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riassunto generale SOFOCLE, Appunti di Lingue e letterature classiche

biografia e Sofocle drammaturgo. opere principali come Antigone, Edipo Re e Edipo a colono, con trama e commento

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 24/10/2023

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SOFOCLE
Biografia: Sofocle visse per tutto il V secolo a.c., dal 496 al 406, trascorrendo gran
parte della vita al servizio della πόλις. Nacque a Colono, un sobborgo di Atene, da una
famiglia agiata. Egli assistette all’apogeo e al declino della città, definita da Pericle
“scuola dell’Ellade”. Esordì giovane sulla scena teatrale e piacque molto. Partecipò
attivamente alla vita politica della città,
come Eschilo, suo contemporaneo.
Sofocle compose innumerevoli opere
ma ci rimangono soltanto 7
tragedie, di cui una “anomala”; i titoli
stessi delle tragedie ci parlano della
sua idea di teatro: mettere in scena
l’uomo, nel suo rapporto con gli dei e
con gli altri uomini. L’eroe sofocleo è
un eroe solitario e questo è un punto
cardine della sua produzione: il tema
della solitudine ( l’abbiamo già visto
questo tema, con Erodoto che
appartiene allo stesso arco temporale di Sofocle ). Questi eroi solitari si pongono
domande quali “ è possibile sfuggire al nostro destino?” ( la risposta sembra essere no,
ma non viene asserita con certezza ). Anche Sofocle, come Eschilo ( credeva molto
negli dei e nel loro intervento: chi agiva con tracotanza, βϱις, veniva punito per aver
compiuto una Νέµεσις ) pensa che il divino operi nel destino umano, ma in modo
incomprensibile ai morali. La volontà degli dei non si manifesta, gli oracoli
ingannano ( pensiamo all’Edipo Re), il progetto divino rimane segreto. Sofocle è più
logico di Eschilo, crede nell’uomo e questo per il contesto in cui si trova: l’Atene del V
secolo a.c., definita “scuola dell’Ellade” e dunque paradigma per tutta la Grecia;
un esempio è Edipo che risolve l’indovinello della sfinge—> eroe che crede
nell’intelligenza, che gli permette di diventare re. Pieno di fiducia nelle sue capacità
vuole scoprire chi è il colpevole delle sfortune della sua città, ma scopre di essere lui e
ci sarà una catastrofe: Edipo si acceca per non vedere più quello che ha fatto ( ha
sposato la madre e ha avuto dei figli, senza saperlo ). Edipo è colpevole? No, ovvio
però che abbiamo letture diverse. Abbiamo il seguito, l’Edipo a Colono: è una risposta
all’Edipo re. Nel libro avremmo il re solo con la figlia Antigone, ma arriverà un
oracolo positivo “ dove Edipo morirà, sorgerà una città invincibile” —> la città che si
contenderò le spoglie di Edipo sarà Atene, contro Tebe. Sofocle risente delle correnti
di pensiero dell’epoca e ciò è evidente anche sul piano della struttura formale: influsso
dei sofisti e nascente retorica.
Centralità dell’eroe tragico, Sofocle drammaturgo: l’eroe di Sofocle è un eroe
isolato, ma contro la sua volontà - o per il destino, la crudeltà del nemico, una
malattia o una ferita ( lo zoppo Filottete su un’isola deserta o il vagabondo e cieco
Edipo ) - e ciò lo pone di fronte al suo dolore. Questi uomini “abbandonati” non
sono relitti della vita ma hanno una saldissima forza morale, una vasta conoscenza
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SOFOCLE

