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Programmazione e controllo (PEC), Schemi e mappe concettuali di Programmazione e controllo

Schema riassuntivo della teoria principale di programmazione e controllo (pec)

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

In vendita dal 31/01/2020

Anamaria977
Anamaria977 🇮🇹

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CAPITOLO 1. Sistema di controllo direzionale
a) Fasi e funzioni del sistema di controllo direzionale (pec)
Il sistema di programmazione e controllo o sistema di controllo direzionale è un sistema
manageriale finalizzato a supportare la direzione nell’assicurare l’utilizzo efficiente ed efficace delle
risorse ed assicurare inoltre il conseguimento della strategia aziendale.
Le funzioni del sistema sono essenzialmente 6:
1) Attribuzione di obiettivi a tutta la struttura organizzativa;
2) Valorizzazione di specifiche poste di bilancio;
3) Assunzione di decisioni volte alla massimizzazione dell’efficienza e efficacia;
4) Controllo della corrispondenza dei risultati conseguiti con gli obiettivi presunti;
5) Responsabilizzazione e motivazione degli operatori aziendali;
6) Valutazione ed incentivazione delle performance organizzative ed individuali;
Le fasi del processo di controllo del sistema di programmazione e controllo sono principalmente 5:
1) Pianificazione strategica
2) Attribuzione di obiettivi ed allocazione delle risorse ai centri di responsabilità
3) Misurazione dei risultati
4) Analisi degli scostamenti
5) Valutazione e incentivazione
b) Pianificazione strategica
La panificazione strategica è la prima fase del sistema di controllo direzionale. (FASI: pianificazione
strategica, pianificazione operativa, budget, analisi scostamenti)
Scopo della fase di pianificazione strategica concerne la definizione degli obiettivi di lungo periodo
e le strategie per il loro perseguimento al fine di:
– Comprendere l’evoluzione ambientale;
– Fissare gli obiettivi di sviluppo;
– Rendere l’impresa proattiva rispetto all’ambiente esterno e della sua evoluzione
Le informazioni elaborate nella prima fase del sistema di controllo direzionale sono contenute nel
Piano strategico del Business (PSB).
Tra le principali informazione abbiamo la vision, rappresenta gli ideali che orientano le azioni dei
soggetti aziendali .
La mission rappresenta la filosofia di fondo di un’impresa.
c) Controllo strategico Simons:
Per il perseguimento dei fini strategici, il controllo può essere di due tipologie tra loro non
escludenti (Simons, 1995):
– il controllo diagnostico
– il controllo interattivo
Il sistema di controllo diagnostico è un sistema informativo formale utilizzato per monitorare i
risultati organizzativi e rimediare eventuali scostamenti rispetto agli standard prefissati.
Il sistema interattivo favorisce la crescita del business e la ricerca di nuove modalità per il
posizionamento competitivo di prodotti e servizi nei mercati dinamici. Favorisce l’innovazione
strategica tramite la ricerca di nuove opportunità. Instaurano dialogo continuo con i sottoposti ed i
manager. Rappresentano il controllo basato sul feedforward.
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Scarica Programmazione e controllo (PEC) e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

CAPITOLO 1. Sistema di controllo direzionale a) Fasi e funzioni del sistema di controllo direzionale (pec) Il sistema di programmazione e controllo o sistema di controllo direzionale è un sistema manageriale finalizzato a supportare la direzione nell’assicurare l’utilizzo efficiente ed efficace delle risorse ed assicurare inoltre il conseguimento della strategia aziendale. Le funzioni del sistema sono essenzialmente 6:

