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Laboratorio sul Programmi TV: Sintesi del Corso sulle Canzoni e la Serialità, Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

Una panoramica dettagliata sul ruolo delle canzoni nella serialità televisiva, dalla loro presenza come elemento stilistico e estetico nelle sigle, ai loro usi strategici e integrali nella narrazione. la evoluzione della presenza musicale nelle serie TV, dalla fine degli anni '90 agli anni presenti, e il ruolo della canzone come strumento narrativo, estetico e comunicativo. Il documento illustra come la canzone ha influenzato la produzione e la distribuzione di serie TV, e come ha cambiato la modalità in cui le serie vengono concepite, scritte e comunicate.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 07/11/2022

Saraa2001
Saraa2001 🇮🇹

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LABORATORIO PROGRAMMI
[email protected] per inviare i lavori
Sitcom = situazione comiche, non legate ad altri generi
Comedy = Elemento narrativo discorsi lizzante, è un ingrediente della narrazione, che is può facilmente
mescolare ad altri elementi.
Dramedy = è un genere che mischia la commedia e il genere drammatico.
Nel concetto di genere sta l’idea che c’è una fotografia realistica nel concetto stesso della multiformità del
panorama televisivo. Un solo genere non può descrivere una serie. I generi non sono delle scatole chiuse.
Breve serialità = es la regina degli scacchi, strappare lungo i bordi ha solo 8 episodi.
Quando descriviamo una serie dobbiamo prendere in considerazioni molti fattori. Per analizzare una serie o
un programma televisivo è necessario utilizzare più di una categoria interpretativa:
- Genere
- Formato: durata dell’episodio.
- supporto su qualche la serie si appoggia (piattaforma, rete generalista o rete a pagamento)
- il numero di stagion i - è indicativo di tanti elementi di approfondimento che sono per esempio
l’andamento narrativo nel suo complesso –
- nazionalità
- se si tratta o meno di un adattamento (es: braccialetti rossi)
- budget
- target: è difficile da individuare, a meno che non sia molto evidente.
- se si tratta di uno spin of sequel ecc.
- parte tecnica : cast e regia (cast fisso o cast che cambia quando esce una nuova stagione)
- coinvolgimento attraverso i social .
primo compito = analizzare 5 serie
300 parole per ogni serie.
Titolo della serie/programma (rete, anno di inizio – anno di fine)
Citare sempre loa fonte
Quando prendo le informazioni su un libro dovrò scrivere: cardini D. (anno di pubblicazione), titolo volume,
casa editrice, città
Ogni volta che si invia un file cognome_labtv_esercitazione1.
Analizzare il testo televisivo
Che cos’è un testo televisivo?
- Una forma complessa, che sembra non avere gli stessi confini di altri testi mediale come il film, il
romanzo, la canzone ecc. è molto più difficile da circoncidere. All’interno del discorso sulla
televisione bisogna tener conto di moltissimi elementi.
- Nell’analisi del testo televisivo è imprescindibile tener conto del contesto in cui si inserisce. È
necessario adottare un approccio che tenga conto di tutti i fattori interni al testo ed esterni al testo.
Considerare il testo televisivo come un sistema.
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LABORATORIO PROGRAMMI

[email protected] per inviare i lavori Sitcom = situazione comiche, non legate ad altri generi Comedy = Elemento narrativo discorsi lizzante, è un ingrediente della narrazione, che is può facilmente mescolare ad altri elementi. Dramedy = è un genere che mischia la commedia e il genere drammatico. Nel concetto di genere sta l’idea che c’è una fotografia realistica nel concetto stesso della multiformità del panorama televisivo. Un solo genere non può descrivere una serie. I generi non sono delle scatole chiuse. Breve serialità = es la regina degli scacchi, strappare lungo i bordi  ha solo 8 episodi. Quando descriviamo una serie dobbiamo prendere in considerazioni molti fattori. Per analizzare una serie o un programma televisivo è necessario utilizzare più di una categoria interpretativa:

  • Genere
  • Formato: durata dell’episodio.
  • supporto su qualche la serie si appoggia (piattaforma, rete generalista o rete a pagamento)
  • il numero di stagioni - è indicativo di tanti elementi di approfondimento che sono per esempio l’andamento narrativo nel suo complesso –
  • nazionalità
  • se si tratta o meno di un adattamento (es: braccialetti rossi)
  • budget
  • target: è difficile da individuare, a meno che non sia molto evidente.
  • se si tratta di uno spin of sequel ecc.
  • parte tecnica: cast e regia (cast fisso o cast che cambia quando esce una nuova stagione)
  • coinvolgimento attraverso i social. primo compito = analizzare 5 serie 300 parole per ogni serie. Titolo della serie/programma (rete, anno di inizio – anno di fine) Citare sempre loa fonte Quando prendo le informazioni su un libro dovrò scrivere: cardini D. (anno di pubblicazione), titolo volume, casa editrice, città Ogni volta che si invia un file cognome_labtv_esercitazione1. Analizzare il testo televisivo Che cos’è un testo televisivo?
  • Una forma complessa, che sembra non avere gli stessi confini di altri testi mediale come il film, il romanzo, la canzone ecc. è molto più difficile da circoncidere. All’interno del discorso sulla televisione bisogna tener conto di moltissimi elementi.
  • Nell’analisi del testo televisivo è imprescindibile tener conto del contesto in cui si inserisce. È necessario adottare un approccio che tenga conto di tutti i fattori interni al testo ed esterni al testo. Considerare il testo televisivo come un sistema.

Quando analizzo un programma come MasteChef ci dobbiamo porre delle domande come ad esempio: se è masterchef Italia? Quale puntata? L’anno di messa in onda, e quale stagione.

  1. Focus sull’interno del testo  quel programma deve tenere conto del formato (è la modalità con il quale quel programma è serializzato. serializzazione verticale – ovvero episodi chiusi, autoconclusive – serializzazioni orizzontale, puntate aperte, legate una con le altre. da quante puntate e stagioni è composta) e pezzatura (la durata di ogni singolo segmento della serie) Non tutti i formati sono prodotti seriali (es: Sanremo, va avanti da tanti anni da è differente da Masterchef). Rapporto con il tempo esterno al testo (posizionamento in palinsesto, ci dice molto su che tipo di pubblico che si costruisce, la rilevanza del programma sull’investimento). Definisce quale importanza riveste quel programma per quella rete che lo manda in onda. Analisi della messa inscena.
  • Descrizione dello studio (e prefigurazione dei costi).
  • Numero e tipologia dei personaggi coinvolti (conduttore sì o no).
  • Dimensione sonora (dialoghi, effetti sonori, voice over).
  • Dimensione visiva (uso del colore, fotografia, movimenti di macchina- rispondo ad una logica che è presa dal cinema, però i movimenti di macchina e le inquadrature in televisione nell’ambito dell’intrattenimento, devono avere una caratteristica condivisa che devono essere poco visibili, perché la televisione deve essere semplice - inquadrature, grafica).
  • Dimensione della narrazione (elementi ricorrenti, montaggio e il ritmo del montaggio, se parlo ad un pubblico giovane il ritmo del montaggio è più serrato).
  • Prefigurazione del pubblico (un certo tipo di costruzione prefigurano un certo tipo di utente) 2. Focus sul contesto.  possibilità di accesso al contenuto (quali piattaforme? è facile da trovare?) Punti di accesso al testo (top down e bottom up). Brandizzazione (merchandising) Gaming Interattività Social network Pechino adattamento. Ultima stagione
  • Formato e pezzatura: programma seriale composto da 9 stagioni
  • Serializzazione orizzontale
  • Rete: prima rai 2 fino al 2012-2020. sky 1 2022. Le differenze di messa in scena differenti tra pechino su rai 2 e pechino su sky 1
  • Pezzatura 120-150 minuti
  • Palinsesto: prima serata, 21.15 il giovedì.  la serata del giovedì è un giorno centrale della settimana che precede il weekend così che anche il pubblico giovane è a casa. Il giovedì è il giorno in cui sono presenti altri serie di intrattenimento come xfactor.
  • Cast vario, con delle coppie più o meno conosciuti dal pubblico
  • È un adventure game
  • Capiamo il target tramite il cast. 10 coppie.
  • Non ha studi quindi il budget sarà più basso. Quando c’è una grafica vuol dire che l’immagine da sola non riesce a spiegare la situazione. Formato e il tema dell’antieroe Il vocabolario della serialità è monopolizzato da termini come Binge watching release delle stagioni, potere dell’algoritmo ecc.

