









































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Psicologia dello sviluppo e dell' educazione, riassunto
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 49
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!










































Lo SVILUPPO è quel processo di cambiamento che inizia dal CONCEPIMENTO e continua durante il corso della vita; è costituito da periodi di CRESCITA, ma anche di DECADIMENTO e INVOLUZIONE nella seconda parte della vita. Con il termine CICLO DI VITA (life span) si vuole introdurre il concetto secondo il quale lo sviluppo e il cambiamento durino per tutta la vita, ma il focus per la psicologia dello sviluppo è posto prevalentemente sui cambiamenti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’infanzia, nell’Europa medievale, era vista molto diversamente da come la intendiamo oggi: la legge, infatti, non faceva distinzione tra i crimini commessi da minori e da adulti poiché i bambini non erano ritenuti tali, bensì degli adulti in miniatura. In periodi più recenti dell’Europa, invece, si sono affermati tre approcci filosofici sull’infanzia legati a diversi concetti:
“sbocciano” con l’avanzare dell’età a causa di una programmazione biologica legata alla maturazione HALL= anche lui fu influenzato da Darwin e pensava che lo sviluppo infantile seguisse un corso evolutivo, infatti ipotizzò che si verificasse in FASI con motivazioni e capacità diverse (stadi QUALITATIVAMENTE diversi). Altre teorie/pensieri sviluppati furono la PSICOANALISI di FREUD, nella prima metà del XX secolo, e la TEORIA COMPORTAMENTISTA di Watson tra il 1920 e il 1930; quest’ultima sosteneva che il comportamento dei bambini possa essere trasformato in qualunque cosa la società a cui essi appartengono desideri, attraverso l’OSSERVAZIONE e la MODIFICAZIONE dell’ambiente. EPISTEMOLOGIA GENETICA= termine coniato da BALDWIN e ripreso da PIAGET che indica lo studio dei modi in cui le conoscenze dei bambini CAMBIANO nel corso dello sviluppo. INFANZIA E CURA DEL BAMBINO I ricercatori si interessano a molti temi legati allo sviluppo come l’adozione di comportamenti a rischio, stili di parenting, discriminazioni razziali e di genere e pratiche educative (tutti fattori fondamentali per l’andamento dello sviluppo). SALUTE E BENESSERE= si tratta dei ruoli giocati dallo stile di vita e dalle condizioni PSICOLOGICHE nel determinare il benessere dell’individuo. PARENTING= parliamo di come i genitori – e gli altri adulti – riescono a fare la differenza nello sviluppo dei bambini e quali fattori influenzano la vita dei genitori e, di conseguenza, la loro efficacia nel ruolo di genitore. EDUCAZIONE= domande inerenti al ruolo della valutazione nella didattica oppure chiedersi se la scuola debba occuparsi soltanto dello sviluppo cognitivo o prendere in considerazione il bambino nella sua INTEREZZA. Si può parlare, inoltre, del concetto di INCLUSIONE e quello sull’efficienza e la funzionalità della didattica A DISTANZA. CONTESTI SOCIO-CULTURALI E DIVERSITÀ= salute e benessere, parenting e educazione sono tutti influenzati dal loro contesto socio-culturale. Con il termine CONTESTO ci riferiamo ai setting e ai luoghi in cui avviene lo sviluppo, i quali sono influenzati dai fattori STORICI, ECONOMICI, SOCIALI e CULTURALI; i quattro contesti più importanti sono: CULTURA, ETNIA, STATUS SOCIO-ECONOMICO e GENERE. La CULTURA comprende i comportamenti e le credenze prodotti da un determinato gruppo di persone trasmessi di generazione in generazione (cultura= risultato dell’INTERAZIONE delle persone negli anni). Gli studi CROSS-CULTURALI confrontano gli aspetti di due o più culture e forniscono informazioni riguardo il grado in cui lo sviluppo in culture diverse sia simile (UNIVERSALE) o specifico di una determinata cultura. L’ETNICITÀ è radicata nell’eredità culturale, nazionale, di razza e di religione e linguaggio (italiani che vivono negli Stati Uniti); ciò non vuol dire che non ci siano differenze all’interno dello stesso gruppo etnico, per esempio non tutti gli africani che abitano negli Stati Uniti hanno basso reddito. Lo STATUS SOCIO-ECONOMICO fa riferimento alla condizione sociale ed economica di un individuo, quindi alla sua POSIZIONE all’interno di una società. Questo fattore implica diverse DISUGUAGLIANZE poiché le occupazioni prestigiose sono più accessibili ad alcuni che ad altri, così come i livelli di educazioni e le risorse economiche: il risultato è opportunità DISEGUALI. GENERE= si riferisce alle caratteristiche di un individuo come l’essere maschio o femmina: come ti vedi, le relazioni che hai con gli altri e come la tua società considera i comportamenti appropriati per i maschi e per le femmine. PROCESSI E PERIODI DI SVILUPPO Ogni persona presenta una propria unicità, ma i ricercatori sono interessati alle caratteristiche COMUNI, come il fatto che si comincia a camminare a una determinata età etc. Lo sviluppo è il risultato dell’INTERAZIONE di tre tipi di processi: processi BIOLOGICI, COGNITIVI e SOCIO-EMOTIVI. PROCESSI BIOLOGICI= producono cambiamenti nel CORPO dell’individuo e influenzano lo sviluppo del cervello, aumento di altezza e peso, cambiamenti ormonali e i geni ereditati dai propri genitori. PROCESSI CONGITIVI= cambiamenti nel PENSIERO, nell’INTELLIGENZA e nel LINGUAGGIO e coinvolgono la capacità di comporre frasi, risolvere un problema matematico o memorizzare una poesia.