Biografia: Sofocle visse per tutto il V secolo a.c., dal 496 al 406, trascorrendo gran parte della vita al servizio della πόλις. Nacque a Colono, un sobborgo di Atene, da una famiglia agiata. Egli assistette all’apogeo e al declino della città , definita da Pericle “scuola dell’Ellade”. Esordì giovane sulla scena teatrale e piacque molto. Partecipò attivamente alla vita politica della città, come Eschilo, suo contemporaneo. Sofocle compose innumerevoli opere ma ci rimangono soltanto 7 tragedie , di cui una “anomala”; i titoli stessi delle tragedie ci parlano della sua idea di teatro: mettere in scena l’uomo , nel suo rapporto con gli dei e con gli altri uomini. L’eroe sofocleo è un eroe solitario e questo è un punto cardine della sua produzione: il tema della solitudine ( l’abbiamo già visto questo tema, con Erodoto che appartiene allo stesso arco temporale di Sofocle ). Questi eroi solitari si pongono domande quali “ è possibile sfuggire al nostro destino?” ( la risposta sembra essere no, ma non viene asserita con certezza ). Anche Sofocle, come Eschilo ( credeva molto negli dei e nel loro intervento: chi agiva con tracotanza, ὕβϱις, veniva punito per aver compiuto una Νέμεσις ) pensa che il divino operi nel destino umano, ma in modo incomprensibile ai morali. La volontà degli dei non si manifesta , gli oracoli ingannano ( pensiamo all’Edipo Re), il progetto divino rimane segreto. Sofocle è più logico di Eschilo, crede nell’uomo e questo per il contesto in cui si trova: l’Atene del V secolo a.c., definita “ scuola dell’Ellade ” e dunque paradigma per tutta la Grecia ; un esempio è Edipo che risolve l’indovinello della sfinge—> eroe che crede nell’intelligenza, che gli permette di diventare re. Pieno di fiducia nelle sue capacità vuole scoprire chi è il colpevole delle sfortune della sua città, ma scopre di essere lui e ci sarà una catastrofe: Edipo si acceca per non vedere più quello che ha fatto ( ha sposato la madre e ha avuto dei figli, senza saperlo ). Edipo è colpevole? No, ovvio però che abbiamo letture diverse. Abbiamo il seguito, l’Edipo a Colono: è una risposta all’Edipo re. Nel libro avremmo il re solo con la figlia Antigone, ma arriverà un oracolo positivo “ dove Edipo morirà, sorgerà una città invincibile” —> la città che si contenderò le spoglie di Edipo sarà Atene, contro Tebe. Sofocle risente delle correnti di pensiero dell’epoca e ciò è evidente anche sul piano della struttura formale: influsso dei sofisti e nascente retorica. Centralità dell’eroe tragico, Sofocle drammaturgo: l’eroe di Sofocle è un eroe isolato , ma contro la sua volontà - o per il destino, la crudeltà del nemico, una malattia o una ferita ( lo zoppo Filottete su un’isola deserta o il vagabondo e cieco Edipo ) - e ciò lo pone di fronte al suo dolore. Questi uomini “abbandonati” non sono relitti della vita ma hanno una saldissima forza morale, una vasta conoscenza

della vita e del dolore. I personaggi sofoclei hanno un grande spessore psicologico e sono personaggi che mutano atteggiamento, rimpiangono il passato, ammettono i propri errori. Tipica di Sofocle è la μεταβολή , il mutamento che investe il protagonista nel momento in cui riconosce il proprio destino e realizza di non potervisi opporre. Importante è la dimensione spaziale e temporale: gli eroi sofoclei hanno un passato di cui spesso di parla nella storia, come con l’Edipo re in cui l’azione avviene tutta nel passato, ciò che viene inscenato è la ricostruzione degli eventi e il riconoscimento di un destino ineluttabile. Con Sofocle vi sono diverse innovazioni drammaturgiche : migliorò le macchine e gli impianti scenici, aggiunse il 3° attore… dal punto di vista stilistico Sofocle adottò un tono medio, con forme elevate. Antigone: questa tragedia venne inscenato nel 442 a.c. Il conflitto ruota attorno alla ϕιλία, non inteso come amore ma come la lealtà che lega i familiari o la società. In Antigone emerge proprio lo scontro famiglia-stato , entrambe intenzionate ad imporre le proprie leggi. Il suo antagonista è Creonte che sacrificò le persone più care e condannò a morte la nipote, promessa sposa di suo figlio, per imporre la sovranità del diritto pubblico. Creonte vuole che il corpo di Polinice sia dissepolto, ma Antigone tenta di ricoprirlo, dato il culto della sepoltura in Grecia, ma egli era ritenuto essere un traditore e la storia finisce con lei che si impicca. Antigone abbandona il suo stato di soggezione sociale per affrontare il potere cittadino: centrale è il tema della ribellione, contro il patriarcato, contro lo stato e queste sue posizioni sono irriducibili. È molto innovativa come opera perché il pubblico era maschile e questa tragedia potrebbe essere definita “proto femminista”. Edipo re: tragedia che venne inscenata nel 430 a.c., ambientata a Tebe e i protagonisti sono la famiglia dei Labdacidi, come nell’Antigone ( è una famiglia maledetta perché un membro aveva compiuto un sacrilegio verso una divinità e la colpa si trasmette di generazione in generazione). Aristotele aveva definito l’opera “ l’esempio più perfetto di tragedia ”, per il meccanismo tragico:

accoglierà e che gli darà sepoltura diventerà invincibile —> Edipo diventa corpo taumaturgico, avviene la μεταβολή , “ cambiamenti” , tipica di Sofocle ( prima era nella merda, poi migliora ) che indica la parabola delle vicende umane. La città che lo ospiterà sarà Atene , grazie al re Teseo. Filottete: fu rappresentato nel 409 a.c.