Ogni narrazione seriale possiede una struttura della simpatia verso il personaggio basato su tre step:

  1. Riconoscimento
  2. Allineamento: è narrativo. Seguo le sue storie.
  3. Fedeltà: è morale. Guardare la serie è un’azione impegnativa. Gli dedichiamo molto tempo e attenzione, questo si lega alla chiusura della sera o l’interruzione della serie. Perché amiamo un personaggio fittizio che odieremo nella vita reale? Sollievo fittizio  disimpegno morale per il gusto dell’intrattenimento. Prova di realtà  ricorda allo spettatore le conseguenze di azioni immorali nella vita reale. Come si costruisce un antieroe? Quattro strategie narrative principali per sollecitare il coinvolgimento emotivo dello spettatore nei confronti dell’antieroe:
  4. Confronto morale
  5. Legami familiari
  6. Senso di colpa
  7. Vittimizzazione: si va a spiegare allo spettatore le cause che portano l’antieroe e comportarsi in un certo modo. È solo capendo le motivazioni che ci fanno avvicinare all’antieroe. Ci sono le mogli degli antieroi. Caratteristiche in comune: antipatiche. La moglie dell’antieroe è odiosa perché non permette all’antieroe di comportarsi come noi vogliamo. Di antieroe donna ce ne sono poche. RIASSUNTO LA CANZONE NELLE SERIE TV L’ecosistema della musica è cambiato negli ultimi due decenni, a seguito dell’affermazione del digitale. Fino ad allora, gli spazi che l’industria discografica impiegava per promuovere i propri progetti erano limitati, focalizzati sulla radio e sulla televisione. A partire dagli anni duemila il panorama si è progressivamente frammentato tra media tradizionali, piattaforme digitali e social media. L’inserimento di una canzone in una serie produce revenue non solo perché dalla serie rimbalza sulle piattaforme digitali, ma anche perché è legato alla pratica industriale della cosiddetta “sincronizzazione”, ovvero la connessione in licenza dei diritti per il posizionamento di brani musicali in audiovisivo, dietro il pagamento di un compenso. Tra il 2000 e il 2015, l’industria della musica registrata ha perso il 40% delle sue entrate a causa della pirateria. Anche i media musicali sono stati profondamente trasformati dal passaggio al digitale. Non è corretto definire questo processo una rivoluzione, quanto piuttosto una profonda evoluzione. La digitalizzazione rende la musica disponibile in qualsiasi momento e ovunque. È l’esplosione di Napster, il primo software di file sharing a diventare famoso di massa che esplode nel 2000. Nel 2003 arriva sul mercato Itunes, il primo negozio digitale di musica. Due anni dopo nasce la piattaforma video YouTube; nel 2009 è la volta di Spotify. Oggi per un artista è più facile comunicare una notizia o lanciare una canzone con un post sui social media che attraverso un comunicato stampa o tramite un’intervista. La frammentazione del pubblico e dei canali portano con sé anche una frammentazione dei parametri con cui si valuta l’efficacia della narrazione del successo. La musica si serve della televisione come vetrina per i propri artisti, e la televisione si serve della musica con due modalità: da un lato, ne fa la punteggiatura dei programmi, tramite stacchi, jingle… dall’altro lato, propone la presenza diretta di cantanti e artisti in video, che diventano contenuti di intrattenimento capaci di attirare soprattutto giovani. La data di nascita della musica pop è sancita proprio da un evento televisivo: la prima partecipazione di Elvis Presley all’Ed Sullivan Show Mainstream. Per l’America puritana degli anni ’50 fu scandaloso vedere un cantante che usava il corpo in maniera tanto esplicita e sconveniente.