peggioramento nell’elaborazione di più informazioni contemporaneamente e nel ricordare episodi della vita quotidiana. Tutti i periodi evolutivi che abbiamo visto sono il prodotto dell’interazione di processi biologici, cognitivi e socio-emotivi. EFFETTO DI COORTE= quando un gruppo di persone nasce nello stesso momento storico, condivide esperienze simili, le quali possono portare a DIFFERENZE di sviluppo tra le COORTI: è probabile che le persone nate durante la Seconda Guerra Mondiale presentano differenze nell’educazione, nel modo in cui sono stati allevati e nei loro atteggiamenti rispetto a chi è nato durante il boom economico degli anni Novanta. Gli effetti di coorte sono dovuti al tempo di nascita, all’EPOCA, alla GENERAZIONE di una persona, ma non alla sua età effettiva. Per esempio, i Millennial sono le persone nate dopo il 1980 e la loro generazione è caratterizzata dal loro legame con la TECNOLOGIA e la loro diversità etnica, con una mentalità più aperta e tollerante rispetto alle generazioni precedenti. DIBATTITI RIGUARDO FATTORI CHE INFLUENZANO LO SVILUPPO NATURA E CULTURA (NATURE-NURTURE)= il termine NATURA di riferisce all’eredità BIOLOGICA dell’individuo, mentre con CULTURA si indica le esperienze vissute in un certo ambiente. Al giorno d’oggi, si ritiene che lo sviluppo non possa essere spiegato soltanto attraverso natura o cultura, ma mediante l’interazione dei due fattori. Nonostante ciò, chi sosteneva la natura affermava che l’influenza predominante era l’eredità biologica e che le persone crescessero in maniera PRESTABILITA, mentre chi si basava sulla cultura pensava che le esperienze derivate dall’ambiente fossero quelle a fare la differenza. Secondo la parte della natura, l’influenza più forte è data da quelle tendenze che sono geneticamente IMPRESSE nell’individuo e che gli ambienti estremi possono solo RITARDARE lo sviluppo. Secondo la parte della cultura, le esperienze derivate dall’ambiente coinvolgono ogni aspetto della vita, dai fattori biologici a quelli sociali; a prescindere dal patrimonio genetico, un bambino con una dieta povera cresciuto in un ambiente ostile subirà modificazioni nella sua altezza e nel suo modo di pensare e presenterà capacità diverse rispetto a un bambino cresciuto in un ambiente favorevole. Nessuno dei due schieramenti dovrebbe essere visto come ASSOLUTO, bisognerebbe evitare delle opinioni deterministiche e riduzionistiche riguardo questo dibattito, poiché è l’INTERAZIONE dei due fattori a contribuire allo sviluppo. CONTINUITÀ E DISCONTINUITÀ= questo dibattito si chiede se lo sviluppo è costituito da cambiamenti GRADUALI e COMULATIVI (continuità) oppure da fasi DISTINTE tra loro (discontinuità); chiunque evidenzi l’aspetto culturale tende a considerare lo sviluppo come graduale e continuo (germoglio che diventa quercia), mentre chi appoggia il fattore natura, lo vede suddiviso in fasi distinte (bruco che diventa farfalla). Un esempio a favore della CONTINUITÀ è un bambino che dice la sua prima parola come risultato di mesi di crescita e pratica, oppure la pubertà che è prodotto di un periodo di molti anni. Il fattore DISCONTINUITÀ vede l’individuo che affronta un cambiamento QUALITATIVO piuttosto che quantitativo: il bambino passa da una fase in cui non riesce a formulare pensieri astratti a una fase in cui, invece, è capace= cambiamento QUALITATIVO e DISCONTINUO. PRIME ESPERIENZE ED ESPERIENZE SUCCESSIVE= sono le prime esperienze (specialmente prima infanzia) o le esperienze successive ad essere determinanti nello sviluppo infantile? Se un bambino vive delle esperienze estremamente negative durante la prima infanzia, esse potranno essere offuscate da esperienze positive successive, oppure le prime esperienze sono talmente critiche da non poter essere annullate da un ambiente migliore? Chi sostiene le prime esperienze pensa che la vita sia come un percorso ININTERROTTO e afferma che, a meno che un bambino non riceva affetto e calore durante i primi anni di vita, non riuscirà mai a svilupparsi in maniera ottimale. Chi sostiene le esperienze successive vede la vita come un percorso continuo e pensa che i bambini siano MAELLABILI durante tutto lo sviluppo: le cure nei primi anni di vita non sono più importanti di quelle negli anni successivi. Le persone appartenenti a culture OCCIDENTALI tendono a pensare che le prime esperienze siano le più importanti, mentre le persone del resto del mondo credono che, per esempio, le
