



















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
ELEMENTI di PSICOLOGIA dello SVILUPPO e dei CICLI DI VITA
Tipologia: Dispense
1 / 27
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




















In offerta
Sviluppo biologico e psicologico; Sviluppo del sé; Metodi, tecniche e strumenti Invecchiamento e morbo di Alzheimer Disabilità motorie pervasive Lesioni cerebrali
esperienza Per il costruttivismo la realtà è una costruzione dell’uomo ed è mediata dal rapporto con la società Theory of mind. TEORIA DEGLI STATI MENTALI detta Teoria della Mente identificata da Premack e Woodruff nel 1978, Baron-Cohen nel 1995 e come Mentalizing da Frith & Frith ne 1999 , è detta della MENTE. Consiste nel prevedere il proprio comportamento e quello altrui e le sue emozioni Es. i bambini con deficit autistico hanno difficoltà di comprendere gli altri. Nel 2003 Frith e Frith e Gallagher e Frith in seguito a studi di neuroimmagine identificarono 3 aree centrali sottostanti la Teoria della Mente che sono: il solco temporale superiore, responsabile del riconoscimento e dell’analisi iniziale del movimento biologico altri come direzione dello sguardo, lettura delle labbra e movimento del corpo, mani e labbra; i poli temporali, associati a processi mnestici che forniscono il contesto semantico ed episodico la corteccia mediale prefrontale, per la successiva analisi degli stimoli e che produce un’esplicita rappresentazione degli stati mentali propri e altrui.
Astington J.W. (2003) – Sometimes necessary, never sufficient: false bilief understanding and social competence, in Repacholi B., Slaughter V., (a cura di), Individual Differences in Theory of Mind. Implication for Typical and Atypical Development, Psychology Press, New York. Howilin P., Baron-Cohen S., Hadwin J., (1999) – Teoria della mente e autismo. Insegnare a comprendere gli stati psichici dell’altro – Erikson, Trento, 2000. McIlwan D., (2003) – Bypassing empathy. A machiavellian theory of mind and sneaky power, in Repacholi B., Slaughter V., (a cura di), Individual Differences in Theory of Mind. Implication for Typical and Atypical Development – Psychology Press, New York. Moore C., Frye D. (1991) – The acquisition and utilità of theory of mind, in Frye D., Moore C., (a cura di), Children’s Theories of Mind – Erlbaum, Hillsdale. Baron-Cohen S. (1995 ) – L’autismo e la lettura della mente – Astrolabio, Roma. Fonagy P., Target M., (2001 ) – Attaccamento e funzione riflessiva – Tr. It. Raffaello Cortina, Milano. Riva Crugnola C. (1999 ) (a cura di) – La comunicazione affettiva fra il bambino e i suoi partner
- Raffaello Cortina, Milano. Sempio L., Marchetti A., Leccio F. (2005 ) – Teoria della mente. Tra normalità e patologia.- Raffaello Cortina Editore. Wimmer H., Perner J. (1995) – Credenze su credenze: rappresentazione e funzione di vincolo delle false credenze nella comprensione dell’inganno dei bambini, tr. It. In Liverta Sempio O.L., Marchetti A., Lecciso F. (1995), Teoria della mente. Tra normalità e patologia – Cortina Editore, Milano. https://www.stateofmind.it/2015/11/teoria-della-mente-psicologia/
MODULO 2 LO SVILUPPO del SE’ Per VYGOTSKIJ il bambino è un attento costruttore e apprendista che assorbe elementi socio-culturali che lo circondano. Nella teoria dello psicologo sovietico Lev Vygotskij (1896– 193 4). la Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) è un concetto fondamentale che spiega come l’apprendimento del bambino si realizzi grazie all’osservazione di un modello esperto e con l’aiuto di un adulto, o di un bambino, più grande. Serve a spiegare come l'apprendimento del bambino si svolga con l'aiuto degli altri La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore. Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Il progresso attraverso la zona di sviluppo prossimale è stato descritto come una successione di tre stadi: Stadio 1 : in cui la prestazione è controllata da persone più esperte. Prima di riuscire a funzionare indipendentemente, i bambini sono costretti ad affidarsi all’aiuto di altre persone. L’adulto deve dimostrare e guidare, mentre il bambino si limita ad ubbidire e imitare. Stadio 2 : in cui la prestazione è controllata dal bambino. Con il tempo, il bambino si assume la maggior parte della responsabilità di un esito positivo che prima era affidata all’adulto. Stadio 3 : in cui la prestazione è automatizzata. L’esecuzione del compito ora procede senza ostacoli e viene portata avanti dal bambino automaticamente.
