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riassunto analisi scostamenti programmazione e controllo
Tipologia: Appunti
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1. Introduzione Le finalità fondamentali dell’analisi degli scostamenti possono essere così identificate: La valutazione dell’operato dei centri di responsabilità rispetto agli obiettivi ad essi assegnati in sede di budgeting; La verifica della validità degli obiettivi stessi in relazione all’evoluzione di azienda e di ambiente manifestatasi dopo la formulazione dei programmi. È evidente che le due finalità sono strettamente interrelate. La valutazione delle performance deve essere orientata verso il concetto di “rafforzamento positivo” secondo il quale solamente gli sforzi che portano all’ottenimento di riconoscimenti positivi tendono a ripetersi, mentre le penalizzazioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi non possono che indurre i vari responsabili ad inibire il loro spirito di iniziativa, per adottare un atteggiamento molto più prudente al fine di evitare di sbagliare e perdere il riconoscimento delle ricompense previste. Si ritiene di estrema importanza il contributo che l’utilizzo costante di tale strumento può fornire in termini di conoscenza ed apprendimento, consentendo di comprendere a fondo i motivi della divergenza tra risultati programmati e conseguiti e sviluppando la capacità di visualizzare chiaramente le relazioni di causa-effetto tra le molteplici variabili della gestione. Il primo requisito per la realizzazione di un sistema di analisi degli scostamenti è la disponibilità di validi termini di confronto. Ci si riferisce, pertanto, al confronto operato con valori di budget costruiti con l’utilizzo di idonei sistemi di standard. Gli scostamenti calcolati nel corso dell’analisi sono detti favorevoli se generano un impatto positivo sul reddito operativo, sfavorevoli nel caso opposto.
Ricavi di budget = volume di vendita di budget (Vbdg) x prezzo-ricavo di budget (Pbdg). A consuntivo, evidentemente, i ricavi sono determinati come: Ricavi effettivi = volume di vendita effettivo (Veff) x Prezzo-ricavo effettivo (Peff). Lo scostamento complessivo dei ricavi di vendita sarà: Variazione totale dei ricavi = Ricavi effettivi – ricavi di budget = (Veff x Peff) – (Vbdg x Pbdg). La scelta di effettuare la comparazione sottraendo i valori di budget dai valori effettivi consente di far corrispondere il segno algebrico dello scostamento al suo significato economico. L’eventuale scostamento complessivo può essere generato da una modifica nel prezzo di vendita rispetto al valore obiettivo oppure da un cambiamento nei volumi di vendita rispetto ai programmi o dall’effetto combinato di entrambe le variazioni. La variazione di fatturato, pertanto, viene attribuita alle sue determinanti (prezzo e volumi di vendita) con le seguenti formule di scomposizione: scostamento di volume = (Veff – Vbdg) x Pbdg scostamento di prezzo = (Peff – Pbdg) x Veff. In ipotesi di azienda multiprodotto l’analisi dell’effetto legato ai volumi di vendita deve tenere in considerazione anche la presenza di un ulteriore fattore causale: il mix dei prodotti venduti. La variazione dei volumi di vendita di ogni prodotto può essere dovuta ad una variazione dei volumi di vendita complessivi dell’azienda mantenendo inalterato il mix, ad una modifica del mix a parità di volumi complessivi o, più frequentemente, ad un effetto combinato dei due fenomeni. Scostamento di volume = scostamento di volume in senso stretto + scostamento di mix Dove: Scostamento di volume in senso stretto = (Veff – Vbdg) x Pmedio di budget Scostamento di mix = (Veff – Vbdg) x (Pbdg – Pmedio di budget). Il primo scostamento esprime la variazione intervenuta nei ricavi per effetto della variazione dei volumi di vendita: è determinata, per ciascun prodotto, utilizzando il confronto tra volumi effettivi e volumi programmati, ma lo scostamento di volume viene valorizzato utilizzando il prezzo medio al fine di “isolare” la variazione dovuta ai volumi, eliminando le influenze dovute a differenti prezzi di vendita. Tale operazione consente di concentrare l’attenzione sull’effetto puramente legato a variazioni di volume, considerando i differenti prodotti equivalenti in termini di prezzo. La variazione è favorevole se il prodotto esaminato ha registrato volumi di vendita superiori a quelli programmati, sfavorevole in caso contrario. Il secondo scostamento quantifica l’impatto sui ricavi di vendita de mix di fatturato realizzato: risulta favorevole per i prodotti che hanno registrato un volume di vendita superiore a quello programmato, se il relativo prezzo di budget è superiore a quello medio, oppure per i prodotti che hanno registrato un volume di vendita inferiore quello programmato, avendo un prezzo di budget inferiore a quello medio. Un delta mix favorevole indica, in sintesi, uno spostamento della composizione dei volumi di vendita verso i prodotti di prezzo più elevato rispetto alla media. Per il calcolo del prezzo medio di budget sono possibili due alternative: Prezzo medio semplice, calcolato dividendo il fatturato totale di budget per la somma dei prodotti venduti (espressa in unità fisiche); Prezzo medio ponderato calcolato utilizzando come fattore di ponderazione l’incidenza del fatturato di ogni singolo prodotto sul fatturato aziendale, cioè: sommatoria di Pj x Kj, dove Pj è il prezzo dell’i-esimo prodotto e Kj rappresenta l’incidenza percentuale del fatturato generato dal prodotto i-esimo sul fatturato aziendale. La seconda ipotesi è preferibile in quanto la prima modalità di calcolo è poco espressiva in situazioni di elevata difformità dei prezzi di vari prodotti o di presenza di uno o più prodotti di scarsa importanza per il fatturato aziendale.