  1. Attribuzione di obiettivi a tutta la struttura organizzativa;
  2. Valorizzazione di specifiche poste di bilancio;
  3. Assunzione di decisioni volte alla massimizzazione dell’efficienza e efficacia;
  4. Controllo della corrispondenza dei risultati conseguiti con gli obiettivi presunti;
  5. Responsabilizzazione e motivazione degli operatori aziendali;
  6. Valutazione ed incentivazione delle performance organizzative ed individuali; Le fasi del processo di controllo del sistema di programmazione e controllo sono principalmente 5:
  7. Pianificazione strategica
  8. Attribuzione di obiettivi ed allocazione delle risorse ai centri di responsabilità
  9. Misurazione dei risultati
  10. Analisi degli scostamenti
  11. Valutazione e incentivazione b) Pianificazione strategica La panificazione strategica è la prima fase del sistema di controllo direzionale. ( FASI : pianificazione strategica, pianificazione operativa, budget, analisi scostamenti) Scopo della fase di pianificazione strategica concerne la definizione degli obiettivi di lungo periodo e le strategie per il loro perseguimento al fine di:
  • Comprendere l’evoluzione ambientale;
  • Fissare gli obiettivi di sviluppo;
  • Rendere l’impresa proattiva rispetto all’ambiente esterno e della sua evoluzione Le informazioni elaborate nella prima fase del sistema di controllo direzionale sono contenute nel Piano strategico del Business (PSB ). Tra le principali informazione abbiamo la vision , rappresenta gli ideali che orientano le azioni dei soggetti aziendali. La mission rappresenta la filosofia di fondo di un’impresa. c) Controllo strategico Simons: Per il perseguimento dei fini strategici, il controllo può essere di due tipologie tra loro non escludenti (Simons, 1995):
  • il controllo diagnostico
  • il controllo interattivo Il sistema di controllo diagnostico è un sistema informativo formale utilizzato per monitorare i risultati organizzativi e rimediare eventuali scostamenti rispetto agli standard prefissati. Il sistema interattivo favorisce la crescita del business e la ricerca di nuove modalità per il posizionamento competitivo di prodotti e servizi nei mercati dinamici. Favorisce l’innovazione strategica tramite la ricerca di nuove opportunità. Instaurano dialogo continuo con i sottoposti ed i manager. Rappresentano il controllo basato sul feedforward.

CAPITOLO 2. Classificazione dei costi a) Costi fissi : Sono costi che non variano al variare del livello di attività dell’azienda; Costi variabili : Variano al variare del livello di attività aziendali. b) Costi diretti : Sono direttamente attribuiti all’oggetto di costo; Costi indiretti : Costi allocati attraverso i criteri di allocazione all’oggetto di costo. Funzioni di uso :

  • determinazione del costo pieno di prodotto;
  • effettuare l’analisi marginale della redditività;
  • determinare il prezzo normale del prodotto. c) Costo standard : Rappresenta il livello parametrico di efficienza desiderato al quale deve tendere la produzione. In base alle finalità esso può essere distinto in:
  • standard ideale : definito in relazione ad un livello ottimale di efficienza tecnico-produttiva dell’azienda e dei suoi rapporti esterni.
  • standard pratico : definito in relazione ai costi effettivamente sostenuti dall’azienda, dati i livelli di output che l’azienda intende raggiungere. Funzioni di uso :
  • ricerca dell’efficienza e della performance delle unità organizzative;
  • formulare i budget aziendali;
  • analisi degli scostamenti;
  • valorizzazione del sistema di contabilità dei costi per i semilavorati e prodotti in corso di lavorazione. INCLUDONO FUNZIONI DI USO 1- COSTI VARIABILI
  • Costi variabili  Analisi CVR  Analisi redditività  Analisi differenziale 2- COSTO PRIMO DI PRODUZIONE
  • Costi variabili
  • Costi fissi diretti di produzione  Valutazione rendimenti ed efficienza dei FP  Comparare i costi nel tempo 3- COSTO PIENO DI PRODUZIONE
  • Costo primo
  • Costi indiretti generali di produzione  Valore magazzino semilavorati e prodotti finiti  Valutazione redditività e convenienza economia 4- COSTO PIENO AZIENDALE
  • Costo pieno di produzione
  • Costi amministrativi e commerciali  Determinazione prezzo di vendita normale  Convenienza dei prezzi fissati dal mercato  Convenienza economica comparata di certe produzioni 5- COSTO ECONOMICO- TECNICO
  • Costo pieno aziendali
  • Costi figurativi  Determinazione prezzo di vendita normale  Convenienza dei prezzi fissati dal mercato  Convenienza economica comparata di certe produzioni

