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riassunto del libro di Bertolini "Ragazzi difficili" - esame pedagogia speciale, della marginalità e devianza.
Tipologia: Sintesi del corso
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- Approccio fenomenologico: Per Bartolini è fondamentale superare ogni approccio _deterministico al fenomeno della devianza. Si tratta di indirizzare la riflessione sul contributo soggettivo per la costruzione della devianza; il contributo soggettivo -> è una messa in campo di elaborazioni cognitive particolari in base a cui l’individuo dà significato agli eventi che lo circondano.
Mete troppo alte rispetto alle sue capacità = lo scarto tra sé ideale e sé reale può portare il ragazzo alla paralisi dell’azione: egli diventa incapace di perseverare nello sforzo necessario per raggiungere quella meta. CAP. 5: Verso una pedagogia dei ragazzi difficili Cosa significa rieducare? Da un punto di vista educativo è importante riflettere sul fatto che spesso i ragazzi difficili hanno comportamenti simili apparentemente ma con vissuti profondamenti diversi. Non si tratta di ri-educare l’agire sociale ma di condurre il ragazzo verso una progressiva autocoscienza e una rivisitazione del suo modo di pensare, andando a eliminare i motivi che hanno portato il ragazzo ad assumere quel comportamento deviante. Rieducare = procedere verso una trasformazione della visione del mondo del ragazzo. Educare o Ri-educare? Non esistono grandi differenze ma analogie: si tratta di guardare sia allo sviluppo psicofisico del soggetto sia a quello intenzionale proiettati entrambi al futuro, sulla progettualità consapevole del sé. Maggiori, invece, sono le difficoltà dell'intervento rieducativo che si differenzia da quello educativo nel ritmo e nella direzione.
Appropriarsi di un diverso punto di vista, assumere un atteggiamento consapevole e critico rispetto al passato non in una sequenza temporale sono gli obiettivi finali. CAP. 6: Conoscere e comprendere. La sfida dell’incontro : l’incontro con un altro implica un passaggio da una situazione di alterità a una di reciproco riconoscimento ma questo passaggio non è sempre garantito. Il percorso può essere ricco di fraintendimenti e di negazioni. Un prerequisito fondamentale è la consapevolezza da parte dell’educatore dei probabili meccanismi di difesa che possono scattare nel ragazzo poiché sente che il suo incontro potrà essere pregiudicato. Per far si che questo non accada l’educatore dovrà lavorare continuamente sulle varie interpretazioni e opinioni del mondo del ragazzo difficile. Il messaggio implicito che l’educatore deve mandare al ragazzo è il suo pensiero di comprenderlo più che giudicarlo. L’incontro è di più livelli : interpersonale (interpretazione di sguardi, movimenti e posture), intrapersonale (silenzi, discorso interiore) e impersonale (formule convenzionali, discorso apparentemente insignificante). L’empatia è molto difficile -> Le strategie del ragazzo possono essere di 3 tipi: