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TACITO----LATINO----, Dispense di Latino

L'autore latino descritto dettagliatamente e in maniera semplice da imparare

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 16/10/2025

gaia-crucitti
gaia-crucitti 🇮🇹

26 documenti

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TACITO
Della sua vita non abbiamo certezze né in merito alla data né al luogo.
Il cognome Tacitus era solito della Gallia Narbonese o Narbonense, quindi
probabilmente Publio Cornelio Tacito era originario di lì. Fu amico di Plinio il Giovane
infatti nell’epistolario di Plinio, dice di essere quasi suo coetaneo perciò probabilmente
nacque intorno al 55 d.C. Proviene da una famiglia molto facoltosa e giunto a Roma a
studiare, ebbe come maestro Quintiliano.
Sotto la dinastia Flavia ricoprì molte cariche politiche, percorrendo tutti i gradini del
cursus honorum, perché sposò la figlia di Giulio Agricola, personaggio influente sotto
Domiziano a cui fu affidata la campagna militare in Britannia; Agricola cadde in
disgrazia presso Domiziano che lo fece avvelenare ma ciò non uscì mai allo scoperto.
Tacito morì sotto Adriano intorno al 120 d.C.
Sono presenti due monografie storiche (monos trattazione di un argomento): Agricola
e Germania.
Le opere storiche sono le Historiae e Annales, quindi tratta un po’ tutta la storia del I
dc. Gli è attribuita anche un’altra opera ma lo stile utilizzato in quest’opera ha fatto
pensare che non fosse autentica, molto difficile da tradurre, ma secondo alcuni
potrebbe essere sua e sarebbe da attribuire al periodo giovanile.
MONOGRAFIE
Entrambe del 98, entrambe formate da 46 capitoli ed entrambe hanno un nome più
lungo quindi questa è una sintesi.
Agricola
Il titolo completo è
De vita et moribus Iulii Agricolae
(Sulla vita e i costumi di Giulio
Agricola). Agricola morto nel 93 d.C. ma Tacito, trovandosi in una spedizione, non ha
avuto modo di pronunciare l’orazione funebre per il suocero, di solito spettava al figlio
o a un parente maschio. Attende la morte di Domiziano, nel 96, per comporre l’opera
perché aveva paura delle ritorsioni.
- Nei primi capitoli con toni adulatori, elogia il principato di Nerva e Traiano che
avevano dato luce all’impero, dopo la tirannide di Domiziano.
- Descrive la vita politica di Agricola, poi la campagna in Britannia inserendo un
excursus sui popoli della Britannia (si rifà al De Bello Gallico di Cesare).
- Conclude l’opera con gli elogi del suocero, descritto come una persona virtuosa che
voleva fare del bene allo Stato ma non era stato ricompensato.
L’opera non appartiene a un unico genere ma anche al genere biografico; genere delle
Laudatio Funebris perché contiene gli elogi di questo defunto alla fine; genere del
libello politico (phanfle) perché vuole dimostrare che lo stato=l’imperatore non deve
essere servito né con adulazione né servilismo ma neanche con ribellione, identificata
col suicidio del saggio stoico considerato inutile perché non cambia il corso degli
eventi. Secondo alcuni voleva giustificare il proprio operato perché molti lo avevano
accusato di incoerenza visto che odiava e criticava Domiziano, ma aveva ricoperto le
cariche più alte sotto di lui. Vuole dimostrare anche che in tempi bui, sotto i tiranni,
possono operare persone oneste e dalla grande personalità. Molto importante è il
discorso che il capo dei Caledoni Calgano fa ai suoi soldati: critica aspramente i romani
dicendo che fanno il deserto ovunque, giustificando, dicendo che è necessario; lui
inserisce questo discorso non perché lui non creda nell’ imperialismo e crede anche
nel principato come migliore forma di governo, ma lo inserisce per fare vedere il punto
di vista dei vinti.
Un’altra opera che tratta della Germania risale al mondo latino ed è Germania di
Tacito
Germania monografia storica
Il titolo completo è De origine et situ Germanorum (sull’origine e sul sito dei germani).
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TACITO