CAPITOLO 4. SISTEMI DI DETERMINAZIONE DEI COSTI

a) Full costing and Direct costing Entrambi i sistemi hanno come obiettivo la determinazione del costo pieno della produzione. Full Direct Costi diretti (fissi, variabili) + Costi indiretti (fissi, variabili) - Rimanenze iniziali - Rimanenze finali = MI LORDO - Costi amministrativi = UTILE LORDO Costi variabili (diretti e indiretti) - Rimanenze iniziali + Rimanenze finali = Mdc 1 livello - Costi fissi (diretti e indiretti) = Mdc evoluto – costi commerciali = UTILE LORDO b) Determinazione dei costi per commessa: Si rileva il costo di ciascun ordine, lotto, prodotto nel corso della sua realizzazione indipendentemente dai periodi di tempo interessati. La gestione di una commessa implica per l’azienda l’attivazione di un processo decisionale e di controllo caratterizzato da tre fasi : 1- PREVENTIVAZIONE, nella quale viene definito l’ammontare delle risorse utili 2- MONITORAGGIO, lavorazione nel rispetto dei tempi prefissati 3- CONTROLLO A CONSUNTIVO, scostamenti fra preventivi e consuntivi c) Sovvenzionamento incrociato Nei centri di costo  i criteri di riparto utilizzati, basati sui volumi di produzione, tendono a generare il rischio di sovvenzionamento incrociato tra produzioni. In tali situazioni, i prodotti più semplici da realizzare e con volumi elevati sovra-assorbono i costi indiretti di produzione e generale, a beneficio dei prodotti più complessi da realizzare e con volumi inferiori che tendono a vedersi allocare quote inferiori di costi indiretti e generali. d) Il metodo dell’ABC Il metodo dell’activity based costing ha origine negli anni 80 quando si ebbe l’esigenza di fornire ai manager strumenti in grado di evidenziare le determinanti dei costi aziendali. Attraverso questo metodo vi è la possibilità di calcolare un costo più oggettivo rispetto ai metodi tradizionali di determinazione dei costi; questo avviene attraverso gli activity driver i quali evidenziano la quota di costo assorbita da ciascun prodotto. Gli step del sistema sono essenzialmente caratterizzati da 4 punti:

  1. preparazione inventario delle attività;
  2. determinazione dei costi delle attività;
  3. activity driver assorbiti da ciascun prodotto per ciascuna attività;
  4. selezione finale degli activity cost pool

CAPITOLO 5: PRICING

a) Tre tipologie di differenziazione di prezzo (Pigou, 1929):

  • Differenziazione di primo grado. In questo caso, il produttore conosce le caratteristiche e la disponibilità a pagare di ogni singolo cliente, “un cliente, un prezzo”, in una logica di customer driven pricing.
  • Differenziazione di secondo grado. In questo caso, il produttore lavora intorno ad una gamma di prezzo e o prodotto cercando di individuare i driver di acquisto che accumunano gruppi più o meno ampi di clienti. (es. pacchetti di abbonamento telefonici offerti dalle compagnie di telefonia con combinazione di servizi modulari e con correlato prezzo mensile).
  • Differenziazione di terzo grado. In questo caso, la differenziazione e segmentazione della clientela viene effettuata direttamente dall’azienda produttrice in relazione a caratteristiche specifiche ed oggettive che il cliente deve rispettare. (es. ai pacchetti viaggio di nozze, oppure ai prezzi applicati ai bambini all’interno dei parchi giochi). CAPITOLO 6: BUDGET a) Definizione di budget e funzioni; Il budget rappresenta un sistema coordinato di piani d’azione e di obiettivi espressi in termini monetari attraverso cui un’azienda cerca di allocare efficientemente le risorse scarse, motivando e responsabilizzando la struttura organizzativa verso il conseguimento delle strategie aziendali. Funzioni d’uso: - PRVCCA -
  1. Strumento di programmazione;
  2. Strumento di responsabilizzazione/motivazione;
  3. Strumento di valutazione/incentivazione;
  4. Strumento di coordinamento;
  5. Strumento di comunicazione/informazione;
  6. Strumento di apprendimento/formazione. CAPITOLO 7: IL REPORT a) Insieme strutturato di report (cioè di rendiconti periodici di controllo) messi a disposizione del management, ai vari livelli organizzativi, per informare sull’andamento della gestione, corrente o strategica e per agevolare il coordinamento e controllo dell’attività aziendale. Reporting valutativo , cioè con la finalità di valutare le performance dei responsabili aziendali e/o dei manager, rispecchiandone le responsabilità; Reporting informativo , cioè con la finalità di informare i responsabili aziendali e/o i manager sull’andamento della gestione e sul suo allineamento rispetto agli obiettivi operativi e strategici, ai fini delle decisioni e dell'azione. A seconda della FINALITÀ INFORMATIVA , si distinguono report: - informativi , per comunicare ai manager/ responsabili quello che sta accadendo; - economici , riguardano la prestazione economica del centro di responsabilità e servono per decisioni;di allocazione delle risorse, - di controllo , riguardano la prestazione del manager/ responsabile.

CAPITOLO 10: SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI

a) L’evoluzione di sistemi informatici viene tradizionalmente distinta in tre macro periodi in relazione al diverso ruolo ricoperto dalle tecnologie informatizzate nelle aziende quali:

  • La fase degli EDP (Electronic Data Processing)  sistemi di elaborazione dati;
  • La fase dei MIS (Management Information Systems) – sistemi di reporting direzionale;
  • La fase dei DSS (Decison Support Systems) – sistemi di supporto alle decisioni non strutturate