Bibliografia in italiano AA.VV. La piccola Treccani: Dizionario enciclopedico - Istituto della Enciclopedia italiana. Roma. 1995- 1997 Luigia Camaioni, Paolo Di Blasio, Psicologia dello sviluppo , Bologna, Il Mulino, 2002. ISBN 88 - 15 - 08805 - 9. Luigia Camaioni (a cura di), Psicologia dello sviluppo del linguaggio , Bologna, Il Mulino,
Wikisource contiene una pagina dedicata a Lev Semënovič Vygotskij Wikiquote contiene citazioni di o su Lev Semënovič Vygotskij Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lev Semënovič Vygotskij Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto] Trattazione approfondita della teoria di Vygotskij ( PDF ), su iprase.tn.it. URL consultato il 2 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007). ( EN ) Vygotskij su Marxists.org , su marxists.org. Vygotsky Resources Archive of resource links. The Vygotsky Project Summaries of, and links to, Vygotsky articles. Vygotsky Centennial Project Collected articles exploring Vygotsky's work. The Mozart of Psychology Vygotsky article with extensive references. Dorothy "Dot" Robbins Vygotsky memorial site with many papers and resources. East Side Institute Vygotsky-inspired research and training center in NYC. XMCA Research Paper Archive Various articles on Vygotskian psychology Cole, M. & Wertsch, J. Beyond the individual-social antinomy in discussions of Piaget and Vygotsky Ratner, C. Historical and contemporary significance of Vygotsky's sociohistorical psychology Sociocultural Theory wiki, University of Illinois at Urbana-Champaign.
Gli studi clinici controllati randomizzati (randomized controlled trial, RCT) sono studi sperimentali che permettono di valutare l'efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione. Con il termine trattamento si intendono convenzionalmente non solo le terapie, ma tutti gli interventi (diagnostici, di screening, di educazione sanitaria) o anche l'assenza di intervento.
1. sperimentale ( trial ): le modalità di assegnazione dei soggetti alla popolazione da studiare vengono stabilite dallo sperimentatore. Una volta reclutata la popolazione, sulla base di tutte le variabili di significato prognostico noto considerate dal ricercatore (natura e gravità della malattia, età, parità...), si verifica l'effetto di un trattamento (ad esempio, la somministrazione di un farmaco) confrontandolo con l'effetto di un altro diverso trattamento (ad esempio, un altro farmaco, nessun farmaco o un placebo).
L’espressione “ciclo di vita” viene usata per indicare l’evolvere nel tempo sia dell’individuo che della famiglia E.Erikson (1951) e D. Levinson (1978) sono due autori che hanno concettualizzato il ciclo di vita individuale attraverso dei modelli. Secondo Erikson durante lo sviluppo dell’individuo, che procede fino alla vecchiaia, sono collocati 8 stadi del ciclo individuale. Essi sono caratterizzati da specifiche crisi psico-sociali che portano con sé un compito di sviluppo a cui l’individuo deve rispondere e la cui modalità di risoluzione influenzerà il successivo sviluppo.
