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riassunto Catullo e Lucrezio, Appunti di Lingue e letterature classiche

riassunto Catullo, nugae, Lucrezio e dettagli di quel periodo

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 10/04/2020

armando-martino
armando-martino 🇮🇹

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1) Alla poesia neoterica prendono parte giovani intellettuali che si dedicano ad una produzione di
alto profilo culturale; i principi fondamentai di questa nuova corrente poetica sono molteplici: la
brevitas dei componimenti, l’individualismo, la doctrina e il labor limae. Il “Liber” è sicuramente
una delle opere più importanti di questo periodo, fu scritta da Catullo e suddivisa in 116 carmi (3
sezioni); le opere del primo gruppo sono intitolate “nugae”, in quanto poesia leggera intesa come
svago e divertimento che racchiude diversi criteri di composizione, come per esempio la varietas,
quindi la varietà di stile tono e argomenti, e la brevitas. È inoltre dominante il principio del “labor
limae”, cioè la rifinitura stilistica che porta quasi alla perfezione assoluta della forma, puntando
così alla scrittura di testi brevi e di conseguenza all’eleganza artistica di temi originali ed eruditi
(doctrina). Le tematiche del Liber Catulliano sono molto profonde e richiamano ai veri valori della
vita come: l’amore; inteso come passione fondata su due principi, il foedus e la fides, che fanno ,
che pensare ad un vero legame matrimoniale (come nel caso si Lesbia); l’amicizia, che è molto
simile all’amore e ne riprende le caratteristiche; in fine i temi del viaggio e della poesia, che
riportano a momenti di riflessione riguardanti anche i principi poetici.
2) Il carme 1 di Catullo è una dedica all’amico Cornelio Nepote, suo conterraneo e autore di una
storia: Chronica. Cornelio era anche un estimatore di poesia e aveva incoraggiato Catullo a
comporre versi (nugae, che significa “cose da poco”). Con questo termine egli prende di mira la
poesia epica e polemizza Cicerone a cui non piaceva il nuovo modo di comporre dei poetae novi.
La sua opera non è composta da molti versi come nel caso di altri autori, ma è una composizione
agile, accurata e rifinita nei dettagli (verso 1: “lepidum”; verso 2: “pumice expolitum”).La struttura
e le scelte stilistiche di quest’opera, che vuole dare impressione di spontaneità e immediatezza,
sono frutto di una precisa elaborazione formale: i primi due versi hanno per oggetto il liber di
Catullo, mentre i versi 3-7 riguardano la figura di Cornelio, la sua opera storica e il suo interesse
per le nugae. Infine (facendo riferimento a Giove) si rifà ancora al libellum (verso 8), ricordato
prima in modo modesto, poi sottoposto alla protezione della Musa che gli garantirà la
sopravvivenza.
3) L’opera è composta da quattro elogi a Epicuro e da due proemi. Nel primo libro viene
introdotta la teoria degli atomi secondo cui tutto l’universo è formato dagli atomi invisibili ed
eterni e dal vuoto, che interagendo tra loro formano tutto. Il secondo libro spiega il modo in cui si
aggregano gli atomi: seguono un movimento in linea che fa in modo che gli atomi si incontrino e si
combinino tra loro in base alle loro forme; proprio per questo esistono infiniti mondi. Dopo
l’elogio di Epicuro, il terzo libro si concentra sulla struttura atomica dell’organismo umano e in
particolare dell’animus (parte razionale dell’uomo) e dell’anima che sono materiali quanto il
corpo, da cui non possono mai separarsi. Lucrezio dice di non temere la morte, perché nel
momento in cui arriva non esiste più nessuna sensibilità e quindi non può soffrire. Nel quarto
libro è esposta la teoria gnoseologica di Epicuro. Il quinto libro poi contiene la teoria sulla non
eternità del mondo, che è frutto di un’aggregazione atomica e per questo è destinato ad avere
anche una fine, spiegando anche i fenomeni naturali. Infine nel sesto libro, dopo la spiegazione di
altri numerosi fenomeni naturali Lucrezio si sofferma sulle cause delle epidemie e ricorda in
particolare la peste di Atene che devasto tutti. Per fare tutto ciò Lucrezio si ispira ad alcuni filosofi
di rilevante importanza. Lucrezio utilizza un linguaggio ben chiaro anche
attraverso perifrasi, similitudini, immagini tratte dalla vita quotidiana. Per favorire l’ordine del
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1) Alla poesia neoterica prendono parte giovani intellettuali che si dedicano ad una produzione di

