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Riassunto Complex TV, Dispense di Comunicazione di Massa

Lacomplessità narrativa nella televisione, definendo i modelli narrativi e i quattro elementi costitutivi di una narrazione seriale. Vengono descritti i diversi tipi di eventi e i tre tipi di tempi. Viene poi analizzata l'era della tv complessa dagli anni '90 ad oggi, con i cambiamenti che hanno influenzato la diffusione della tv complessa e i meccanismi narrativi della tv che pongono dei limiti al modo in cui si può raccontare una storia. Infine, si parla dei personaggi televisivi e del loro legame con gli attori che li interpretano, del riconoscimento dei personaggi da parte degli spettatori e delle interazioni parasociali.

Tipologia: Dispense

2021/2022

In vendita dal 19/01/2023

ginger__
ginger__ 🇮🇹

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COMPLEX TV
CAPITOLO 1
Modello narrativo = insieme storicamente identificato di regole per la costruzione e la
comprensione di una narrazione!
Complessità narrativa = essa ridefinisce la forme a episodi in accordo a una narrazione seriale MA
NON è per forza una fusione totale tra la struttura a episodi e quella seriale, quanto un equilibrio
variabile tra i due modelli !
4 elementi costitutivi di una narrazione seriale:!
-Mondo narrativo!
-Personaggi!
-Eventi !
-Temporalità!
Diversi tipi di eventi:!
-NUCLEI (maggiori) = imprescindibili per il funzionamento della catena di eventi di una trama!
-SATELLITI (minori) = possono essere omessi senza inficiare la comprensione della storia, anche
se contribuiscono al ritmo e alla profondità dei personaggi !
Fucile di Cechov = assioma dello storytelling!
Se nel primo atto di una storia sì vede un fucile entro la fine della storia quel fucile dovrà aver
sparato !
= un nucleo inizialmente proposto come satellite, e gli spettatori seriali sì concentrano spesso
sulla ricerca di un satellite che potrebbe trasformarsi in un nucleo !
Asserzioni narrative = quando non vengono lasciati dubbi su ciò che è successo, il come o il
perchè e l’unica domanda che sorge è “e adesso?”!
Enigmi narrativi = non chiariscono cosa sia davvero successo e a volte nemmeno se quell’evento
è successo davvero!
Tre tipi di tempi:!
-Tempo della storia = cornice temporale della diegesi, come il tempo scorre nell’universo
narrativo !
-Tempo del discorso = struttura temporale scelta per raccontare la storia (diversa dalla prima
perchè omette la parti inutili o fa salti temporali) !
-Tempo del racconto > tempo dello schermo = tempo necessario per fruire la storia !
Era delle tv complessa = dagli anni ’90 ad oggi!
Cambiamenti che hanno influenzato la diusione della tv complessa:!
-Graduale legittimazione del mezzo e il conseguente aumento di attrattività dei suoi autori!
-La complessità narrativa mette in luce i limiti del reality !
-In una serie gli autori possono sviluppare meglio trame e personaggi !
MA ha subito anche degli ostacoli:!
-La tv commerciale americana ha sempre evitato scelte rischiose !
-I network preferivano in prima serata prodotto a episodi e non continuativi perchè non sì
sposavano bene con la maggior fonte di profitto = LA SYNDICATION (le repliche dei consorzi di
tv locali potevano andare in onda senza un ordine preciso) !
-Le repliche non superavano un terzo del pubblico e quindi una serie continuativa non avrebbe
raggiunto un pubblico abbastanza ampio per poterlo seguire passo passo!
Meccanismi narrativi della tv pongono dei limiti al modo in cui sì può raccontare una storia:!
-La tv commerciale prevede un sistema di programmazione strutturato in modo ferreo !
-Ogni stagione deve avere un numero specifico di episodi !
La tv commerciale americana sì basa su un MODELLO INFINITO di racconto per il quale una serie
ha successo soltanto se non sì ferma mai !
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COMPLEX TV

CAPITOLO 1

Modello narrativo = insieme storicamente identificato di regole per la costruzione e la comprensione di una narrazione Complessità narrativa = essa ridefinisce la forme a episodi in accordo a una narrazione seriale MA NON è per forza una fusione totale tra la struttura a episodi e quella seriale, quanto un equilibrio variabile tra i due modelli 4 elementi costitutivi di una narrazione seriale:

- Mondo narrativo

- Personaggi

- Eventi

- Temporalità

Diversi tipi di eventi:

- NUCLEI (maggiori) = imprescindibili per il funzionamento della catena di eventi di una trama

- SATELLITI (minori) = possono essere omessi senza inficiare la comprensione della storia, anche

se contribuiscono al ritmo e alla profondità dei personaggi Fucile di Cechov = assioma dello storytelling Se nel primo atto di una storia sì vede un fucile entro la fine della storia quel fucile dovrà aver sparato = un nucleo inizialmente proposto come satellite, e gli spettatori seriali sì concentrano spesso sulla ricerca di un satellite che potrebbe trasformarsi in un nucleo Asserzioni narrative = quando non vengono lasciati dubbi su ciò che è successo, il come o il perchè e l’unica domanda che sorge è “e adesso?” Enigmi narrativi = non chiariscono cosa sia davvero successo e a volte nemmeno se quell’evento è successo davvero Tre tipi di tempi:

- Tempo della storia = cornice temporale della diegesi, come il tempo scorre nell’universo

narrativo

- Tempo del discorso = struttura temporale scelta per raccontare la storia (diversa dalla prima

perchè omette la parti inutili o fa salti temporali)

- Tempo del racconto > tempo dello schermo = tempo necessario per fruire la storia

Era delle tv complessa = dagli anni ’90 ad oggi Cambiamenti che hanno influenzato la diffusione della tv complessa:

- Graduale legittimazione del mezzo e il conseguente aumento di attrattività dei suoi autori

- La complessità narrativa mette in luce i limiti del reality

- In una serie gli autori possono sviluppare meglio trame e personaggi

MA ha subito anche degli ostacoli:

- La tv commerciale americana ha sempre evitato scelte rischiose

- I network preferivano in prima serata prodotto a episodi e non continuativi perchè non sì

sposavano bene con la maggior fonte di profitto = LA SYNDICATION (le repliche dei consorzi di tv locali potevano andare in onda senza un ordine preciso)

- Le repliche non superavano un terzo del pubblico e quindi una serie continuativa non avrebbe

raggiunto un pubblico abbastanza ampio per poterlo seguire passo passo Meccanismi narrativi della tv pongono dei limiti al modo in cui sì può raccontare una storia:

- La tv commerciale prevede un sistema di programmazione strutturato in modo ferreo

- Ogni stagione deve avere un numero specifico di episodi

La tv commerciale americana sì basa su un MODELLO INFINITO di racconto per il quale una serie ha successo soltanto se non sì ferma mai

Fattore principale che ha dato via alle innovazioni narrative = RI-CALIBRAZIONE degli obiettivi dell’industria nella definizione del concetto di “serie di successo” Con l’aumento dei network e la diminuzione del pubblico per ogni singolo canale una serie era di successo anche con un pubblico minore Critica televisiva online è nata in quell’era dove i fan danno il loro feedback anche alla rete oltre che commentare tra di loro Ha permesso un allenamento cognitivo che ne incrementa la capacità di problem-solving e osservazione Altro fattore importante per la diffusione della complessità sono i cofanetti e quindi HOME VIDEO = una serie diventa un oggetto tangibile e collezionabile aumentandone il valore culturale MA hanno cambiato il modo di fruire la serie = da broadcasting a editoriale MODELLO EDITORIALE = utile per la continuità narrativa perchè la complessità vuole uno spettatore attento che non guarda in modo distratto e che riguardi sequenze ed episodi Ha dato via anche al BINGE VIEWING = le serie con cliffhanger vengono guardate senza fine Nuovo modo di fruire una serie Cofanetti e dvd soddisfano il bisogno di coesione e complessità dal momento che, grazie alla confezione, trasformano serie tv in un oggetto culturale non meno coeso di quanto lo siano romanzi e film MA sì perdono alcuni aspetti dell’estetica = aspettare una settimana permette di confrontarsi e commentare e quindi con il dvd sì esclude dalla community (Lost) Tv complessa = racchiude in un solo insieme, una quantità di variazioni della forma seriale non concesse al formato tradizionale a episodi o da quello seriale delle soap; variabilità resa possibile dalle innovazioni tecnologiche e culturali (Nelle comedy ci sono più trame contemporaneamente) EFFETTO SPECIALE NARRATIVO = quando una serie fa del suo meglio per stupire e sorprendere lo spettatore Questi momenti mettono in primo piano l’estetica funzionale, spostando l’attenzione sulla costruzione narrativa e facendoci sorprendere di come essa funzioni Spesso sacrificano il realismo La tv complessa invoglia lo spettatore a una nuova modalità di coinvolgimento della quale a volte ha persino bisogno FANDOM INVESTIGATIVO = modello di coinvolgimento dei fan che devono risolvere gli enigmi

