Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


riassunto di PSICOLOGIA dello SVILUPPO CICLI di VITA, Dispense di Psicologia Sociale

ELEMENTI di PSICOLOGIA dello SVILUPPO e dei CICLI DI VITA

Tipologia: Dispense

2021/2022
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 11/09/2022

lorenzolius
lorenzolius 🇮🇹

4.3

(7)

57 documenti

1 / 27

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PSICOLOGIA CICLI di VITA
1 PSICOLOGIA dei CICLI di VITA
Sviluppo biologico e psicologico;
Sviluppo del sé;
Metodi, tecniche e strumenti
Invecchiamento e morbo di Alzheimer
Disabilità motorie pervasive
Lesioni cerebrali
PSICOLOGIA di CICLI di
VITA studia i fattori biologici e psicologici nell’evoluzione dell’individuo
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica riassunto di PSICOLOGIA dello SVILUPPO CICLI di VITA e più Dispense in PDF di Psicologia Sociale solo su Docsity!

 Sviluppo biologico e psicologico;   Sviluppo del sé;   Metodi, tecniche e strumenti   Invecchiamento e morbo di Alzheimer   Disabilità motorie pervasive   Lesioni cerebrali

PSICOLOGIA di CICLI di

VITA studia i fattori biologici e psicologici nell’evoluzione dell’individuo

Per fasi di cicli di vita si intende fasi di vita :

Per E. Erikson (1951) e D. Levinson (1978)

o Prenatale;

o I infanzia;

o II infanzia;

o Fanciullezza;

o Preadolescenziale;

o Adolescenziale;

o Gioventù;

o Maturità;

o Senilità.

 COSTRUTTIVISMO e il ruolo dell’esperienza: l’uomo fa conoscenza mediante

esperienza Per il costruttivismo la realtà è una costruzione dell’uomo ed è mediata dal rapporto con la società Theory of mind. TEORIA DEGLI STATI MENTALI detta Teoria della Mente identificata da Premack e Woodruff nel 1978, Baron-Cohen nel 1995 e come Mentalizing da Frith & Frith ne 1999 , è detta della MENTE. Consiste nel prevedere il proprio comportamento e quello altrui e le sue emozioni Es. i bambini con deficit autistico hanno difficoltà di comprendere gli altri. Nel 2003 Frith e Frith e Gallagher e Frith in seguito a studi di neuroimmagine identificarono 3 aree centrali sottostanti la Teoria della Mente che sono:  il solco temporale superiore, responsabile del riconoscimento e dell’analisi iniziale del movimento biologico altri come direzione dello sguardo, lettura delle labbra e movimento del corpo, mani e labbra;  i poli temporali, associati a processi mnestici che forniscono il contesto semantico ed episodico  la corteccia mediale prefrontale, per la successiva analisi degli stimoli e che produce un’esplicita rappresentazione degli stati mentali propri e altrui.

BIBLOGRAFIAhttps://www.stateofmind.it/2015/11/teoria-della-mente-psicologia/

Astington J.W. (2003) – Sometimes necessary, never sufficient: false bilief understanding and social competence, in Repacholi B., Slaughter V., (a cura di), Individual Differences in Theory of Mind. Implication for Typical and Atypical Development, Psychology Press, New York. Howilin P., Baron-Cohen S., Hadwin J., (1999) – Teoria della mente e autismo. Insegnare a comprendere gli stati psichici dell’altro – Erikson, Trento, 2000. McIlwan D., (2003) – Bypassing empathy. A machiavellian theory of mind and sneaky power, in Repacholi B., Slaughter V., (a cura di), Individual Differences in Theory of Mind. Implication for Typical and Atypical Development – Psychology Press, New York. Moore C., Frye D. (1991) – The acquisition and utilità of theory of mind, in Frye D., Moore C., (a cura di), Children’s Theories of Mind – Erlbaum, Hillsdale. Baron-Cohen S. (1995 ) – L’autismo e la lettura della mente – Astrolabio, Roma. Fonagy P., Target M., (2001 ) – Attaccamento e funzione riflessiva – Tr. It. Raffaello Cortina, Milano. Riva Crugnola C. (1999 ) (a cura di) – La comunicazione affettiva fra il bambino e i suoi partner

