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Riassunti libri igiene, Dispense di Pedagogia

Riassunto libri corso di Igiene

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 20/01/2026

alessia-montanini
alessia-montanini 🇮🇹

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UNITA’ 1 - Introduzione all’Igiene
Nel linguaggio corrente termine igiene =
pulizia
e viene usato in espressioni come
igiene personale
o
igiene della casa.
Disciplina igiene: termine deriva dal greco e
significa
buona salute.
Mitologia greca → Igea dea della salute, a cui si rivolgevano i
sani per mantenere la loro condizione di benessere. Panacea interveniva quando la
salute era andata persa, rimedio.
N.B: igiene = disciplina che ha fine di promuovere e conservare la salute sia
individuale sia collettiva.
Igiene disciplina caratterizzata da 3 peculiarità:
1. oggetto del proprio interesse non è l’uomo malato, ma quello “sano”
2. ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo, ma esteso all’intera
collettività
3. tipologia interventi non sono limitati all’uomo, ma estesi all’ambiente fisico e sociale
nel quale si trova inserito (individui inseriti nell’ambiente che li circonda e
profondamente influenzati)
Salute = fondamento della disciplina dell’igiene.
Fino al IXX sec: non esistevano definizioni di salute, ma veniva definita attraverso il
suo contrario (malattie) = era in salute chi non era malato.
XX sec: valore positivo della salute, cercare di stare bene, è migliorata la qualità di
vita, possibilità di prevenzione, terapia (attenzione rivolta all’aspetto fisico).
Metà XX sec: rivoluzione culturale, 1948 è stata istituita l’organizzazione mondiale
della sanità = organizzazione delle nazioni unite che si occupa della tutela della salute
delle persone. Nel suo atto costitutivo ha riportato definizione di salute dove (per
prima volta) si evidenzia come la salute presenti diverse dimensioni: componenti
mentali e sociali.
assenza di malattia → benessere fisico → salute come “stato completo di benessere
fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia” (visione olistica).
N.B: salute definita in questo modo, esalta come essa sia determinata da fattori
ambientali (ambiente fisico e sociale), ed in parte da fattori individuali (oggettivi e
soggettivi). Fattori ambiente fisico e sociale possono agire in senso positivo o negativo
sulle condizioni di salute e sullo sviluppo di malattie, ma a parità di condizioni
ambientali si può avere una diversa percezione della propria condizione di benessere.
Altre definizioni di salute:
- salute non è condizione statica di equilibrio perfetto; al contrario, essa consiste in
uno sforzo continuo di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali
- condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo
dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale’
Condizioni necessarie per raggiungere la salute: per raggiungere stato completo di
benessere fisico, mentale e sociale un soggetto/una comunità, deve essere in grado di
realizzare le sue aspirazioni, soddisfare i suoi bisogni e tener testa con successo alle
situazioni ambientali. Salute è un bene importantissimo ed è risorsa per la vita di ogni
giorno e non obiettivo della vita.
Salute come diritto fondamentale della persona. Tutti i paesi che hanno una
costituzione prevedono un articolo sulla salute:
- articolo 32 della Costituzione Italiana
- articolo 35 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea
I determinanti di salute
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UNITA’ 1 - Introduzione all’Igiene

Nel linguaggio corrente termine igiene = pulizia e viene usato in espressioni come

igiene personale o igiene della casa. Disciplina igiene: termine deriva dal greco e

significa buona salute. Mitologia greca → Igea dea della salute, a cui si rivolgevano i

sani per mantenere la loro condizione di benessere. Panacea interveniva quando la salute era andata persa, rimedio. N.B: igiene = disciplina che ha fine di promuovere e conservare la salute sia individuale sia collettiva. Igiene disciplina caratterizzata da 3 peculiarità:

  1. oggetto del proprio interesse non è l’uomo malato, ma quello “sano”
  2. ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo, ma esteso all’intera collettività
  3. tipologia interventi non sono limitati all’uomo, ma estesi all’ambiente fisico e sociale nel quale si trova inserito (individui inseriti nell’ambiente che li circonda e profondamente influenzati) Salute = fondamento della disciplina dell’igiene. Fino al IXX sec: non esistevano definizioni di salute, ma veniva definita attraverso il suo contrario (malattie) = era in salute chi non era malato. XX sec: valore positivo della salute, cercare di stare bene, è migliorata la qualità di vita, possibilità di prevenzione, terapia (attenzione rivolta all’aspetto fisico). Metà XX sec: rivoluzione culturale, 1948 è stata istituita l’organizzazione mondiale della sanità = organizzazione delle nazioni unite che si occupa della tutela della salute delle persone. Nel suo atto costitutivo ha riportato definizione di salute dove (per prima volta) si evidenzia come la salute presenti diverse dimensioni: componenti mentali e sociali. assenza di malattia → benessere fisico → salute come “stato completo di benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia” (visione olistica). N.B: salute definita in questo modo, esalta come essa sia determinata da fattori ambientali (ambiente fisico e sociale), ed in parte da fattori individuali (oggettivi e soggettivi). Fattori ambiente fisico e sociale possono agire in senso positivo o negativo sulle condizioni di salute e sullo sviluppo di malattie, ma a parità di condizioni ambientali si può avere una diversa percezione della propria condizione di benessere. Altre definizioni di salute:
  • salute non è condizione statica di equilibrio perfetto; al contrario, essa consiste in uno sforzo continuo di adattamento alle mutevoli condizioni ambientali
  • condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale’ Condizioni necessarie per raggiungere la salute: per raggiungere stato completo di benessere fisico, mentale e sociale un soggetto/una comunità, deve essere in grado di realizzare le sue aspirazioni, soddisfare i suoi bisogni e tener testa con successo alle situazioni ambientali. Salute è un bene importantissimo ed è risorsa per la vita di ogni giorno e non obiettivo della vita. Salute come diritto fondamentale della persona. Tutti i paesi che hanno una costituzione prevedono un articolo sulla salute:
  • articolo 32 della Costituzione Italiana
  • articolo 35 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea I determinanti di salute