bilancio è positivo, quando l’individuo non sente forti rimpianti e avverte un senso di soddisfazione, tutto questo favorirà un’integrità dell’IO che consente di congedarsi dalla vita serenamente, accettando la propria morte. Anche Levinson ha studiato le fasi della vita, occupandosi in particolare della vita adulta. La struttura della vita consiste in una serie di periodi di stabilità (dedicati alla sua costruzione) alternati a periodi di transizione, durante i quali essa muta. Durante i periodi di stabilità, che possono durare da sei a dieci anni al massimo, un individuo cerca di creare una struttura soddisfacente per lui, conformemente alle scelte-chiave fatte nel periodo di transizione. La transizione è vista, invece, come tappa necessaria ai fini della maturazione del soggetto, permettendo un avanzamento lungo la linea evolutiva individuale attraverso una ridefinizione di sé, che necessariamente porta ad una modificazione della struttura. I compiti evolutivi per l’individuo consistono essenzialmente nell’operare delle scelte determinate da eventi particolari, che segnano il cambiamento nella biografia individuale: i marker events (matrimonio, malattie, morte, pensionamento, guerre). Levinson descrive così le varie ere che formano la macrostruttura del ciclo vitale: 0 - 22 anni – infanzia e adolescenza 23 - 35/40 anni – prima età adulta 40 - 65 anni – media età adulta Dopo i 60 anni – tarda età adulta Tali stadi sono inframmezzati da tre periodi di transizione:
LEGAME di ATTACCAMENTO di BROWLBY
Patologia neurodegenerativa che interessa le funzioni cognitive di base e superiori, in particolare la memoria con comparsa di affettività negativa, depressione e apatia. Rientra nelle demenze senili. Se è lieve la persona ha delle difficoltà di corretto svolgimento di attività quotidiane.
Strumenti di supporto:
MODULO 6 COMA e POST-COMA COMA: stato di incoscienza accompagnato da occhi chiusi. Il soggetto non risponde agli stimoli. Le cause sono varie. 1974, GCS Glasgow come scale , 29 ITEM Da 3 a 15, 15 coma profondo POST-COMA la persona ritorna ad essere cosciente e apre gli occhi PAZIENTE IN STATO VEGETATIVO: DANNO ALLE AREE CORTICALI
30 giorni = persistente 12mesi= permanente CHIAVISTELLO – soggetto tetraplegico = inabilità apparato scheletrico-motorio Lesione grave al tronco encefalico Gli interventi psicologici in queste patologie deve favorire stabilità d’umore e una sufficiente capacità relazionale con l’ambiente circostante PAZIENTE CON MINIMA COSCIENZA: ridotta consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante Segnali: mutismo, movimento occhi Interventi: musicoterapia, stimolazione sensitiva ecc. Tecnologia BRAIN COMPUTER INTERFACE è la tecnica con cui si connette l’encefalo del paziente ad un PC per consentirgli di comunicare. Conseguenze post-coma:
Il coma, o stato comatoso , è uno stato di incoscienza, dal quale chi vi cade non può essere risvegliato; tale condizione - caratterizzata dalla mancata risposta agli stimoli dolorosi, ai cambiamenti di luce e ai suoni - mina il ciclo sonno-veglia e rende impossibile ogni azione di tipo volontario. In genere e salvo il paziente non si svegli, lo stato di coma vero e proprio ha una durata limitata nel tempo, che oscilla tra le 4 e le 8 settimane. Dopodiché, evolve o in stato vegetativo o in stato di minima coscienza. Il coma è il disturbo di coscienza più comune e importante. Nei termini che abbiamo introdotto parlando in generale della coscienza, una definizione semplice è quella di uno stato in cui sono abolite sia la vigilanza sia la consapevolezza; uno stato che solo superficialmente assomiglia al sonno, dal quale si differenzia perché il soggetto non può essere risvegliato dagli stimoli (uditivi o tattili) che
cui il paziente è risvegliabile ma tende ad assopirsi non appena cessano gli stimoli risveglianti, e dallo stupore, in cui il paziente non si risveglia ma tende ad allontanare da sé gli stimoli dolorifici. --- COMA : NO VIGILANZA CICLO VEGLIA-SONNO STATO VEGETATIVO: il soggetto è vigile ma inconsapevole--- L'individuo in stato vegetativo (SV) appare vigile, ma è privo di qualsiasi consapevolezza di sé e del mondo esterno. Gli occhi non seguono gli stimoli visivi, ma si possono evocare i riflessi oculo- cefalici (se si sottopone il capo a una brusca rotazione, gli occhi tendono a mantenere la loro posizione primitiva: è il cosiddetto 'fenomeno degli occhi di bambola') e le pupille reagiscono agli stimoli luminosi.