- Raffaello Cortina, Milano. Sempio L., Marchetti A., Leccio F. (2005 ) – Teoria della mente. Tra normalità e patologia.- Raffaello Cortina Editore. Wimmer H., Perner J. (1995) – Credenze su credenze: rappresentazione e funzione di vincolo delle false credenze nella comprensione dell’inganno dei bambini, tr. It. In Liverta Sempio O.L., Marchetti A., Lecciso F. (1995), Teoria della mente. Tra normalità e patologia – Cortina Editore, Milano. https://www.stateofmind.it/2015/11/teoria-della-mente-psicologia/

MODULO 2 LO SVILUPPO del SE’ Per VYGOTSKIJ il bambino è un attento costruttore e apprendista che assorbe elementi socio-culturali che lo circondano. Nella teoria dello psicologo sovietico Lev Vygotskij (1896– 193 4). la Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) è un concetto fondamentale che spiega come l’apprendimento del bambino si realizzi grazie all’osservazione di un modello esperto e con l’aiuto di un adulto, o di un bambino, più grande. Serve a spiegare come l'apprendimento del bambino si svolga con l'aiuto degli altri La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore. Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Il progresso attraverso la zona di sviluppo prossimale è stato descritto come una successione di tre stadi:  Stadio 1 : in cui la prestazione è controllata da persone più esperte. Prima di riuscire a funzionare indipendentemente, i bambini sono costretti ad affidarsi all’aiuto di altre persone. L’adulto deve dimostrare e guidare, mentre il bambino si limita ad ubbidire e imitare.  Stadio 2 : in cui la prestazione è controllata dal bambino. Con il tempo, il bambino si assume la maggior parte della responsabilità di un esito positivo che prima era affidata all’adulto.  Stadio 3 : in cui la prestazione è automatizzata. L’esecuzione del compito ora procede senza ostacoli e viene portata avanti dal bambino automaticamente.

Bibliografia in italiano  AA.VV. La piccola Treccani: Dizionario enciclopedico - Istituto della Enciclopedia italiana. Roma. 1995- 1997  Luigia Camaioni, Paolo Di Blasio, Psicologia dello sviluppo , Bologna, Il Mulino, 2002. ISBN 88 - 15 - 08805 - 9.  Luigia Camaioni (a cura di), Psicologia dello sviluppo del linguaggio , Bologna, Il Mulino,

  1. ISBN 88- 15 - 08093 - 7.  Luigia Camaioni, Manuale di psicologia dello sviluppo , Bologna, Il Mulino, 1993. ISBN 88- 15 - 03849 - 3 ; 1999. ISBN 88- 15 - 07136 - 9.  Olga Liverta Sempio, Vygotskij, Piaget, Bruner. Concezioni dello sviluppo , Milano, Raffaello Cortina, 1998. ISBN 88- 7078 - 480 - 0 ; 1999.  Luciano Mecacci, Cervello e storia , Roma, Editori Riuniti, 1977.  Luciano Mecacci, Storia della psicologia del Novecento , Roma-Bari, Laterza, 1992.  Luciano Mecacci, Manuale di storia della psicologia , Firenze, Giunti, 2008. ISBN 978- 88 - 09 - 03078 - 7.  Luciano Mecacci, Lev Vygotskij. Sviluppo, educazione e patologia della mente , Firenze, Giunti, 2017. ISBN 9788809840942.  Luciano Mecacci, Le vere colpe di Vygotskij , in IlSole24ore , 9 luglio
  2. http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017- 07 - 09/le-vere-colpe-vygotskij- 081508.shtml?uu  Rudolph Schaffer H., Psicologia dello sviluppo. Un’introduzione, 2005, Raffaello Cortina Editore, Milano  Bocci, De Angelis, Fregola, Olmetti Peja, Zona, Rizodidattica. Teorie dell'apprendimento e modelli didattici inclusivi, 2016, Pensa Multimedia, Lecce-Brescia

 Wikisource contiene una pagina dedicata a Lev Semënovič Vygotskij  Wikiquote contiene citazioni di o su Lev Semënovič Vygotskij  Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lev Semënovič Vygotskij Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]  Trattazione approfondita della teoria di Vygotskij ( PDF ), su iprase.tn.it. URL consultato il 2 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).  ( EN ) Vygotskij su Marxists.org , su marxists.org.  Vygotsky Resources Archive of resource links.  The Vygotsky Project Summaries of, and links to, Vygotsky articles.  Vygotsky Centennial Project Collected articles exploring Vygotsky's work.  The Mozart of Psychology Vygotsky article with extensive references.  Dorothy "Dot" Robbins Vygotsky memorial site with many papers and resources.  East Side Institute Vygotsky-inspired research and training center in NYC.  XMCA Research Paper Archive Various articles on Vygotskian psychology  Cole, M. & Wertsch, J. Beyond the individual-social antinomy in discussions of Piaget and Vygotsky  Ratner, C. Historical and contemporary significance of Vygotsky's sociohistorical psychology  Sociocultural Theory wiki, University of Illinois at Urbana-Champaign.

METODO SPERIMENTALE:

 Controllo delle variabili DIPENDENTI e INDIPENDENTI;

 Gruppo di controllo e sperimentale

 Randomizzazione = scelta casuale dei soggetti testati.

Gli studi clinici controllati randomizzati (randomized controlled trial, RCT) sono studi sperimentali che permettono di valutare l'efficacia di uno specifico trattamento in una determinata popolazione. Con il termine trattamento si intendono convenzionalmente non solo le terapie, ma tutti gli interventi (diagnostici, di screening, di educazione sanitaria) o anche l'assenza di intervento.

1. sperimentale ( trial ): le modalità di assegnazione dei soggetti alla popolazione da studiare vengono stabilite dallo sperimentatore. Una volta reclutata la popolazione, sulla base di tutte le variabili di significato prognostico noto considerate dal ricercatore (natura e gravità della malattia, età, parità...), si verifica l'effetto di un trattamento (ad esempio, la somministrazione di un farmaco) confrontandolo con l'effetto di un altro diverso trattamento (ad esempio, un altro farmaco, nessun farmaco o un placebo).

  1. controllato ( controlled ): i soggetti coinvolti nello studio sono suddivisi in due gruppi: il gruppo o braccio sperimentale che riceve il trattamento, e il gruppo o braccio di controllo che riceve un diverso o nessun trattamento. Se la sperimentazione è eseguita correttamente (punto 1), i due gruppi risultano il più possibile omogenei, almeno per tutte le variabili considerate, e quindi comparabili.
  2. randomizzato ( randomized ): l'assegnazione del trattamento ai soggetti deve avvenire con un metodo casuale (random). La randomizzazione aumenta la probabilità che altre variabili, non considerate nel disegno dello studio, si distribuiscano in maniera uniforme nel gruppo sperimentale e in quello di controllo. In questo modo, le differenze eventualmente osservate tra i due gruppi possono essere attribuite al trattamento. LA MISURA è VALIDA se IL RISULTYATO è LO STESSO ogni qualvolta se ripetuta dà lo stesso risultato.

L’espressione “ciclo di vita” viene usata per indicare l’evolvere nel tempo sia dell’individuo che della famiglia E.Erikson (1951) e D. Levinson (1978) sono due autori che hanno concettualizzato il ciclo di vita individuale attraverso dei modelli. Secondo Erikson durante lo sviluppo dell’individuo, che procede fino alla vecchiaia, sono collocati 8 stadi del ciclo individuale. Essi sono caratterizzati da specifiche crisi psico-sociali che portano con sé un compito di sviluppo a cui l’individuo deve rispondere e la cui modalità di risoluzione influenzerà il successivo sviluppo.

