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Una panoramica dettagliata sul ruolo delle canzoni nella serialità televisiva, dalla loro presenza come elemento stilistico e estetico nelle sigle, ai loro usi strategici e integrali nella narrazione. la evoluzione della presenza musicale nelle serie TV, dalla fine degli anni '90 agli anni presenti, e il ruolo della canzone come strumento narrativo, estetico e comunicativo. Il documento illustra come la canzone ha influenzato la produzione e la distribuzione di serie TV, e come ha cambiato la modalità in cui le serie vengono concepite, scritte e comunicate.
Tipologia: Appunti
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[email protected] per inviare i lavori Sitcom = situazione comiche, non legate ad altri generi Comedy = Elemento narrativo discorsi lizzante, è un ingrediente della narrazione, che is può facilmente mescolare ad altri elementi. Dramedy = è un genere che mischia la commedia e il genere drammatico. Nel concetto di genere sta l’idea che c’è una fotografia realistica nel concetto stesso della multiformità del panorama televisivo. Un solo genere non può descrivere una serie. I generi non sono delle scatole chiuse. Breve serialità = es la regina degli scacchi, strappare lungo i bordi ha solo 8 episodi. Quando descriviamo una serie dobbiamo prendere in considerazioni molti fattori. Per analizzare una serie o un programma televisivo è necessario utilizzare più di una categoria interpretativa:
Quando analizzo un programma come MasteChef ci dobbiamo porre delle domande come ad esempio: se è masterchef Italia? Quale puntata? L’anno di messa in onda, e quale stagione.
Ogni narrazione seriale possiede una struttura della simpatia verso il personaggio basato su tre step:
La televisione cambia le regole del gioco e impone ai cantanti di costruirsi un nuovo modo di presentarsi al pubblico. I passaggi televisivi dei cantanti sono considerati eventi promozionali le cui spese sono interamente a carico della cada discografica; la rete riconosce solamente un rimborso spese. I musicisti si servono della televisione per promuovere se stessi e la propria musica, ma la televisione mette in scena la musica attraverso un linguaggio che ne accentua la dimensione spettacolare e di intrattenimento. Il primo modello di rappresentazione della musica in TV è la performance di un artista che interviene in qualità di ospite in uno spazio televisivo. È rilevante il ruolo della performance musicali nei media event. Il caso più noto, tra i media event non musicali è del super Bowl, con l’obbiettivo di ampliare ulteriormente l’audience del principale evento. è il prodotto televisivo in cui il modello narrativo del live e quello della TV si fondono ai massimi livelli. Le performance musicali sono pensate come un evento nell’evento. Diverso è il formato dell’Eurovision Song contest, uno tra i media event più visti al mondo. La performance di Eurovision Song Contest sono “videoclip dal vivo altamente innovativi a livello tecnologico ma è raro che in gara si esibiscono artisti conosciuti al di fuori dei confini nazionali e culturali di provenienza. Elaboratissime performance visive in cui l’attenzione dello spettatore viene catturata scelte visive basate sull’eccesso. La partecipazione di un’artista come protagonista musicale al Super Bowl è sia una certificazione dello status di superstar globale, sia un potentissimo volano promozionale per nuovi progetti. In Italia il media event più importante è proprio il Festival di Sanremo. Il festival venne ideato tra il 1950 e il 1951 come strumento promozionale del territorio della città e del suo casinò. Alla sua fondazione parteciparono la RAI, che voleva rinnovare il proprio repertorio radiofonico, e le case editrici milanesi. Il festival di Sanremo venne inizialmente trasmesso in radio, per poi approdare in televisione nel 1955. Con il ritorno del live per le canzoni in gara, aumenta la tendenza alla spettacolarizzazione della performance. Il videoclip è stato lo strumento con cui l’industria discografica è entrata in ambito televisivo, con l’obbiettivo di provare a controllare in maniera più decisiva il modo in cui la musica veniva rappresentata sul piccolo schermo. Le regole che la TV imponeva alla musica: il modello del playback e la tendenza ad un’eccessiva spettacolarizzazione. Il videoclip risolve gran parte delle problematiche create dalle performance nei programmi TV. Nei videoclip la performance dei musicisti rimane centrale, ma si inserisce in una struttura densa, in cui la canzone viene riscritta per immagini in maniera concettuale e/o narrativa. L’elemento chiave è il ritmo, che determina un nuovo tipo di montaggio non lineare, quasi schizofrenico. MTV nasce in America nel 1981, il suo successo produce diversi effetti: da un lato genera molti emittenti concorrenti, dall’altro lato, genera una forte espansione interna, sotto l’aspetto distributivo e produttivo. In Italia arriva negli anni ’90. A partire da questi anni il formato del videoclip si cristallizza fino a diventare stereotipato, si ripropongono quasi sempre gli stessi modelli di rappresentazione, senza reale innovazione. L’idea alla base del talent show è tanto semplice quanto efficace: portare sullo schermo quello che è il processo dell’Artist Development. Il risultato è il lancio sul mercato di cantanti che hanno già un pubblico, sono già personaggi conosciuti dai media. Il cuore del talent Show è la spettacolarizzazione della performance, attraverso la rilettura del modello del videoclip; i concorrenti devono esibirsi live. Il talento consiste nel saper ricreare fedelmente o re-interpretare con personalità, ma senza tradire l’originale, i tratti stilistici e vocale della performance di un artista famoso. La presenza della musica nella quotidianità pervade i palinsesti in molte altre forme indirette, cioè dove la presenza visibile dell’artista non è richiesta, si pensi alle sigle, ai jingle. Tutte le forme in cui la presenza della musica è indiretta sono il territorio delle cosiddette “sincronizzazioni”, ovvero il meccanismo attraverso il quale si sceglie e si inserisce una canzone all’interno di un prodotto audiovisivo. Sincronizzazione = si intende il processo nel quale una musica si associa a un filmato per fini commerciali. L’utilizzo della sincronizzazione non si limita sono alla televisione ma riguarda anche film, videogiochi, spot pubblicitari.
