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Marco Fabio Quintiliano nacque intorno al 35 d.C. a Calagurris. Perfezionò i propri studi a Roma, dove frequentò i migliori maestri di grammatica e di retorica. Terminati gli studi, tornò in patria verso il 60 e iniziò la professione di avvocato e maestro di retorica. La fortuna della sua vita fu l’amicizia con Galba che nel 68 lo convinse a seguirlo a Roma, dove ebbe molto successo. La capacità professionale di Quintiliano fu molto apprezzata poi dall’imperatore Vespasiano, che nel 78 gli concesse, per la prima volta nella storia romana, una cattedra di eloquenza con stipendio pubblico. Nell’88 si ritirò dall’insegnamento e si dedicò esclusivamente al suo fondamentale sull’ educazione dell’oratore: Institutio oratoria. Un'altra opera di Quintiliano è “De causis corruptae eloquentiae” dove affronta il tema della decadenza dell’oratoria. Sono invece conservate ma di dubbia autenticità due raccolte di declamazioni.
L’Institutio oratoria è diviso in dodici libri. Esso è preceduto da una breve lettera all’editore Trifone.
Il libro I è dedicato all’istruzione elementare e contiene un completo corso di grammatica.
Il libro II è un’introduzione alla scuola di retorica
Il libro III delinea la storia della retorica e presenta i tre generi oratori: celebrativo, deliberativo e giudiziario
Libri da IV a IX trattano dell’inventio (reperimento degli argomenti), dispositio (ordinamento degli argomenti) ed elocutio (elaborazione stilistica del discorso)
Libro X tratta della storia della letteratura latina in quanto il futuro oratore dovrà formare il proprio stile tramite la lettura dei migliori scrittori. Quintiliano cerca di dimostrare che la letteratura latina è ormai alla pari con quella greca. Se da un lato Cicerone è visto ovviamente come il modello di oratore perfetto, notevole è dall’altro la particolare antipatia per Seneca.
Libri XI e XII tratta delle ultime due parti della retorica ovvero la memoria e l’actio e il profilo dell’oratore perfetto.
Quintiliano presta molta attenzione alla psicologia dell’apprendimento. Secondo Quintiliano l’educazione dell’oratore deve essere curata fin dalla prima infanzia. Bisogna perciò far attenzione che le nutrici parlino correttamente, che i genitori siano colti e virtuosi, che i maestri siano esempi di competenza e moralità.
Vengono nettamente rifiutate le punizioni corporali perché inutili e dannose. Un’altra grande intuizione della pedagogia quintilianea è il valore del gioco per lo sviluppo dell’intelligenza. Quintiliano prende una decisa posizione a favore della scuola pubblica, e consiglia vivamente l’uso del precettore privato.