Salute individuo/comunità/popolazione è influenzata da molteplici fattori chiamati determinanti di salute = fattori che interagiscono nell’impostare, mantenere, alterare le condizioni di salute nel corso della vita. Possono essere:  non modificabili: patrimonio genetico, genere, età  socio-economici: reddito, istruzione, occupazione, esclusione sociale  ambientali: aria, acqua, alimenti, abitazione  comportamentali: alimentazione, attività fisica, abitudine al fumo, all’alcool, abitudini sessuali  accesso ai servizi: sistema scolastico, sistema sanitario, servizi sociali, trasporti, attività ricreative Fattori positivi di salute :

  • personali: educazione alla salute, stabilità emotiva, situazione affettiva soddisfacente, disponibilità di lavoro, soddisfazione lavorativa, integrazione, buono stato nutrizionale, protezione immunitaria.
  • comportamentali: corrette abitudini di vita
  • ambientali: aria, acqua e alimenti di buona qualità, abitazione adeguata, servizi sanitari scolastici Determinanti di salute possono essere strettamente individuali (genere, età, patrimonio genetico), oppure individuati dal comportamento personale, da fattori sociali che possono rivelarsi un vantaggio o uno svantaggio, da condizioni di vita, lavoro e accesso ai servizi sanitari, da condizioni generali socioeconomiche, culturali e ambientali. Studio determinanti della salute costituisce base dell’Igiene, perché consente di analizzare (e possibilmente modificare) i fattori che influenzano insorgenza ed evoluzione delle malattie. Messaggi chiave:  salute è risultato di una serie di determinanti, molti dei quali non rientrano nel campo sanitario  promozione salute richiede contributo di molti altri settori economici e sociali, oltre a quello sanitario  se promozione salute coinvolge anche figure e professionalità non mediche ed esterne al contesto sanitario, avrà maggiori possibilità di diffondersi in modo capillare nella popolazione, con risultati positivi Malattia Ci sono fattori che agiscono negativamente sulla salute e possono portare nel tempo all’insorgenza di una malattia. Tra salute e malattia c’è un continuum (non sono identità distinte). Principali fattori di rischio della salute → rischio = probabilità di un soggetto di andare incontro ad una malattia:  fattori genetici: alterazioni genetiche (down), stati di predisposizione. Il nostro genoma può predisporre una persona verso determinate patologie rispetto ad altre.  fattori comportamentali: alimentazione scorretta, inattività fisica, abitudine fumo e alcol. Maggior parte patologie di oggi sono legate a questi comportamenti. Mutazioni culturali e sociali hanno profondamente cambiato lo stile dell’alimentazione; inoltre società di oggi porta ad una vita più sedentaria.  fattori ambientali: inquinamento atmosferico, idrico e alimentare, rischi occupazionali, microorganismi patogeni (responsabili delle malattie infettive), abitazione, contesto urbano inadeguato. N.B: 40% del carico di malattia totale in Italia è attribuibile a fattori noti, mentre il 60% non è direttamente attribuibile a un fattore noto.

conservare e migliorare la salute ed evitare l’insorgenza di patologie/rallentare la progressione delle stesse. Interventi possono essere rivolti alle singole persone, alla popolazione nel suo complesso e all’ambiente di vita e di lavoro. Ex. interventi di prevenzione:

  • nelle malattie infettive → vaccinazioni, disinfezione, sicurezza alimenti, potabilizzazione dell’acqua, educazione a comportamenti corretti.
  • nelle malattie croniche non trasmissibili → educazione alla scelta di comportamenti favorevoli alla salute, educazione alimentare, lotta al fumo, limitazioni uso di alcol, norme di legge contro l’inquinamento, norme sulla salubrità e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro. Educazione alla salute (ruolo fondamentale nella prevenzione): consente di apprendere informazioni sulla salute e acquisire abilità per modificare atteggiamenti e adottare comportamenti favorevoli alla propria salute. Obiettivo = indurre persone a fare scelte positive riguardo atteggiamenti e comportamenti atti a promuovere la salute e prevenire le malattie (promuovere coscienza autonoma e responsabilità). Promozione e mantenimento salute nella prima infanzia Prima infanzia momento della vita che ha proprie specificità per promozione e mantenimento della salute:  mancanza di autonomia e dipendenza dell’adulto  comportamenti e stili di vita degli adulti influenzano e determinano la salute del bambino  condizioni salute neonato/bambino nella prima infanzia dipendono dal livello di benessere della vita fetale e quindi della salute materna  infanzia fase cruciale per la salute delle età successive N.B: prima infanzia è fase di vita significativa dello sviluppo, superiore per qualità e quantità a quello di qualunque altro periodo successivo e interessa tutti i principali settori vitali: fisico, motorio, sensoriale, del linguaggio e della personalità. Numerosi fattori possono interferire sul ritmo e qualità dello sviluppo tra cui l’alimentazione e l’insorgenza di malattie = fondamentale prevenzione di infezioni e traumatismi e la promozione di una corretta alimentazione e adeguata attività fisica. Educatori, genitori e servizi sanitari del territorio, perseguono l’obiettivo di tutelare e promuovere la salute del bambino. Salute nei Servizi dell’infanzia dal punto di vista igienico-sanitario → educazione alla salute, corretta alimentazione, requisiti ottimali di sicurezza, igiene degli ambienti, prevenzione e controllo delle malattie trasmissibili. UNITA’ 2 - Generalità sulle malattie infettive Storia delle malattie infettive → strettamente legata alla storia dell’umanità. N.B: ex. poliomielite 5000 anni fa: malattia che provoca paralisi degli arti inferiori (già nota nella civiltà egizia). Per 5000 anni i virus polio sono sopravvissuti e si sono propagati infettando gli esseri umani che rappresentano il loro habitat naturale. Malattie infettive nel passato, epidemie più note:  epidemia di peste : nel 1300 in 4 anni 25 milioni di morti in Europa  influenza e vaiolo : nel 1500 alla conquista del nuovo mondo, indigeni America erano stati per molto tempo isolati dal resto del mondo e non conoscevano queste malattie, quando i conquistatori sono sbarcati nel nuovo mondo diffusero queste malattie tra gli indigeni.  la Spagnola : forma di influenza diffusa tra 1918-1920 oltre 20 milioni di morti nel mondo.