Della sua vita non abbiamo certezze né in merito alla data né al luogo. Il cognome Tacitus era solito della Gallia Narbonese o Narbonense, quindi probabilmente Publio Cornelio Tacito era originario di lì. Fu amico di Plinio il Giovane infatti nell’epistolario di Plinio, dice di essere quasi suo coetaneo perciò probabilmente nacque intorno al 55 d.C. Proviene da una famiglia molto facoltosa e giunto a Roma a studiare, ebbe come maestro Quintiliano. Sotto la dinastia Flavia ricoprì molte cariche politiche, percorrendo tutti i gradini del cursus honorum, perché sposò la figlia di Giulio Agricola, personaggio influente sotto Domiziano a cui fu affidata la campagna militare in Britannia; Agricola cadde in disgrazia presso Domiziano che lo fece avvelenare ma ciò non uscì mai allo scoperto. Tacito morì sotto Adriano intorno al 120 d.C. Sono presenti due monografie storiche (monos trattazione di un argomento): Agricola e Germania. Le opere storiche sono le Historiae e Annales, quindi tratta un po’ tutta la storia del I dc. Gli è attribuita anche un’altra opera ma lo stile utilizzato in quest’opera ha fatto

pensare che non fosse autentica, molto difficile da tradurre, ma secondo alcuni

potrebbe essere sua e sarebbe da attribuire al periodo giovanile. MONOGRAFIE Entrambe del 98, entrambe formate da 46 capitoli ed entrambe hanno un nome più lungo quindi questa è una sintesi. Agricola

Il titolo completo è De vita et moribus Iulii Agricolae (Sulla vita e i costumi di Giulio

Agricola). Agricola morto nel 93 d.C. ma Tacito, trovandosi in una spedizione, non ha avuto modo di pronunciare l’orazione funebre per il suocero, di solito spettava al figlio o a un parente maschio. Attende la morte di Domiziano, nel 96, per comporre l’opera perché aveva paura delle ritorsioni.

  • Nei primi capitoli con toni adulatori, elogia il principato di Nerva e Traiano che avevano dato luce all’impero, dopo la tirannide di Domiziano.
  • Descrive la vita politica di Agricola, poi la campagna in Britannia inserendo un excursus sui popoli della Britannia (si rifà al De Bello Gallico di Cesare).
  • Conclude l’opera con gli elogi del suocero, descritto come una persona virtuosa che voleva fare del bene allo Stato ma non era stato ricompensato. L’opera non appartiene a un unico genere ma anche al genere biografico; genere delle Laudatio Funebris perché contiene gli elogi di questo defunto alla fine; genere del libello politico (phanfle) perché vuole dimostrare che lo stato=l’imperatore non deve essere servito né con adulazione né servilismo ma neanche con ribellione, identificata col suicidio del saggio stoico considerato inutile perché non cambia il corso degli eventi. Secondo alcuni voleva giustificare il proprio operato perché molti lo avevano accusato di incoerenza visto che odiava e criticava Domiziano, ma aveva ricoperto le cariche più alte sotto di lui. Vuole dimostrare anche che in tempi bui, sotto i tiranni, possono operare persone oneste e dalla grande personalità. Molto importante è il discorso che il capo dei Caledoni Calgano fa ai suoi soldati: critica aspramente i romani dicendo che fanno il deserto ovunque, giustificando, dicendo che è necessario; lui inserisce questo discorso non perché lui non creda nell’ imperialismo e crede anche nel principato come migliore forma di governo, ma lo inserisce per fare vedere il punto di vista dei vinti. Un’altra opera che tratta della Germania risale al mondo latino ed è Germania di Tacito Germania monografia storica Il titolo completo è De origine et situ Germanorum (sull’origine e sul sito dei germani).

