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Riassunto educazione fisica sul pronto soccorso.
Tipologia: Appunti
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Per primo soccorso si intende l’aiuto che il soccorritore presta al ferito in attesa dell’arrivo del medico. Il comportamento in presenza di malore o incidente e gli obblighi nei confronti di un ferito sono regolati dalla legge: qualsiasi persona coinvolta in un incidente è tenuta a fermarsi per accertarsi delle conseguenze dell’accaduto. In caso contrario si commette il reato di omissione di soccorso. La legge, tuttavia, non obbliga a intervenire direttamente, ma solo ad avvertire il servizio per le emergenze sanitarie. Se si ritiene necessario intervenire in prima persona, dunque, lo si fa a proprio rischio e pericolo, assumendosene la propria responsabilità. -La prima cosa da fare è rendere l’ambiente sicuro: bisogna allontanare la folla dal ferito accertandosi che sia cessata la situazione di pericolo sia per l’infortunato che per i presenti. -La seconda operazione consiste nel valutare lo stato di coscienza del soggetto infortunato. -La terza operazione consiste nel chiamare il 118. Se l’infortunato risponde (è cosciente) e l’ambiente è sicuro: -indagare sulla sua capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo, sulla regolarità della respirazione e sulla situazione locale; cercando di capire che cosa è successo e chiamare il 118; -Non muovere nè spostare l’infortunato, non dargli da bere o da mangiare, non soffermarsi sulla singola lesione, ma osservarne le condizioni generali per prestarne i primi soccorsi;
La modalità dell’intervento viene valutata in base alla gravità dell’infortunio in due categorie: -urgenze= sono i traumi e le situazioni meno gravi; -emergenze= sono situazioni a rischio di vita che necessitano di un intervento rapido e immediato, quelle situazioni in cui è compromessa la capacità respiratoria e/o circolatoria. POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA Si procede in questo modo: mettersi in ginocchio di fianco all’infortunato. Slacciare ciò che stringe (bottoni, cravatte, cinture), spingere delicatamente il capo all’indietro e sollevare il mento ponendo una mano sulla fronte e una sotto la punta del mento. Aprire le bocca e, se si sospetta un’ostruzione, liberarla da eventuali corpi estranei. Stendere il braccio dell’infortunato perpendicolarmente al corpo verso il soccorritore, o anche in alto sopra la testa. Flettere la gamba opposta e, afferrando l’anca e la spalla, ruotare il corpo del soggetto verso il braccio steso, portando l’infortunato sul fianco. Iperestendere nuovamente il capo, ponendo una mano sopra la fronte e una sotto la nuca, posare il ginocchio della gamba destra a terra e sistemare il braccio destro piegato al gomito con la mano che tocca terra, per sostenere la parte superiore del corpo. PREVENZIONE ATTIVA E PASSIVA La prevenzione deve essere un elemento fondamentale dell’azione. Movimenti fisici impegnativi dovrebbero essere preceduti da un’adeguata preparazione psicofisica, in modo da attivare in maniera ottimale il sistema cardiovascolare, respiratorio e nervoso e favorire la massima elasticità muscolare. È utile anche una progettazione del movimento da eseguire al fine di valutare la dinamica dell’azione (forza, intensità e velocità da imprimere al movimento) e il corretto utilizzo degli spazi a disposizione (prevenzione attiva). Occorre però intervenire non solo direttamente in momenti specifici dell’attività ma sullo stato generale di buona salute e di benessere con un’educazione che punti verso corrette abitudini di vita (prevenzione passiva): alimentazione, riposo fondamentale per un recupero ottimale, uso di indumenti e attrezzature adeguate o di calzature idonee per proteggere il piede da traumi o microtraumi. In una reale azione preventiva si deve controllare sempre l’efficienza delle attrezzature e degli oggetti impiegati e la disponibilità di materiale di pronto soccorso (borsa del ghiaccio e garze sterili). In palestra i traumi più frequenti sono dovuti a cadute, scontri con compagni, atterraggi mal eseguiti, pallonate, infortuni muscolari. Si tratta di contusioni, distorsioni e lesioni muscolo-tendinee o articolari, più difficilmente di vere ferite o fratture. CONTUSIONI Sono lesioni traumatiche provocate da un urto diretto, si verificano frequentemente con il muscolo in contrazione e interessano solo la sottocute senza lesione del tessuto superficiale. SI riscontra un versamento (presenza inusuale di sangue o siero in cavità naturali, organi, strutture o tessuti) di sangue sotto la pelle (ecchimosi) che si risolve spontaneamente in pochi giorni. Quando il danno è più grave può arrivare a coinvolgere i tessuti muscolari, nervosi e vascolari più profondi. La zona contusa è dolorante e gonfia, il versamento di sangue può anche raccogliersi tra le fibre muscolari lacerate, formando una sacca piena di sangue-> ematoma infra-muscolare. In questo caso l’assorbimento è più lento (6-10 giorni), se poi il sangue si raccoglie in una cavità articolare (come gomito o ginocchio) si parla di emartro, l’articolazione interessata