La televisione cambia le regole del gioco e impone ai cantanti di costruirsi un nuovo modo di presentarsi al pubblico. I passaggi televisivi dei cantanti sono considerati eventi promozionali le cui spese sono interamente a carico della cada discografica; la rete riconosce solamente un rimborso spese. I musicisti si servono della televisione per promuovere se stessi e la propria musica, ma la televisione mette in scena la musica attraverso un linguaggio che ne accentua la dimensione spettacolare e di intrattenimento. Il primo modello di rappresentazione della musica in TV è la performance di un artista che interviene in qualità di ospite in uno spazio televisivo. È rilevante il ruolo della performance musicali nei media event. Il caso più noto, tra i media event non musicali è del super Bowl, con l’obbiettivo di ampliare ulteriormente l’audience del principale evento.  è il prodotto televisivo in cui il modello narrativo del live e quello della TV si fondono ai massimi livelli. Le performance musicali sono pensate come un evento nell’evento. Diverso è il formato dell’Eurovision Song contest, uno tra i media event più visti al mondo. La performance di Eurovision Song Contest sono “videoclip dal vivo altamente innovativi a livello tecnologico ma è raro che in gara si esibiscono artisti conosciuti al di fuori dei confini nazionali e culturali di provenienza. Elaboratissime performance visive in cui l’attenzione dello spettatore viene catturata  scelte visive basate sull’eccesso. La partecipazione di un’artista come protagonista musicale al Super Bowl è sia una certificazione dello status di superstar globale, sia un potentissimo volano promozionale per nuovi progetti. In Italia il media event più importante è proprio il Festival di Sanremo. Il festival venne ideato tra il 1950 e il 1951 come strumento promozionale del territorio della città e del suo casinò. Alla sua fondazione parteciparono la RAI, che voleva rinnovare il proprio repertorio radiofonico, e le case editrici milanesi. Il festival di Sanremo venne inizialmente trasmesso in radio, per poi approdare in televisione nel 1955. Con il ritorno del live per le canzoni in gara, aumenta la tendenza alla spettacolarizzazione della performance. Il videoclip è stato lo strumento con cui l’industria discografica è entrata in ambito televisivo, con l’obbiettivo di provare a controllare in maniera più decisiva il modo in cui la musica veniva rappresentata sul piccolo schermo. Le regole che la TV imponeva alla musica: il modello del playback e la tendenza ad un’eccessiva spettacolarizzazione. Il videoclip risolve gran parte delle problematiche create dalle performance nei programmi TV. Nei videoclip la performance dei musicisti rimane centrale, ma si inserisce in una struttura densa, in cui la canzone viene riscritta per immagini in maniera concettuale e/o narrativa. L’elemento chiave è il ritmo, che determina un nuovo tipo di montaggio non lineare, quasi schizofrenico. MTV nasce in America nel 1981, il suo successo produce diversi effetti: da un lato genera molti emittenti concorrenti, dall’altro lato, genera una forte espansione interna, sotto l’aspetto distributivo e produttivo. In Italia arriva negli anni ’90. A partire da questi anni il formato del videoclip si cristallizza fino a diventare stereotipato, si ripropongono quasi sempre gli stessi modelli di rappresentazione, senza reale innovazione. L’idea alla base del talent show è tanto semplice quanto efficace: portare sullo schermo quello che è il processo dell’Artist Development. Il risultato è il lancio sul mercato di cantanti che hanno già un pubblico, sono già personaggi conosciuti dai media. Il cuore del talent Show è la spettacolarizzazione della performance, attraverso la rilettura del modello del videoclip; i concorrenti devono esibirsi live. Il talento consiste nel saper ricreare fedelmente o re-interpretare con personalità, ma senza tradire l’originale, i tratti stilistici e vocale della performance di un artista famoso. La presenza della musica nella quotidianità pervade i palinsesti in molte altre forme indirette, cioè dove la presenza visibile dell’artista non è richiesta, si pensi alle sigle, ai jingle. Tutte le forme in cui la presenza della musica è indiretta sono il territorio delle cosiddette “sincronizzazioni”, ovvero il meccanismo attraverso il quale si sceglie e si inserisce una canzone all’interno di un prodotto audiovisivo. Sincronizzazione = si intende il processo nel quale una musica si associa a un filmato per fini commerciali. L’utilizzo della sincronizzazione non si limita sono alla televisione ma riguarda anche film, videogiochi, spot pubblicitari.

secondi il concept della serie. il primo segnale di cambiamento si notano in Beverly Hills 90210, attribuisce alla sigla e alla canzone scelta una rilevanza decisamente maggiore. la produzione HBO, attribuiscono alla canzone nelle sigle un ruolo comunicativo ed estetico. la canzone diventa marchio di qualità a partire dagli anni Dieci, quando si sviluppa la grande serialità, si assiste a un processo di espansione della sigla. nelle produzioni seriali successive all'affermazione delle piattaforme streaming, la sigla diventa uno strumento affascinante e indispensabile attraverso cui riprendere e rielaborare gli elementi costitutivi dei periodi precedenti. le trasformazioni della sigla sintetizzano e riproducono le tensioni, i ripensamenti, le riscritture e le spinte in avanti del panorama seriale nel suo complesso. sigla didascalica  si tratta del modello più classico derivato dalle theme Song. si tratta spesso di una character sequence rivisitata, in cui la canzone svolge un ruolo descrittivo e diretto. La canzone serve a dire quello che già le immagini mostrano. Un esempio è la sigla di Orange is the new black la canzone dice quello che esattamente noi vediamo, volti di donne, permette di entrare nel mood della serie, ma è molto pesante e dopo qualche episodio la salti. sigla short movie  la sigla può diventare una lunga sequenza autoconclusiva che introduce al mondo della serie, un vero short movie. in questi casi è fondamentale il ruolo della canzone della lyrics. Sigle belle che sono costruiti come se fossero dei cortometraggi, come se fossero delle piccole serie nella serie. Costruiscono un discorso. Un esempio è la sigla di The Soprano: interessante perché ad ogni visione, è talmente densa, che ogni volta che guardi quaesta sigla scopri qualcosa di nuovo, racconta quello che fa il protagonista, la nostra posizione da spettatori è esattamente di quella che sta accanto al guidatore, come ste stai accanto a lui. Probabilmente senza canzone la sigla sarebbe meno forte. Un altro esempio è Narcos, dove c’è una discrepanza tra sigla e canzone. Sigla sound branding  la sigla è il marchio della serie, dal punto di vista sono e dalle emozioni che riesce a sollecitare. Un esempio è The O.C. da l’impronta della serie. True detective, la voce della canzone è esattamente il timbro di quel luogo, ti fa immaginare quel tipo di immagini. Il ritmo ti porta dentro in quel luogo. Sigla trailer  ad ogni puntata c’è una sigla diversa e ad ogni puntata c’è un contenuto che anticipa la trama della puntata. Un esempio è una serie di sfortunati eventi, la sigla dice il contrario di ciò che viene mostrato, la canzone dice allo spettatore di non guardare quando il compito dello spettatore è guardare, ad ogni puntata cambia anche il testo della canzone. La sigla sembra allontanare lo spettatore anziché attrarlo e dall’altro lato introduce la puntata e ne offre una chiave interpretativa. Per scongiurare il rischio dell’effetto saturazione spesso si ricorre all’integrazione della sigla nella narrazione. Questo tipo di sigla anticipa alcuni elementi dell’episodio. Un esempio è Game of Thrones che propone la sigla come oggetto narrativo seriale e variabile: l sequenze indugiano su parti diverse della mappa del mondo di fantasia dove è ambientata la serie, indicando allo spettatore i temi e i protagonisti che vedrà nella puntata. La parte musicale è sempre uguale Sigla trasparente  sigla che c’è e non c’è. La puntata comincia e la sigla arriva dopo un po un esempio è Peaky Blinders. Quella che si dissolve completamente nella narrazione: rimangono la canzone e il titolo in grafica, ma la sequenza diventa parte integrante dell’episodio. La canzone inizia mentre l’azione è già avviata: lo spettatore comprende di stare assistendo all’inizio della puntata solo leggendo i titoli di testa e il breve titolo che appare al termine della canzone. A partire dagli anni 2000 le canzoni hanno cambiato il modo in cui le serie tv vengono ideate, scritte, prodotte e comunicate. Le OTT attribuiscono alla canzone un valore non solo narrativo, ma anche si strumento utile a definire e consolidare un target e impostare strategie di marketing. La scelta di inserire una canzone all’interno di una singola sequenza segue logiche e modelli estetici, industriali e narrativi tanto numerosi quanto difficili da categorizzare. Due principali funzioni:

  1. l’uso tattico, cioè l’inserimento del brano a commento di una singola sequenza
  2. l’uso strategico, cioè il contributo di quel particolare brano alla costruzione dell’identità dell’intera serie. Le Lyrics agiscono come amplificatori di significato. Inserita correttamente nel tessuto di una puntata, una canzone ne può irrobustire il meccanismo narrativo. Il punto di svolta nell’uso della canzone in una sequenza seriale è rappresentato da The O.C.  la canzone Hallelujah è inserita in tre sequenze:
  3. nella prima stagione, dove risuonano le note di questa canzone in uno dei primi incontri tra Marissa e Ryan.
  4. Nel finale della prima stagione, i personaggi principali sono alle prese con momenti critici e scelte che determineranno il loro destino.
  5. Inserita nella terza stagione compare a commento della drammatica sequenza finale della puntata, che racconta la morte di Marissa. La canzone nelle sequenze seriali:
  • performance: artisti direttamente in scena (90210). Nei telefilm deli anni ’80 e nei serial degli anni ’90, l’artista recita se stesso in un episodio. La canzone è uno strumento si marketing, la performance replica il modello del videoclip. Negli anni ’80 la prassi più frequente di inserimento delle canzoni nel tessuto narrativo delle serie era la presenza diegetica, mediante la performance in scena: un cantante appare in una sequenza impersonando sé stesso. Nella serialità più recente prevale la forma extra-diegetica che svolge una funzione narrativa. I modelli in cui si manifesta la presenza degli artisti musicali nelle serie TV fino agli anni ’90 sono principalmente due: il cantante-ospite, in cui l’artista impersona se stesso, e il cantante-attore, in cui recita la parte di un personaggio fittizio. Il modello della performance è rappresentato soprattutto nel team drama Beverly Hills 902010. Inserì in diversi episodi gruppi musicali, facendoli esibire al locale preferito del protagonista. La performance musicale è diventata un elemento narrativo, capace di raccontare e approfondire la complessità psicologica del personaggio (es Mad Men). MAD MEN “LADY LAZARUS”  I tempi cambiano rapidamente, e Don Draper rischia ora di rimanere indietro. Certo, come sempre è perspicace nel cogliere il tempo e i suoi mutamenti (“ when did music become so important? ”), eppure non può non riconoscere una distanza che rischia di farsi abissale rispetto allo spirito del tempo: nessuno incarna il presente meglio di Megan, che in Lady Lazarus lascia la SCDP per tornare a fare l’attrice a tempo pieno, rimarcando la sua indipendenza a costo di sembrare una capricciosa mantenuta. Don manda giù a stento, mentre Peggy ne fa le spese, e intanto la tromba di un ascensore diventa l’orlo dell’abisso su cui affacciarsi, in una intensissima scena quasi lynchiana. “Lady Lazarus” ragiona ancora sul cambiamento, sulla gioventù e i suoi desideri di sperimentare. “Tomorrow Never Knows” dei Beatles chiude l’episodio (e fa entrare Mad Men nella storia anche per essere la prima serie tv ad utilizzare, pagandolo a peso d’oro, un brano dei quattro di Liverpool), ascoltata e poi interrotta da Don, a rimarcare il senso di vuoto crescente rispetto a ciò che lo circonda. "Lady Lazarus" si è concentrata su molte delle insicurezze che provano i personaggi, e Megan's è stata chiara sin dalla premiere: sa di essere brava nella pubblicità, ma essere sposata con il capo le rende impossibile provare orgoglio, o addirittura controllo, nelle sue realizzazioni. Megan vuole sentirsi realizzata e cercare di ignorarlo, non c'è modo che possa farlo in un lavoro che non le chiederà mai nulla. Recitare, quindi, non è solo una passione, ma una sfida che può sentirsi orgogliosa di tentare, indipendentemente dal fatto che ci riesca o meno
  • valorizzazione estetica: lo stile HBO, canzone serve per migliorare la qualità estetica della serie stessa, impreziosisce quella sequenza. La musica ha un forte potere evocativo ed entra in risonanza emotiva con il personaggio e scene.
  • sound branding: un leit motiv emotivo (Peaky Blinders)