Malattie infettive nel XX secolo: seconda metà del XX sec si è assistito, in particolare nei Paesi ad alto reddito, a una sensibile riduzione della morbilità e mortalità per malattie infettive, grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e alla disponibilità di vaccini e farmaci antimicrobici. Attenzione si rivolge alle nuove cause di morbosità e mortalità (malattie cardiovascolari, tumori…). Principali successi nei confronti delle malattie infettive, nei Paesi ad alto reddito, sono state: eradicazione (non esiste più il virus in circolazione) mondiale del vaiolo, eliminazione poliomielite in Europa e in altre Regioni OMS, eliminazione difterite e controllo sulla tubercolosi. Malattie infettive nel XXI secolo: continuano ad avere grande peso e le principali caratteristiche sono:  emergenza di nuove malattie infettive non presenti nel passato (COVID)  diffusione di malattie note, considerate sotto controllo (morbillo)  aumento delle infezioni sostenuti da agenti resistenti ai farmaci, problema drammatico N.B: la comparsa e diffusione della resistenza agli antibiotici (farmaci che agiscono contro le cellule batteriche) = capacità batteri di contrastare l’azione di un antibiotico → problema riconosciuto in tutto il mondo. Resistenza agli antibiotici riduce drasticamente il numero di antibiotici disponibili per la cura delle malattie. Usarli in modo corretto, mai per curare raffreddore e influenza.  evidenze sul ruolo eziologico degli agenti infettivi del determinismo di patologie non infettive (ex. tumore cervice uterina, epatocarcinoma). Tumori associati alla presenza di agenti chimici, fisici…però si sa anche che alcuni microorganismi sono in grado di causare tumori. Quali fenomeni favoriscono l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive?  cambiamento e adattamento degli agenti microbici  diversa suscettibilità dell’uomo, le dinamiche demografiche e gli stili di vita  cambiamenti climatici e la modifica degli ecosistemi  sviluppo economico, tecnologico e industriale e lo sfruttamento del territorio  incremento degli spostamenti di popolazione e degli scambi commerciali (globalizzazione)  guerre, carestie, povertà e disuguaglianze sociali  sviluppo di resistenza agli antimicrobici Malattie infettive = patologie che riconoscono come causa necessaria un agente eziologico (causa) di natura biologica (microorganismi come batteri o virus) e sono in genere trasmissibili (in grado di diffondersi da un individuo all’altro). Microrganismi = organismi di dimensione microscopiche (milioni di volte più piccolo

del millimetro). Microrganismi sono amici o nemici? Non tutti i microrganismi sono

nocivi per noi. Da un punto di vista antropocentrico i microrganismi possono essere classificati in:

  1. saprofiti: vivono nell’ambiente esterno nutrendosi del materiale in decomposizione. Maggior parte innocui, anzi svolgono funzioni utili → indispensabili per il ciclo della materia (se non ci fossero verrebbe meno il nutrimento delle piante e animali). Molti sono strutturati dall’uomo in campo alimentare (ex. yogurt) o in altri ambiti.
  2. commensali: vivono sulla cute e sulle mucose umane senza danneggiare l’ospite. Presenti nei diversi distretti dell’organismo umano:
  • cavo orale: numerose specie, 1 ml di saliva contiene 500 milioni di cellule batteriche
  • apparato respiratorio (bocca): numerose nelle prime vie aeree, mentre dalla laringe in giù diminuisce, polmoni generalmente sterili
  • apparato digerente (bocca): modesta in stomaco e intestino tenue, cospicua nell’intestino crasso (è il 30-50% dell’intera massa fecale)

di conseguenza veniamo a contatto se ci feriamo, tagliamo se il materiale è sporco di terriccio, polvere che ha queste spore. Virus : acellulari o subcellulari (virus non sono costituiti da cellule), dimensioni dell’ordine di nanometri (milionesimi di millimetri). Non sono capaci di vita autonoma, ma per replicarsi necessitano dell’apparato metabolico di una cellula vivente = si possono riprodurre solo nelle cellule viventi di animali, piante e batteri. Per questo vengono detti parassiti endocellulari obbligati. Struttura di un virus: entità piccolissima, contiene materiale genetico che è avvolto in un involucro (capside) e da forma al virus. Particella virale prende il nome di virione ed è costituito da varie parti:

  • genoma: costituito da un acido nucleico, RNA o DNA, che contiene l’informazione genetica
  • capside: involucro proteico di rivestimento che conferisce la forma al virus
  • pericapside: struttura facoltativa che riveste il capside Ciclo di replicazione dei virus → ogni virus può penetrare solo in alcune cellule. Si moltiplicano solo nelle cellule viventi  adesione del virus alla superficie della cellula da infettare  penetrazione del virus nella cellula  esposizione del genoma virale  sintesi dei comportamenti virali, all’interno della cellula vengono riprodotte le strutture virali  assemblaggio delle nuove componenti virali  rilascio dei virioni maturi della cellula ospite → ogni virione dà origine a centinaia di copie di virus identici, che una volta usciti dalla cellula ne vanno ad infettare altre. N.B: durata ciclo 6-7 ore nei virus piccoli, fino a 24 ore in quelli più grandi. Danno subito dalla cellula ospite può essere di natura diversa: dalla morte della cellula, alla trasformazione in una cellula tumorale. Difese dell’organismo : essere umano a contatto con microrganismi da sempre, ha sviluppato meccanismi di difesa che funzionano continuamente e ci permettono di vivere in ambiente con miliardi di microrganismi e non essere continuamente colpiti da infezioni. Due sistemi di difesa che agiscono in modo sinergico
  1. difesa aspecifica o immunità innata (difese non specifiche): meccanismi innati e che entrano in gioco quando il microrganismo ci vuole attaccare, impedisce che penetri nel nostro organismo. Prima difesa che possediamo sono una serie di barriere difensive dell’organismo (cute e mucose integre, secrezioni ad azione antimicrobica, ciglia vibratili, microrganismi commensali). Questi meccanismi sono localizzati nei distretti del nostro corpo che comunicano con l’esterno e che facilmente incontrano microrganismi. Insieme a queste barriere ci sono anche altri meccanismi che comprendono l’intervento di: cellule ad attività fagocitaria (neutrofili, macrofagi) e ad azione citotossica (natural killer).
  2. difesa specifica: meccanismo più complesso, perché sistema immunitario non agisce in tempi rapidi e si attiva quando un organismo ha superato le barriere e si è moltiplicato nel nostro organismo. Risposta immunitaria individuo nei confronti di uno specifico microrganismo, che l’organismo riconosce come estraneo per la presenza di determinati antigeni (antigene: sostanza estranea in grado di indurre una risposta immunitaria). Antigeni microbici = proteine o polisaccaridi presenti sugli involucri esterni dei microrganismi in grado di indurre una risposta immunitaria. Cellule deputate alla risposta immunitaria:

- linfociti B (risposta immunitaria mediata da anticorpi)

- linfociti T (risposta immunitaria cellulo-mediata)

Caratteristiche della risposta immunitaria  specificita’ della risposta: riconoscimento della forma di antigeni (generatore di anticorpi) di superficie

 capacita’ di distinguere il self dal non self: sa riconoscere ciò che è estraneo, preservando i normali costituenti dell’organismo  memoria: alla fine dell’infezione permangono cellule di memoria, proteggono individuo da re-infezioni da parte dello stesso patogeno N.B: antigeni microbici stimolano la risposta immunitaria specifica (rispondiamo in modo specifico a seconda dell’antigeno) mediata da anticorpi e/o cellulo-mediata → consegue un’immunità attiva (la produciamo noi) acquisita naturalmente, che può durare tutta la vita e proteggere da successive re-infezioni (immunità passiva quando riceviamo anticorpi dall’esterno). UNITA’ 3 - Principi di epidemiologia delle malattie infettive Rapporto microrganismi-ospite (ospite: il nostro organismo) Quando veniamo a contatto con microrganismo (agente infettante), prima cosa che succede è il contagio cioè momento del contatto tra agenti infettanti e ospite. Contagio sfocia in un’infezione (può anche non sfociare in un’infezione) = invasione e moltiplicazione di agenti infettanti in tessuti dell’ospite con danno locale, che progredisce in malattia infettiva (manifestazione clinica, presenza segni e sintomi caratteristici). Se microrganismo ha sopravvento sulle nostre difese abbiamo la comparsa della malattia infettiva. contagio → infezione → malattia infettiva N.B: infezione e malattia infettiva non sono sinonimi. Malattia si manifesta solo nei soggetti in cui il potere patogeno del microrganismo prevale sulle difese dell’organismo ospite, con conseguenti danni che si manifestano con una tipica sintomatologia. Malattia compare dopo un periodo di incubazione, che cambia in base alle diverse malattie (ex. salmonella 12-36 ore, meningite 2-10 giorni, morbillo 8- giorni, varicella 14-21 giorni, epatite 60-90 giorni). Fattori che influenzano l’insorgenza della malattia infettiva: agenti infettanti (virus, batteri) sono necessari per la comparsa della malattia ma non sono sufficienti. Avvio e sviluppo dell’infezione, l’evoluzione in malattia e le caratteristiche cliniche della malattia, dipendono dall’esito dell’interazione tra l’agente infettante e l’ospite. Capacità aggressive del microrganismo dipendono da:  patogenicità: capacità di alcuni microrganismi di causare un danno all’ospite e di determinare la malattia.  virulenza: grado con cui microrganismo esprime la patogenicità, causando una malattia più o meno grave.  carica infettante: quantità di microrganismi che raggiungono l’ospite ricettivo. Fattori relativi all’ospite = suscettibilità o recettività dell’ospite dipende da:  età della persona  stato di nutrizione  stato di salute psicofisica  abitudini di vita  patologie croniche concomitanti, traumi, terapie farmacologiche  immunità acquisita Quando agente infettante si stabilisce nell’ospite si possono verificare diverse evenienze (non è sicuro che ci ammaliamo):  colonizzazione: microrganismo presente sulla superficie corporea (cute o mucose) e si riproduce in maniera sufficiente a mantenere la sua numerosità, senza determinare alcuna reazione nell’ospite.  infezione inapparente: microrganismo si moltiplica e causa reazione misurabile (ex. produzione di anticorpi specifici) non rinvenibile clinicamente.

  • Epatite B: inizia alcune settimane prima del manifestarsi della sintomatologia e permane per tutta la durata della malattia. Tutti i portatori cronici sono potenzialmente contagiosi. Serbatoio di infezione → habitat naturale degli agenti infettanti. Specie animale o substrato inanimato che rappresenta l’habitat in cui gli agenti infettivi normalmente vivono e si moltiplicano. Zoonosi: malattie infettive dell’uomo causate da microrganismi primariamente patogeni per altre specie animali. Serbatoio di infezione può essere rappresentato da specie animali diverse dall’uomo.
  1. modalità di trasmissione delle infezioni

- trasmissione verticale: si verifica nella discendenza (dalla madre in gravidanza, parto

al bambino).  durante la gravidanza (trasplacentare): se madre contrae infezione comunemente, agenti infettanti non vengono trasmessi al bambino, tranne alcune malattie (ex. rosolia, toxoplasmosi, AIDS) attraversando la placenta.  durante il parto (perinatale): madre può infettare neonato attraverso contatto con secrezioni genitali o sangue materno (ex. AIDS, Epatite B)

- trasmissione orizzontale: si verifica da un ospite ad un altro. Sorgente di infezione,

durante periodo di contagiosità, espelle gli agenti infettanti all’esterno e possono raggiungere un altro ospite recettivo. Trasmissione divisa in: diretta, semi-diretta, indiretta.  trasmissione diretta = implica passaggio diretto dell’agente patogeno/infettante dalla sorgente di infezione al soggetto recettivo (contatto fisico interumano)  trasmissione semi-diretta = agente infettante passa diretto da un’ospite ad un altro, trasmissione però si verifica attraverso goccioline di secrezioni infette (“goccioline di Flugge”), prodotte dalla sorgente di infezione (parlando, starnutendo, tossendo, cantando o attraverso pratiche assistenziali), che vanno a depositarsi sulla mucosa nasale, congiuntivale o del cavo orale di un ospite recettivo situato a breve distanza. Semi-diretta perché l’agente infettante passa direttamente da uno all’altro, però non c’è un contatto fisico tra la sorgente di infezione e il soggetto recettivo.  trasmissione indiretta = agente infettante prima di raggiungere un ospite recettivo trascorre un tempo più o meno lungo nell’ambiente esterno. Eseguita solo da microrganismi più resistenti, perché devono sopravvivere nell’ambiente esterno, dove trovano fattori che possono limitarne la sopravvivenza (temperatura, raggio solari…). Microrganismi più resistenti ai fattori inattivi presenti nell’ambiente esterno possono raggiungere un ospite recettivo anche a distanza (di luogo e/o di tempo) dalla sorgente di infezione. Trasmissione indiretta può compiersi tramite svariati veicoli (intermediari inanimati, ex. oggetti di uso comune) e vettori (intermediari animati) attraverso cui gli agenti infettanti vengono trasferiti dalla sorgente di infezione all’ospite recettivo.

Veicoli di infezione: intermediari non animati, non viventi

  • acqua: facilmente contaminata da microrganismi, veicolo di infezione particolarmente efficiente.
  • alimenti: veicolo efficiente perché contengono nutrimento, acqua, quelle condizioni idonee per la sopravvivenza dei microrganismi e dei batteri. Alimenti più favorenti come uova, carne, latte…
  • oggetti di uso comune: come gli spazzolini, rasoi, asciugamani…
  • strumenti medico-chirurgici

Vettori di infezione: organismi viventi, che contribuiscono a diffusione agenti infettanti,

possono essere:

  • obbligati (attivi): ex. zanzara (vettore della malaria), senza di essi la malattia non si trasmette
  • facoltativi (passivi): agente infettante non ha bisogno della mosca per trasmettersi, ma può contribuire alla sua diffusione, ex. la mosca domestica. Passivo perché contribuisce alla diffusione ma non è necessario.
  1. vie di ingresso : cute rappresenta barriera che non può essere attraversata da microrganismi a meno che non ci siano ferite o punture di insetti. Microrganismi penetrano attraverso le mucose come le vie respiratorie, apparato digerente, vie genito-urinarie, congiuntive
  2. individuo recettivo : può o meno diventare sorgente di infezione per altri individui N.B: non tutte le malattie infettive sono contagiose, sono contagiose le malattie in cui ospite diffonde agente infettante attraverso più vie di espulsione. Malattie non contagiose: agenti infettanti responsabili non vengono espulsi nell’ambiente esterno e la loro trasmissione richiede l’intervento di vettori (ex. malaria) o di particolari evidenze (ex. tetano, botulismo). UNITA’ 4 - Prevenzione generale delle malattie infettive Prevenzione malattie infettive: (vengono raggruppati in base alla loro finalità) - potenziare difese soggetto recettivo = difese immunitarie, vaccini, immunoglobuline
  • individuare e inattivare sorgenti di infezione = notifica e misure contumaciali, allontanamento dalla collettività
  • interrompere catena di trasmissione = disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione, educazione Immunità = stato di protezione nei confronti di agenti infettanti; può essere acquisita naturalmente/ artificialmente:

- attiva naturale: immunità che si acquisisce dopo la guarigione dalle malattie o

infezioni asintomatiche (inapparenti). Attiva perché l’organismo reagisce agli agenti infettanti (antigeni) e produce la risposta immunitaria.

- passiva naturale: immunità che possiede bambino alla nascita, dovuta agli anticorpi

trasmessi dalla madre tramite il sangue placentare (IgG) e dopo con l’allattamento al seno (IgA). Passiva perché bambino ha questa protezione che non ha prodotto lui, ma la riceve dalla madre. Immunità che non dura nel tempo. N.B: nell’immunità attiva c’è una memoria, in quella passiva no.

- attiva artificiale: immunità attraverso somministrazione di vaccini (immunoprofilassi

attiva)

- passiva artificiale: immunità attraverso somministrazione di immunoglobuline (=

anticorpi) (immunoprofilassi passiva) Vaccini = vanno a conferire un’immunità attiva, stimolando il nostro sistema immunitario a produrre una risposta immunitaria (anticorpi…) = per fare ciò nel vaccino sono contenuti antigeni in grado di stimolare risposta immunitaria che permetta di istaurare nel nostro organismo una memoria che ci protegga dall’attacco dello stesso microrganismo. Vaccini sono sospensioni di microrganismi o di materiali di origine microbica resi non dannosi per l’organismo, ma idonei a funzionare da stimolo antigene. Requisiti che deve contenere un vaccino sono: sicurezza e immunogenicità (risposta immunitaria che porta ad una memoria che ci protegge dallo stesso agente infettante). Edward Jenner medico inglese introdusse pratica dell’innesto di materiale tratto da pustole di bovini per proteggere uomini dal vaiolo (1798). Vide che vaiolo non

Vaccino oltre agli antigeni, contengono anche altre sostanze, ex: adiuvanti o stabilizzanti, che servono per mantenerli inalterati nel tempo fino al momento del loro utilizzo. Perché vaccinare?  modo più efficace per prevenire e proteggere da nuove malattie il nostro organismo (malattie per cui ci vacciniamo sono solitamente quelle a cui non c’è una cura)  non protegge solo chi lo fa, ma tutta la collettività  può arrivare, in alcuni casi, alla riduzione e all’eradicazione (= scomparsa della malattia, non solo non ci sono più casi, ma non esistono nemmeno gli agenti infettanti in circolazione) di alcune malattie che possono causare gravi complicazioni e/o per le quali non esistono terapie efficaci. Beneficio individuale Beneficio collettivo protezione della persona vaccinata rispetto alle conseguenze di una patologia (immunità individuale) deriva dal fatto che ogni persona che viene vaccinata non solo non si ammala perché non contrae la malattia, ma non è fonte di infezione per gli altri. Via via che le persone si vaccinano diminuisce la percentuale di infezione della collettività, coloro che non sono vaccinati hanno minor probabilità di venire a contatto con gli agenti infettanti (immunità collettiva) Popolazione raggiunge certo livello di persone vaccinate → “ immunità di gregge o herd immunity” = barriera che consente di ridurre la circolazione dell’agente infettante; 95% è la soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per raggiungere l’immunità di gregge. Raggiungimento di tale soglia consente di tutelare anche coloro che non sono ancora vaccinati o che non possono vaccinarsi = importante vaccinarsi anche per proteggere i più deboli che non possono farlo a causa di controindicazioni, ex. soggetti immunodepressi, con problematiche che ostacolano la buona riuscita del vaccino, oppure anche bambini troppo piccoli per essere vaccinati. Obiettivi di un programma di vaccinazione

- contenimento malattia: tenendola sotto controllo, talvolta raccomandata solo ad

alcune fasce di età, salvaguardando la parte di popolazione secondo cui quella malattia può provocare effetti gravi (ex. vaccino antinfluenzale, proposto gratuitamente alla popolazione più anziana a causa di serie complicanze nel caso in cui dovessero contrarre l’influenza)

- eliminazione malattia: scomparsa malattia da una determinata area geografica,

perché si è ridotta la circolazione dell’agente eziologico

- eradicazione malattia: scomparsa malattia e agente eziologico a livello globale.

Introduzione vaccinazioni ha consentito nel tempo di ridurre diffusione di alcune malattie gravi/mortali o eliminarle (ex. vaiolo). Invece poliomielite è in fase di eradicazione, persiste solo un tipo di poliomielite in una o due nazioni globali. Vaiolo : ha decimato milioni di persone, nel 1967 diversi paesi avevano il vaiolo presente con mortalità del 20-60% (OMS ha lanciato campagna di eradicazione del vaiolo con la cooperazione di tutti i paesi). 1977 ultimo caso di vaiolo naturale in Somalia; 1980 OMS ha annunciato l’eradicazione del vaiolo = abbiamo smesso di vaccinarci (nessun caso di vaiolo è stato più osservato nel mondo). Italia vaccinazione abolita nel 1981. Poliomielite : malattia paralitica che si trasmette per ingestione di questi virus, agiscono sul sistema nervoso e che portano invalidità. Vaccino scoperto fine anni ’60;

1988 ancora presente in 125 paesi e paralizzava all’anno più di 350.000 bambini. OMS nello stesso anno lanciò campagna di vaccinazione per l’eradicazione della malattia. OMS ha certificato l’Europa Polio free nel 2002; vi è ancora in qualche paese dell’Asia per questo la vaccinazione continua anche in Italia. Calendario delle vaccinazioni: successione cronologica con la quale vanno effettuate le vaccinazioni (sequenza somministrazioni e intervallo tra le dosi per ottenere la massima efficacia protettiva). Calendario in continuo aggiornamento, che riporta

obiettivi delle vaccinazioni nelle determinate fasce di età. Calendario vaccinazioni

vigente in Italia =

- prima colonna a sinistra = elenco di tutti i vaccini presenti nel calendario

  • prima riga in alto = diverse fasce di età N.B: maggior parte vengono fatti nel primo anno e mezzo di vita e successivamente sono presenti richiami, che vanno ripetuti anche ogni 10 anni per tutta la vita, poi ci sono vaccinazioni rivolte solo ad alcune fasce di età o persone a rischio a causa di patologie concomitanti.

Calendario vaccinazioni pediatrico: solo fascia 0-14 anni, si inizia a vaccinare al

compimento del terzo mese (vaccino esavalente), effettuato in tre dosi entro il primo anno di vita → 1° terzo mese; 2° quinto mese; 3° undicesimo mese. Altri vaccini come morbillo, parotite, rosolia (trivalente MPR) a partire dai nati 2017 possono essere fatti insieme a quello della varicella (= diventa tetra-valente MPRV), effettuato in una dose verso il 13° mese. Decreto legge per la prevenzione vaccinale (31 luglio 2017 n.119) Ha reso obbligatorio vaccini che proteggono nei confronti di malattie che già erano presenti nel calendario vaccinale. Vaccinazioni obbligatorie da 4 diventano 10 e precludono ingresso alla scuola dell’infanzia = se bambino non è vaccinato non può entrare nelle scuole (nido, infanzia) da 0-6 anni; da 6-12 anni è obbligatorio ma possono frequentare pena sanzioni pecuniarie per inadempimento. Esenti dall’obbligo bambini e ragazzi già immunizzati a seguito di malattia naturale + quelli che presentano specifiche condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione permanente e/temporanea alle vaccinazioni. N.B: motivazioni che hanno portato l’estensione a 10 vaccini legate al fatto che cominciavano a calare le percentuali di bambini vaccinati di fronte a malattie gravi, si vuole raggiungere l’eradicazione di morbillo e rosolia + Italia è impegnata con OMS Europa nel Piano d’Azione Europeo per le Vaccinazioni 2015-2020 nel raggiungimento di alcuni obiettivi + necessità di contrastare “ esitazione vaccinale ” (vaccine hesitancy) che spinge molte persone a non vaccinare i figli o se stessi. Esitazione vaccinale → duplice origine:

  • clamore sui presenti rischi di danni neurologici e autismo legati alla somministrazione di vaccini
  • bassa percezione dei rischi delle malattie a livello individuale, perché alcune malattie vengono considerate rare e scomparse (peraltro grazie alle vaccinazioni) e si è dimenticato quanto siano potenzialmente gravi e pericolose Vaccini molto spesso messi in discussione = è calato il numero di bambini vaccinati = copertura vaccinale scesa sotto al 95% → nel nostro paese si stava per raggiungere l’obiettivo di eradicazione del morbillo, ma a causa di questa esitazione non si è potuto arrivare a traguardo. 2017: morbillo in Italia ha portato quasi 5mila casi, di cui metà ricoverata in ospedale e morte 4 persone. Quali sono i bambini che non possono vaccinarsi?
  • affetti da malattie del sangue (tumori, leucemie)
  • immunodeficienze (problematiche sistema immunitario)