alto profilo culturale; i principi fondamentai di questa nuova corrente poetica sono molteplici: la brevitas dei componimenti, l’individualismo, la doctrina e il labor limae. Il “Liber” è sicuramente una delle opere più importanti di questo periodo, fu scritta da Catullo e suddivisa in 116 carmi ( sezioni); le opere del primo gruppo sono intitolate “nugae”, in quanto poesia leggera intesa come svago e divertimento che racchiude diversi criteri di composizione, come per esempio la varietas, quindi la varietà di stile tono e argomenti, e la brevitas. È inoltre dominante il principio del “labor limae”, cioè la rifinitura stilistica che porta quasi alla perfezione assoluta della forma, puntando così alla scrittura di testi brevi e di conseguenza all’eleganza artistica di temi originali ed eruditi (doctrina). Le tematiche del Liber Catulliano sono molto profonde e richiamano ai veri valori della vita come: l’amore; inteso come passione fondata su due principi, il foedus e la fides, che fanno , che pensare ad un vero legame matrimoniale (come nel caso si Lesbia); l’amicizia, che è molto simile all’amore e ne riprende le caratteristiche; in fine i temi del viaggio e della poesia, che riportano a momenti di riflessione riguardanti anche i principi poetici.

2) Il carme 1 di Catullo è una dedica all’amico Cornelio Nepote, suo conterraneo e autore di una

storia: Chronica. Cornelio era anche un estimatore di poesia e aveva incoraggiato Catullo a comporre versi (nugae, che significa “cose da poco”). Con questo termine egli prende di mira la poesia epica e polemizza Cicerone a cui non piaceva il nuovo modo di comporre dei poetae novi. La sua opera non è composta da molti versi come nel caso di altri autori, ma è una composizione agile, accurata e rifinita nei dettagli (verso 1: “lepidum”; verso 2: “pumice expolitum”).La struttura e le scelte stilistiche di quest’opera, che vuole dare impressione di spontaneità e immediatezza, sono frutto di una precisa elaborazione formale: i primi due versi hanno per oggetto il liber di Catullo, mentre i versi 3-7 riguardano la figura di Cornelio, la sua opera storica e il suo interesse per le nugae. Infine (facendo riferimento a Giove) si rifà ancora al libellum (verso 8), ricordato prima in modo modesto, poi sottoposto alla protezione della Musa che gli garantirà la sopravvivenza.

3) L’opera è composta da quattro elogi a Epicuro e da due proemi. Nel primo libro viene

introdotta la teoria degli atomi secondo cui tutto l’universo è formato dagli atomi invisibili ed eterni e dal vuoto, che interagendo tra loro formano tutto. Il secondo libro spiega il modo in cui si aggregano gli atomi: seguono un movimento in linea che fa in modo che gli atomi si incontrino e si combinino tra loro in base alle loro forme; proprio per questo esistono infiniti mondi. Dopo l’elogio di Epicuro, il terzo libro si concentra sulla struttura atomica dell’organismo umano e in particolare dell’ animus (parte razionale dell’uomo) e dell’ anima che sono materiali quanto il corpo, da cui non possono mai separarsi. Lucrezio dice di non temere la morte, perché nel momento in cui arriva non esiste più nessuna sensibilità e quindi non può soffrire. Nel quarto libro è esposta la teoria gnoseologica di Epicuro. Il quinto libro poi contiene la teoria sulla non eternità del mondo, che è frutto di un’aggregazione atomica e per questo è destinato ad avere anche una fine, spiegando anche i fenomeni naturali. Infine nel sesto libro, dopo la spiegazione di altri numerosi fenomeni naturali Lucrezio si sofferma sulle cause delle epidemie e ricorda in particolare la peste di Atene che devasto tutti. Per fare tutto ciò Lucrezio si ispira ad alcuni filosofi di rilevante importanza. Lucrezio utilizza un linguaggio ben chiaro anche attraverso perifrasi, similitudini, immagini tratte dalla vita quotidiana. Per favorire l’ordine del

discorso egli si rivolge spesso al lettore, con cui instaura un discorso; si tratta quindi di uno stile segnato da frequenti cambi di prospettiva, ma in generale elevato.

4) In quest’opera di Lucrezio, Epicuro viene indicato come il primo ad aver avuto il coraggio di

liberarsi dall’oppressione della religio e ad aver così permesso all’umanità intera di vincere la superstizione e le paure che aveva creato. Lucrezio dà particolare attenzione al primato del suo “maestro” (versi 66-67 poliptoto di “primum” (come avverbio) e “primus” (come aggettivo). Il filosofo greco è infatti presentato come un eroico combattente per le sue doti fisiche: egli infatti è stato l’unico capace di comprendere la vera natura del mondo e dell’universo e di trasmettere agli altri uomini la giusta comprensione del cosmo e delle sue leggi. L'autore dunque, nei versi tratti dal “De rerum natura”, attribuisce ad Epicuro un'immagine eroica, servendosi di rimedi letterari e stilistici, utilizzando un lessico e un linguaggio solenne e formale ed evidenziando le doti del maestro greco che gli riconosce anche attraverso il topos della condanna.