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QUINTILIANO---LATINO, Dispense di Latino

L'autore latino descritto dettagliatamente e in maniera semplice da imparare

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 16/10/2025

gaia-crucitti
gaia-crucitti 🇮🇹

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QUINTILIANO
Marco Fabio Quintiliano nato in Spagna a calagurris, il padre era maestro a scuola e lo
manda a studiare presso maestri illustri, torna in Spagna e diventa avvocato. Galba
diventa imperatore e lo porta con sé a Roma. Qui continua la professione di avvocato e
poco dopo vespasiano gli affida l’incarico di maestro pubblico finanziato dallo Stato.
Sara sempre in buoni rapporti con i Flavi e con Domiziano che lo nomina precettore dei
nipoti. Muore nel 96 come Domiziano.
Quintiliano scrisse istituito oratoria in 12 libri e un tratto di retorica perduto “ de causis
corrupte eloquentie” (sulle cause della decadenza oratoria) accostato al dialogo di
Tacito. Per Quintiliano le cause erano da ricercare nella corruzione dei costumi, per
Tacito nella mancanza di libertà sotto l’impero. A lui sono attribuite declamazioni in
gruppi ma alcune sono spurie.
Oratoria:
-politico: discorsi uomini politici
-giudiziario/forense: discorsi difesa/accusa in tribunale
-epidittico: non rientra nell’opera di Quintiliano, discorsi dei greci per feste pubbliche,
morte, patria.
ISTITUTIO ORATORIA
È divisa in 12 libri. I primi due riguardano pedagogia, perché lui parte dall’infanzia e
spiega come educare il perfetto oratore. Dice che al bambino nella culla, le nutrici
devono parlare latino corretto e non sermo quotidianus. I genitori scelgono la scuola
che può essere:
-privata, più scelta dai patrizi, un precettore che seguiva il figlio;
-pubblica, finanziata dai privati quindi un maestro dava lezioni a più ragazzi in una
volta come lezioni di gruppo private.
Il bambino deve frequentare la pubblica per socializzare, divertirsi e sana
competizione.
Gli insegnamenti devono essere dati attraverso il gioco cioè il bambino impara
divertendosi e l’età può essere abbassata cioè che non inizia a studiare a 7 anni. Per
un insegnamento formativo, il maestro deve essere un padre per gli studenti:
permissivo e severo; deve andare contro le pene corporali perché mortificavano il
bambino, quando il bimbo faceva bene bisognava elogiarlo; bisogna dare il buon
esempio quindi il maestro deve avere criteri morali. L’insegnamento deve essere
tradizionale: nell’apprendimento ci deve essere gradualità. Dopo la sezione
pedagogica lui passa all’oratoria e analizza l’inventio, dispositio e elocutio, erano le
prime 3 parti della retorica.
-inventio: reperimento degli argomenti di cui parlare;
-dispositio: disporre in un discorso coerente le argomentazioni;
-elocutio: stile elevato o meno
Dopo tratta principali oratori greci e latini che devono essere seguiti non nei contenuti
ma nello stile: Cicerone e autori età augustea.
Critica l’arcaismo o eccessiva modernità di Seneca con le sue sentenze. Qui parla
anche dell’elegia: romani erano in grado di competere con i greci; satura: genere dei
romani “satura tota nostra est”.
Oratoria:
-atio: la gestualità, mimica
-
Il perfetto oratore “vir homes dicendi peritur”, non deve essere esperto di filosofia
perché i flavi detestano i filosofi e perché il filosofo avrebbe scoperto l’ingiustizia del
potere

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QUINTILIANO

Marco Fabio Quintiliano nato in Spagna a calagurris, il padre era maestro a scuola e lo manda a studiare presso maestri illustri, torna in Spagna e diventa avvocato. Galba diventa imperatore e lo porta con sé a Roma. Qui continua la professione di avvocato e poco dopo vespasiano gli affida l’incarico di maestro pubblico finanziato dallo Stato. Sara sempre in buoni rapporti con i Flavi e con Domiziano che lo nomina precettore dei nipoti. Muore nel 96 come Domiziano. Quintiliano scrisse istituito oratoria in 12 libri e un tratto di retorica perduto “ de causis corrupte eloquentie” (sulle cause della decadenza oratoria) accostato al dialogo di Tacito. Per Quintiliano le cause erano da ricercare nella corruzione dei costumi, per Tacito nella mancanza di libertà sotto l’impero. A lui sono attribuite declamazioni in gruppi ma alcune sono spurie. Oratoria: -politico: discorsi uomini politici -giudiziario/forense: discorsi difesa/accusa in tribunale -epidittico: non rientra nell’opera di Quintiliano, discorsi dei greci per feste pubbliche, morte, patria. ISTITUTIO ORATORIA È divisa in 12 libri. I primi due riguardano pedagogia, perché lui parte dall’infanzia e spiega come educare il perfetto oratore. Dice che al bambino nella culla, le nutrici devono parlare latino corretto e non sermo quotidianus. I genitori scelgono la scuola che può essere: -privata, più scelta dai patrizi, un precettore che seguiva il figlio; -pubblica, finanziata dai privati quindi un maestro dava lezioni a più ragazzi in una volta come lezioni di gruppo private. Il bambino deve frequentare la pubblica per socializzare, divertirsi e sana competizione. Gli insegnamenti devono essere dati attraverso il gioco cioè il bambino impara divertendosi e l’età può essere abbassata cioè che non inizia a studiare a 7 anni. Per un insegnamento formativo, il maestro deve essere un padre per gli studenti: permissivo e severo; deve andare contro le pene corporali perché mortificavano il bambino, quando il bimbo faceva bene bisognava elogiarlo; bisogna dare il buon esempio quindi il maestro deve avere criteri morali. L’insegnamento deve essere tradizionale: nell’apprendimento ci deve essere gradualità. Dopo la sezione pedagogica lui passa all’oratoria e analizza l’inventio, dispositio e elocutio, erano le prime 3 parti della retorica. -inventio: reperimento degli argomenti di cui parlare; -dispositio: disporre in un discorso coerente le argomentazioni; -elocutio: stile elevato o meno Dopo tratta principali oratori greci e latini che devono essere seguiti non nei contenuti ma nello stile: Cicerone e autori età augustea. Critica l’arcaismo o eccessiva modernità di Seneca con le sue sentenze. Qui parla anche dell’elegia: romani erano in grado di competere con i greci; satura: genere dei romani “satura tota nostra est”. Oratoria: -atio: la gestualità, mimica

Il perfetto oratore “vir homes dicendi peritur”, non deve essere esperto di filosofia perché i flavi detestano i filosofi e perché il filosofo avrebbe scoperto l’ingiustizia del potere