea che ci facciamo di noi stessi e le opinioni degli altri egli non è quindi uno, ma ben centomila persone diverse in base a chi lo osserva, si rende quindi conto di non avere nessuna vera identità ⤵ ossessionato da questo, inizia a comportarsi in modo strano per distruggere le forme attribuitegli struttura : anche qui l’io narrante coincide col protagonista ed il tutto è raccontato a vicenda conclusa, incentrandosi sull'ossessiva riflessione del protagonista entrambi i romanzi di Pirandello hanno dei caratteri comuni sia Vitangelo che Mattia sono inetti in conflitto col padre e che si ribellano alle forme in cui la società li teneva intrappolati Mattia ha un atteggiamento passivo / la ribellione di Vitangelo è più attiva e consapevole rifiuta forme stereotipate, consapevole che qualsiasi altra identità risulterebbe illusoria accettando quindi di non essere nessuno riesce a reimmettersi nel flusso della vita, rinunciando a vivere in società sei personaggi in cerca d’autore messa per la prima volta in scena a Roma (1921) si svolge in un teatro → una compagnia sta provando per mettere in scena l’opera : Il giuoco delle parti quando viene interrotti da una strana famiglia → sono i 6 personaggi di un’opera mai portata a termine dall’autore e che vogliono che venga messo in scena il loro dramma interiore gli attori tentano di mettere in scena il tutto, che ai personaggi appare falso e diverso dal proprio vissuto, decideranno di sostituirsi agli attori, rivivendo la loro stessa tragedia nel finale realtà e fantasia sembrano fondersi → il dramma riassume l’incapacità teatrale di riprodurre la vita la Madre aveva abbandonato il Marito, per mettersi con un altro uomo, col quale avrà tre figli dopo la morte di questo, ormai ridotta in miseria, manda la figlia a lavorare da Madama Pace, un bordello al quale un giorno si presenterà il Padre che in preda ai rimorsi generati dal quasi incesto riaccoglie a casa la famiglia tra i continui litigi però prende forma la tragedia →la Bambina muore annegata ed il Giovinetto, dopo aver assistito alla morte della sorella si suiciderà il teatro non è più il luogo che fornisce allo spettatore un’illusoria realtà, ma l’occasione di mettere a nudo i contrasti della realtà, vengono quindi aboliti finzione scenica e le tecniche di messa in scena tradizionale: eliminata divisione in atti e scene, sipario e costumi + gli attori si muovono anche fuori dal palcoscenico (eliminata quarta parete : invisibile barriera divisoria tra platea e palco) e vengono svelati meccanismi teatrali, mostrati in chiave pirandelliana → inutile tentativo di ridurre a ‘forma’ stereotipata mutevolezza e varietà della ‘vita’. così è (se vi pare) tratto da La Signora Frola e il Signor Ponza suo genero , messo in scena nel 1917, sviluppa il tema dell’impossibilità di definire la vera forma della realtà, strutturata in tre atti racconta del tentativo degli abitanti di Valdana di scoprire la vera identità della Signora Ponza, giunta da poco in paese con la madre ed il marito. abitano in case diverse e madre e figlia comunicano solo tramite bigliettini, il consigliere Agazzi istituisce perciò un’indagine nel suo salotto Sig. Ponza sostiene che la sua prima moglie, Lina (sorella dell’attuale moglie) fosse morta, perciò dopo il matrimonio con Giulia, avevano deciso di non arrecare dolore alla madre e farle credere che Lina fosse

e nel momento in cui può finalmente migliorare la sua condizione sociale e sposarsi con la figlia del banchiere, fugge con una scusa banale differenza di questo nuovo personaggio, punto di svolta nella letteratura di questo periodo, è la scoperta di un importante fattore: le cause del fallimento del protagonista non sono solo riconducibili a fattori esterni o legate alle leggi darwiniane, come sostenevano i veristi, ma sono anche dovute a fattori soggettivi, dinamiche psicologiche, turbamenti e sensazioni interiori che conducono il protagonista ad un'immobilità improduttiva Svevo inaugura un nuovo tipo di personaggio : l'inetto colui che è caratterizzato da una debolezza caratteriale che si riflette sul fisico e sull'agire + un'insicurezza psicologica che lo rende «incapace alla vita» temi : contrasto salute-malattia - sani vincono (Macario sposerà Annetta), ma sono inconsapevoli strumenti delle leggi di natura (di eredità darwinista) / malati, come Alfonso Nitti, perdono, ma privilegiati dalla coscienza possono scegliere: la libertà morale (suicidio), il sogno, l’ironia. la Coscienza di Zeno : pubblicato nel 1923 - divisa in 8 capitoli - riprende la struttura del memoriale autobiografico ↦ ricostruzione delle tappe e della modalità di manifestazione della nevrosi del protagonista. si apre con la prefazione del dottor s. che dichiara di star pubblicando quanto scritto dal suo paziente per pura vendetta, dato l’abbandono della terapia alla fine della cura - termina col capitolo psico analisi : quattro frammenti di diario redatti da Zeno tra il 1915/ nei sei capitoli centrali sono ricordati ed analizzati dal protagonista gli eventi determinanti passati che seguono il ‘tempo misto’ della memoria del protagonista, in una continua alternanza tra presente e passato l’antieroe nevrotico al centro di questo romanzo, a differenza dei primi due, ha successo sia in ambito familiare che professionale + ha consapevolezza superiore della propria condizione piano tematico : centro della narrazione è il contrasto salute-malattia, reinterpretato secondo le teorie psicanalitiche freudiane e la scoperta dell’inconscio Zeno intraprende questa terapia perchè si sente afflitto da un profondo disagio psicologico, questa individuerà alla base del suo disturbo un irrisolto complesso edipico nel rapporto di odio-amore che lo lega alla figura paterna interpretazione che alla fine viene respinta e derisa dallo stesso Zeno che sostiene che la vita stessa sia malattia

  • che coloro che appaiono sani sono in realtà profondamente malati perché chiusi nel loro conformismo e certezze infondate. la nevrosi di Zeno si trasforma quindi in strumento conoscitivo che gli permette di avere una superiore consapevolezza della complessità del reale + di essere in grado di adattarsi alle sue contraddizioni modernità del romanzo sta in questa continua ricerca di un senso univoco : il romanzo si propone come autoanalisi di Zeno della sua coscienza, questa sua ambivalenza (di narratore e protagonista dei fatti narrati) lo induce a mescolare verità e menzogne, mascherando le sue bugie con falsi alibi ed autoinganni è per questo fondamentale per Svevo la ripresa delle teorie psicoanalitiche romanzo dalle strutture innovative innovative e paragonabili a scrittori come Proust, Kafka e Joyce rapporto tra fabula e intreccio (fatti narrati secondo un ordine cronologico e logico in cui avvengono - organizzazione dei fatti secondo l’ordine scelto dall’autore) è stravolto : la vicenda è presentata per intero dal punto di vista soggettivo dell’io narrante (che è anche io narrato), che in quanto nevrotico altera i fatti, lasciando al lettore il compito di distinguere la verità dagli autoinganni della coscienza egli narra la storia della sua malattia mescolando piani temporali diversi : quello delle vicende ricordate e quello del presente - tempo misto della coscienza a questo si aggiunge il costante ricorso all’ironia, che rende più ambigue le affermazioni del narratore, da questo deriva un’opera aperta in cui il lettore è costantemente chiamato a collaborare alla ricostruzione della verità prefazione e preambolo abbandona qui le strutture tradizionali del romanzo ottocentesco nella prefazione il narratore è il dottor S. psicanalista che aveva in cura il protagonista e che, informa il lettore che quella che leggerà è un’autobiografia redatta da Zeno che però alla fine della cura ha abbandonato la terapia nel corso della narrazione, Zeno, protagonista e io-narrante, riferirà gli eventi della sua vita passata in modo poco oggettivo ed, essendo nevrotico, in modo alterato la verità portando a confondere sé stesso e il lettore. tema centrale del romanzo: la malattia del protagonista

nel susseguirsi del romanzo il rapporto tra salute e malattia verrà continuamente rovesciato, fin quando il protagonista accetterà che la malattia è una componente inevitabile della vita e coincide con essa, rifiutando ogni cura affermando di essere guarito o meglio di non esser mai stato malato tempo narrativo : costituita da una continua alternanza di piani temporali diversi, la scrittura asseconda il tempo misto della memoria, spostandosi tra il presente e il passato. fumo : è l’inizio dell’autoanalisi di Zeno che parte dal vizio del fumo: di come è iniziato e dei vari tentativi falliti di abbandonare il vizio, interpretati come sintomo della debolezza della propria volontà. morte di mio padre : ripercorre la storia dei suoi difficili rapporti col padre, concentrandosi sul traumatico schiaffo ricevuto da lui sul letto di morte. storia del mio matrimonio : Per sostituire la figura del padre perduto, Zeno comincia a frequentare il salotto di Giovanni Malfenti, che ha 4 figlie. Inizialmente si innamora di Ada, che a lui però preferisce un altro uomo. Dopo il rifiuto, chiederà la mano di Alberta ed infine di Augusta che accetta. moglie e amante : Nonostante la felicità coniugale, Zeno avvia una relazione con Carla, ma mosso dal senso di colpa progetta più volte di lasciarla. Alla fine però sarà Carla ad abbandonarlo per un giovane maestro di musica. storia di un’associazione commerciale : apparentemente inetto negli affari, Zeno diventa socio di Guido Speier, marito di Ada. A causa di alcuni investimenti sbagliati, la ditta si trova in bancarotta e, Guido, per ricevere denaro dalla moglie simula un suicidio morendo però realmente. Sarà quindi Zeno a recuperare e restituire il denaro ad Ada giocandolo in borsa. psico analisi : a differenza degli altri capitoli, l’ultimo si struttura in forma di diario riportando 4 annotazioni risalenti al periodo che va dal maggio 1915 al marzo 1916 (poco prima e subito dopo dell’entrata in guerra dell’Italia). Tra le ultime due ci sono 6 mesi di differenza in quanto Zeno riprende a scrivere solo per ribellarsi al medico ed esprimere il suo disprezzo e il suo rifiuto per la psicanalisi. Nell’ultima annotazione risalente al 24 marzo 1916, Zeno spiega di aver abbandonato la cura perché finalmente guarito grazie al successo riscosso negli affari durante la guerra. Definendo poi come la malattia interiore di cui si sentiva vittima sia una condizione comune a tutta l’umanità e sia dovuta al progresso del mondo, è qui evidente il suo pessimismo sulle sorti dell’umanità. Zeno sostiene che l’uomo possa giungere alla salvezza solo attraverso la sua distruzione che avverrà per mano di una bomba gigantesca collocata da un folle al centro della terra; il romanzo si conclude infatti con la drammatica profezia di un’esplosione che causerà la scomparsa dell’uomo dalla faccia della terra. UNGARETTI. la produzione di Ungaretti può essere differenziata in due periodi ben distinti:

  • prima fase : poesia innovativa e sperimentale - comprende liriche nate dall’esperienza della guerra
  • seconda fase : ritorno a forme più vicine alla tradizione, sempre caratterizzate da immagini ricercate e complesse - comprende raccolta Sentimento del tempo e Dolore dagli anni quaranta poi, avviò una riorganizzazione della sua intera produzione, riunendo le varie raccolte nell’unica opera Vita d’un uomo, pubblicata nel 1969 ↦ le diverse fasi della sua poesia si presentano come tappe di una continua e varia ricerca l’uomo a cui si allude nel titolo è quindi sia Ungaretti stesso nella sua individualità ed esperienze autobiografiche che l’uomo in assoluto, in un’ottica universale, in cui la vicenda personale di Ungaretti si propone come il simbolo di un’umanità divisa tra precarietà e caos esistenziale e recupero della perduta dimensione di armonia assoluta allegria ↦ prima e celebre raccolta di Ungaretti che nasce dall'esperienza autobiografica della prima guerra mondiale in un mondo lacerato dalla guerra, in cui la civiltà va in frantumi il poeta sente l’esigenza di una poesia nuova : priva di componimenti articolati e complessi e ricca di frammenti pieni di intensità evocativa una poesia in cui non ci si limita ad esprimere in modo immediato sensazioni e stati d’animo, ma per la quale si va alla continua ricerca dell’essenziale con valore universale per questo le sue poesie sono sottoposte ad una revisione formale che ha come obiettivo quello di arrivare alla parola pura (capace di illuminare col suo significato il mistero esistenziale) per dare centralità alla parola, si serve di tecniche innovative riprese dai futuristi e dai tardo-simbolisti francesi: brevità delle poesie (veri e propri frammenti a volte) in cui ogni termine risalta per la ricchezza del proprio significato semplificazione della sintassi (la frase viene spesso ridotta ad uno stile nominale/privo di verbo) eliminazione della punteggiatura che da ad ogni elemento il massimo rilievo uso del verso libero (talvolta coincidente ad una singola parola frequente ricorso a metafore ed analogie