esperienze intorno ai 6-7 anni siano quelle determinanti poiché le capacità di ragionamento si sviluppano in modo significativo. Il pensiero comune al giorno d’oggi è che lo sviluppo non è attribuito a un solo fattore tra tutti quelli che abbiamo visto, bensì ognuno di essi gioca un ruolo importante (nonostante rimangano delle domande senza risposta a riguardo). Un recente dibattito introdotto dalle neuroscienze si chiede se lo sviluppo sia di DOMINIO-GENERALE o di DOMINIO-SPECIFICO? Nel primo caso si pensa che esso coinvolga SIMULTANEAMENTE e UNIFORMEMENTE tutto il sistema cognitivo (mela con polpa omogenea), mentre nel secondo caso si pensa che le diverse aree della conoscenza si sviluppino secondo modi e ritmi DIVERSI (arancia con diversi spicchi). TEORIE DELLO SVILUPPO Ipotesi e teorie presentano un rapporto BIDIREZIONALE poiché dalle teorie ricaviamo le ipotesi che danno avvio alla ricerca, ma allo stesso tempo l’accettazione o il rifiuto dell’ipotesi consolida la teoria. Vedremo 5 approcci teorici allo sviluppo: PSICOANALITICO, COGNITIVO, COMPORTAMENTALE, SOCIO-COGNITIVO, ETOLOGICO ed ECOLOGICO. TEORIE PSICANALITICHE= descrivono lo sviluppo come prevalentemente INCONSCIO e molto influenzato dalla SFERA EMOTIVA; i comportamenti, infatti, sono considerati come “superficiali” e per comprendere davvero lo sviluppo bisogna analizzare i loro significati SIMBOLICI insieme ai meccanismi più profondi della mente. Sono molto enfatizzate le prime esperienze con i GENITORI poiché hanno un ruolo molto importante nello sviluppo. TEORIA DI FREUD= Freud era convinto che i problemi dei suoi pazienti erano il prodotto di esperienze risalenti ai primi anni. La sua idea era che i bambini attraversino CINQUE FASI PSICO-SESSUALI durante lo sviluppo e in ciascuna di esse il piacere è legato a una specifica parte del corpo piuttosto che a un’altra. FASE ORALE: va dalla nascita a un anno e mezzo di vita, il piacere del neonato si trova nella BOCCA. FASE ANALE: va da un anno e mezzo ai 3 anni, il piacere si concentra nell’ANO. FASE FALLICA: va dai 3 ai 6 anni, il piacere si trova nell’area GENITALE. FASE DI LATENZA: va dai 6 anni fino alla pubertà, il bambino REPRIME i suoi interessi sessuali e sviluppa abilità SOCIALI e INTELLETTUALI. FASE GENITALE: va dalla pubertà in poi, periodo in cui si risveglia il piacere sessuale ed esso è indirizzato a qualcuno al di fuori della famiglia. Secondo Freud, la nostra vita adulta dipende da come risolviamo i CONFLITTI tra le diverse fonti di piacere; se in qualsiasi fase il piacere è POCO soddisfatto o TROPPO soddisfatto, un individuo può diventare FISSATO o BLOCCATO a quella fase dello sviluppo. Durante la fase fallica -molto importante per la personalità- si sviluppa il COMPLESSO DI EDIPO, caratterizzato da un desiderio da parte del bambino di SOSTITUIRSI al genitore del suo stesso sesso per godere dell’affetto del genitore del sesso opposto. Questo complesso si risolve intorno ai 5-6 anni in cui il bambino realizza che il genitore dello stesso sesso potrebbe punirlo per questi pensieri incestuosi, quindi il bambino inizia a desiderare di essere come quel genitore, identificandosi in lui/lei. Molti psicanalisti contemporanei ritengono che Freud ponga troppa enfasi sugli istinti sessuali e si concentrano maggiormente sulle esperienze culturali, pur mantenendo l’inconscio come elemento fondamentale ma, allo stesso tempo, non trascurando il pensiero cosciente. TEORIA PSICO-SOCIALE DI ERIKSON= pensa che l’individuo si sviluppi mediante fasi PSICO- SOCIALI e non psico-sessuali, quindi crede che la motivazione del comportamento umano sia di natura SOCIALE e che rifletta il desiderio di stare insieme agli altri. Un’altra differenza tra Erikson e Freud è che quest’ultimo pensa che la personalità si sviluppi durante i primi cinque anni di vita, mentre Erikson pensa sia un cambiamento evolutivo che dura per tutto l’arco della vita. La teoria di Erikson consiste in OTTO FASI PSICOSOCIALI, ognuna delle quali mette l’individuo di fronte a una CRISI che deve essere risolta (crisi viste come punti di svolta, non come catastrofi). FIDUCIA DI BASE/SFIDUCIA DI BASE= corrisponde al primo anno di età e si concentra sul senso di fiducia, il quale porta ad una sensazione di benessere fisico e assenza di paura; se l’individuo prova fiducia nei primi mesi di vita, sarà convinto che il mondo sia un luogo buono e speranzoso in cui vivere. AUTONOMIA/VERGOGNA E DUBBIO= va dal primo anno ai 3 anni (prima infanzia) e vede i bambini cominciare ad essere gli AUTORI del proprio comportamento, facendo valere la propria
STADIO PREOPERATORIO: dai 2 ai 7 anni, il bambino inizia a rappresentare il mondo mediante PAROLE e IMMAGINI, le quali riflettono una migliore capacità di pensiero SIMBOLICO. STADIO OPERATORIO CONCRETO: dai 7 agli 11 anni, i bambini riescono a svolgere delle operazioni (azioni mentali che consentono di eseguire mentalmente ciò che hanno svolto fisicamente in precedenza) e si impadronisce del ragionamento LOGICO, classificando oggetti in gruppi diversi. STADIO OPERATORIO FORMALE: dagli 11 anni fino all’età adulta, gli adolescenti inizia ad eseguire ragionamenti più ASTRATTI e LOGICI, andando oltre le esperienze concrete; in questo modo, riescono a creare immagini di situazioni IDEALI e immaginare le possibilità per il loro futuro. VYGOTSKIJ-TEORIA COGNITIVA SOCIO-CULTURALE= sostiene che i bambini costruiscono attivamente le loro CONOSCENZE e pone particolare attenzione alle INTERAZIONI SOCIALI e alle attività CULTURALI: interazioni e cultura guidano lo sviluppo cognitivo. Secondo Vygotskij, lo sviluppo di memoria, attenzione, e ragionamento può avvenire soltanto se il bambino impara ad utilizzare gli strumenti e le convenzioni della società in cui vive come il LINGUAGGIO, i sistemi MATEMATICI e le strategie MNEMONICHE; inoltre ritiene che un altro fattore fondamentale per lo sviluppo sia l’interazione del bambino con altri individui più competenti per poter imparare riguardo gli strumenti che li porteranno a adattarsi. Questa teoria, quindi, ci dice che la conoscenza non si genera all’interno dell’individuo, ma si costruisce attraverso l’interagire con altre persone ed oggetti presenti nella cultura (conoscenza SITUATA e COLLABORATIVA). TEORIA DELL’ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI= l’influenza più importante per questa categoria è stata l’introduzione dei COMPUTER e ciò ha fatto sì che potessero crearsi delle analogie tra il SOFTWARE e i processi cognitivi del cervello, così come tra HARDWARE e cervello; in questo modo è nata la teoria dell’elaborazione delle informazioni, secondo la quale gli individui MANIPOLANO le informazioni e fanno scelte strategiche partendo da esse ed essi sviluppano un’abilità CRESCENTE nell’elaborazione al fine di acquisire conoscenze e capacità (non vede lo sviluppo come suddiviso in stadi). Quando le persone percepiscono, rappresentano o immagazzinano informazioni, stanno PENSANDO: il pensiero consiste nell’elaborazione delle informazioni. CONTRIBUTI DELLE TEORIE COGNITIVE
spaventava il bambino). Dopo aver ripetuto quest’associazione per un po’ di volte, Albert cominciò a spaventarsi alla vista del ratto anche in assenza del rumore. Il condizionamento classico ci spiega, quindi, come sviluppiamo molte reazioni involontarie. CONDIZIONAMENTO OPERANTE-SKINNER= “apprendere attraverso le conseguenze del comportamento”: le conseguenze del comportamento producono cambiamenti nella PROBABILITÀ che esso si ripeta; se è seguito da una GRATIFICAZIONE, ha più probabilità di ripetersi rispetto a se è seguito da una PUNIZIONE. Secondo Skinner, queste gratificazioni e punizioni influenzano lo sviluppo, infatti un bambino timido IMPARA ad esserlo in seguito alle sue esperienze con l’ambiente esterno. Sviluppo= cambiamenti comportamentali determinati da rinforzi e punizioni. TEORIA SOCIO-COGNITIVA= questi studiosi pensano che la cognizione sia tanto importante quanto le interazioni ambientali per lo sviluppo; la teoria afferma che COMPORTAMENTO, AMBIENTE e COGNIZIONE sono fattori determinanti nello sviluppo e Bandura, in particolare, pensa che processi cognitivi siano collegati con ambiente e comportamento. Le sue ricerche si focalizzavano sull’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO (imitazione o modeling) che si ha quando si osserva ciò che gli altri fanno in modo da poterlo o non poterlo replicare. Gli studiosi, infatti, ritengono che le persone riescano ad acquisire molti comportamenti, pensieri ed emozioni OSSERVANDO quelli altrui e creando una RAPPRESENTAZIONE COGNITIVA delle loro azioni. Comportamento, attività cognitive e fattori ambientali operano INTERATTIVAMENTE (possono influenzarsi a vicenda). CONTRIBUTI DELLE TEORIE SOCIO-COGNITIVE E COMPORTAMENTISTE
scientifica ci dà la risposta, poiché tutte le teorie vengono modificate in modo da includere nuovi dati. DISEGNI DI RICERCA Le teorie sono spesso collegate a particolari metodi di ricerca, quindi i metodi adottati dal ricercatore possono essere ricollegati al loro approccio teorico; in base al tipo di teoria che si è scelto ne deriva la modalità in cui si svolge la ricerca. Il DISEGNO DI RICERCA corrisponde alla preparazione di un insieme di disposizioni da cui deriverà una risposta valida per il problema che stiamo indagando e la scelta di uno specifico disegno influenzerà tutto il resto necessario per la ricerca (tipo di partecipanti, strategia, raccolta dei dati). Vi sono tre tipi principali di disegno di ricerca: descrittivo, correlazionale e sperimentale, più un aggiuntivo molto usato in psicologia clinica e dell’educazione, il disegno sperimentale a soggetto singolo. RICERCA DESCRITTIVA= il suo obiettivo è OSSERVARE e REGISTRARE un comportamento; una ricerca descrittiva non riesce a dimostrare da sola le cause di un fenomeno, ma rivela informazioni importanti circa il comportamento delle persone (un esempio è l’osservazione naturalistica, in cui l’osservatore non interviene in alcun modo e non manipola alcuna variabile). RICERCA CORRELAZIONALE= fornisce informazioni utili a effettuare una previsione sul comportamento, andando al di là di una semplice descrizione; il suo obiettivo è descrivere l’intensità della relazione tra due o più eventi/caratteristiche: più sono correlati, più è probabile prevedere con precisione un evento. Questi dati verranno poi analizzati statisticamente per ottenere un dato numerico chiamato COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE, il quale descrive il grado di ASSOCIAZIONE tra due variabili e più è alto il suo valore, più stretta sarà l’associazione (positivo o negativo che esso sia). N.B.: correlazione NON significa causalità RICERCA SPERIMENTALE= detta anche “vero esperimento”, è un piano di ricerca in cui lo sperimentatore ha un controllo completo su qualsiasi aspetto della ricerca ed è utilizzato per studiare la causalità. Un ESPERIMENTO è una procedura regolamentata in modo accurato nella quale i soggetti sono assegnati alle condizioni secondo modalità casuali (RANDOMIZZAZIONE) e in cui uno o più fattori, che si crede influenzino il comportamento indagato, vengono MANIPOLATI, mentre tutti gli altri rimangono costanti. Se il comportamento cambia dopo la manipolazione di un certo fattore, l’esperimento ha dimostrato un rapporto causa-effetto (causa= fattore manipolato/ effetto= cambiamento). Abbiamo DUE tipi di variabili: INDIPENDENTI e DIPENDENTI. La variabile INDIPENDENTE è il fattore manipolato che va ad influenzare altri fattori (potenziale causa). La variabile DIPENDENTE è la variabile che potrebbe cambiare nel corso dell’esperimento come risposta alle manipolazioni di quelle indipendenti (potenziale effetto). Gli esperimenti possono coinvolgere uno o più gruppi sperimentali o di controllo; il gruppo SPERIMENTALE è quello la cui esperienza viene manipolata, mentre quello DI CONTROLLO è quello utilizzato per stabilire un confronto con il gruppo sperimentale per verificare gli effetti della manipolazione (i due gruppi devono essere simili il più possibile). Quando si effettua un esperimento, bisogna decidere in quale gruppo collocare i partecipanti e come farlo. ASSEGNAZIONE CASUALE: i partecipanti vengono collocati casualmente in uno dei due gruppi, riducendo la possibilità che le differenze preesistenti tra i due gruppi influenzino l’esperimento. QUASI-ESPERIMENTO= si ha quando non è possibile per lo sperimentatore controllare tutte le condizioni di svolgimento (non ha completo controllo sulla ricerca) DISEGNO SPERIMENTALE A SOGGETTO SINGOLO= fa parte della storia della psicologia poiché usato da molti importanti studiosi come Skinner, Wundt, Pavlov o Titchener, i quali basavano i loro modelli su risultati avuti da esperimenti ripetuti sullo stesso individuo. È di particolare utilità in psicologia poiché identifica una possibile relazione causale tra variabili indipendenti, trattamenti utilizzati (come farmaci) e variabili dipendenti (modificazioni comportamentali indotte). Disegno A-B-A’, in cui A è la fase di misurazione iniziale senza trattamento (baseline), B è il trattamento e A’ rappresenta il ritiro del trattamento e il ritorno alla misurazione di base (se è
La SELEZIONE NATURALE è il processo evolutivo che determina qual individui di una data specie presentano caratteristiche adatte a sopravvivere e riprodursi e quali no; gli individui che riescono a sopravvivere trasmetteranno le caratteristiche genetiche alla generazione successiva, poiché sono gli individui che sono riusciti a adattarsi meglio al loro ambiente. Charles Darwin studiò questi meccanismi e nel suo libro “l’origine della specie” li descrisse; inoltre, affermò che gli organismi si riproducono con un ritmo che causerebbe eccessivi aumenti della popolazione, ma alla fine il numero della popolazione rimane abbastanza costante a causa della continua lotta per ottenere risorse che non permette a tutti gli individui di sopravvivere. COMPORTAMENTO ADATTIVO= promuove la sopravvivenza di un organismo nel suo habitat naturale. PSICOLOGIA EVOLUZIONISTICA= sottolinea l’importanza dell’adattamento, della riproduzione e della sopravvivenza dei più forti nell’influenzare il comportamento; la selezione naturale ha favorito i comportamenti che migliorano il successo riproduttivo, ovvero trasmettere i geni alla generazione successiva. L’evoluzione influenza il modo in cui prendiamo decisioni, le nostre paure e la nostra aggressività. LA PSICOLOGIA EVOLUZIONISTICA DELLO SVILUPPO Gli esseri umani impiegano più tempo a maturare sessualmente rispetto agli altri mammiferi e, durante questo tempo, sviluppano maggiormente il loro cervello e accumulano esperienze per comprendere meglio la società in cui vivono. Secondo questa psicologia, la mente non è uno strumento generico che può essere utilizzato allo stesso modo per affrontare diversi tipi di problemi, ma sviluppa modalità specializzate all’elaborazione di info di ciascuno dei problemi da risolvere (dominio-specifiche); inoltre, alcuni comportamenti trasmessi dai nostri antenati potrebbero non esserci utili al giorno d’oggi a causa della continua evoluzione e del cambiamento dell’ambiente in cui siamo posti. VALUTAZIONI SULLA PSICOLOGIA EVOLUZIONISTICA= Bandura (teoria socio-cognitiva) riconosce l’influenza dell’evoluzione sull’adattamento, ma non ritiene che i comportamenti sociali siano il prodotto dell’evoluzione biologica (evoluzionismo UNILATERALE), piuttosto crede che ambiente e caratteristiche biologiche si influenzino a vicenda (evoluzionismo BILATERALE); secondo questo punto di vista, l’evoluzione ha creato cambiamenti nelle strutture biologiche per permettere ai nostri antenati di manipolare l’ambiente arrivando a generare nuove condizioni ambientali, ma allo stesso tempo queste novità ambientali hanno portato a nuovi processi selettivi che hanno causato l’evoluzione dei processi biologici, i quali si sono specializzati in linguaggio, pensiero e coscienza di sé. JAY GOULD affermava che nella maggior parte dei meccanismi della vita umana, la biologia consente un’ampia gamma di possibilità culturali.
Il genoma umano consiste in numerosi geni che collaborano l’uno con l’altro e di fattori non genetici esterni all’organismo; il meccanismo permette la riproduzione del DNA, ma è influenzato dall’ambiente esterno in cui avviene poiché eventi esterni possono attivare o inibire l’espressione dei geni. Uno studio recente, per esempio, ha rilevato che un aumento di stress e degli ormoni ad esso correlati possono incrementare i danni al DNA. GENETICA COMPORTAMENTALE= disciplina che vuole determinare l’influenza dei fattori ereditari sulle differenze individuali che riguardano caratteristiche umane e sviluppo, cioè in che misura queste differenze sono date dai geni, dall’ambiente o da una loro combinazione; riesce a studiare questi aspetti mediante studi sui gemelli o persone adottate. STUDI SUI GEMELLI= le somiglianze nel comportamento dei monozigoti sono confrontate con quelle dei dizigoti; essendo che i gemelli monozigoti si formano da un ovulo che si divide in due copie geneticamente IDENTICHE e quelli dizigoti sono tanto geneticamente simili quanto potrebbero esserlo due fratelli, si pensa che i monozigoti siano più geneticamente simili dei dizigoti. Le interpretazioni, però sono difficili da determinare poiché, di solito, gli ambienti in cui vivono i monozigoti sono più simili rispetto a quelli dei dizigoti e questo accade perché i primi si considerano maggiormente parte di una coppia e, quindi, agiscono di conseguenza, magari giocando insieme più frequentemente. STUDI SUI FIGLI ADOTTIVI= stabilire se i comportamenti e gli aspetti psicologici dei bambini adottati sono più simili a quelle dei genitori adottivi (che hanno determinato l’ambiente) o a quelle dei genitori biologici (che hanno determinato le caratteristiche biologiche). CORRELAZIONI TRA FATTORI EREDITARI E AMBIENTE= i geni del singolo individuo influenzano gli ambienti di cui fa esperienza, ovvero gli ambienti in cui sarà posto sono correlati alle sue propensioni genetiche. SANDRA SCAR ha descritto tre modi in cui i fattori ereditari e l’ambiente sono correlati:
I farmaci da banco che possono funzionare da agenti teratogeni includono gli ANTIBIOTICI (progestinici ed estrogeni sintetici) e farmaci con all’interno l’ISOTRETINOINA prescritti per l’acne, ma anche pillole dimagranti e aspirina. SOSTANZE PSICOATTIVE= sostanze che agiscono sul sistema nervoso e vengono assunte per alterare gli stati di coscienza, percezione e umore; queste sostanze, tra cui alcol e nicotina e droghe come cocaina, eroina e marijuana hanno effetti sullo sviluppo prenatale. CAFFEINA: donne incinte che consumano 200 o più grammi di caffeina al giorno avranno un leggero aumento del rischio di aborto spontaneo e sottopeso alla nascita. ALCOL: la SINDROME ALCOLICA FETALE (FAS) è un insieme di anomalie che si manifesta se la donna incinta consuma quantità elevate di alcol in gravidanza; queste anomalie includono malformazioni di viso, arti e difetti cardiaci e potrebbero presentare intelligenza inferiore alla media, problemi con memoria, percezione, comportamento e cognitivismo. Si pensa che tra donne che bevono quantità rilevanti di alcol in gravidanza, una percentuale compresa tra il 4% e il 40% partorisce bambini con danni. NICOTINA: in donne che hanno fumato durante la gravidanza, è più probabile che alla nascita il neonato vada incontro a parto prematuro, sottopeso alla nascita, morte fetale e neonatale, problemi respiratori e SINDROME DELLA MORTE NEONATALE IMPROVVISA (SIDS); è stato rilevato un collegamento tra fumo nella madre incinta a deficit di attenzione e iperattività. Nonostante ciò, le donne sono consapevoli dell’estrema rischiosità del fumo durante la gravidanza, per questo il 74.1% smette di fumare e il 22.8% ne riduce le quantità. COCAINA: la cocaina attraversa velocemente la placenta e raggiunge il feto; l’esposizione ad essa durante il periodo prenatale è associata a una riduzione del peso, della lunghezza e della circonferenza del cranio alla nascita, inoltre i bambini esposti erano meno svegli e avevano minori capacità di controllo, maggiore eccitabilità e riflessi più lenti (problemi legati all’attenzione in generale). I ricercatori credono che questi risultati vadano interpretati con cautela poiché le donne che fanno uso di cocaina presentano, nella loro vita, altri fattori come povertà, malnutrizione che potrebbero essere la vera causa di questi difetti. MARIJUANA: il suo utilizzo è correlato a bassi livelli di intelligenza nei bambini, mentre altri studi indicano che sia correlato al consumo della stessa da parte del bambino all’età di 14 anni. EROINA: neonati nati da madri tossicodipendenti mostrano una serie di problemi comportamentali come tremori, irritabilità, sonno disturbato e deterioramento del controllo motorio (sintomi dell’astinenza). GRUPPI SANGUIGNI INCOMPATIBILI= i gruppi sanguigni derivano da differenze nella struttura superficiale dei globuli rossi; una di queste determina se si ha sangue Rh POSITIVO e Rh NEGATIVO. Se la madre presenta gruppo sanguigno negativo e il padre gruppo sanguigno positivo e il feto presenterà un gruppo sanguigno positivo come il padre, il sistema immunitario della madre potrebbe produrre degli anticorpi che andrebbero ad attaccare il feto. Questo potrebbe portare ad un aborto spontaneo, nascita