secondi il concept della serie. il primo segnale di cambiamento si notano in Beverly Hills 90210, attribuisce alla sigla e alla canzone scelta una rilevanza decisamente maggiore. la produzione HBO, attribuiscono alla canzone nelle sigle un ruolo comunicativo ed estetico. la canzone diventa marchio di qualità a partire dagli anni Dieci, quando si sviluppa la grande serialità, si assiste a un processo di espansione della sigla. nelle produzioni seriali successive all'affermazione delle piattaforme streaming, la sigla diventa uno strumento affascinante e indispensabile attraverso cui riprendere e rielaborare gli elementi costitutivi dei periodi precedenti. le trasformazioni della sigla sintetizzano e riproducono le tensioni, i ripensamenti, le riscritture e le spinte in avanti del panorama seriale nel suo complesso. sigla didascalica si tratta del modello più classico derivato dalle theme Song. si tratta spesso di una character sequence rivisitata, in cui la canzone svolge un ruolo descrittivo e diretto. La canzone serve a dire quello che già le immagini mostrano. Un esempio è la sigla di Orange is the new black la canzone dice quello che esattamente noi vediamo, volti di donne, permette di entrare nel mood della serie, ma è molto pesante e dopo qualche episodio la salti. sigla short movie la sigla può diventare una lunga sequenza autoconclusiva che introduce al mondo della serie, un vero short movie. in questi casi è fondamentale il ruolo della canzone della lyrics. Sigle belle che sono costruiti come se fossero dei cortometraggi, come se fossero delle piccole serie nella serie. Costruiscono un discorso. Un esempio è la sigla di The Soprano: interessante perché ad ogni visione, è talmente densa, che ogni volta che guardi quaesta sigla scopri qualcosa di nuovo, racconta quello che fa il protagonista, la nostra posizione da spettatori è esattamente di quella che sta accanto al guidatore, come ste stai accanto a lui. Probabilmente senza canzone la sigla sarebbe meno forte. Un altro esempio è Narcos, dove c’è una discrepanza tra sigla e canzone. Sigla sound branding la sigla è il marchio della serie, dal punto di vista sono e dalle emozioni che riesce a sollecitare. Un esempio è The O.C. da l’impronta della serie. True detective, la voce della canzone è esattamente il timbro di quel luogo, ti fa immaginare quel tipo di immagini. Il ritmo ti porta dentro in quel luogo. Sigla trailer ad ogni puntata c’è una sigla diversa e ad ogni puntata c’è un contenuto che anticipa la trama della puntata. Un esempio è una serie di sfortunati eventi, la sigla dice il contrario di ciò che viene mostrato, la canzone dice allo spettatore di non guardare quando il compito dello spettatore è guardare, ad ogni puntata cambia anche il testo della canzone. La sigla sembra allontanare lo spettatore anziché attrarlo e dall’altro lato introduce la puntata e ne offre una chiave interpretativa. Per scongiurare il rischio dell’effetto saturazione spesso si ricorre all’integrazione della sigla nella narrazione. Questo tipo di sigla anticipa alcuni elementi dell’episodio. Un esempio è Game of Thrones che propone la sigla come oggetto narrativo seriale e variabile: l sequenze indugiano su parti diverse della mappa del mondo di fantasia dove è ambientata la serie, indicando allo spettatore i temi e i protagonisti che vedrà nella puntata. La parte musicale è sempre uguale Sigla trasparente sigla che c’è e non c’è. La puntata comincia e la sigla arriva dopo un po un esempio è Peaky Blinders. Quella che si dissolve completamente nella narrazione: rimangono la canzone e il titolo in grafica, ma la sequenza diventa parte integrante dell’episodio. La canzone inizia mentre l’azione è già avviata: lo spettatore comprende di stare assistendo all’inizio della puntata solo leggendo i titoli di testa e il breve titolo che appare al termine della canzone. A partire dagli anni 2000 le canzoni hanno cambiato il modo in cui le serie tv vengono ideate, scritte, prodotte e comunicate. Le OTT attribuiscono alla canzone un valore non solo narrativo, ma anche si strumento utile a definire e consolidare un target e impostare strategie di marketing. La scelta di inserire una canzone all’interno di una singola sequenza segue logiche e modelli estetici, industriali e narrativi tanto numerosi quanto difficili da categorizzare. Due principali funzioni: