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appunti lezione di programmazione e controllo
Tipologia: Dispense
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Dal punto di vista finanziario (cash flow operativo) questa azienda appariva sana, mentre il cash flow netto aveva un valore negativo. Il bilancio e la contabilità generale non sono sufficienti per scoprire le cause e quindi supportare il management nell’assunzione di decisione per evitare di raggiungere situazione così negative. Cosa fa un sistema di programmazione e controllo? Sono strumenti di guida e supporto che permettono al manager di avere informazioni utili per la gestione
Le informazioni monetarie operative, cioè quelle quotidiane, sono ad esempio la relazione della situazione con gli istituti di credito, quindi i saldi dei miei conti correnti, oppure il saldo della cassa. Le informazioni di bilancio sono tutte quelle informazioni che partono dalla contabilità generale per poi andare a realizzare il bilancio d'esercizio Le informazioni per il management possono essere chiamate anche “informazioni per il controllo della gestione” o anche “informazioni della contabilità analitica” Le informazioni fiscali Tutte queste operazioni di alimentano a vicenda LA CONTABILITA PER IL MANAGEMENT O CONTROLLO DI GESTIONE Innanzitutto è quel processo che fornisce buona parte di tutte le informazioni il management utilizza per prendere una decisione, quindi per cercare di comprendere quelle che saranno le azioni future. Serve per: decidere, rispetto a una situazione che si viene a creare in azienda, qual è ad esempio la scelta o l'atteggiamento migliore oppure per decidere rispetto a diverse alternative che l'azienda può avere rispetto un obiettivo programmare cioè per redigere un documento (nel budget) il quale mi serve proprio per cercare di razionalizzare le attività da svolgere nel futuro, le risorse esse collegate; per poter poi comprendere mentre svolgerò nel futuro quelle azioni se ciò che sto realizzando è coerente con quanto avevo programmato (linea di indirizzo) porre in atto e controllare le attività di un'organizzazione La contabilità per il management non rappresenta la totalità delle informazioni che possono essere rilevanti per un’azienda, esclude per esempio le informazioni di carattere qualitativo. Le informazioni sono generalmente raggruppate per “oggetti di interesse” ritenuti utili (es. Prodotti/servizi, mercati, clienti, ...) Si avvale di dati prodotti da sistemi di contabilità dei costi ed è a sua volta una fonte di dati e informazioni Vi sono diversi livelli di informazioni che non rispondono a livelli gerarchici, a seconda del tipo di attività che svolgono posso utilizzare il tipo di informazione più utile al fine della necessita di assumere una decisione L'utilizzo delle informazioni mi permette di realizzare un apprendimento, cioè un processo di adattamento dei tre sistemi
Queste informazioni vanno ad unire al sistema informativo interno tutti i dati e le informazioni che derivano dall'ambiente esterno. DIFFERENZE TRA CONTABILITA’ GENERALE/BILANCIO E CONTABILITA’ PER IL MANAGEMENT In azienda si rende necessario distinguere il ruolo del responsabile amministrativo che utilizza e lavora prevalentemente con la contabilità generale, con il controller che è di solito la figura che ricopre il ruolo della gestione della contabilità per il management. (2) lo scopo della contabilità generale è quello di garantire trasparenza anche nei confronti di terzi, nella contabilità per il management la contabilità è solo uno strumento per raggiungere uno scopo (es. migliorare il rapporto con i clienti) (4) le finalità della contabilità per il management sono: misurare, controllare, scegliere fra alternative
Il reporting formale è strutturato per centro di responsabilità per rendere la struttura delle informazioni coerente con quella delle responsabilità
I costi differenziali sono calcolati nei processi di scelta fra alternative mutuamente escludentesi − Le definizioni di costo sono numerose, circostanza che può creare inizialmente confusione
momento più opportuno
− Le persone (non i numeri) agiscono
Tutto inizia dalla classificazione delle informazioni I COSTI VARIABILI Come variano i costi variabili al variare dei volumi di attività? Con i diagrammi “costo volume” si rappresenta il comportamento dei costi Costo variabile unitario= costo che sostengo solo perché ho realizzato un prodotto, all’incrementare dei volumi di attività le voci dei costi aumentano proporzionalmente (ai volumi o ad altre attività) Costo totale= costo variabile unitario x X LE DETERMINANTI DEI COSTI VARIABILI E LE UNITA’ DI MISURA Quale attività fa muovere il costo? COSTO DETERMINANTE Costo del venduto Unità vendute Costi di spedizione Unità spedite (colli,…) Provvigioni Ricavi Materiali diretti (materie prime, …) Unità prodotte Assistenza reparto ospedaliero Letti occupati e patologie Manodopera Ore lavorate Forza motrice impianto Ore di funzionamento Carburante aeromobile Miglia percorse, ore di volo Lavoro di manutenzione Ore di servizio prestate Spese di trasferta Durata, distanze percorse
Esempio: decido di incrementare i controlli di qualità (dal 10% dei miei prodotti passo al controllo del 50% dei prodotti), a parità di prodotti realizzati (output) i costi controllo di incrementano I COSTI FISSI Come variano i costi fissi con i volumi di attività? È un costo che l’azienda deve sostenere a prescindere dai propri volumi di attività
Costi totali = costi fissi totali + costi variabili unitari x X Come si modificano i costi totali rispetto ai volumi di attività? Se non produco devo comunque sostenere dei costi come il canone di locazione o l’assicurazione che devo riuscire a coprire con la mia attività RELAZIONE TRA I COSTI UNITARI E IL VOLUME Il costo unitario è dato dal costo totale/ volume All'aumentare dei volumi di produzione, il costo variabile rimane invariato a livello unitario, cambia la capacità di incidere dei costi fissi A livello matematico aumenta il denominatore - > diminuisce il totale Il costo totale cresce all’aumentare del volume di produzione Il costo totale unitario decresce all’aumentare del volume di produzione perché i costi fissi vengono spalmati su un numero più ampio di prodotti
Scopo : calcolare i costi fisi totali e il costo variabile unitario utilizzando l’equazione: CT = CFT + cvu × X:
Mettendo costi e ricavi in relazione al volume di vendita è possibile rappresentarli in un grafico. Ricavi totali vengono rappresentati in una retta che ha come origine 0 e pendenza pari ai ricavi unitari; RT=Ru(ricavi unitari) x Q Costi totali sono una funzione rappresentabile da una retta che ha origine in corrispondenza dei costi fissi totali (e non
Xp = 25 unità vendute raggiunge il pareggio Con 40 unità vendute raggiunge risultato operativo di 12000 euro IL PROFITTOGRAMMA IL DIAGRAMMA DEL PROFITTO E IL MARGINE DI SICUREZZA Il margine di sicurezza è la distanza tra il punto di pareggio e la quantità effettiva di vendita, l’obiettivo è posizionarsi ad un livello che sia il più lontano possibile dal punto di pareggio MGsicurezza = quantità effettiva di vendita– punto di pareggio /quantità effettiva di vendita Ipotizziamo x effettivo = 50 MGsicurezza = (50-25) / 50 = 50% significa che il mio volume di vendita effettivo (50) può ridursi del 50% prima di arrivare al punto di pareggio DECISIONI TIPICHE DELL’ANALISI: VOLUME – COSTI – PROFITTO
o ridurre il prezzo di vendita?
Margine di contribuzione 3.200= (200-120) x 40 Nel primo caso l’ipotesi di un investimento non sembra essere vantaggiosa ma comunque bisogna valutare altri fattori per prendere questo tipo di decisioni, lo stesso vale per il secondo caso di riduzione del prezzo. IL CONTO ECONOMICO A MARGINE DI CONTRIBUZIONE Ci permette di osservare la struttura dei costi. Nella nostra azienda ad esempio noi sappiamo che i costi variabili incidono per il 45% e i margini di contribuzione per il 55,3% Concetto di margine di contribuzione percentuale: l’azienda, per ogni euro aggiuntivo che andrà a fatturare genererà 0,553 euro di margine di contribuzione e visto che ha coperto già i costi fissi diventerà un aumento del risultato operativo progressivo
Grado di leva operativa = 4.420.000/1.000.000= 4,42 significa che questa azienda se avrà una variazione dell’1 % delle vendite, avrà una variazione del reddito = 1% x 4,42= 4.42% IL GRADO DI LEVA OPERATIVA PER IMPRESE CON DIVERSA STRUTTURA DEI COSTI Il valore della leva operativa cresce (a prescindere dal volume dei ricavi) quanto più l’impresa è capital intensive, cioè quanto più è alta l’incidenza dei costi fissi sui costi totali (bassa quella dei costi variabili) LA STRUTTURA DEI COSTI
cliente paga
o l’aumento del reddito coincide quasi con l’aumento del ricavo