  1. Fiducia opposta a sfiducia (dalla nascita al primo anno): si caratterizza per il conflitto tra fiducia che deriva dalla qualità della relazione caregiver-bambino e sfiducia nel caso in cui tale relazione sia deficitaria. In questo caso il bambino svilupperà un senso di sfiducia che si espanderà gradualmente a tutta la realtà che lo circonda.
  2. Autonomia opposta a vergogna o dubbio (da uno a tre anni): il bambino inizia a fare le sue prime conquiste nelle abilità motorie che lo rendono fiero e autonomo, ma lo espongono anche a fallimenti, goffaggini, errori, da cui scaturisce la vergogna e il dubbio sulle proprie possibilità di riuscita ostacolando la sua inclinazione naturale all’autonomia.
  3. Iniziativa opposta a senso di colpa (da tre a cinque anni): in questa fase il bambino diviene esplorativo e curioso. Se, i genitori lo incoraggiano e tollerano la sua curiosità, allora egli imparerà ad agire e ad avere iniziativa. Laddove, i genitori non accetteranno e puniranno le nuove curiosità, i bambini svilupperanno un senso di colpa.
  4. Industriosità opposta a senso di inferiorità (da cinque a dieci anni): il bambino fa il suo ingresso a scuola, dove si misura con gli altri e si cimenta in compiti di apprendimento. Egli prova a rispondere a queste nuove richieste e se incontra difficoltà, può sentirsi inferiore e mediocre, sentirsi demotivato oppure comportarsi in modo meccanico e distaccato.
  5. Identità opposta a dispersione o confusione di ruoli (preadolescenza e adolescenza): il ragazzo deve elaborare le molteplici trasformazioni corporee, cognitive e sociali ed emanciparsi dalla famiglia delineando una propria identità. Una difficoltà in questo compito può portare ad esperienze estreme o a identificazioni con modelli numerosi e contraddittori.
  6. Intimità opposta a isolamento (età giovanile): Il giovane avverte la necessità di una relazione intima appagante che può trasformarsi in una relazione stabile e duratura, sia come unione tra sessi opposti (amore, passione, progetto di vita), sia come relazione asessuata (amicizia). Chi non riuscirà a vivere questo profondo sentimento di intimità, sentirà un forte senso di isolamento e solitudine.
  7. Generatività opposta a stagnazione (anni della maturità): il compito evolutivo che la persona è chiamata a rispondere in questa fase riguarda la generatività, intesa da Erikson non solo in relazione alla volontà di procreare, ma anche la possibilità di lasciare qualcosa alle generazioni successive come nel caso dell’insegnante, del ricercatore, dell’artista, etc. Altrimenti insorge la classica domanda: «cosa ho fatto nella mia vita?» e si prova un senso di sterilità e insoddisfazione.
  8. Integrità dell’IO opposta a disperazione (la terza età): è lo stadio in cui l’individuo, giunto vicino al traguardo della propria vita, osserva il proprio percorso e si guarda indietro. Se il

bilancio è positivo, quando l’individuo non sente forti rimpianti e avverte un senso di soddisfazione, tutto questo favorirà un’integrità dell’IO che consente di congedarsi dalla vita serenamente, accettando la propria morte. Anche Levinson ha studiato le fasi della vita, occupandosi in particolare della vita adulta. La struttura della vita consiste in una serie di periodi di stabilità (dedicati alla sua costruzione) alternati a periodi di transizione, durante i quali essa muta. Durante i periodi di stabilità, che possono durare da sei a dieci anni al massimo, un individuo cerca di creare una struttura soddisfacente per lui, conformemente alle scelte-chiave fatte nel periodo di transizione. La transizione è vista, invece, come tappa necessaria ai fini della maturazione del soggetto, permettendo un avanzamento lungo la linea evolutiva individuale attraverso una ridefinizione di sé, che necessariamente porta ad una modificazione della struttura. I compiti evolutivi per l’individuo consistono essenzialmente nell’operare delle scelte determinate da eventi particolari, che segnano il cambiamento nella biografia individuale: i marker events (matrimonio, malattie, morte, pensionamento, guerre). Levinson descrive così le varie ere che formano la macrostruttura del ciclo vitale:  0 - 22 anni – infanzia e adolescenza  23 - 35/40 anni – prima età adulta  40 - 65 anni – media età adulta  Dopo i 60 anni – tarda età adulta Tali stadi sono inframmezzati da tre periodi di transizione:

  • Transizione della prima età adulta
  • Transizione della media età adulta
    • Transizione della tarda età adulta Il ciclo di vita inteso come individuale può prendere una connotazione sociale all’interno del contesto familiare. Proprio in tale contesto l’individuo, immerso tra genitori e figli e altre generazioni congiunte, impara ad affermare la propria identità. Haley (1973) sottolinea la stretta interdipendenza dei vari cicli vitali individuali dei componenti di una famiglia. Egli ha messo in evidenza che lo stress familiare diventa più intenso nelle fasi di transizione da uno stadio all’altro e che i sintomi patologici possono comparire più facilmente in caso di interruzione o deviazione nel processo evolutivo. Carter e McGoldrick (1980) presentano un modello organizzato intorno al concetto di ciclo vitale della famiglia concepito in termini di connessioni intergenerazionali. Definiscono la famiglia come un sistema emozionale plurigenerazionale, in quanto comprende almeno tre o quattro generazioni che in ogni fase si trovano a dover cambiare simultaneamente e adattarsi alle transazioni del ciclo di vita, attraverso confronti con aspettative e bisogni diversi tra loro. Secondo le autrici, le problematiche derivanti dalla storia trigenerazionale (asse verticale), quando si incrociano con quelle che si possono incontrare durante il proprio ciclo di vita (asse orizzontale), possono generare dei sintomi. Le autrici suddividono il ciclo di vita della famiglia in sei stadi: il giovane adulto tra due famiglie, la giovane coppia, la famiglia con bambini piccoli, la famiglia con adolescenti, la famiglia ”trampolino

LEGAME di ATTACCAMENTO di BROWLBY

  • Sviluppo emotivo, si osservano le emozioni altrui. L’appraisal primario interviene quando è avvenuto qualcosa di rilevante per il benessere della persona. L’ appraisal secondario invece è strettamente connesso con una valutazione delle strategie di coping a disposizione per far fronte al problema.
  • ‘’ linguaggio, ha base innata ed è modulato dall’esperienza; Le due aree coinvolte sono: BROCA, nello sviluppo e produzione; WERNICKE, comprensione. Le 4 massime convenzionali: quantità, qualità, modo e relazione. Competenze comunicative e narrativa.
  • ‘’ motorio, funzioni saper fare qualcosa e come farla. Lo schema motorio è l’immagine del proprio corpo. Il movimento deriva da fattori biologici e psicologici;
  • ‘’ sociale e morale; ATTEGGIAMENTI:
  • sorrisi, - vocalizzi - e pianto FASI: - suzione; aggrapparsi. Ha funzioni di protettive e sopravvivenza. FASI  0< 6 sett. Pre-attaccamento, movimenti riflessi  LEGAME, riconoscimento della madre  ANGOSCIA di SEPARAZIONE, ricerca della madre  SI CREA IL LEGAME, il bambino accetta che la madre possa allontanarsi  ATTACCAMENTO, comportamento attivo con la madre Se la risposta della madre è inadeguata probabilmente l’attaccamento del figlio è insicuro. STRANGE SITUATION: test sull’attaccamento
    1. Fase di esplorazione 2. Testare situazioni di allontanamento della madre Deve essere svolto in una stanza neutra e il bambino deve avere meno di due anni. Sicuro, ansioso-evitante, ansioso-persistente, disorientato. Il sé è esistenziale (interferenza con sé stessi, rappresentazioni) e categorico (autoconsapevolezza).
MODULO 4

ALZHEIMER

Patologia neurodegenerativa che interessa le funzioni cognitive di base e superiori, in particolare la memoria con comparsa di affettività negativa, depressione e apatia. Rientra nelle demenze senili. Se è lieve la persona ha delle difficoltà di corretto svolgimento di attività quotidiane.

