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Lucrezio e Catullo (schemi), Schemi e mappe concettuali di Latino

Schema riassuntivo della vita e opere di Lucrezio e Catullo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 08/04/2023

marica-milano
marica-milano 🇮🇹

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LUCREZIO
Di Lucrezio non ci sono rimaste informazioni riguardo la sua vita, sappiamo solo che studiò e che fu molto
amico di Gaio Memnio .
Egli scrisse il De rerum natura nel quale trattava dell’epicureismo in ESAMETRO (Esapadia Dattilica
Catalettica Indisillabum).
ESAMETRO
L’esametro è composto principalmente da “PIEDI” , principalmente DATTILI (una sillaba breve e due lunghe)
, ma può anche essere formato:
- Dal TROCHEO (una lunga e una breve)
- Dallo SPONDEO (due brevi)
L’esametro presenta una divisione in SEDI o PIEDI (di solito 6) , nell’ultima sede è possibile trovare
l’ANCEPS (possono esserci sia sillabe brevi che lunghe).
Nell’esametro l’ICTUS (accento) ricade sulla prima sillaba lunga di ogni PIEDE.
Esistono quindi diversi tipi esametro:
- OLODATTILICO (esametro formato solo da dattili che hanno quindi l’accento sulla prima sillaba
lunga)
- GIAMBO ( nell’ esametro un piede è formato da una sillaba lunga e una breve, quindi l’accento cade
sulla lunga)
- SCAZONTE (non troviamo una breve e una lunga ma una lunga e una breve nell’ultimo piede, è
detto anche zoppicante)
Dato che la musica e la poesia erano fortemente collegate e , per dare un suono gradevole alla poesia, si
usa il DATTILO al QUINTO PIEDE (ma esistono anche versi con SPONDEI in 5 sede).
Si usano anche:
- Lo SPONDEO per dare VELOCITA’
- Il TROCHEO per dare LENTEZZA
In oltre una VOCALE BREVE può diventare LUNGA PER POSIZIONE.
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Scarica Lucrezio e Catullo (schemi) e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Latino solo su Docsity!

LUCREZIO

Di Lucrezio non ci sono rimaste informazioni riguardo la sua vita, sappiamo solo che studiò e che fu molto amico di Gaio Memnio. Egli scrisse il De rerum natura nel quale trattava dell’epicureismo in ESAMETRO (Esapadia Dattilica Catalettica Indisillabum). ESAMETRO L’esametro è composto principalmente da “PIEDI” , principalmente DATTILI (una sillaba breve e due lunghe) , ma può anche essere formato:

  • Dal TROCHEO (una lunga e una breve)
  • Dallo SPONDEO (due brevi) L’esametro presenta una divisione in SEDI o PIEDI (di solito 6) , nell’ultima sede è possibile trovare l’ANCEPS (possono esserci sia sillabe brevi che lunghe). Nell’esametro l’ICTUS (accento) ricade sulla prima sillaba lunga di ogni PIEDE. Esistono quindi diversi tipi esametro:
  • OLODATTILICO (esametro formato solo da dattili che hanno quindi l’accento sulla prima sillaba lunga)
  • GIAMBO ( nell’ esametro un piede è formato da una sillaba lunga e una breve, quindi l’accento cade sulla lunga)
  • SCAZONTE (non troviamo una breve e una lunga ma una lunga e una breve nell’ultimo piede, è detto anche zoppicante) Dato che la musica e la poesia erano fortemente collegate e , per dare un suono gradevole alla poesia, si usa il DATTILO al QUINTO PIEDE (ma esistono anche versi con SPONDEI in 5 sede). Si usano anche:
  • Lo SPONDEO per dare VELOCITA’
  • Il TROCHEO per dare LENTEZZA In oltre una VOCALE BREVE può diventare LUNGA PER POSIZIONE.

DE RERUM NATURA

All’interno del De Rerum Natura Lucrezio illustra la dottrina Epicurea, soffermandosi sul funzionamento degli ATOMI , i BISOGNI non necessari e naturali , e il TETRAFARMACON :

  • Non temere la morte
  • Non temere gli dei
  • Il piacere e il dolore Il De Rerum Natura è diviso in 6 libri (nei quali parla dell’ignoranza portata dalla RELIGIO) che sono composti da 3 DIADI con temi differenti:
  • ATOMI
  • ANTROPOLOGIA (non sugli demi da degli uomini)
  • COSMOLOGIA (spiega i fenomeni naturali in via scientifica) Egli decide si scrivere in esametri per rendere il testo più “bello” e quindi “piacevole”. Utilizza infatti la “METAFORA DELLA MEDICINA COL MIELE” : il medico mette il miele sul bordo del recipiente della medicina in modo che il giovane che la beve venga ingannato dal sapore del miele. Indicando che la FILOSOFIA va somministrata in modo dolce. Il De rerum Natura è un POEMA EPICO DIDASCALICO. Per Epicuro questo genere non era adatto a spiegare la Filosofia, ma come abbiamo detto prima Lucrezio decide di utilizzarlo per renderlo più dolce, riprende quindi lo stile di Omero. All’inizio del testo si trova l’INNO A VENERE e l’ARRIVO DELLA PESTE alla Fine. L’opera potrebbe essere incompleta e non revisionata perché Lucrezio all’inizio dice che avrebbe concluso il suo testo parlando degli dei ma parla delle peste, anche se secondo altri questa scelta di parare della peste potrebbe essere stata voluta per mettere un inno alla vita all’inizio e parlare della morte alla fine. Lucrezio nel suo testo descrive tutto ciò che vede mettendo in risalto la bellezza scientifica (Natura Sublime), (analogia e sillogismo) STILE Tante figure retoriche, arcaismi e calchi dal greco. A Lucrezio va infine riconosciuto il merito di aver individuato parole latine con cui tradurre i termini greci. Per quanto riguarda il metro, Lucrezio continua sulla via tracciata da Ennio, che aveva introdotto a Roma l’esametro greco ed utilizza un linguaggio filosofico. Anche Cicerone apprezza il suo stile. TEMI Divinità , combattere l’ignoranza, religiosità, origine del mondo e dei fenomeni naturali, bene e necessità, progresso che può portare al decadimento della società (pessimista)

Catullo porta a Roma l’EPILLO di CALLIMACO con i suoi carme 64 e 63 (anche se troppo corto per essere considerato tale). CARMI RIPRESI DAL GRECO:

  • 61 e 62 : celebrano la FIDES
  • 66: chioma di Berenice da Callimaco
    1. Riferimenti autobiografici mischiati alla storia di Lauda Mea