L’impresa A ha un punto di pareggio molto più alto perché ha maggiori costi fissi in proporzione e quindi questo gli alza il punto di pareggio, rispetto all’impresa B. L'impresa B però ha una più bassa leva operativa, 2,6, rispetto a 6 di A, quindi il la sensibilità del reddito che l'impresa ha è molto più sensibile; questo permette all'impresa A di aumentare più velocemente il suo reddito operativo una volta raggiunto il punto di pareggio perché se l'impresa A ha un margine di contribuzione= 70 significa che per ogni euro di maggiori ricavi questo genera 0,70 euro di margine di contribuzione in termini di risultato operativo. Hanno lo stesso risultato operativo ma con strutture dei costi significativamente diversi L'impresa A ha investito molto in capacità produttiva, mentre l'impresa B potrebbe aver deciso di esternalizzare molto della sua produzione e quindi avere trasformato in parte costi fissi in costi variabili in termini di servizi o di forniture da parte di terzi. L'impresa A è più rischiosa perché è vero che se aumentano del 10% le vendite, aumenterebbe il reddito operativo del 60%, ma chiaramente il tutto funziona anche al contrario cioè se le vendite si riducessero del 10% l'impresa avrebbe una riduzione del 60% del suo risultato operativo contro invece un 26% di riduzione dell’impresa B. QUAL È LA MIGLIORE STRUTTURA DEI COSTI
Il costo è la valorizzazione monetaria delle risorse utilizzate (da utilizzare) per un qualche scopo − il costo quantifica un impiego di risorse (mi permette di capire l’ammontare delle risorse che ho usato o che dovrò usare per arrivare ad un determinato fine aziendale) − utilizzando un comune denominatore (trasformando le mie risorse in valori monetari riesco a somare tutte le risorse anche di diversa natura) − ha sempre a riferimento uno scopo, un obiettivo, un « oggetto del costo »: una qualunque cosa per la quale sia desiderata una misurazione separata del costo (oggetto di costo: singolo oggetto, lotto, reparto, …) − Il concetto di costo è più significativo quando seguito da un aggettivo POSSIBILI OGGETTI DEL COSTO Esiste un trade-off (un punto rispetto al quale ho un vantaggio e oltre il quale ho uno svantaggio) fra quanto specifico sia l’oggetto del costo e l ’impegno di risorse per la sua rilevazione Al crescere dell’ampiezza dell’oggetto del costo si riducono i costi di rilevazione, si semplifica il sistema, ma si perde informazione sulle differenze di costo fra oggetti diversi ma accomunati dall’ampia definizione (esempio: produzione di jeans; se io utilizzo lo stesso filo per cucire diverse linee e diversi modelli di jeans, riuscire a capire quanto filo è stato utilizzato per un singolo prodotto o per un singolo modello potrebbe non essere facile e quindi richiederebbe un impegno in termini di recupero di informazione troppo oneroso) - > è importante capire quanto mi costa reperire l’informazione Questo vale anche per le imprese di servizio Il costo pieno comprende tutte le risorse usate per un determinato oggetto del costo Il calcolo del costo pieno si complica per la presenza di costi comuni a più oggetti del costo e denominati costi indiretti Il costo pieno è la somma di costi diretti e di una quota «equa» di costi indiretti L’INTERO CICLO DI VITA COME OGGETTO DEL COSTING
IL Life Cycle Costing (linea rossa) rileva tutti i costi sostenuti da un prodotto lungo l’intero corso del suo ciclo di vita. Si va ad analizzare quanto vi costa un prodotto dalla fase di progettazione e industrializzazione fino alla fase di abbandono dal mercato; un prodotto può essere di piccole dimensioni così come siamo solitamente abituati a ragionare ma può essere anche il progetto di realizzazione di una centrale nucleare. Il mio compito è individuare quello che è utile per la mia attività imprenditoriale rispetto alle informazioni che mi serve avere a preventivo per capire quanto mi costa non solamente la progettazione, non solamente produrlo, non solamente venderlo e quindi farlo arrivare al mercato ma tutto questo viene inglobato in un'unica informazione compresi anche i costi di dismissione La maggior parte dei costi che si sosterranno in futuro è impegnata «locked» nelle fasi progettazione e industrializzazione Il Life Cycle Costing è Importante in settori con alti costi di progettazione e sviluppo e alti costi di «uscita» dal business COSTI DIRETTI E COSTI INDIRETTI O GENERALI