 fase clinica: tre fasi che coinvolgono un numero crescente di volontari, si andrà poi ad ampliare il raggio di persone per sperimentare l’efficacia protettiva dei vaccini  presentazione delle documentazioni alle autorità competenti che devono prendere in considerazione tutta la documentazione presentata che valuterà se confermare la messa in commercio o meno del vaccino  se viene messo in commercio resta comunque costantemente monitorato N.B: in qualche caso compaiano effetti collaterali che possono essere di grado lieve (febbre, rossore...), più raramente reazioni di grado alto/grave riferite ad allergie a componenti presenti nel vaccino. Benefici prodotti dai vaccini (per individuo e collettività), sono molto superiori ai rischi. Non esistono test scientificamente provati o attendibili che prevedano gli effetti collaterali che possono verificarsi in seguito alla vaccinazione. Maggior parte delle reazioni sono però prevenibili con accurata raccolta della “storia sanitaria personale e familiare” del bambino da vaccinare, mirata ad escludere controindicazioni o ad assumere precauzioni al momento della somministrazione del vaccino. Nessuno dei vaccini in Europa contiene additivi legati al mercurio (hanno suscitato perplessità in passato nei genitori); così anche per alluminio (presente in quantità minima che non reca nessun problema alla salute) → ne viene assunto di più attraverso l’alimentazione (soprattutto latte artificiale). Bassa percezione del rischio associato alla malattia prevenibile da vaccino: vaccini hanno ridotto la diffusione o eradicato malattie gravi e mortali. Numero decessi o complicazioni invalidanti causate dalle malattie prevenibili dai vaccini sono andati progressivamente diminuendo negli anni = oggi si è persa la memoria storica di molte malattie infettive e diversi genitori concentrano la loro attenzione sugli effetti collaterali della vaccinazione e non possono confrontarli con i danni provocati dalla malattia. Bisogna continuare a vaccinare i bambini, perché gli agenti eziologici esistono ancora e la possibilità che possano diffondersi di nuovo è reale.

Cosa succede se non si vaccina in un Paese in cui non si segnalano più casi di quella

malattia?

Olanda, comunità religiosa si rifiuta di vaccinare bambini, 1992 molti si ammalano di poliomielite (probabilmente da portatore sano) 72 casi: 2 morti e 59 paralitici. Resto popolazione olandese era vaccinata. Difterite: malattia gravissima causata da batterio diffuso via aerea, che comporta danni a livello respiratorio, cardiaco, non curabile, perché danni sono provocati dalla tossina. Vi è il vaccino da tanto tempo ed è da dopo la guerra che viene fatto con regolarità (continuare a vaccinarsi perché è ancora presente nei paesi vicino a noi). Dopo la guerra è calato il numero di bambini vaccinati. Tra i militari russi (che erano in zone in cui era presente questa malattia) vi erano portatori del batterio della difterite = si verificò epidemia con quasi 200.000 casi e 6000 morti. False credenze :

  • vaccini usati per favorire l’industria farmaceutica → vaccinare è un investimento per la società, perché produce diminuzione dei ricoveri ospedalieri e del consumo di farmaci. Spesa complessiva per vaccini è enormemente inferiore a quella di alcuni farmaci di uso comune.
  • vaccini causano l’autismo → non emerge correlazione tra vaccino e autismo; studio che riportava il legame è stato dimostrato fraudolento e l’autore è stato radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.
  • troppi vaccini → vaccini che utilizziamo sono molto evoluti e utilizzano il minimo possibile di antigene (ex. pertosse vaccino contiene solo 3 antigeni che sappiamo essere sufficienti, non è necessario somministrare tutta la cellula batterica). Bambino ha la capacità di rispondere a circa 10 mila antigeni contemporaneamente e sono esposti a molti antigeni estranei ogni giorno sin dalla nascita.
  • vaccini possono indebolire il sistema immunitario → sistema immunitario di un neonato è capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.
  • bambino troppo piccolo per essere vaccinato → ritardare senza motivazioni l’inizio del ciclo vaccinale significa prolungare il periodo in cui il bambino non è protetto contro malattie che possono essere gravi e che sono frequenti nei primi mesi di vita (ex. pertosse e meningiti). Papilloma virus (approfondimento): sono virus (ne conosciamo più di 100), riconosciuti con la sigla HPV; di cui circa una 40ina possono essere trasmessi per via sessuale (molto diffusi). Alcuni ad alto rischio oncogeno = possono causare a distanza di anni diversi tipi di tumori (quello più noto è il tumore del collo dell’utero, uno dei tumori più diffusi nelle donne). Succede che non tutte le infezioni sfociano in un tumore, possibilità che tumore proceda favorite da fumo o uso contraccettivi orali. Vaccino contiene solo alcune parti del capside. Somministrazione di immunoglobuline : immunoglobuline (Ig anticorpi) sono ottenute dal plasma umano; sono anticorpi preformati e quindi già pronti a difendere l’organismo. Con questo intervento di prevenzione si simula artificialmente quello che viene in natura, quando bambino durante la gravidanza riceve gli anticorpi preformati di origine materna. Tipo di prevenzione che dà immunità di tipo passivo. Caratteristiche dell’immunità conferita tramite Ig:
  • immunità si instaura molto rapidamente (ore)
  • immunità è di breve durata (poche settimane) N.B: somministrazione di Ig si ha in situazioni in cui è necessario proteggere immediatamente contro una determinata infezione a soggetti non vaccinati e suscettibili, esposti a un grave rischio. Ex. immunoglobuline contro tetano o Epatite B. 2 tipi di immunoprofilassi = prevenzione basata su meccanismi immunitari. Confronto: Vaccinazione Somministrazione immunoglobuline protezione richiede tempo per essere efficace nel bloccare l’infezione protezione immediata grazie agli anticorpi già pronti a bloccare l’infezione immunità perdura per tempi lunghi, in alcuni casi per tutta la vita durata della protezione è breve UNITA’ 5 - Prevenzione generale delle malattie infettive Prevenzione malattie infettive: (vengono raggruppati in base alla loro finalità)
  • potenziare difese soggetto recettivo = difese immunitarie, vaccini, immunoglobuline
  • individuare e inattivare sorgenti di infezione = notifica e misure contumaciali, allontanamento dalla collettività
  • interrompere catena di trasmissione = disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione, educazione Notifica = atto medico obbligatorio per legge. Medico che viene a conoscenza di caso di malattia infettiva e diffusiva pericolosa per la salute pubblica ha l’obbligo di comunicazione all’Autorità Sanitaria competente (ufficio Asl del territorio). Obiettivi sono:
  • informativo: per valutare frequenza e distribuzione delle malattie infettive nella popolazione e territorio
  • operativo: consentire interventi di prevenzione delle autorità sanitarie (ASL) (isolamento, inchiesta epidemiologica...), ex. caso di Covid-19 o meningite in nido d’infanzia richiede misure tempestive

