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TEORIE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
• Su fondamento innatista si basano sulla Grammatica Universale, considerata l’insieme dei
principi e dei parametri innati linguistici a prescindere dalle varie differenti lingue, che
fungono da guida per il bambino per lo sviluppo della grammatica mentale finale.
• Su fondamento costruttivista, emergentista o connessionista assumono che lo sviluppo del
linguaggio abbia alla base meccanismi generali comuni della cognizione umana.
APPROCCIO INNATISTA
• Si basa sul modello di grammatica generativa di Chomsky, secondo cui il linguaggio è una
facoltà specie-specifica, riservata al solo genere umano, un sistema combinatorio, dove finiti
elementi possono creare infinite combinazioni ricorsive, utilizzando regole per porre dei
limiti a combinazioni senza senso.
• Ritiene che il linguaggio sia biologicamente determinato, tuttavia con componenti che
potrebbero derivare da adattamenti successivi, componenti quali le facoltà di linguaggio in
senso lato FLB, mentre le facoltà in senso stretto FLN caratterizzano la specificità del
linguaggio umano, che deriva da un processo di mutazione genetica saltazionista.
Nell’ipotesi di Pinker, l’uomo avrebbe creato una nicchia cognitiva, che gli ha permesso di
ricavare risorse dall’ambiente e di agire come un super organismo cooperativo, e ritiene che
lo sviluppo del linguaggio, insieme a socialità e cognizione, si sia sviluppato come obiettivo
di comunicazione.
• Chomsky ipotizza un modello cognitivo modulare, dove la FLN è costituita da un numero
limitato di conoscenze astratte che sono alla base dello stato iniziale del linguaggio, della
Grammatica Universale, che comprende principi comuni a tutte le lingue.
• Secondo Chomsky, la lingua deriva dall’incontro dello stato iniziale con l’esperienza,
consistente nell’esposizione alla lingua del proprio paese, e viene appresa attraverso le
evidenze positive e quelle negative.
APPROCCIO EMERGENTISTA
• Si basa sulle idee di Mill, secondo cui le conoscenze derivano dall’interazione delle strutture
del sistema cognitivo con le caratteristiche del mondo fisico, mediante azioni senso-motorie
ed operatorie che modificano le strutture cognitive e le conoscenze nuove vanno oltre la
somma delle due parti interattive. Due tipi di interazione: semplici ed emergenti.
• Ritiene che il linguaggio derivi da un insieme di abilità che, unite ad un cervello, si sono
sviluppate per far fronte alla società, e che la grammatica sia la soluzione necessaria per
regolamentare un insieme di vari significati in un unico strumento comunicativo. Si basa su
una visione evoluzionistica adattazionista.
• Considera il linguaggio e i suoi processi di sviluppo come aventi gli stessi meccanismi dei
sistemi biologici.
• Per spiegarne il funzionamento, è stato elaborato il Competition Model, cui obiettivo è
spiegare le differenze qualitative e quantitative del processing linguistico di adulti e bambini
con diverse lingue o persone con diverse patologie. Esso ritiene che il linguaggio sia un
processo interattivo, dove viene effettuato un mapping tra forme superficiali e significati
sottostanti che viene mediato da altri elementi che variano da lingua a lingua.
• Ritiene che il linguaggio e le sue forme grammaticali vengano acquisite mediante l’uso, e
fondamentale è il processo statistico di apprendimento, un’abilità dominio-generale, che
permette di identificare nell’input le caratteristiche necessarie. Molto importanti sono anche
le informazioni statistiche distribuzionali, attraverso cui i suoni vicini alla propria lingua
sono frequenti, quelli che sono lontani dalla propria lingua assenti. I cue validity sono i
primi a comparire, ma l’acquisizione è limitata dalla percettibilità degli indizi.
APPROCCIO SOCIOCOSTRUTTIVISTA