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Analisi degli Scostamenti dei Costi: Un Approfondimento Pratico, Slide di Programmazione e controllo

Programmazione e controllo. Slide e casi studio per poter superare egregia,emte l'esame

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 17/01/2019

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francesco-monforte-3 🇮🇹

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Lezione:
L’analisi degli scostamenti dei costi
non di produzione
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Lezione:

L’analisi degli scostamenti dei costi

non di produzione

INDICE DELLA LEZIONE

  1. I diversi tipi di varianza
  2. Le varianze commerciali

a) La varianza dei costi commerciali di periodo b) La varianza del margine lordo

  1. La varianza dei costi generali e amministrativi
  2. Le varianze dei costi di produzione
  3. Varianze: limiti dell’analisi

Varianza del margine lordo

Varianza dei costi commerciali di periodo

Varianza

commerciale

Varianza di

volume delle

vendite

Varianza del

margine

lordo unitario

Varianza

del

mix

Varianza di

volume

del settore

Varianza di

quota

di mercato

Scostamento del margine lordo determinato dalla differenza tra mix ipotizzato ed effettivo. 4

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

Quando un’impresa vende diversi prodotti con margini lordi unitari diversi, il mix di vendita influenza il margine lordo complessivo. Varianza di mix = scostamento del ML determinato dalla differenza tra il mix ipotizzato nel budget e quello effettivo.

Varianza di mix delle vendite

5

B) La varianza del mix delle vendite

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

(Incidenza % programmata–Incidenza % effettiva) * Volume effettivo

Margine unitario programmato

(Margine medio programmato in corrispondenza al mix effettivo - Margine medio programmato in corrispondenza al mix programmato)

Volume effettivo

Varianza di mix relativa al prodotto i-esimo

Varianza di mix (formula semplificata) non rileva il contributo di ciascun prodotto.

Volume programmato × mix programmato × margine programmato

Volume effettivo × mix programmato × margine programmato

Volume effettivo × mix effettivo × margine programmato

Volume effettivo × mix effettivo × margine effettivo

Prodotto A

Prodotto B

1.100 900 900 900 40% 40% 40% 40% 10 10 10 11 4.000 400 S 3.600 0 F 3.600 360 F 3. 1.000 900 900 900 30% 30% 40% 40% 11 11 11 11, 3.300 (^) 330 S 2.970 (^) 990 F 3.960 (^) 270 F 4.

Prodotto C

1.000 900 900 900 30% 30% 20% 20% 9 9 9 9, 2.700 270 S 2.430 810 S 1.620 90 F 1.

10.000 1.000 S 9.000 180 F 9.180 720 F 9. Varianza di volume (1.000 S)

Varianza di mix delle vendite (180 F)

Varianza di margine unitario (720 F) Varianza totale = 100 S 7

2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

Applicazione «tipica» del concetto di mix: Aiuta a comprendere in che misura lo scostamento complessivo è stato determinato da cambiamenti nel mix delle vendite.

Applicazione «generale» del concetto di mix: È possibile sviluppare una varianza di mix ogni volta che un costo/ricavo è riconducibile a componenti diverse aventi prezzi/costi unitari diversi. Quando si calcola una varianza di margine unitario utilizzando un prezzo medio, non è possibile sapere se la varianza derivi da (i) un’effettiva differenza dei singoli prezzi o (ii) una variazione dell’incidenza relativa dei singoli elementi (=variazione del mix). In generale, dove esistono molteplici input (diversi tipi di materiali, diversi tipi di MOD specializzata) o molteplici output (diversi prodotti), la varianza di prezzo calcolata con prezzi e margini medi può essere scomposta in:

  • Varianza di prezzo vera e propria; e
  • Varianza di mix

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2. Le varianze commerciali

b) La varianza del margine lordo

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3. La varianza dei costi generali e amministrativi

  • Teoricamente, anche questa varianza può essere scomposta in una varianza di volume e in una di spesa (come per i costi di produzione), ma di solito non accade.
  • Per ogni costo si calcola semplicemente la differenza tra costi effettivi e costi programmati.
  • Per la maggior parte di questi costi si prevede che gli importi programmati possano essere rispettati indipendentemente dalle variazioni di volume di vendita  non ha senso isolare una varianza di volume.

Si tratta di costi per lo più discrezionali, sicché l’importo corretto è una questione di giudizio. Non esiste alcun modo automatico per valutare se maggiori o minori costi siano giustificati.

