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riassunto capitolo 1 "breve storia della chimica" Asimov, Schemi e mappe concettuali di Chimica

riassunto del primo capitolo di chimica, libro "breve storia della chimica" Asimov

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 30/04/2023

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eliza3 🇮🇹

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BREVE STORIA DELLA CHIMICA
Capitolo 1:
-Gli antichi. Fuoco e pietra
Gli uomini primitivi, quando iniziarono a servirsi degli utensili, accettavano la natura come la
trovavano. A volte, tuttavia, la natura della materia si trasformava. Questo genere di
modificazione costituisce l'oggetto della scienza detta chimica.
Le alterazioni fondamentali nella natura e nella struttura delle sostanze costituiscono le
trasformazioni chimiche.
La possibilità di effettuare volontariamente le trasformazioni chimiche si presentò con la
cosiddetta "scoperta del fuoco". Si poteva utilizzare il calore generato dal fuoco per
provocare ulteriori trasformazioni chimiche. Le prime sostanze utilizzate dall'uomo erano
quelle universalmente presenti nel suo ambiente: legno, ossa, pelli e pietre. Di queste, la più
durevole è la pietra. Infatti, gli oggetti di pietra dell'uomo primitivo sono le più chiare
testimonianze di quell'epoca, l'età della pietra.
Verso l'8000 a.C., in alcune zone di quello che oggi si chiama Medio Oriente fu introdotta
una rivoluzionaria innovazione nella produzione degli alimenti. L'uomo imparò a coltivare le
piante e ad addomesticare e allevare gli animali. L'agricoltura però esigeva che la
popolazione fosse stabile e perciò sorse le città e vennero costruite abitazioni permanenti.
Per i primi duemila anni circa di questa antichissima civiltà, la pietra continuò ad essere la
materia prima caratteristica dei vari utensili, anche se furono elaborate nuove tecniche per la
sua lavorazione. Questa nuova età della pietra o periodo neolitico ha come caratteristica
l'accurata levigazione della pietra la quale nel 4000 a.C. verrà sostituita con i metalli.
I metalli
Caratteristiche:
-Lucentezza
-Duttilità e malleabilità
-Conduttori di calore ed elettricità
I primi metalli devono essere stati rinvenuti sotto forma di pepite. Deve essersi trattato di
pezzi di rame e oro, dato che questi rientrano nel numero limitato dei metalli che si possono
incontrare allo stato libero. Inizialmente erano usati prettamente per un fine ornamentale. Il
vantaggio dei metalli rispetto alle altre sostanze deriva dal fatto che sono malleabili, lucenti e
duttili. Soltanto la rarità del rame ne impediva l'utilizzazione su vasta scala negli utensili,
oltre che negli ornamenti. Il rame divenne meno raro, tuttavia, quando si scoprì che non
occorreva trovarlo necessariamente sotto forma di rame, era possibile ottenerlo partendo
dalla pietra: fuoco di legna accesso sopra uno strato di sassi comprendendo alcune pietre di
colore azzurrognolo. Successivamente il rame divenne abbastanza comune da venire
impiegato negli utensili, almeno nei centri di civiltà più progredita.
Nel 3000 a.C. era già stata scoperta una qualità di rame particolarmente dura, prodotta dal
rame e dallo stagno. Questa lega (miscele di metalli) prende il nome di bronzo. Nel 2000
a.C. il bronzo era già abbastanza comune da venire utilizzato nella fabbricazione di armi e
armature. L'avvenimento più famoso dell'età del bronzo fu la guerra di Troia, combattuta da
guerrieri muniti di armature e scudi di bronzo. Gli uomini dell'età del bronzo conoscevano un
metallo ancora più resistente del bronzo: il ferro. Quest'ultimo era troppo raro e prezioso
perché potesse essere utilizzato su vasta scala nelle armature o almeno, sembrava raro,
poiché gli unici campioni rinvenuti nell'antichità erano frammenti di meteoriti.
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BREVE STORIA DELLA CHIMICA

Capitolo 1:

  • Gli antichi. Fuoco e pietra Gli uomini primitivi, quando iniziarono a servirsi degli utensili, accettavano la natura come la trovavano. A volte, tuttavia, la natura della materia si trasformava. Questo genere di modificazione costituisce l'oggetto della scienza detta chimica. Le alterazioni fondamentali nella natura e nella struttura delle sostanze costituiscono le trasformazioni chimiche. La possibilità di effettuare volontariamente le trasformazioni chimiche si presentò con la cosiddetta "scoperta del fuoco". Si poteva utilizzare il calore generato dal fuoco per provocare ulteriori trasformazioni chimiche. Le prime sostanze utilizzate dall'uomo erano quelle universalmente presenti nel suo ambiente: legno, ossa, pelli e pietre. Di queste, la più durevole è la pietra. Infatti, gli oggetti di pietra dell'uomo primitivo sono le più chiare testimonianze di quell'epoca, l'età della pietra. Verso l'8000 a.C., in alcune zone di quello che oggi si chiama Medio Oriente fu introdotta una rivoluzionaria innovazione nella produzione degli alimenti. L'uomo imparò a coltivare le piante e ad addomesticare e allevare gli animali. L'agricoltura però esigeva che la popolazione fosse stabile e perciò sorse le città e vennero costruite abitazioni permanenti. Per i primi duemila anni circa di questa antichissima civiltà, la pietra continuò ad essere la materia prima caratteristica dei vari utensili, anche se furono elaborate nuove tecniche per la sua lavorazione. Questa nuova età della pietra o periodo neolitico ha come caratteristica l'accurata levigazione della pietra la quale nel 4000 a.C. verrà sostituita con i metalli. I metalli Caratteristiche:
  • Lucentezza
  • Duttilità e malleabilità
  • Conduttori di calore ed elettricità I primi metalli devono essere stati rinvenuti sotto forma di pepite. Deve essersi trattato di pezzi di rame e oro, dato che questi rientrano nel numero limitato dei metalli che si possono incontrare allo stato libero. Inizialmente erano usati prettamente per un fine ornamentale. Il vantaggio dei metalli rispetto alle altre sostanze deriva dal fatto che sono malleabili, lucenti e duttili. Soltanto la rarità del rame ne impediva l'utilizzazione su vasta scala negli utensili, oltre che negli ornamenti. Il rame divenne meno raro, tuttavia, quando si scoprì che non occorreva trovarlo necessariamente sotto forma di rame, era possibile ottenerlo partendo dalla pietra: fuoco di legna accesso sopra uno strato di sassi comprendendo alcune pietre di colore azzurrognolo. Successivamente il rame divenne abbastanza comune da venire impiegato negli utensili, almeno nei centri di civiltà più progredita. Nel 3000 a.C. era già stata scoperta una qualità di rame particolarmente dura, prodotta dal rame e dallo stagno. Questa lega (miscele di metalli) prende il nome di bronzo. Nel 2000 a.C. il bronzo era già abbastanza comune da venire utilizzato nella fabbricazione di armi e armature. L'avvenimento più famoso dell'età del bronzo fu la guerra di Troia, combattuta da guerrieri muniti di armature e scudi di bronzo. Gli uomini dell'età del bronzo conoscevano un metallo ancora più resistente del bronzo: il ferro. Quest'ultimo era troppo raro e prezioso perché potesse essere utilizzato su vasta scala nelle armature o almeno, sembrava raro, poiché gli unici campioni rinvenuti nell'antichità erano frammenti di meteoriti.

Il ferro è legato al minerale molto più del rame. Per fondere il minerale del ferro occorreva un calore più intenso che per la fusione del rame e il fuoco di legna era insufficiente. Bisognava ricorrere al fuoco di carbone di legna, capace di raggiungere temperature più elevate. Il segreto della fusione del ferro fu scoperto in Asia Minore orientale, forse nel 1500 a.C. dal popolo degli Ittiti. Ciò permise di fare largo uso del ferro nella produzione di utensili. Nella sua forma pura (ferro dolce) il ferro non è molto resistente, ma gli utensili e le armi di ferro possono assorbire dal carbone di legna una quantità di carbonio sufficiente a formare uno strato superficiale della lega di ferro e carbonio chiamato acciaio. Questo rivestimento è più resistente della miglior qualità di bronzo. Gli eserciti forniti di corazze e armi di ferro avevano una maggior certezza di sconfiggere gli altri eserciti. Sorse così l' età del ferro. Il primo esercito dotato di armi di ferro fu quello Assiro e ciò permise loro di edificare un potente impero prima del 900 a.C.. Prima che spuntasse l'alba dello splendore greco, la chimica aveva raggiunto un discreto sviluppo, in particolare in Egitto. Gli egiziani si interessavano di tecniche di imbalsamazione e di conservazione del corpo umano dopo la morte, erano esperti di metallurgia, ma anche nella produzione di pigmenti minerali e nell'estrazione di succhi e infusi nel mondo vegetale. La parola chimica deriva da khemeia , ma l'origine di quest'ultima non è ancora certa.

  • Gli «elementi» dei Greci Verso il 600 a.C., l'intelligenza dei Greci cominciava ad attirare la loro attenzione sulla natura dell'università e sulla struttura delle sostanze che lo compongono. Gli studiosi greci o «filosofi» si domandavano il perché dei vari fenomeni.
  1. Talete era un filosofo greco che viveva a Mileto e le sue considerazioni partono dal concetto di trasformazione della materia. «Se una sostanza può trasformarsi in un'altra, quale è la vera natura della sostanza? È possibile trasformare qualsiasi sostanza in qualsiasi altra sostanza? Tutte le sostanze sono aspetti diversi di una sola materia?» A Talete sembrava che la risposta all'ultima domanda fosse positiva, se non altro perché così si sarebbe potuto introdurre nell'universo un ordine e una semplicità basilari. Secondo Talete, quindi, la sostanza o elemento di base era l'acqua. Tra tutte le sostanze, l'acqua sembrava essere quella presente in maggiore quantità. L'acqua circondava la terra, permeava l'atmosfera sotto forma di vapore, gocciolava attraverso il sottosuolo e senza di essa la vita era impossibile. La congettura di Talete sull'esistenza di un elemento base che costituisse tutte le sostanze fu accolta da vari filosofi di epoche posteriori, ma la sua affermazione venne invece contestata. Nel secolo dopo Talete il pensiero astronomico giunse alla conclusione che il cielo è una sera completa e la Terra era sospesa al centro della sfera cava del ccielo.
  2. I Greci respingevano l'idea che potesse esistere il vuoto assoluto e ritenevano di conseguenza che lo spazio compreso tra la Terra sospesa e il firmamento lontano non potesse essere vuoto, ma sembrava ragionevole supporre che tutto lo spazio contenesse aria. Può essere possibile che fu a partire da questo ragionamento che Anassimene affermò (570 a.C.) che l'elemento dell'universo era l'aria la quale compressa, si trasformava in acqua e terra.
  1. Lucrezio espose la teoria dottrina atomistica di De Rerum Natura che molti considerano il più bel poema didascalico che sia mai stato scritto. Il poema di Lucrezio è arrivato intero fino a noi, conservando la teoria atomista fino all'epoca moderna.