Strumenti di supporto:

  • indizi verbali; indicazioni visive e uditivi;
  • toilet training , se il paziente ha difficoltà urinarie e simili;
  • uso di tecnologia di supporto audio-visivi e intrattenimento; - parther virtuale;
  • prevenire il pericolo di vagabondaggio ( wandering ).

MODULO 6 COMA e POST-COMA COMA: stato di incoscienza accompagnato da occhi chiusi. Il soggetto non risponde agli stimoli. Le cause sono varie. 1974, GCS Glasgow come scale , 29 ITEM Da 3 a 15, 15 coma profondo POST-COMA la persona ritorna ad essere cosciente e apre gli occhi PAZIENTE IN STATO VEGETATIVO: DANNO ALLE AREE CORTICALI

30 giorni = persistente 12mesi= permanente CHIAVISTELLO – soggetto tetraplegico = inabilità apparato scheletrico-motorio Lesione grave al tronco encefalico Gli interventi psicologici in queste patologie deve favorire stabilità d’umore e una sufficiente capacità relazionale con l’ambiente circostante PAZIENTE CON MINIMA COSCIENZA: ridotta consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante Segnali: mutismo, movimento occhi Interventi: musicoterapia, stimolazione sensitiva ecc. Tecnologia BRAIN COMPUTER INTERFACE è la tecnica con cui si connette l’encefalo del paziente ad un PC per consentirgli di comunicare. Conseguenze post-coma:

  • STATO VEGETATIVO: apre gli occhi ma è inconsapevole
  • COSCIENZA MINIMA: risposte inconsapevoli ed irregolari

Il coma, o stato comatoso , è uno stato di incoscienza, dal quale chi vi cade non può essere risvegliato; tale condizione - caratterizzata dalla mancata risposta agli stimoli dolorosi, ai cambiamenti di luce e ai suoni - mina il ciclo sonno-veglia e rende impossibile ogni azione di tipo volontario. In genere e salvo il paziente non si svegli, lo stato di coma vero e proprio ha una durata limitata nel tempo, che oscilla tra le 4 e le 8 settimane. Dopodiché, evolve o in stato vegetativo o in stato di minima coscienza. Il coma è il disturbo di coscienza più comune e importante. Nei termini che abbiamo introdotto parlando in generale della coscienza, una definizione semplice è quella di uno stato in cui sono abolite sia la vigilanza sia la consapevolezza; uno stato che solo superficialmente assomiglia al sonno, dal quale si differenzia perché il soggetto non può essere risvegliato dagli stimoli (uditivi o tattili) che

abitualmente lo interrompono. Il coma vero e proprio corrisponde in realtà al grado

maggiore di disturbo della vigilanza, e può essere preceduto da uno stato di ottundimento, in

cui il paziente è risvegliabile ma tende ad assopirsi non appena cessano gli stimoli risveglianti, e dallo stupore, in cui il paziente non si risveglia ma tende ad allontanare da sé gli stimoli dolorifici. --- COMA : NO VIGILANZA CICLO VEGLIA-SONNO STATO VEGETATIVO: il soggetto è vigile ma inconsapevole--- L'individuo in stato vegetativo (SV) appare vigile, ma è privo di qualsiasi consapevolezza di sé e del mondo esterno. Gli occhi non seguono gli stimoli visivi, ma si possono evocare i riflessi oculo- cefalici (se si sottopone il capo a una brusca rotazione, gli occhi tendono a mantenere la loro posizione primitiva: è il cosiddetto 'fenomeno degli occhi di bambola') e le pupille reagiscono agli stimoli luminosi.