E’ in 46 capitoli divisa in 2 parti:

  • Primi 27 capitoli trattano i luoghi, usi e costumi dei germani;
  • Gli altri 19 descrivono le singole tribù, anche le più remote. Scrive quest’opera sia perché vuole soddisfare la curiosità di commercianti italici, sia perché Traiano si era recato a Colonia in Germania. Si rifà al De bello Gallico di Cesare, alle Historiae di Sallustio e ad altri autori minori, però il fatto che lui segua fonti indirette nonostante fosse stato più volte in Germania sempre per incarichi militari conferisce all’opera una serie di inesattezze in quanto la Germania dai tempi di Cesare ai suoi era cambiata. L’opera è l’unica monografia di carattere etnografico giunta integra, anche perché prima di lui l’etnografia era stata trattata solo come excursus all’interno di varie opere. Nella descrizione dei germani segue il determinismo ambientale cioè è il clima che determina il carattere e l’aspetto fisico delle persone: lui dice che i germani erano molto forti fisicamente, erano templari abituati a sopportare il freddo ma erano meno intelligenti di quelli dell’aria mediterranea; li critica per il vizio di bere, per le risse, descritti come Rousseau descrive i popoli selvaggi. Tuttavia c’erano anche delle doti ad esempio non erano corrotti, le donne erano serie ed era molto raro, infatti la loro purezza viene usata per un confronto tra germani e romani. DIALOGUS DE ORATORIBUS L’opera è dedicata al console Fabio Giusto, da Augusto in poi, dal principato i consoli erano semestrali). L’opera risale al 102 d.C., lui fu console nel 100 ed è un dialogo alla maniera ciceroniana che avviene tra personaggi storici nella casa del tragediografo Curiazio Materno alla presenza di vari avvocati, che incarna le idee di Tacito. Il tema è quello della decadenza dell’oratoria:
  • I vari personaggi ritengono sia dovuta alla corruzione dei costumi, alla decadenza del sistema scolastico sia dell’istitutio della famiglia (riprende Quintiliano) cioè i giovani vengono fatti esercitare su temi fittizi;
  • Materno ritiene sia causata dalla mancanza di libertas quindi nel principato, infatti negli ultimi decenni della Repubblica, l’oratoria era fiorita, durante il principato ha dato pace quindi non c’è più motivo di liti. Tacito non critica il principato perché vuole dimostrare che pur non essendoci più il contradditorio politico c’erano molti benefici. Lo stile dell’opera fa pensare non sia di Tacito in quanto lui solitamente scrive in modo asimmetrico, probabilmente però appartiene al periodo giovanile quando ancora seguiva il classicismo e non si era creato uno stile proprio. OPERE STORICHE Trattano un po' tutta la storia del I secolo. Siccome Historiae e Annales non ci sono giunte complete non si sa con esattezza da quanti libri ciascuna di esse fosse composta perché San Gerolamo ci dice che in totale erano 30 libri quindi può darsi che historiae fosse composta da 14/16 libri e quindi i rimanenti negli Annales. In un primo mento dice di voler narrare l’età d’oro nella quale vive quindi il periodo di Traiano, tuttavia poi preferisce lasciare la trattazione di quel periodo alla sua vecchiaia, quindi quando sarà più tranquillo perché adesso vuole indagare sulle cause che hanno portato alla tirannide di Domiziano quindi: Historiae Narrano il periodo che va dal 01/01/69, quando Galba era a metà del suo regno (il 4 era Vespasiano), al 96 morte di Domiziano. A noi però sono giunti solo i primi 4 libri integri e il 5 incompleto in quanto si ferma alla spedizione del 70 in Palestina organizzata da Vespasiano e che aveva come generale suo figlio Tito. Il V libro comprende una sezione particolare: archeologia giudaica e contiene una digressione etnografica sui costumi degli ebrei, criticati da Tacito per il loro