
LOGICA DEL 1° ORDINE
Connettivi e quantificatori: ~(not), (and), (or), ∃x, ∀x, , ;
- Campo di azione è la sottoformula a cui si riferisce un determinato quantificatore.
- Un’occorrenza di una variabile x è libera se non è nel campo di azione di quantificatori che quantifichino x, altrimenti si dice vincolata.
- Un termine t si dice libero per una variabile x in una formula A se nessuna occorrenza libera di x in A cade nel campo d’azione di un
quantificatore che quantifichi una variabile che compare in t.
- Una formula in cui non ci sono occorrenze libere di variabili si dice chiusa, data una formula A se ne può fare la chiusura (universale) facendo
precedere A da quantificatori universali che quantifichino le variabili che in A hanno occorrenze libere, mentre la chiusura (esistenziale) di A si
ottiene facendo precedere A da quantificatori esistenziali che quantifichino le variabili che in A hanno occorrenze libere.
- interpretazione: un’interpretazione è una coppia <D,I> dove D è un insieme detto dominio e I è formata da tre leggi I1, I2, I3 che associano
rispettivamente ad ogni costante un elemento di D, ad ogni lettera funzionale con apice n un’operazione di arità n su D, ad ogni lettera
predicativa con apice n una relazione di arità n su D.
- Validità degli assegnamenti:
o se la formula A è del tipo ~B , l'assegnamento s soddisfa A se e solo se s non soddisfa B;
o se la formula A è del tipo B C , l'assegnamento s soddisfa A se e solo se s soddisfa sia B sia C;
o se la formula A è del tipo B C , l'assegnamento s soddisfa A se e solo se s soddisfa una almeno delle formule B e C ;
o se la formula A è del tipo B C , l'assegnamento s soddisfa A se e solo se s o non soddisfa B o soddisfa C ;
o se la formula A è del tipo B C , l'assegnamento s soddisfa A se e solo se s soddisfa sia B sia C o s non soddisfa né B né C ;
o se la formula A è del tipo ∀x B , l'assegnamento s soddisfa A se e solo ogni assegnamento s’ che si differenzia da s al più per il valore
assegnato ad x soddisfa B ;
o se la formula A è del tipo ∃x B, l'assegnamento s soddisfa A se e solo esiste un assegnamento s’ che si differenzia da quello dato al più
per il valore assegnato ad x che soddisfa B.
- Dati un linguaggio del 1° ordine, una sua una interpretazione ed una f.b.f A, A si dice soddisfacibile in quella interpretazione se esiste un
assegnamento di valori alle variabili che soddisfa la f.b.f A;
o A si dice vera in quella interpretazione se ogni assegnamento di valori alle variabili soddisfa la f.b.f A;
o A si dice falsa (o insoddisfacibile) in quella interpretazione se nessun assegnamento di valori alle variabili soddisfa la f.b.f A ;
La f.b.f A si dice (logicamente) valida (|=A) se è vera in ogni interpretazione.
La f.b.f A si dice insoddisfacibile (o logicamente contraddittoria) se è falsa in ogni interpretazione.
- Una formula si dice esempio di tautologia se è ottenuta da una tautologia sostituendo formule del primo ordine alle lettere enunciative della
tautologia. Un esempio di tautologia è sempre una formula logicamente valida.
- Sia Γ un insieme di f.b.f.
o La terna <D, I, s> è un modello per Γ se e solo se è un modello per ogni formula in Γ;
o Una f.b.f. A è conseguenza semantica di Γ (Γ|=A) se ogni modello di Γ è modello di A;
o Sia Γ = ΔU {B}. Γ|=A se e solo se Δ|=B A.
- Due formule si dicono semanticamente equivalenti se in ogni interpretazione sono soddisfatte dagli stessi assegnamenti di valori alle variabili.
- Si dice in forma normale prenessa una formula in cui tutti i quantificatori sono posti in testa. A[y/x] = A[x] in cui le occorrenze libere di x sono
sostituite da y
o ¬∀x A è equivalente a ∃x ¬A
o ¬∃x A è equivalente a ∀x ¬A
o ( ∀x A( x ))⇒B è equivalente a ∃y( A[ y / x ]⇒B )
o ( ∃x A( x ))⇒B è equivalente a ∀ y (A[ y / x ]⇒B )
o B⇒( ∀ x A( x )) è equivalente a ∀y (B⇒A[ y / x ] )
o B⇒( ∃x A( x )) è equivalente a ∃y(B⇒ A[ y / x] )
Inoltre, se A(x) è una formula con occorrenze libere di x ed y è una variabile tale che il termine y sia libero per x in A(x), indichiamo con A[y / x]
la formula ottenuta sostituendo in A(x) ogni occorrenza libera di x con y. Allora detta B una qualunque f.b.f. , detta y una variabile che non
abbia occorrenze libere in B e tale che il termine y sia libero per x in A(x) abbiamo
- Una formula si dice in forma di Skolem se e in forma normale prenessa e senza quantificatori esistenziali.
o portare A in forma prenessa
o eliminare i quantificatori esistenziali in testa e sostituire le relative variabili con constanti
o eliminare i restanti quantificatori esistenziali e sostituire le relative variabili con funzioni delle variabili dei quantificatori universali che
li precedono.
Una forma di Skolem non e semanticamente equivalente alla formula da cui deriva.
- Dato un insieme di espressioni {E1,E2,…, En} sul linguaggio L, si dice unificatore dell’insieme una sostituzione s, se esiste, tale che E1 s = E2 s =
… = En s. Se una tale s non esiste l’insieme di espressioni si dice non unificabile.
- Dato un insieme di espressioni {E1,E2,…, En} unificabile sul linguaggio L, un unificatore s di tale insieme si dice unificatore più generale se per
ogni altro unificatore q di tale insieme esiste una sostituzione r tale che q = s × r.
Dato l’insieme {f 2(x, a), f 2(y, z)}, sia {x / y, a / z}, sia {y / x, a / z} sono unificatori più generali, mentre {a / x, a / y, a / z} non lo è.
- La risolvente di due clausole C1, C2 in un linguaggio del I ordine, si crea seguendo 3 passi:
o (separazione delle variabili) effettuiamo su C1, C2 due sostituzioni (eventualmente vuote) σ1, σ2 tali che C1σ1, C2σ2 siano privi di
variabili comuni;
o (fattorizzazione) siano L1, L2, … , Lr letterali di C1σ1 (che possiamo supporre tutti positivi senza perdita di generalità) ed Lr+1, Lr+2 ,… ,
Lr+s letterali di C2σ2 (che possiamo supporre tutti negativi senza perdita di generalità) tali che l’insieme di espressioni L1, L2, …, Lr, Lr+1,
Lr+2, ..., Lr+s (dove Lr+i indica il Ar+i se Lr+i è la negazione della formula atomica Ar+i ) sia unificabile. Indichiamo con s un unificatore più
generale di tale insieme e con L il letterale L1σ = L2σ=…= Lr+s σ;
o R = (( C1σ1 )s\{ L }) È (( C2σ2 )σ\{ ~L }) è una risolvente di C1, C2.
- Teorema: Un insieme di clausole Γ è insoddisfacibile se e solo se Γ |-R.