4.1. L’analisi dello scostamento di volume dei costi diretti variabili. Un volume di produzione differente rispetto a quello programmato si ripercuote in un differente ammontare di tali costo: un aumento di produzione genera costi più elevati originando uno scostamento sfavorevole; la diminuzione dei volumi sarà alla base di uno scostamento favorevole. La scomposizione per isolare l’impatto di tale variazione viene effettuata contrapponendo al costo complessivo di budget il costo “teorico” che si sarebbe sostenuto per i volumi di produzione effettivamente raggiunti se fossero stati rispettati lo standard fisico unitario ed il prezzo costo di acquisto del fattore produttivo. Scostamento di volume = (Vbdg x Qstd x Pbdg) – (Veff x Qstd x Pbdg) = [(Vbdg x Qstd) – (Veff x Qstd)] x Pbdg. In particolare, il termine (Vbdg x Qstd) rappresenta il fabbisogno di fattore produttivo calcolato a budget, mentre il termine (Veff x Qstd), indica il fabbisogno “teorico” di fattore produttivo necessario a realizzare i volumi di produzione effettivi nell’ipotesi di rispetto dello standard fisico. L’interpretazione dello scostamento di volume in termini di responsabilità non può avvenire in via autonoma. Infatti, se una minor produzione è dipesa dagli andamenti del mercato, il comportamento del responsabile di produzione teso a ridurre gli impatti di una costruzione della domanda, sarà valutato positivamente. Se, invece, la contrazione della produzione è stata determinata dall’incapacità di sfruttare la struttura a disposizione, il giudizio sarà profondamente diverso. 4.2. L’analisi dello scostamento di efficienza dei costi diretti variabili. Lo scostamento di efficienza di un fattore produttivo diretto è dovuto alla differenza tra la quantità del fattore produttivo necessaria per realizzare il livello di produzione effettivo rispettando lo standard fisico unitario e la quantità effettivamente impiegata del fattore stesso. Tale differenza viene valorizzata utilizzando il prezzo-costo standard in modo da non influenzare le valutazioni sull’efficienza con eventuali variazioni di prezzo. Scostamento di efficienza = (Veff x Qstd x Pbdg) – (Veff x Qeff x Pbdg) = [(Veff x Qstd) – (Veff x Qeff)] x Pbdg. Il termine (Veff x Qstd) rappresenta il fabbisogno “teorico” di fattore produttivo necessario a realizzare i volumi di produzione effettivi nell’ipotesi di rispetto dello standard fisico, mentre il termine (Veff x Qeff) rappresenta il consumo rilevato a consuntivo del fattore produttivo. La differenza tra i due termini esprime il differente consumo di fattore produttivo indotto da una maggiore o minore efficienza di impiego; tale variazione dei consumi viene valorizzata a prezzo standard. In linea generale, un’impresa è efficiente se riesce ad impiegare uguali o minori quantità di fattore produttivi rispetto a quanto programmato a budget, mantenendo o migliorando lo standard fisico. Tuttavia, sarebbe riduttivo limitare la valutazione delle performance di un centro di responsabilità solamente rispetto a questo criterio. Spesso, con l’obiettivo di ottenere una migliore qualità del prodotto, si decide di impiegare una maggiore quantità di fattori produttivi. L’aumento dei costi per una migliore qualità può comportare una più elevata soddisfazione dei clienti e una riduzione dei costi per il servizio degli stessi. In generale, la responsabilità di un impiego efficiente di materie dirette ricade sul direttore di produzione, in quanto egli può governare le leve di utilizzo delle materi stesse. Alcune delle possibili cause alla base di scostamenti di efficienza delle materie dirette possono essere: La qualità delle materie dirette utilizzate; La configurazione più o meno adeguata dei macchinari e delle attrezzature utilizzate; La qualità della manutenzione svolta; L’esperienza e l’efficienza della manodopera impiegata; L’impiego di metodi per il controllo della qualità; La capacità di programmare l’attività produttiva. Lo scostamento di efficienza della manodopera diretta, la cui responsabilità dovrebbe ricadere sui supervisori e sulla manodopera stessa, risulta di estrema importanza per la riduzione dei costi di produzione soprattutto nei contesti aziendali ad alta intensità di lavoro diretto. Possibili cause di scostamenti di efficienza nella manodopera diretta sono ascrivibili a:
L’abilità e le competenze della manodopera disponibile; La programmazione dei tempi standard di manodopera; La qualità della manutenzione svolta sui macchinari; Il sistema logistico. 4.3. L’analisi dello scostamento di prezzo-costo dei costi diretti variabili. Lo scostamento di prezzo-costo di un fattore produttivo diretto (materie dirette, manodopera diretta, ecc) misura la differenza tra il costo effettivamente sostenuto per la quantità impiegata di un fattore produttivo e il costo programmato a budget riferito alla medesima quantità. A livello operativo, lo scostamento di prezzo-costo si ottiene come: scostamento di prezzo-costo = (Veff x Qeff x Pbdg) – (Veff x Qeff x Peff) = (Pbdg – Peff) x(Veff x Qeff). Tale scostamento si riferisce alle quantità di fattore produttivo effettivamente utilizzate, contrapponendo il relativo costo di acquisto in ipotesi di rispetto del prezzo-costo standard unitario al costo di acquisto effettivamente sostenuto; è così possibile valutare l’impatto della variazione del prezzo sul costo complessivo del fattore produttivo diretto. Generalmente, il responsabile degli acquisti ha autonomia decisionale sulle modalità di approvvigionamento soprattutto per ciò che concerne le materie dirette. Di conseguenza, egli sarà ritenuto responsabile per eventuali scostamenti di prezzo relativi agli acquisti. Esistono altri aspetti che non possono essere trascurati come la qualità delle materie acquistate e la capacità di ottenere consegne puntuali da parte dei fornitori. Di conseguenza, è necessario accertarsi che il responsabile degli acquisti non stia comprando materiali di scarsa qualità ad un prezzo minore: materiali di scarsa qualità sono spesso la causa di problemi ben più gravi in ambito produttivo. Altre possibili spiegazioni in merito a scostamenti di prezzo-costo delle materi dirette possono essere: La variazione nei prezzi di acquisto a fronte di fattori non governabili da parte del responsabile degli acquisti; L’abilità nel programmare i prezzi a budget in relazione all’andamento del mercato dei materiali; Le eventuali variazioni nelle specifiche di prodotto; Le eventuali variazioni nei lotti di produzione; Il dimensionamento dei lotti di approvvigionamento; La qualità dei rapporti con i fornitori. I costi della manodopera rappresentano un tema molto delicato da gestire, in quanto spesso vengono definiti nell’ambito di negoziazioni sindacali o in considerazione del livello dei salati nell’area in cui l’impresa è localizzata. Tra i possibili fattori che possono influenzare variazioni nel costo della manodopera diretta rientrano: Le variazioni contrattuali nelle ore lavorative; Le variazioni nei livelli salariali a livello nazionale e locale a seguito di interventi sindacali; L’incidenza degli straordinari sul totale delle ore lavorate; La percentuale di malattie, assenteismo e maternità; Il ricorso a manodopera più qualificata, con costi maggiori. 4.4. Uno schema di sintesi per l’analisi degli scostamenti dei costi diretti variabili. Le modalità di calcolo degli scostamenti di volume, di efficienza e di prezzo fanno sì che la somma di questi tre scostamenti sia necessariamente pari allo scostamento complessivo del fattore produttivo esaminato. Scostamento di volume = (Vbdg x Qstd x Pbdg) – (Veff x Qstd x Pbdg). Scostamento di efficienza = (Veff x Qstd x Pbdg) – (Veff x Qeff x Pbdg). Scostamento di prezzo-costo = (Veff x Qeff x Pbdg) – (Veff x Qeff x Peff).
Coefficiente standard di budget = totale costi indiretti variabili di budget / totale parametro di riferimento (es. h macchina); cioè: Coeffstd = (Cind var bdg / PA). (PA indica il parametro di riferimento). Il coefficiente standard assume il significato di costo unitario del parametro prescelto. Lo scostamento complessivo dei costi indiretti variabili va calcolato come: Variazione totale di costo indiretto variabile = costi indiretti variabili di budget – costi indiretti variabili effettivi, dove: costi indiretti variabili di budget = volume di produzione progr. a budget (Vbdg) x quantità standard (Qstd) x coefficiente standard (Coeffstd) = Vbdg x Qstd x Coeffstd. La Qstd è riferita al fattore produttivo individuato come parametro di riferimento per la costruzione del coefficiente standard e misura il consumo standard di tale fattore per una unità di prodotto. I costi indiretti variabili effettivi corrispondono all’ammontare rilevato a consuntivo. Anche lo scostamento complessivo dei costi indiretti variabili può essere ulteriormente suddiviso in scostamento di volume, scostamento di efficienza e scostamento di spesa. Infatti, uno scostamento nei coti indiretti variabili può essere spiegato in relazione a: Un differente volume di produzione rispetto ai programmi che ha generato un consumo maggiore o minore del parametro individuato come correlato alla variabilità dei costi in oggetto; Un impiego di differenti quantità di fattore produttivo per produrre i volumi effettivi; in altri termini, si sono registrati livelli di efficienza differenti rispetto allo standard; Una differenza tra il costo unitario effettivo del parametro e il coefficiente standard. Scostamento di volume dei costi indiretti variabili = (volume di produzione di budget x quantità standard unitaria del parametro di riferimento x coefficiente standard) – (volume di produzione effettivo x quantità standard unitaria del parametro di riferimento x coefficiente standard) = variazione volume. Variazione volume = (Vbdg x Qstd PA x coeffeff) – (Veff x Qstd PA x coeffstd) = (Vbdg x Qstd PA – Veff x Qstd PA) x coeffstd. Il calcolo contrappone le ore macchina stimate a budget (Vbdg x Qstd PA) con le ore macchina teoriche calcolate mantenendo invariato la standard fisico ma relative ai volumi effettivi (Veff x Qstd PA), valorizzando tale differenza con il coefficiente standard. La riduzione dei volumi si riflette, a parità di altre condizioni, in una contrazione dei costi indiretti variabili. Lo scostamento di efficienza dei costi indiretti variabili fornisce una misura dell’efficienza con la quale viene impiegato il parametro scelto. A livello operativo, la formula può essere espressa come: scostamento di efficienza dei costi indiretti variabili = (volume di produzione effettivo x quantità standard unitaria del parametro di riferimento x coefficiente standard) – (volume di produzione effettivo x quantità effettiva unitaria del parametro di riferimento x coefficiente standard) = variazione efficienza. Variazione efficienza = (Veff x Qstd PA x coeffstd) – (Veff x Qeff PA x coeffstd) = (Veff x Qstd PA – Veff x Qeff PA) x coeffstd. Lo scostamento di spesa dei costi indiretti variabili valuta l’impatto di errori nella stima nel costo indiretto variabile riferito ad una unità di prodotto (ora macchina). A tal fine, è necessario calcolare i costi indiretti variabili effettivi per ora macchina. La formula di calcolo dello scostamento può essere sintetizzata come: scostamento di spesa dei costi indiretti variabili = (volume di produzione effettivo x quantità effettiva unitaria del parametro di riferimento x coefficiente standard) – (volume di produzione effettivo x quantità effettiva unitaria del parametro di riferimento x costi indiretti variabili effettivi per ora macchina) = variazione spesa. Variazione spesa = (Veff x Qeff PA x coeffstd) – (Veff x Qeff PA x Cind. var. unit. eff) = (coeffstd – Cind. var. unit eff) x (Veff x Qeff PA). La differenza tra il costo per ora macchina previsto a budget ed il costo effettivamente sostenuto per ogni ora macchina è alla base di questo scostamento. Tale valore, moltiplicato per le ore macchina effettive quantifica l’impatto di un errore di stima nel costo orario.
6.2. L’analisi degli scostamenti dei costi fissi. I costi fissi sono costi che, oltre a non presentare una relazione diretta con la singola unità di output realizzata, all’interno di una definita area di rilevanza non variano al variare del livello di attività. L’aumento dei volumi di attività ha effetto sulla cosiddetta “copertura” dei costi fissi. Ogni unità in più, prodotta o venduta, contribuisce a generare un margine di contribuzione per compensare tali costi. Il governo dei costi fissi, nel breve periodo, deve pertanto tendere ad assicurare un adeguato sfruttamento della struttura produttiva, garantendo l’assorbimento di tali costi da parte di un adeguato livello di attività. E’ evidente come l’analisi degli scostamenti di tale categoria di voci abbia scarso significato in termini di responsabilizzazione, mentre possa essere utile per monitorare le relazioni tra dimensione strutturale e dimensione operativa dell’impresa. Il calcolo degli scostamenti dei costi fissi richiede tre operazioni preliminari:
far seguire alla fase di analisi un momento di riflessione e di sintesi, interpretando e collegando in modo sistematico le singole variazioni per giungere ad una visione globale dell’andamento della gestione. In assenza di questo momento “speculativo” l’analisi degli scostamenti rischia di rimanere uno strumento puramente tecnico. Solo se lo strumento viene effettivamente utilizzato dal management per stimolare una riflessione sulle azioni da compiere e se tali azioni vengono effettivamente poste in essere lo strumento può contribuire a “chiudere” efficacemente il circolo del processo di programmazione e controllo.