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Quintiliano, opere e oratoria, Appunti di Latino

Breve sintesi sulle opere più importanti dell'autore Quintiliano e sulla sua oratoria

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 18/04/2019

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4.5

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Quintiliano
Opere
De causis curruptae eloquentiae: è un'opera andata perduta, nella quale Quintiliano imputa le
cause della corruzione dell'eloquenza alla scarsa preparazione culturale di maestri e alunni.
Insitutiones oratoriae: è la sua opera più importante, organizzata in 12 libri divisi in 115
unità testuali. I primi due libri sono di argomento pedagogico (nel primo si parla
dell'educazione del bambino in famiglia e della sua istruzione primaria presso il
grammatico, nel secondo della sua istruzione secondaria presso il retore), i libri dal III al IX
trattano di questioni tecniche, con considerazioni di Quintiliano sui vari tipi di oratoria
(politica, giudiziaria, epidittica) e sulle singole parti del discorso (inventio, espositio,
eruditio), il libro X è una panoramica critica sugli scrittori greci e latini da leggersi e
imitarsi, il libro XI parla delle tecniche della memoria e dell'acto e il libro XII parla di come
deve essere l'oratore ideale, facendo anche accenno ai suoi rapporti con il principe e
discorrendo sui criteri che egli deve assumerenell'accettare e preparare le cause e sul fine da
prefiggersi nell'esercizio dell'eloquenza.
Oratoria di Quintiliano
Quintiliano nel suo trattato conserva all'eloquenza il ruolo privilegiato che aveva sempre avuto nella
cultura romana, ma afferma anche la validità di altre discipline, come la lingua e le lettere greche, la
grammatica, la musica, e altre scienze che servono per la prontezza della mente, come la geometria,
la matematica, l'astronomia e la ginnastica. Si prospetta dunque la formazione globale della
persona.
Per Quintiliano, il perfetto cittadino non può essere altro che l'oratore, per cui il fine del percorso
educativo di una persona deve essere essenzialmente un fine etico. La formazione culturale non può
essere separata da quella morale, e oltre alle doti intellettive deve essere stimolata anche la virtus.
A tale scopo, Quintiliano rispolvera l'antica formula che identificava l'oratore nel ''vir bonus,
dicendi peritus'' (uomo integerrimo, esperto nell'arte di parlare in pubblico), accreditata da Catone il
Vecchio e ripresa in seguito da Cicerone. Malgrado i molti punti di contatto tra l'ideale di
Quintiliano e quello di Cicerone, la figura dell'oratore che esce dalle Institutiones Oratoriae è molto
lontana da quella ciceroniana, in quanto deve allinearsi alle esigenze del mutato contesto politico e
sociale.
Le Institutiones, come detto, iniziano con l'esaminare da vicino, nei primi due libri, il tema
educativo. Poichè secondo Quintiliano l'azione pedagogica non può non avere una ricaduta positiva
sul'allievo, egli presta grande attenzione al fanciullo e poi al ragazzo che si avvicina fiducioso alla
scuola. Analizza in particolare la psicologia infantile e adolescenziale, pronto a riconoscere le
diverse personalità e ad adeguare i metodi a seconda di esse. Preferisce l'istruzione collettiva a
quella individuale, in quanto più adatta a stimolare l'intelligenza, il senso comune e lo spirito di
emulazione, sottolineando però anche l'importanza della famiglia. E' contro le percosse, e a suo
avviso il maestro deve evitare punizioni corporali e nutrire per gli allievi sentimenti affettuosi e
quasi paterni per meritare la loro stima e fiducia. Un buon insegnamento e un buon insegnante,
dunque, sanno condurre l'allioevo a intraprendere, una volta cresciuto, il cammino della ''peritia
dicendi'' e dell' ''humanitas''.

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Quintiliano Opere

  • De causis curruptae eloquentiae: è un'opera andata perduta, nella quale Quintiliano imputa le cause della corruzione dell'eloquenza alla scarsa preparazione culturale di maestri e alunni.
  • Insitutiones oratoriae: è la sua opera più importante, organizzata in 12 libri divisi in 115 unità testuali. I primi due libri sono di argomento pedagogico (nel primo si parla dell'educazione del bambino in famiglia e della sua istruzione primaria presso il grammatico, nel secondo della sua istruzione secondaria presso il retore), i libri dal III al IX trattano di questioni tecniche, con considerazioni di Quintiliano sui vari tipi di oratoria (politica, giudiziaria, epidittica) e sulle singole parti del discorso (inventio, espositio, eruditio), il libro X è una panoramica critica sugli scrittori greci e latini da leggersi e imitarsi, il libro XI parla delle tecniche della memoria e dell'acto e il libro XII parla di come deve essere l'oratore ideale, facendo anche accenno ai suoi rapporti con il principe e discorrendo sui criteri che egli deve assumerenell'accettare e preparare le cause e sul fine da prefiggersi nell'esercizio dell'eloquenza. Oratoria di Quintiliano Quintiliano nel suo trattato conserva all'eloquenza il ruolo privilegiato che aveva sempre avuto nella cultura romana, ma afferma anche la validità di altre discipline, come la lingua e le lettere greche, la grammatica, la musica, e altre scienze che servono per la prontezza della mente, come la geometria, la matematica, l'astronomia e la ginnastica. Si prospetta dunque la formazione globale della persona. Per Quintiliano, il perfetto cittadino non può essere altro che l'oratore, per cui il fine del percorso educativo di una persona deve essere essenzialmente un fine etico. La formazione culturale non può essere separata da quella morale, e oltre alle doti intellettive deve essere stimolata anche la virtus. A tale scopo, Quintiliano rispolvera l'antica formula che identificava l'oratore nel ''vir bonus, dicendi peritus'' (uomo integerrimo, esperto nell'arte di parlare in pubblico), accreditata da Catone il Vecchio e ripresa in seguito da Cicerone. Malgrado i molti punti di contatto tra l'ideale di Quintiliano e quello di Cicerone, la figura dell'oratore che esce dalle Institutiones Oratoriae è molto lontana da quella ciceroniana, in quanto deve allinearsi alle esigenze del mutato contesto politico e sociale. Le Institutiones, come detto, iniziano con l'esaminare da vicino, nei primi due libri, il tema educativo. Poichè secondo Quintiliano l'azione pedagogica non può non avere una ricaduta positiva sul'allievo, egli presta grande attenzione al fanciullo e poi al ragazzo che si avvicina fiducioso alla scuola. Analizza in particolare la psicologia infantile e adolescenziale, pronto a riconoscere le diverse personalità e ad adeguare i metodi a seconda di esse. Preferisce l'istruzione collettiva a quella individuale, in quanto più adatta a stimolare l'intelligenza, il senso comune e lo spirito di emulazione, sottolineando però anche l'importanza della famiglia. E' contro le percosse, e a suo avviso il maestro deve evitare punizioni corporali e nutrire per gli allievi sentimenti affettuosi e quasi paterni per meritare la loro stima e fiducia. Un buon insegnamento e un buon insegnante, dunque, sanno condurre l'allioevo a intraprendere, una volta cresciuto, il cammino della ''peritia dicendi'' e dell' ''humanitas''.