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Questo è un riassunto, sintetico e ben fatto, della dispensa del prof E. Barbieri. Il materiale è indispensabile per il modulo B dell'esame di Storia del Libro e dell'Editoria. Troverete la storia di Simonino da Trento, di Antonio Brucioli, di testi inseriti nell'Index dei libri proibiti (Sommario della Sacra Scrittura, il Beneficio di Cristo), ma anche la storia di altri tipografi italiani, come Lodovico Domenichi, Dolfino Landolfi e tanti altri.
Tipologia: Dispense
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La storia a stampa di Simonino:
■ Opere dello stesso Antonio
■ (^) Opere in greco
■ In ebraico (privilegio) ■
Opere protestanti di nascosto.
mentre in questa contraffatta comprare l’adultera) possessore della marca (Strozzi) ricompensato con parte della tiratura, forse?
MA l’Adultera 2 è presente anche in un’edizione di Ruffinelli: allora forse è lui l’autore della contraffazione (da Adultera 1).
NATALINO AMULIO. Sacerdote padovano attivo a metà XVI secolo. Autore di un’armonia evangelica in volgare uscita per la prima volta a Venezia nel 1544, in 12°. Editio minor.
La seconda edizione, di 2 anni dopo, in 8°. Editio maior.
Minor stampata da Bindori, per conto dell’azienda al “Segno della Speranza” il cui solo nome compare anche nella maior. Casa editrice di Venezia. Forse il 44 è stato il primo anno di attività. Produceva opere di piccolo formato, di argomento religioso, latino e volgare.
ANDREAS OSIANDER. Discepolo di Lutero presso Norimberba, autore di un’altra armonia. Le sue armonie sono in greco, con latino a fronte. 2 edizioni stampate a Basilea.
CONFRONTO TRA OSINANDER (ed 1537) e AMULIO (ed 1544 minor)
FORMATO Osinander in folio Amulio in 12° NOTE Presenti Assenti LINGUA Latino Volgare Caratteristica SOMMA di lezioni del Vangelo È una SINTESI, no somma.
Particolarità di Amulio (la minor)
Era un poligrafo piacentino del 500. Verso la metà del 500 si trova a Firenze: opera presso i Giunti. Nel 1550 entra in possesso di un feroce pamphlet in latino di Calvino contro i nicodemiti e l’anno dopo pubblica l’opera tradotta in volgare con il titolo NICODEMIANA. Nel 51 viene accusato di pubblicare libri eretici. Nel 52 viene incarcerato a Pisa, scarcerato l’anno successivo.
Nicodemiana Attraverso la parabola del nicodemita (da Nicodemo, che va a trovare Gesù di notte per non farsi vedere) Calvino polemizza contro i simulatori della fede.
L’accusa: nel 1551 Marelfi, anabattista, si autoaccusa di idee eretiche all’inquisizione di Bologna e per salvarsi fornisce i nomi di altri eretici italiani, tra cui Lodovico Domenichi: condanna all’abiura + reclusione perpetua nella torre della fortezza di Pisa (ma dopo 1 anno viene scarcerato).
Dal rogo il libro sembrava ormai perso! MA nel 1991 Gilmont segnala un testo di Calvino dal titolo Del Fuggire Superstizioni titolo diverso, data diversa.
Enrico Garavelli G. ipotizza che la stampa sia avvenuta tra il 50 e il 51 e pubblicata nel 51, prima dell’accusa. (fonti fiorentine).
Ugo Rozzo Tutti gli esemplari vennero bruciati e il libro trovato da Gilmont è una ristampa successiva e fatta in Svizzera. Non poteva essere pubblicato a Firenze un libro con il nome di Calvino (suicidio editoriale). A differenza di Gilmont, che sostiene che essendo fatto in forma clandestina, non era un suicidio editoriale.
Domenichi traduce la Nicodemiana per soddisfare bisogni della committenza e del mercato. È un incidente di percorso e poi ritorna all’ortodossia. Non ha idee così radicali.
In sintesi: In Italia nella 2 metà del 500 nasce una vera e propria rete di comunità che guardava a Ginevra come nuova capitale della cristianità, antitetica a Roma. Queste comunità abbracciano il pensiero di Calvino. L’Italia, per lui, è la terra dell’Anticristo, quindi la sua sfida + difficile. Tre sono i mezzi di contatto tra Ginevra e l’Italia:
1_ le corrispondenze
Zona calda è Ferrara, con Renata di Francia duchessa d’Este e Johannes Sinapius. Ma anche il Ducato di Savoia, Piemonte: terra d’eresia! Rete di comunità valdesi.
Libero arbitrio sì No, uomo non libero. Dio decide chi salva Opere sì No, basta la fede in Dio Parola di Dio, la Scrittura, unita alla tradizione della Chiesa + lettura individuale
Lettura individuale, fonte della rivelazione divina
Autorità della Chiesa sì nel guidare i fedeli verso la salvezza
No!
La storia editoriale della TRAGEDIA=
Bellit è un francescano sardo che cerca di contrastare l’arcivescovo, il quale voleva rinnovare la Chiesa di Sassari secondo il Concilio di Trento. Bellit si oppone e alla fine viene incarcerato nel Castello dall’Inquisizione (quasi 10 anni). Vi erano però anche ragioni politiche:
Bellit, infatti, era membro di una famosa famiglia catalana che era ben inserita nel territorio e legata al potere. Egli aveva una grande libreria e prima della carcerazione gli viene concesso di lasciare i suoi libri ai discepoli.
200 anni dopo Antonio Sisco li ritrova nella Biblioteca del Convento (poi confluita nella Biblio Universitaria di Sassari) il direttore Federico Ageno individua 8 incunaboli provenienti dal Convento e decide così di compilare un grande catalogo di incunaboli della biblioteca dell’Uni. (Catalogo prezioso). In questi incunaboli si legge nelle note di possesso il nome di Bellit.
La condanna del frate è:
Perché Niente nei titoli lo riconduce ai riformati europei, concezione più erasmiana. Ecco perché pensiamo a una forma di intemperanza e non ha una penetrazione delle idee protestanti in Sardegna.
Vi erano due tipi di devozione:
Tutto il mondo protestante rifiuta le immagini. Perché?
Se per i cattolici l’idolatria è d’ausilio ai semplici e ha anche una funzione pedagogica (ed è un culto tollerato sin dai tempi dei padri della Chiesa), per gli anticattolici aderire alla Riforma significa anche emancipare il sacro dagli oggetti e dai luoghi.
Questa avversione alle immagini (ICONOCLASTIA) era di due tipi:
Iconoclastia vera e propria: espressione violenta dissenso per il culto delle immagini
SACCO DI ROMA 1527 Chiese e conventi vengono saccheggiati, le immagini derise e sfregiate + accecamento dei soggetti raffigurati.