Costi di periodo generali e amministrativi (^) Budget Effettivo Stipendi 34.000 33.000 (1.000) S Consulenze di direzione 8.000 8.500 500 F Viaggi e trasferte 2.500 3.000 500 F Sistema informativo 19.000 21.000 2.000 F Cancelleria e telefonia 3.500 3.200 (300) S Auto aziendali 4.000 3.800 (200) S Altri costi di periodo 1.000 1.000 0 F Totali 72.000 73.500 1.500 F

Varianze

Valori in €

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3. La varianza dei costi generali e amministrativi

Varianze dei costi di produzione

Varianza dei materiali diretti

Varianza della manodopera diretta

Varianza dei costi generali di produzione

Varianza costo orario della mod

Varianza d’efficienza della mod

Varianza di prezzo dei m.d

Varianza d’impiego dei m.d

Varianze delle singole voci

Varianza di volume overheads

Varianza di spesa overheads

4. Le varianze dei costi di produzione

  • Obiettivo dell’analisi delle varianze: spiegare D utile netto effettivo (funzione del volume effettivo delle vendite) /utile netto programmato (funzione del volume di vendite di budget)  La varianza del margine lordo si basa sulla differenza tra volume effettivo di vendita e volume programmato di vendita.
  • Le varianze di produzione, invece, NON dipendono dalle differenze del volume di vendita, ma dal volume di produzione.

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4. Le varianze dei costi di produzione

Differenza tra volume programmato e volume effettivo di produzione

varianza di produzione SI: costi generali di produzione NO: costi di MP o di MOD

Differenza tra volume programmato e volume effettivo di vendita

varianza del margine lordo

Perché si tratta di costi che non influiscono sul risultato netto fino alla vendita dei prodotti.

Budget Effettivo Volume di vendita (unità) 450 450 Volume di produzione (unità) 500 600

Prezzo unitario di vendita 30 30 Costo unitario materiali diretti 10 10 Costo unitario manodopera diretta 6 6 Costo totale materiali diretti 5.000 6. Costo totale manodopera diretta 3.000 3.

Ricavi 13.500 13. Costi di produzione: Materiali diretti 5.000 6. Manodopera diretta 3.000 3.

Rim. Iniz. - rim. fin. di budget () - Rim. Iniz. - rim. fin. effettive (*) -2. Costo del venduto 7.200 7. Margine lordo 6.300 6.

() Variazione rimanenze x costo unitario di produzione = 50x(10+6)= (*) Variazione rimanenze x costo unitario di produzione=150x(10+6)=2.

Non esiste una varianza dei costi dei materiali diretti e della manodopera diretta dovuta da volumi di produzione effettivi diversi dai programmati.

E’ importante sapere per quale ragione si sono prodotte 100 unità più di quelle originariamente programmate, ma questa differenza non ha comunque alcun effetto sull’utile in termini di materiali diretti e manodopera diretta.

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4. Le varianze dei costi di produzione

D Costi di produzione programmati/effettivi = 8.000 – 9.600 riflette solo il fatto che sono state prodotte 100 unità in più

1. La varianza del margine lordo deriva da una differenza fra il

volume delle vendite programmato e quello effettivo.

2. La differenza fra il volume di produzione effettivo e quello

standard determina una sola varianza: la varianza di volume

dei costi generali di produzione.

3. Non esiste una varianza di volume per i costi dei materiali

diretti e della manodopera diretta.

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4. Le varianze dei costi di produzione

  1. I report mostrano solo ciò che è avvenuto, ma non dicono nulla sugli effetti futuri delle decisioni. Ad esempio, se si è ridotto l’impegno in costi di formazione si produce, nel breve, una varianza positiva, ma l’effetto complessivo nel lungo periodo (non evidenziato) potrebbe essere negativo.
  2. E’ importante distinguere le varianze controllabili dai singoli manager da quelle non controllabili. Anche se entrambi i tipi di varianze (controllabili e no) sono utili per spiegare i risultati economici dell’unità organizzativa in quanto entità economica, quando si valutano i risultati dei singoli manager l’attenzione dovrebbe essere posta solo sulle varianze da essi direttamente controllabili.
  3. Le varianze riflettono spesso la fallibilità dei manager nel formulare il quadro prospettico piuttosto che una loro debolezza gestionale.
  4. I bravi manager non assumono necessariamente che la migliore performance sia quella di budget; i loro comportamenti sono infatti spesso orientati al miglioramento continuo.

5. Varianze: limiti dell’analisi