di un neonato morto, anemia, danni cerebrali o morte poco dopo la nascita; di solito il primo figlio negativo di una madre positiva non è a rischio, ma nelle gravidanze successive il rischio aumenta. MALATTIE DELLA MADRE= malattie e infezioni della madre possono produrre difetti nei figli se esse attraversano la placenta, oppure indurre danni durante la nascita. La ROSOLIA può causare difetti prenatali, ma se contratta nella terza o quarta settimana di gravidanza il danno è maggiore. La SIFILIDE (a trasmissione sessuale) è più dannosa nei periodi successivi a quello prenatale, non incide sull’organogenesi ma danneggia gli organi dopo che si sono formati; altri danni includono lesioni agli occhi e alla pelle. L’HERPES GENITALE può causare la morte del neonato poiché nato da un canale pelvico infetto, oppure presentare danni cerebrali. L’AIDS, malattia sessuale causata dal virus HIV, il quale distrugge il sistema immunitario del corpo. La madre può infettare il bambino con l’AIDS in tre modi:
Esistono dei test per stabilire se ci sono segni di problemi di sviluppo nel neonato appena nato, in modo da poter intervenire tempestivamente. INDICE DI APGAR: utilizzato per valutare la salute dei neonati ad un minuto e a cinque minuti dalla nascita; valuta il battito cardiaco, la respirazione, il tono muscolare, il colore della pelle e i riflessi. Si assegna al bambino un punteggio di 0, 1 o 2 per ognuno dei fattori e un punteggio totale da 7 a 10 indica buone condizioni, uno equivalente a 5 indica che potrebbero esserci problemi mentre un punteggio inferiore a 3 segnala un’emergenza. SCALA DI VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEL NEONATO DI BRAZELTON (NBAS): si utilizza entro un periodo di 24-36 ore dalla nascita per valutare lo sviluppo neurologico, le reazioni nei confronti delle altre persone e i riflessi; vengono testati 16 riflessi diversi (tra cui starnuto, battito di palpebre) e si assegna un punteggio in riferimento a 27 item suddivisi in quattro categorie: FISIOLOGICHE, MOTORIE, RELATIVE AGLI STATI E RELATIVE ALL’INTERAZIONE. Questa scala di Brazelton è anche utilizzata per misurare lo sviluppo infantile in molte ricerche. Recentemente Brazelton insieme ad altri hanno sviluppato un altro sistema di valutazione del neonato che va ad analizzare più a fondo il comportamento, le capacità di regolazione, lo stress etc, ma è stato creato principalmente per valutare i neonati a rischio (SCALA NEURO- COMPORTAMENTALE DELLA RETE DI TERAPIA INTENSIVA NEONATALE -NNNS-). SOTTOPESO ALLA NASCITA E NEONATI PREMATURI Tre condizioni collegate tra loro rappresentano un rischio per i neonati: sottopeso alla nascita, l’essere prematuro e l’essere piccoli rispetto all’età gestionale. I neonati SOTTOPESO pensano meno di 2500 grammi, quelli ESTREMAMENTE sottopeso pesano meno di 900 grammi, mentre i neonati PREMATURI nascono tre settimane o più prima del termine della gravidanza. I neonati troppo piccoli per l’età gestionale sono quei bambini che presentano un peso alla nascita inferiore alla norma tenendo in considerazione la durata della gravidanza ed essi possono avere complicazioni alla nascita e anche nel corso dello sviluppo. L’aumento delle nascite premature è dovuto a fattori come l’aumento delle gravidanze nelle donne con più di 35 anni, aumento nell’abuso di sostanze quali tabacco e alcol e l’aumento dello stress. Anche fattori come lavorare fino all’ultimo mese di gravidanza, stare a lungo in piedi, convivere con l’ansia oppure eventi traumatici possono indurre un parto anticipato. Il PROGESTERONE è molto efficace nel ridurre le nascite PRETERMINE quando viene somministrato a donne con esperienze di aborto spontaneo pregresse. CONSEGUENZE DEL SOTTOPESO ALLA NASCITA I neonati sottopeso sono più soggetti a problemi di salute e di sviluppo. Estremamente pretermine sono i neonati nati prima della 28esima settimana e molto pretermine sono quelli nati prima della 33esima settimana. Minore è il peso alla nascita e maggiore è la possibilità di danni cerebrali, ma anche disturbi ai polmoni o al fegato. In età scolare, essi hanno maggiore probabilità di avere difficoltà di attenzione, apprendimento, iperattività e asma; non tutti questi problemi possono essere attribuiti unicamente al sottopeso, inoltre alcuni effetti del sottopeso sono reversibili con dei programmi di recupero come la MARSUPIOTERAPIA (KANGAROO CARE), un abbraccio che mette a contatto il corpo della madre con il bambino per circa tre ore al giorno per stabilizzare il battito cardiaco, la temperatura e il respiro.
Nel corso dell’infanzia attraversiamo molti periodi di cambiamento corporeo. Durante lo sviluppo prenatale e la prima infanzia, la testa è una parte molto più grande rispetto alle dimensioni totali del corpo, ma gradualmente queste proporzioni cambiano seguendo due modelli: quello cefalo-caudale e quello prossimo-distale. MODELLO CEFALO-CAUDALE= sequenza per cui la crescita più rapida avviene sempre in alto, nell’area della testa e la crescita in sé procede dall’alto verso il basso (dal collo alle spalle al tronco etc.); anche le parti alte della testa, come occhi e cervello, crescono più rapidamente di quelle inferiori. Anche lo sviluppo motorio e sensoriale procede generalmente secondo questo modello.
MODELLO PROSSIMO-DISTALE= la crescita comincia dal CENTRO del corpo e si muove verso le estremità, infatti il controllo muscolare del tronco e delle braccia avviene prima di quello di mani e dita. L’altezza e il peso aumentano velocemente durante la prima infanzia e poi rallentano. PRIMA INFANZIA: nei primi giorni di vita la maggior parte dei neonati perde dal 5% al 7% di peso corporeo, ma una volta che si abituano a succhiare, deglutire e digerire, la crescita avanza rapidamente; infatti, a 4 mesi il peso della nascita si RADDOPPIA e ad un anno di età risulta quasi triplicato (nel primo anno si cresce di 2 cm al mese), ma nel secondo anno la crescita rallenta. SECONDA INFANZIA: la percentuale di aumento di peso ed altezza diminuisce col passare degli anni. Man mano che il tronco si allunga, i bambini si assottigliano e, quindi, il grasso corporeo diminuisce lentamente ma regolarmente durante il periodo prescolare; i bambini maschi presentano più tessuto muscolare, mentre le bambine più tessuto adiposo. L’altezza è determinata da due fattori: ORIGINE ETNICA e ALIMENTAZIONE, ma un altro fattore è che i bambini nati e cresciuti in città, di classe sociale media e primogeniti saranno più alti rispetto a secondogeniti, nati in campagna o di classe sociale bassa; inoltre, i bambini le cui madri hanno fumato durante la gravidanza sono più bassi. Se un bambino è insolitamente basso, le cause possono essere attribuite a fattori CONGENITI (problemi genetici o prenatali), a un deficit dell’ormone della crescita o qualche difficoltà a livello emotivo; se è causato dalla genetica, si può seguire una cura ORMONALE diretta all’IPOFISI o GHIANDOLA PITUITARIA, la principale del sistema endocrino. FANCIULLEZZA: dai 6 agli 11 anni circa, presenta una crescita lenta e costante, prima dell’esplosione di crescita nell’adolescenza; l’aumento di peso a questa età è dovuto soprattutto all’aumento delle dimensioni dei sistemi OSSEO e MUSCOLARE, ma anche di alcuni organi. Infatti, i bambini in questi anni raddoppiano la loro forza muscolare a causa di esercizio fisico e fattori ereditari. PUBERTÀ: periodo di rapida maturazione fisica che riguarda cambiamenti ormonali e fisici che iniziano con l’inizio dell’adolescenza; l’individuo inizia ad essere in grado di riprodursi. FATTORI DETERMINANTI LA PUBERTÀ= la pubertà (dai 10-13 anni ai 17 anni) non corrisponde all’adolescenza, ma è considerata l’indicatore dell’inizio dell’adolescenza. Nel corso degli anni i tempi della pubertà sono cambiati: il MENARCA, per esempio, in Norvegia ora si verifica appena dopo i 13 anni, mentre anni prima si verificava a 17 anni; l’inizio anticipato della pubertà è probabilmente dovuto a salute e alimentazione MIGLIORI. Ora, il menarca è considerato normale se si verifica tra i 9 ai 15 anni. PUBERTÀ PRECOCE: esordio molto precoce e rapida progressione della pubertà, si diagnostica nelle bambine quando i segni puberali appaiono prima degli 8 anni e nei maschi se prima dei 9 anni. Quando si presenta, si affronta con trattamento farmacologico-ormonale per fermare temporaneamente i cambiamenti. EREDITARIETÀ E FATTORI AMBIENTALI: il momento in cui la pubertà comincia è programmato nei geni di ciascuno di noi, ma anche i fattori ambientali come influenze della FAMIGLIA e STRESS possono avere un ruolo nella sua comparsa. Un esordio della pubertà precoce è collegato a esperienze come adozione, assenza del padre, status economico basso, conflitti in famiglia, maltrattamento, mancanza di sensibilità materna e uso precoce di sostanze. ORMONI: potenti sostanze chimiche secrete dalle ghiandole endocrine e trasportate dal sistema sanguigno; la loro secrezione è controllata dall’interazione di IPOTALAMO, IPOFISI e GONADI. L’ipotalamo controlla le funzioni legate al MANGIARE, BERE e al SESSO; l’ipofisi controlla la CRESCITA e regola il funzionamento di altre ghiandole. Le GONADI sono le ghiandole sessuali, testicoli nei maschi e ovaie nelle femmine. I cambiamenti ormonali sono dati da due classi di ormoni la cui concentrazione è presente in maschi e femmine in quantità differenti: ANDROGENI (principali ormoni sessuali maschili) e ESTROGENI (principali ormoni sessuali femminili). Il TESTOSTERONE è l’androgeno fondamentale nel periodo della pubertà, poiché aumentando la sua concentrazione causa l’ingrandimento dei genitali esterni del ragazzo, cambio della voce e aumento dell’altezza. L’ESTRADIOLO è l’estrogeno molto importante nella pubertà delle ragazze, dato che il suo aumento causa l’aumento del seno, sviluppo uterino e cambiamenti ossei. I fattori ormonali non sono di per sé responsabili del comportamento adolescenziale; è stato dimostrato che i fattori sociali durano da 2 a 4 volte tanto nel determinare differenze nella