(ice) induce vasocostrizione, limita il versamento e il gonfiore e riduce la percezione del dolore, va applicato per 3 minuti tolto per un minuto e la sequenza ripetuta per 5 volte ogni 2 ore. C compressione (compression) che si attua lasciando lesa insieme all’E elevazione (elevation) il mantenere in scarico e sollevata la parte per drenare il versamento e limitare l’edema e consente un recupero più rapido. TENDINOPATIE Sono infiammazioni delle strutture tendinee spesso dovute a eccessiva sollecitazione, microtraumi ripetuti nel tempo o cattivo allenamento. -tendinite è l’infiammazione di origine traumatica di un tendine o di una sua parte, che si riscontra nelle pratiche sportive o in attività lavorative. È caratterizzata da dolore e da incapacità funzionale, con arrossamento e gonfiore locale -tendinite è l’infiammazione cronica del tendine e della guaina tendinea, l’evoluzione della tendinite nella tendinosi è un evento temibile per un atleta perché comporta un indebolimento del tendine COME SI INTERVIENE? In caso di infiammazione il soggetto accusa dolore durante il movimento, si consiglia riposo e impacchi di ghiaccio in attesa del medico (tecnica RICE). DISTORSIONE È la temporanea fuoriuscita di un capo articolare della propria sede naturale, seguita da un immediato ritorno spontaneo. È causata da una forte sollecitazione dell’articolazione su piani diversi da quello del normale movimento. Lo spostamento dei capi articolari causa la distensione e spesso la rottura dei tessuti circostanti (legamenti e capsule articolari). COME SI INTERVIENE? Si applica una medicazione compressiva per mezzo di garze sterili sovrapposte, se la compressione locale è inefficace si procede con una compressione manuale, se questa è impossibile da realizzare è opportuno comprimere a distanza l’arteria principale che irrora la parte. EMORRAGIA NASALE È la perdita di sangue dal naso che si produce a seguito di un colpo (per una pallonata un trauma) o anche per un forte starnuto un intenso sforzo muscolare. L' emorragia nasale o epistassi può essere di una certa entità e causare una forte perdita di sangue. COME SI INTERVIENE? Farsi dare l'infortunato con la testa leggermente inclinata in avanti per evitare che ingerisca il sangue, quelle dita a mantenere strette le narici per circa 10 minuti ed eventualmente applicare del ghiaccio e spugnature di acqua fredda sulla fronte per creare vasocostrizione. In caso gli urto violento la presenza di liquido limpido insieme al sangue indici di possibile frattura cranica, in questo caso non tappare le narici né cercare di arrestare il flusso. CRAMPO MUSCOLARE E una contrazione muscolare involontaria, acuta improvvisa causata solitamente da eccessivo affaticamento fisico in situazioni di sudorazione abbondante, dal freddo da posizioni forzate inusuali mantenute a lungo. Il muscolo appare duro e dolorante contemporaneo impotenza funzionale, può risolversi in modo spontaneo
con un allungamento statico che induca il muscolo a rilasciarsi. In Questo caso può essere d'aiuto l'intervento di un'altra persona per mantenere in allungamento la muscolatura coinvolta. COME SI INTERVIENE? Si può intervenire con una pressione costante eseguita localmente con un massaggio con l'applicazione di una borsa d'acqua calda poiché favorisce il rilassamento allungando passivamente il muscolo. CONTRATTURA E STIRAMENTO MUSCOLARE Sono i due primi gradi di lesione muscolare dovuta a una tensione eccessiva che supera la capacità di estensione del muscolo. nel primo caso il dolore insorge dopo qualche ora ed è mal localizzato, mentre nel secondo caso il dolore è acuto, improvviso sebbene localizzato ma non causa immediata impotenza funzionale per cui permette di proseguire l'attività (anche se è da evitare) con un modesto fastidio. COME INTERVENIRE? Applicare il ghiaccio, la guarigione spontanea il muscolo recupera la sua piena funzionalità con 5 6 giorni di riposo. STRAPPO MUSCOLARE Lo strappo o distrazione muscolare e la lacerazione delle fibre del muscolo o di parte di esse causate da un eccessivo stiramento. la sua gravità dipende dal numero di fibre coinvolte (primo, secondo e terzo grado), è una lesione frequente negli sport che richiedono sollecitazioni muscolari esasperate e può interessare uno o più muscoli. L'improvviso dolore è acutissimo e si accentua al minimo movimento dei vasi sanguigni determinando così forme semplici caratterizzate da gonfiore, edema e possibilità di emartro e forme più gravi che oltre a tumefazione e edema possono rivelare segni di instabilità articolare. Il dolore è spontaneo e si aggrava con il movimento. COME SI INTERVIENE? Adottare la tecnica RICE, interrompere l'attività, applicare ghiaccio acqua fredda per ridurre il dolore e il gonfiore, sollevare la parte dolorante fasciare per limitare le tema. L'eventuale mobilizzazione dell'articolazione spetterà al medico che stabilirà quale mezzo impiegare (fasciatura, doccia gessata ecc…). LUSSAZIONE E lo spostamento permanente dei capi articolari fuori da propria sede fisiologica, quando i rapporti articolari non sono totalmente persi rimangono dei punti di contatto, si parla di sublussazione. Generalmente dovuta a un colpo molto violento e comporta grave lacerazione della capsula articolare e dei legamenti. i sintomi immediati sono il fortissimo dolore che si aggrava con il movimento, l'incapacità funzionale e l'edema. l'articolazione, inoltre, presenta deformità per lo spostamento dei capi articolari e per il gonfiore secondario all' edema. COME SI INTERVIENE? Adottare la tecnica RICE, mettere l'articolazione colpita in riposo con la muscolatura rilassata. in attesa del medico è possibile solo calmare il dolore e contenere la tumefazione con una borsa di ghiaccio. è importante un intervento medico immediato, il soccorritore deve evitare di prendere altri provvedimenti per non rischiare di complicare la situazione: un'azione impropria può provocare fratture e compressioni nervose vascolari.