AUTORIALITÀ ATTRIBUTIVA = quando ad un regista vengono dati i crediti di un film, anche se esso viene realizzato da una rupe di persone e molte decisioni non lo riguardano ma vengono comunque associate a lui AUTORIALITÀ GESTIONALE = richiama il ruolo del producer e quindi una persona che deve gestire l’andamento della produzione La scrittura di una serie avviene in una “stanza” = writers’ room Composta dai 6 ai 12 sceneggiatori che partono da un concetto generale di stagione per poi spaccarla nei vari episodi La sceneggiatura passa in mio poi allo SHOWRUNNER che la cambia e la modifica I processi creativi sono più più collaborativi e decentrati rispetti agli altri media Sono con gli anni le serie sono state associate ad una persona (l’autore) e col tempo è stata sfruttata dai network come sicurezza in modo che i fan riconoscessero il nome AUTORIALITÀ = tratto distintivo, che garantisce sicurezza e da una linea guida del genere Anche se spesso un lavoro di squadra viene ridotto al solo lavoro dello showrunner Prima gli autori rimanevano nell’anonimato ma quando sì sono sviluppati i fandom hanno iniziato ad interagire di più con i fan AUTORE IMPLICITO due teorie:

  1. Qualcosa di stinto dall’autore reale e cioè dall’uomo che ha realizzato l’opera, ma che funga comunque da ordine della creazione narrativa in quanto agente intrinseco alla storie cui sì deve il disegno complessivo
  2. L’intenzione dell’autore contenuta nell’opra e viene preso come punto di riferimento dagli spettatori che vogliono interpretare il film (cerchiamo di capire cosa l’autore volesse trasmettere) FUNZIONE DELL’AUTORE DESUNTO = autorialità non viene costruita attraverso le implicazioni testuali, ma prende corpo anche attraverso l’atto della ricezione Importanza del testo e del contesto del discorso = la sua funzione è quindi la produzione, da parte degli spettatori, di un’autorialità responsabile della narrazione del testo, basata sugli elementi del testo e sui discorsi intorno a esso La forma seriale è definita proprio dagli intervalli tra le porzioni di testo In questi intervalli l’AUTORE DESUNTO mostra la sua funzione, coinvolgendo anche gli spettatori e avendo un dialogo con loro In base a come i fan sì rapportano con l’autorialità sì possono dividere in:
  • FANDOM CONFERMATIVI = sì impegnano a rinforzare la visione dell’autore e aggiungono visioni loro
  • FANDOM TRASFORMATIVI = non considerano l’opera come qualcosa che va solo apprezzata, ma anche come materia prima per giocare a fare i producer e creare estensioni di essa Essi possono entrare in dialogo e attrito con gli autori desunti

I personaggi tesevisi nascono dalla collaborazione tra chi li interpreta e i producer che ne decidono azioni e dialoghi Il collegamento tra personaggio e attore è molto forte, quindi è raro, anche se succede che ci siano cambi di attori in corsa (usando espedienti come la morte o altro) perchè comunque sconvolge la serie Gli attori sono luoghi di intertestualità in cui lo spettatore mette insieme il ricordo dei personaggi interpretati con ciò che sa della vita reale dell’attore Uno degli elementi più importanti è il RICONOSCIMENTO = quando gli spettatori distinguono i personaggi da coloro che non conseguono questo stati, come ad esempio distinguere attori principale dalle comparse Regola delle red shirts = deriva da Star Trek dove chi indossava la maglia rosso sarebbe stato il primo a morire nella missione, capire quindi chi morirà in anticipo INTERAZIONI PARASOCIALI = uno dei motivi principali che spingono gli spettatori a seguire un programma è l’instaurarsi di un rapporto a lungo termine con i suoi personaggi Da un lato sono idoli che possono anche sfociare nell’incapacità patologica di distinguere tra realtà e finzione, dall’altro sono un comportamento attivo e partecipativo al consumo del media = processo circoscritto nel tempo che ci spinge a immaginarci come parte della finzione, piuttosto che ragionare sul confine tra realtà e finzione La visione casalinga aumenta questo fenomeno perchè i personaggi sono letteralmente a casa nostra Tre tipi di coinvolgimento dello spettatore:

  1. RICONOSCIMENTO
  2. ALLINEAMENTO = costituito da “affiancamento” (di specifici personaggi) e “accesso” (a determinati stati d’animo) Episodi “-centrici” di un personaggio = scopo di permettere allo spettatore di conoscere meglio determinati personaggi offrendogli un accesso al passato o futuro e alla loro conoscenza
  3. ATTACCAMENTO = deriva dalla valutazione morale dei personaggi cui siamo allineati, perchè è in base all’empatia nei loro confronti che decidiamo di appassionarci alle loro storie Una delle tecniche per tenere viva l’attenzione e il riconoscimento dello spettatore è quello di ripetere nomi, rapporti e identità Difficilmente i personaggi cambiano radicalmente, a farlo è la nostra comprensione dei personaggi a farlo, un cambiamento narrativo chiamato ELABORAZIONE DEL PERSONAGGIO Ci sono casina di crescita, sì tratta spesso di MATURAZIONE come nel caso di adolescenti, oppure nel caso di UN’EDUCAZIONE dovuta ad un evento, oppure una REVISIONE nel caso di un evento improvviso spesso sovrannaturale, per ultimo c’è la TRASFORMAZIONE quando un adulto affronta un graduale mutamento della moralità con ripercussioni a lungo termine ANTIEROE = personaggio che funge da punto di riferimento per l’allineamento in una narrazione continuativa, nonostante i suoi comportamenti e moventi siano origine di un attaccamento ambiguo, conflittuale e negativo Fanno appello ad una MORALITÀ RELATIVA in cui un personaggio eticamente discutibile è giustapposto a personaggi più esplicitamente cattivi e respingenti La loro attrattività non solo ne scavalca la spregevolezza, ma in parte deriva dalla fascinazione che la stessa spregevolezza suscita

La definizione “QUALITÀ” viene usata poco perchè è soggettiva Ma parlando di “qualità” troviamo spesso indicatori come:

  • Contenuti seri
  • Stile cinematografico
  • Innovazioni
  • Spettatori con gusti anti-televisivo = qualità è associata ad un pubblico di qualità Secondo Thompson il modo migliore per definire la tv di qualità è stabilire ciò che non è È quindi costituita da quelle serie che spiccano in opposizione alla maggior parte delle altre = la tv può riscattarsi tramite il suo opposto Distinzione tra:
  • VALUTAZIONE = il valore è intrinseco al testo e va scoperto dal critico così un esperto stabilisce il prezzo di un oggetto d’antiquario Sì basa su una lettura attenta che mira a dimorare il valore intrinseco di un’opera
  • GIUDIZIO = analisi di criteri estetici, caratteristiche testuali e circolazione culturale Riarda il processo culturale della fruizione attraverso cui vengono generati il significato e il valore Tv complessa NON è sinonimo di tv di qualità MA possiamo considerare la complessità come un canone di valore, un obiettivo Secondo la corrente di pensiero del New Criticism definire complesso un lavoro letterario significa sottolineare la sofisticatezza e le sfumature, sostenendo che contenesse una visione del mondo non semplicistica, ma anzi sempre più profonda Differenza tra:
  • COMPLESSO = qualcosa di elaborato e meno convenzionale
  • COMPLICATO = idea di minore coerenza e maggiore artificio, un tentativo di far apparire qualcosa più sofisticato di quanto sia Realismo televisivo = non mira ad una rappresentazione corretta del mondo reale, quanto a creare un mondo finzionale che restituisca l’illusione della verosimiglianza È realistico quando sembra spontaneo

TV COMPLESSA = NO genere MA modalità di narrazione, connessa ad un certo tipo di produzione e di ricezione Melodramma = è una modalità, approccio all’emotività, allo storytelling e alla moralità che attraversi diversi generi e forme mediali La SERIALITÀ DELLA SOAP ricorre a tecniche molto particolari, con modalità proprie di produzione, programmazione, recitazione, ritmo e struttura degli episodi Dipende dalla ripetizione diegetica che aiuta gli spettatori a ricordare e lo rende piacevole da vedere Abbraccia la ridondanza e i tempi lunghi, facendo di essi un pregio Le differenza di programmazione tra soap (5 a settimana) e i serial (1 a settimana) hanno due tipi di coinvolgimento completamente diversi, con anche pratiche di visione completamente diversi MELODRAMMA come modalità:

  • Scardina la dicotomia che contrappone le soap di prima serata, caratterizzate da eccessi stilistici ed emotività kitsch, ai quality drama considerati socialmente impegnati ed esteticamente più maturi
  • Una serie non è “sentimentale” se ha momenti di pathos o di giudizio morale, riconoscendo l’ubiquità del melodramma nella narrazione seriale senza preoccuparci di evocare effetti stilistici o collegamenti nella tradizione della soap Molte serie tv complesse danno priorità a elementi che invogliano un approccio analitico tipicamente maschile, anche se in questi programmi il sentimento positivo è altrettanto importante (Lost è un esempio di serie “maschile” con eroi uomini, a cui sì aggiungono elementi melodrammatici)

TRANSMEDIA STORYTELLING = estensioni narrative innovative che espandono sensibilmente la portata di una serie tv in una gamma di altri media, dai libri ai blog ESPERIENZE SECOND SCREEN = coinvolgimento degli spettatori dando vita ad un dialogo anche con i producer Per decenni i programmi che ricorrevano a strategie transmediali erano pochi, oggi invece, con l’enorme quantità di serie, canali e case di produzione, è un’eccezione trovare qualcuno che non ne faccia uso Differenza tra:

  • ESTENSIONI TRANSMEDIALI = quasi tutti i prodotti ad oggi hanno estensioni come siti web, merchandising, … che sì presentano come paratesti del testo base Servono a pubblicizzare, promuovere, presentare e discutere un testo Fungono da espansioni continuative della narrazione
  • PARATESTI ORIENTATIVI = aiutano lo spettatore a comprendere la narrazione
  • TRANSMEDIA STORYTELLING = processo in cui gli elementi essenziali di una fiction sono sistematicamente disseminati su diversi canali, con l’obiettivo di creare un’esperienza di intrattenimento unificata e coordinata C’è quindi la distinzione tra testo e paratesto, che dovrebbero essere uguali a livello di importanza ma non lo sono creando una transmedialità equilibrava (utopica) e una sbilanciata (realtà) Libro = considerato spesso come un nuovo episodio della serie, usati come parasti dei media audiovisivi Videogiochi = mettono in primo piano il mondo narrativo del proprio franchise permettendo ai giocatori di esplorare l’universo che hanno visto sullo schermo Transmedialità di Lost = usare i paratesti per allargare l’accesso al mondo narrativo e alla mitologia dell’isola, ma tenere gli sviluppi dei personaggi e gli aventi principali ancorati al testo principale tv Transmedialità di Breaking Bad = sì concentrano sui personaggi, conferendogli ulteriore spessore, ma non il protagonista, sì concentrano su personaggi secondari, ci danno semplicemente l’opportunità di passare più tempo con loro Due tendenze geniali che caratterizzano le pratiche del transmedia storytelling:
  1. WHAT IS (Lost) = cerca di estendere la narrazione in modo canonico spiegandone l’universo narrativo, stimolando il fandom investigativo
  2. WHAT IF? (Breaking bad) = pone eventualità ipotetiche piuttosto che certezze canoniche, invitando gli spettatori a immaginare storie alternative senza preoccuparsi della loro potenziale canonicità

Un finale NON è il contrario di un inizio Fine = la parte finale di qualcosa / obiettivo o risultato che sì vuole ottenere La forma di chiusura più diffusa è la SOSPENSIONE = un fine brusco e non preventivato che subentra quando il network tacca la spina a metà stagione Essa avviene sempre per motivi extratestuali Altro tipi di chiusura è il WRAP-UP = quando la fine di una serie non è stata del tutto arbitraria ma nemmeno del tutto programmata Avviene alla fine di una stagione in un momento di naturale pausa ma non ci sono i presupposti per iniziare una nuova stagione Meno comune invece è la CONCLUSIONE = i producer riescono a realizzare un episodio finale sapendo per certo che la serie chiuderà (a volte sono programmate altre imposte) Altre varianti sono la CESSAZIONE = sospensione che non sì stabilisce che sì tratti della fine della serie, rimanendo in un limbo Il suo opposto è la RINASCITA = quando una serie già conclusa torna in tv o su un altro medium FINALE = conclusione con un “party d’addio” sì riconoscono più dai discorso extratestuali che da qualche proprietà narrativa intrinseca perchè propongono conclusione di cui sì è a lungo parlato e impostate come chiusura ideale di una serie amata Accompagnati spesso da materiali para-testuale