Capitolo I – LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE: CARATTERI GENERALI ED EVOLUZIONE
1. Lo studio del diritto internazionale
1.1. Il diritto come scienza descrittiva
Il diritto è una scienza descrittiva che aiuta a conoscere il fenomeno giuridico quale appare in rapporto con
il suo substrato sociale nell’ambito di una determinata collettività. In specifico, il diritto internazionale è
quella branca della scienza giuridica avente ad oggetto la conoscenza del fenomeno giuridico che si
manifesta nel quadro della comunità internazionale, ovvero l’insieme delle norme giuridiche applicabili ai
rapporti tra le entità politiche che compongono la comunità internazionale.
Un aspetto da tenere presente nello studio del diritto internazionale contemporaneo è che esso ha
raggiunto un grado elevato di complessità, estendendo il suo oggetto alle materie più varie (mare, spazio,
navigazione aerea, commercio internazionale, telecomunicazioni internazionali, diritti umani,..). Per questo,
il corso affronta gli aspetti fondamentali del diritto internazionale, senza voler assumere una colorazione
enciclopedica.
Dal punto di vista metodologico, lo studio del diritto internazionale va affrontato riconoscendo il ruolo
fondamentale della prassi internazionale, «maestra» indispensabile per distinguere l’essere dal dover
essere. Anche la dottrina e la giurisprudenza sono mezzi complementari per la determinazione delle norme
internazionali e rivestono quindi un ruolo importante.
Un elemento che si ricava dalla prassi internazionale, e del quale occorre tenere conto, riguarda l’uso che
del diritto internazionale gli Stati fanno per valutare le azioni proprie e di altri soggetti. Il riferimento al
diritto internazionale costituisce uno dei possibili argomenti che gli Stati possono utilizzare per giustificare i
loro comportamenti o per condannare quelli degli altri. Le azioni degli Stati sono quindi qualificate anche
attraverso la valutazione delle norme de diritto internazionale, annettendo ad esse determinati effetti
giuridici.
Gli strumenti offerti dal diritto internazionale sono utilizzati dalla politica internazionale e dalla diplomazia
degli Stati per gestire i loro rapporti conflittuali.
2. I caratteri della comunità internazionale
2.1 Il modello classico di comunità internazionale
L’esistenza di una pluralità di Stati tra i quali intercorrono rapporti di solidarietà e di conflitto costituisce il
punto di partenza dello studio del diritto internazionale.
La prima questione da porsi riguarda i caratteri distintivi della comunità che ne sta alla base. Il modello
originario della comunità internazionale è quello di una società paritaria composta di entità politiche
indipendenti, non subordinate ad alcuna autorità sovraordinata. Mentre le collettività statali sono dotate
d’istituzioni centralizzate, alle quali sono affidate funzioni di governo nell’interesse comune, la comunità
internazionale presenta caratteri diversi per struttura e composizione.
Se si osserva la struttura, la comunità internazionale è una società di coordinamento, perché i suoi membri
si considerano eguali in diritto e non subordinati ad alcun potere superiore. Deroghe a questo principio
sono stabilite solo nel contesto di sistemi di cooperazione creati dopo la seconda guerra mondiale: le
organizzazioni internazionali.
Nella comunità internazionale l’organizzazione dei rapporti sociali segue un modello particolare, nel quale
le funzioni dell’ordinamento giuridico (produzione, accertamento e attuazione del diritto) sono affidate agli
stessi destinatari delle norme: è un sistema policentrico, in cui i soggetti che creano le norme coincidono
con i destinatari delle stesse.
Il secondo tratto caratteristico della comunità internazionale riguarda la sua composizione. Membri primari
della comunità internazionale, che ne fanno parte per il solo fatto di esistere, sono gli Stati, ai quali si
aggiungono altre entità assimilabili agli Stati, come la Santa Sede e le organizzazioni internazionali.