Principi per un corretto utilizzo di antisettici e disinfettanti Antisepsi e disinfezione devono essere precedute da accurata detersione che elimini il materiale organico, diminuisca la carica microbica e favorisca la penetrazione del principio attivo. Evitare il contatto diretto con la pelle. Fare attenzione alle date di scadenza. Conservare i contenitori ben chiusi, al riparo da luce, lontano da fonti di calore e in un apposito armadietto. Ex. disinfettanti/antisettici di largo utilizzo (derivati dal cloro):

- sterilizzazione = processo fisico o chimico, che porta alla distruzione di tutte le forme

di microrganismi viventi e altri agenti biologici (comprese le spore batteriche). Più drastico della disinfezione, normali temperature di sterilizzazione 121°C per 15 min (o temperature più alte in minor tempo). Pratica che viene effettuata tramite specifiche procedure; fatta solo su superficie inanimate.

- disinfestazione = distruzione di macro parassiti/vettori di infezione (infestazione non

causata da microrganismi, ma da macro parassiti). Pratica che distrugge organismi pluricellulari (insetti, ratti) che direttamente o indirettamente danneggiano l’uomo. Nel campo delle malattie infettive ha l’obiettivo di prevenzione solo quando è rivolto a vettori di infezione. I prodotti vanno usati con molta cautela. UNITA’ 6 - Malattie infettive di rilevanza sociale Malattie infettive a prevalente diffusione aerea = malattie in cui l’apparato respiratorio (vie respiratorie) rappresentano sia la via di espulsione sia le vie di ingresso degli agenti infettanti. Gruppo molto ampio, dal comune raffreddore a malattie come meningite e tubercolosi. Malattie a diffusione aerea in età evolutiva

  • infezioni respiratorie (raffreddore, influenza, laringite, tracheite, bronchite…)
  • malattie esantematiche (morbillo, rosolia, varicella, scarlattina …), non interessano solo l’apparato respiratorio, ma l’agente si diffonde in tutto l’organismo e porta la manifestazione dell’esantema ( = manifestazione cutanea)
  • Parotite
  • Pertosse
  • Meningiti Caratteristiche comuni

Quali sono le sorgenti di infezione? individui sia malati che portatori

Come si trasmettono?

 via semi-diretta: attraverso goccioline di secrezioni respiratorie infette (parlando, tossendo o starnutendo)  contatto diretto: con secrezioni respiratorie di persone infette  via indiretta: attraverso oggetti contaminati di recente con secrezioni respiratorie (ex. giocattoli portati alla bocca); gli agenti infettanti hanno una sopravvivenza che varia moltissimo, da poche ore a qualche giorno

Quali fattori favoriscono la diffusione?

 ambienti confinati (chiusi)  clima freddo (abbassa difese apparato respiratorio e trascorriamo più tempo negli ambienti chiusi)  vita comunitaria (infantili, tra i bambini si creano maggiori condizioni di diffusione)  affollamento

Come si prevengono? Strumenti di prevenzione:

 comportamenti idonei: lavaggio mani, gestione corretta delle secrezioni respiratorie  adeguata detersione e aerazione dell’ambiente confinato  vaccinazioni specifiche

Infezioni respiratorie: molto frequenti, soprattutto nei bambini. Possono essere di origine virale (raffreddore, influenza, laringite, tracheite, bronchite e la maggior parte delle faringiti) o batterica (polmoniti e la faringo-tonsillite streptococcica). Infezioni virali molto contagiose e più frequenti di quelle batteriche. 80% delle infezioni respiratorie si diffonde attraverso le mani. Solo le infezioni batteriche possono essere curate con antibiotici, che non sono efficaci contro i virus. UNITA’ 7 - Malattie infettive di rilevanza sociale: a diffusione fecale-orale Via di espulsione = via intestinale; via di ingresso = via orale (dalla bocca partono la via respiratoria e digerente, quest’ultimo interessato in queste malattie). Attraverso cavità orale possono penetrare nell’individuo microrganismi patogeni veicolati con alimenti o portati alla bocca con mani sporche o oggetti contaminati. Ex. di queste malattie: gastroenteriti acute, epatite virale A. Gastroenteriti acute (infezioni diarroiche) Gastroenteriti da salmonella o salmonellosi minori Molto comuni nel bambino (soprattutto sotto 5 anni). Nei Paesi a basso reddito sono importanti cause di morte; nei Paesi ad alto reddito, mortalità per queste malattie è estremamente bassa. Sono malattie trasmesse da alimenti (MTA) più frequenti nei Paesi occidentali, compresa l’Italia. Agente eziologic o Causate da numerosi tipi di microrganismi: virus (maggior parte dei casi), batteri o protozoi (meno frequente). Gastroenteriti virali, rappresentano rilevante problema per sofferenze e preoccupazioni che generano nei bambini malati e nei loro genitori. Le salmonelle sono batteri, di cui si conoscono oltre 2000 sierotipi, che sono ospiti abituali di diversi specie animali (rettili, uccelli, mammiferi). Serbatoi e sorgenti di infezione sono le diverse specie di animali: animali domestici o selvatici, che ospitano le salmonelle nell’intestino. Come si manifest a?  diarrea: manifestazione clinica più frequente che accomuna queste infezioni. Intensità e durata diversa a seconda di agente eziologico, età e condizioni dell’ospite  altri sintomi: vomito, dolori addominali, febbre, disidratazione…  periodo incubazione breve (da poche ore fino a 2-7 giorni) N.B: nei casi gravi, vomito e diarrea possono indurre stato di disidratazione e squilibrio elettrolitico, che possono mettere a rischio la vita del bambino se non si interviene con reidratazione (può essere necessario un ricovero ospedaliero).

  • periodo incubazione 12-36 ore (varia da 6 a 72 ore)
  • disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, vomito, diarrea, malessere)
  • adulti guarigione in pochi giorni
  • bambini e anziani decorso può essere più grave e richiedere ospedalizzazione Come si Sorgenti di infezione sono soggetti 1. attraverso ingestione di alimenti