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Riassunto materiale di SOCIOLOGIA DELL' EDUCAZIONE - prof. Vinci Fiorella ecampus 2026, Prove d'esame di Sociologia dell'Educazione

Riassunto materiale di SOCIOLOGIA DELL' EDUCAZIONE - prof. Vinci Fiorella ecampus 2026

Tipologia: Prove d'esame

2025/2026

In vendita dal 01/04/2026

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Scarica Riassunto materiale di SOCIOLOGIA DELL' EDUCAZIONE - prof. Vinci Fiorella ecampus 2026 e più Prove d'esame in PDF di Sociologia dell'Educazione solo su Docsity!

sociologia dell'educazione

La sociologia studia la società.

È una scienza relativamente giovane, che nasce nei primi dal positivismo, illuminismo e

romanticismo.

Affronteremo temi come:

La socializzazione come le nuove generazioni si riconoscono e

vengono riconosciute come membri della società.

SOCIETÀ

I processi di socializzazione non terminano con la maturità fisiologica\anagrafica ma durano per

tutta la vita, come se non si finisse mai di imparare.

Dall’esigenza di studiare l’infanzia, periodo di vita poco esplorato dalla sociologia, nascono gli

studi dedicati alla primissima infanzia.

ATTENZIONE ALL’INFANZIA ED AI SISTEMI EDUCATIVI TERRITORIALI.

SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA

(COMPITO PREVALENTE DELLA

FAMIGLIA )

riconoscendo come autori della socializzazione oltre che gli individui di cui trattiamo (i bambini),la

SOCIALIZZAZIONE

SECONDARIA

(COMPITO PREVALENTE DELLA

SCUOLA)

Nella quale si acquisiscono dei ruoli e delle competenze specifiche. ESEMPIO: si impara a diventare un alunno. si comprendono le regole necessarie per condividere un ambiente

sua legittimazione.

Il legame maestro-discepolo contribuisce a una nuova concezione dell’individuo che non appare più

come emulatore degli Dei, ma si riscopre autore delle sue azioni.

INIZI MEDIOEVO (1100 - 1200) cogliamo gli esiti di un cambiamento che si è avuto grazie al

cristianesimo

IL CRISTIANESIMO apporta alla concezione classica dell’educazione e del pensiero formatosi

nella Grecia classica una notevole variazione.

Questa variazione ha degli elementi costitutivi ha innanzitutto un nuovo canone regolativo proprio

non solo dell’azione educativa ma dell’individualità.

un nuovo modo di concepire l’individualità non più solipsistico (Grecia Antica) , eroico ma un

modo che apre all’ alterità.

L’individualità non è più concepita in se sessa ma è concepita come dialogo.

Per la dottrina cristiana aprirsi all’altro avviene tramite l’amore.

La religione cristiana introduce, con la morte, una nuova concezione storica che non è più

atemporale , ci troviamo a fare i conti con un’epoca storica che ha un inizio (la creazione) ma tende

anche verso un termine che per gli uomini coincidevo il periodo della vita e ha come esito quello

della morte.

Quindi la morte da un punto di vista filosofico contribuisce a ridefinire la storicità degli individui

definendo i tempi di questa storicità.

Legata a questa nuova concezione di una storia definita e come tale conoscibile vi è la nuova

condizione di creatura.In quanto creatura e non creatore è un individuo limitato e fa parte del creato.

È immerso nella storia ed è soggetto a dei limiti, non soltanto limiti temporali, ma anche

conoscitivi, di condotta ( è soggetto all’imperfezione, è soggetto all’errore).

UOMO = ESSERE LIMITATO

Con il cristianesimo abbiamo una triplice dimensione di ridefinizione dell’individualità:

1. AMORE

2. MORTE

  1. POSSIBILITà DI CONOSCERSI COME CREATURE

Tra il 1100 e il 1200 nascono gli ordini riconducibili al monachesimo e di conseguenza nascono i monasteri.

I monasteri diventano laboratori di storia perchè gli amanuensi cominciano a trascrivere le opere ed è lí che viene trasformato il concetto di educazione.

Da una pratica educativa come quella dell’antica Grecia si passa al sapere che diviene sempre più grande e che viene elaborato nei monasteri, un sapere che viene trasmesso ai posteri.

In riferimento all’educazione e al rapporto maestro-discepolo, il cristianesimo esplicita:

  • Il carattere pubblico di tale rapporto
  • La dimensione ereditaria di tale rapporto

DISCEPOLO non solo come depositario di sapere ma messaggero.

Tra il XII e XIII secolo, in Europa nascono le Università -> EDUCAZIONE non più come riservata

a categorie di individui ma insieme di conoscenze da trasmettere ai posteri di cui è riconosciuta

l’utilità per lo sviluppo delle società future.

l contributo di Montesquieu

un’attenzione particolare merita Montesquieu (1689 – 1755), un filosofo politico. Aron nell’Etapes de la pensée sociologique inserisce però il pensiero di Montesquieu nella ricostruzione della storia del pensiero sociologico e giustifica la scelta sostenendo che se per essere un sociologo è sufficiente avere l’intenzione di conoscere scientificamente il sociale, Montesquieu può essere considerato un sociologo.Egli, oltre a ricercare le cause dello sviluppo dei diversi regimi politici, comprende la diversità esistente tra le differenti forme statuali e mette in relazione tale diversità con cause di NATURA FISICA (clima, terreni, densità abitativa etc) e di NATURA CULTURALE (costumi, religioni) e lo dimostra in due modi:

  1. Risalendo alle cause generali responsabili delle leggi particolati che si osservano in questo o in quel caso
  2. Elaborando dei principi che costituiscono un livello intermedio tra la molteplicità incoerente della realtà e uno schema universale valido

Secondo lui, l’analisi storica applicata alla conoscenza del reale richiedeva un’operazione di generalizzazione che dal fatto particolare riportasse lo studioso alle cause generali profonde di quel determinato fenomeno e/o un’operazione di tipizzazione. La combinazione di cause molteplici rende comprensibile che uno stesso fenomeno in contesti differenti può risultare da combinazioni differenti di cause e che una stessa causa può assumere funzioni differenti al variare del rapporto di causalità.

La comparazione rappresenta il metodo che rivela la funzione differenziale che una stessa causa può svolgere in differenti rapporti di causalità.

Sociologia, fondamentale è però il suo uso analitico, la sua scomposizione; a tal fine, illuminante è ad es. il contributo offerto da Montesquieu a proposito della combinazione delle diverse cause e della rilevanza data ai rapporti (di conflitto, di alleanza..) tra le differenti cause che intervengono in una determinata spiegazione causale. Infine, sempre secondo l’insegnamento di Montesquieu, fondamentale è tener presente che non esiste un’unica cultura ma tante culture, al pari di tante storie e di tante società.

700 -> SECOLO DEI LUMI – passaggio da modelli sociali premoderni a

moderni

La fede nelle capacità razionali, nella ragione intesa come facoltà umana di comprendere eventi naturali e storici è teorizzata.

RAGIONE come potenza esplicativa del mondo e critica alle credenze religiose Molto importante in questo periodo storico:

  • Trasformazione della famiglia -> da potere gerarchico a relazioni affettive rivolte ai figli; nuovo ruolo per la donna che promuove incontri letterali e artistici
  • Avvio della costituzione giuridica degli stati-nazioni -> da dominazione divina a razional-legale

Il 700 consegna alla storia dell’educazione alcune trasformazioni basilari:

  • Il carattere critico della conoscenza e dei percorsi educativi
  • La complessità del processo di razionalizzazione

Nell’analisi storica dell’educazione nel corso del Settecento occorre rilevare i seguenti fenomeni.

In primo luogo, il carattere, da un punto di vista teorico-filosofico, tutt’altro che omogeneo del secolo dei lumi. Se infatti per un verso, la partecipazione all’Enciclopedia di autori come Voltaire (1694-1778), D’Alembert (1717-1783) o Diderot (1713 -1784) inducono a pensare ad un corpus teorico omogeneo e molto discontinuo con il passato, la realtà si presenta molto più complessa e l’analisi del pensiero di un filosofo poliedrico e complesso come Rousseau (1712 – 1778) può aiutarci a comprenderla.

Il Settecento oltre che dalla progressiva fiducia nella ragione e nella scienza è attraversato anche da posizioni teoriche più radicali ed in esso è possibile riscontrare anche gli eccessi del movimento rivoluzionario.

Come se, la forza critica del pensiero filosofico, nel momento in cui si istituzionalizza tendesse a semplificare la sua complessità originaria e la ragione da peculiare facoltà umana tendesse ad essere deificata, a divenire la Ragione con la R maiuscola.

Alcuni eccessi dei momenti rivoluzionari, al pari del periodo del Terrore che li seguirà, rivelano in primo luogo lo scollamento con la teorizzazione filosofica e, secondariamente, indicano come la teorizzazione filosofico-politica, pur incidendo sull’ordine politico-sociale, era stata molto elitaria e come le attuazioni dei suoi principi, siano sempre avvenute in pre-esistenti cornici ed assetti politico-sociali, efficienti non solo dal punto di vista dell’ordinamento politico ma anche dal punto di vista della cultura e della società.

Il Settecento consegna alla storia dell’educazione alcune trasformazioni basilari:

  1. Il carattere critico della conoscenza e dei percorsi educativi.

  2. La complessità del processo di razionalizzazione

Il pensiero politico e pedagogico di Rousseau sembra esemplificare entrambi questi aspetti. La ragione e la sua pratica non possono essere totalmente sostitutive della fede religiosa, al contrario la fede religiosa può supplire la ragione, e di fronte a varie questioni ed in vari momenti, essa può contribuire a marcare i limiti della ragione.

Per quel che riguarda la pedagogia, Rousseau non è ciecamente fiducioso nel progresso, riconosce un cambiamento generale dei costumi, riconosce il perdurare delle diseguaglianze sociali e sottolinea l’importanza dell’attenzione alla condizione storico-naturale degli individui, alla loro età, al loro processo di maturazione, egli afferma un’attenzione all’individualità ed al tempo stesso la funzione insostituibile, nell’educazione, dei sentimenti di pietà e di gratitudine, come se l’educazione dovesse contribuire a formare il buon cittadino e prima ancora l’uomo buono.

“L’educazione sensoriale e intellettiva e, progressivamente, religiosa e politica, va condotta secondo la gradualità di maturazione propria allo sviluppo naturale.

Nessuna eccedenza, nessuna anticipazione o stimolazione prematura, nessuna adultizzazione precoce; al contrario, un accompagnamento che sappia intervenire attraverso la mediazione della stessa natura, che è in ultima istanza il vero pedagogo, che il fanciullo deve soltanto assecondare” (La citazione è tratta da Peratoner 2019 p. 96 curatore del volume dedicato a Rousseau).

La nascita della Sociologia

L’affermarsi in Europa della società moderna non è caratterizzata solo dallo sviluppo della società industriale, se seguiamo il ragionamento di Nisbet , ovvero se accettiamo il fatto che i presupposti della società moderna sono rintracciabili:

  • RIVOLUZIONE AMERICANA (1776) per stato di diritto
  • RIVOLUZIONE FRANCESE (1789) per ordine politico
  • RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (1780-1900) per ordine economico

Trasformando il modo dell’uomo di conoscere il mondo e di giustificare la sua presenza in esso.

La società diventa più problematica.

la scienza acquista nella storia dell’uomo un posto di rilievo.

Diventa lo strumento principale, lo strumento accreditato per spiegare i fenomeni umani e naturali.

La scienza acquista un posto in primo piano.

Inizialmente è lo studio dei fenomeni naturali poi diventa lo studio scientifico della società.

cuore.

  • ORDINE TEMPORALE:^ riflette i sistemi di dominazione che strutturano la società
  • ORDINE SPIRITUALE:^ riflette lo sviluppo della società, la consapevolezza che i filosofi e gli scienziati sociali hanno delle leggi generali che la governano

È importante che ciascuno abbia un posto proporzionato alle proprie capacità e che possa realizzarsi un principio di giustizia sociale. Comte riconosce la funzione sociale della religione che, come la scienza, concorre a sviluppare il potere spirituale su quello temporale.

PER COMTE L’EDUCAZIONE è fondamentale per lo sviluppo della società. Ha

il compito di fare uscire gli individui da uno stadio di egoismo di condurli in uno

stato di simpatia, empatia per gli altri.`

JOHN STUART MILL

È uno studioso di Comte. E di origine ingle, nasce nel 1806 e morí nel 1876. Quindi la sua opera , il suo pensiero attraversano l’800, secolo dello sviluppo industriale e dello sviluppo della sociologia. John Stuart Mill è un lettore molto attento e per alcuni versi un ammiratore di Comte.

È un UTILARISTA , ritiene che gli uomini agiscono per massimizzare il loro piacere, quindi spinti dall’interesse personale. (primo punto che lo differenzia da Comte).

UTILITARISTA PARTICOLARE -> Egli si chiede come possa l’uomo contribuire al progresso della società(progresso morale). Recupera uno dei pensieri di Comte secondo il quale È necessario che gli individui sviluppino una simpatia allargata all’umanità e non al singolo individuo.

Anche per Mill l’educazione un ruolo essenziale.

EDUCAZIONE -> nella prima infanzia è riservata alla famiglia, quindi è necessario che la famiglia proponga un’atmosfera in cui sia più forte l’altruismo che l’egoismo. La famiglia deve suscitare sentimenti positivi verso gli altri. Dopo subentra il compito dell’istruzione che in quel periodo è elitaria(non per tutti) , privata e solo dopo sarà pubblica.

Mill critica a Comte di aver pensato di aver detto l’ultima parola sull’istruzione (considerandola definitiva) e di non ammettere il carattere provvisorio del sistema educativo, dell’istruzione e non ammette la possibilità di dissenso.

Compito dell’istruzione -> aprire le menti al ragionamento e alla capacità critica e alla capacità di

dissenso perché su di essa si forma l’autonomia di giudizio

Non è compito dell’istruzione superiore formare un buon medico o avvocato etc, ma sarà quello di

formare un uomo educarlo all’autonomia, alla compassione, all’uguaglianza.

Questi sentimenti emergono dove c’è libertà di pensiero ed espressione. Le condizioni di esercizio

della libertà sono indispensabili per potersi sentire simili agli altri.

Secondo Mill, esiste parità tra i generi e dice che anche le donne

possono avere un ruolo pubblico.

La parità di genere favorisce l’uguaglianza e l’esercizio della simpatia.

Simmel e la Sociologia Formale

Cornice neokantiana - idealismo tedesco. Simmel è più un filosofo che un sociologo. Dà un contributo polivalente e poliedrico alla sociologia. Simmel contribuisce al processo di riconoscimento della sociologia come nuova scienza.

La sociologia si distingue dalle altre scienze sociali per:

  1. : modalità di ricerca, modo di osservare, sguardo dello scienziato sociale
  2. definisce l’oggetto di analisi della sociologia

Queste si condizionano vicendevolmente.

Simmel definisce la sociologia come una SOCIOLOGIA FORMALE, ovvero come una sociologia che ricerca le forme, i caratteri non variabili dei fenomeni. La storia e la sociologia possono avere lo stesso oggetto di studio, ma il metodo di analisi utilizzato è differente.

STORIA -> descrive e interpreta connessioni tra fattori storici SOCIOLOGIA -> descrive e interpreta connessioni tra problematiche (rapporti di causalità, tra qualità e/o dimensioni specifiche dei fatti storici)

Secondo Simmel, sia nella conoscenza della natura, sia nella conoscenza de mondo storico culturale, la realtà nella sua infinitezza non può essere riprodotta o spiegata in modo esaustivo o definitivo. Lui ritiene che l’oggetto della sociologia sia lo studio dell’associazione tra individui, ovvero le relazioni sociali. La realtà e una rete di relazioni reciproche tra elementi diversi.

AZIONE RECIPROCA-> processo mediante il quale si instaurano e si mantengono le relazioni di azione reciproca tra elementi sociali (individui, gruppi, società)

Grande differenza con Comte. Egli aveva privato le donne del ruolo pubblico, relegandole

IDEOLOGIA: coscienza falsa o rappresentazione false che una classe sociale si fa della propria situazione e della società nel suo insieme. una determinata classe sociale non può vedere il mondo altrimenti che in relazione alla sua propria condizione.

Tre tipi di classi sociali:

1. CLASSE SOCIALE-> individui accomunati dalla stessa situazione lavorativa e sociale 2. CLASSE SOCIALE IN Sé-> non c’è consapevolezza della propria condizione sociale e lavorativa 3. CLASSE SOCIALE PER Sé-> c’è consapevolezza

  • Concentrazione dei lavoratori nelle fabbriche
  • Facilità di comunicazione
  • Omogeneizzazione delle condizioni di vita e lavoro
  • Organizzazione sindacale e politica

Quando avverrà il passaggio di classe gli uomini riusciranno ad incidere nel cambiamento della

storia.

Concetti importanti: educazione

L’educazione appartiene alla dimensione sovrastrutturale e dipende dalla struttura economica!

  • Critica all’educazione borghese: è un’educazione finalizzata al mantenimento del dominio!
  • Critica all’educazione popolare delle masse: solo finalizzata alle mansioni lavorative (educazione

unilaterale)!

  • Concezione emancipatoria dell’educazione!

Il passaggio dalla classe sociale in sé a quella per sé è dovuto da:

  • Il proletariato deve acquisire una coscienza di classe (classe per sè)!
  • L’educazione del proletariato è strumento per tale acquisizione: provvede allo sviluppo

dell’uomo onnilaterale e ricompone pensiero e azione

Rapporto educazione-società in Marx!

  • in chiave critica: l’educazione è variabile dipendente perchè riproduce i rapporti di dominio

esistenti!

  • in chiave propositiva: l’educazione è elemento strategico per la risoluzione dei conflitti di classe!
  • l’educazione è comunque sempre funzionale ai processi sociali

Durkheim

Uno dei padri fondatori della sociologia. Ritiene che l’analisi sociologica debba considerare prioritariamente la società (OLISMO METODOLOGICO). Esso si iscrive nella tradizione comtiana e recepisce l’esigenza di fondare una nuova scienza, la FISICA SOCIALE, sulla quale Comte aveva già gettato le basi teorico-analitiche della sociologia.

Per Durkheim l’istituzionalizzazione della sociologia è un tutt’uno con l’importanza accordata all’educazione. L’educazione costituisce uno dei fini principali della loro analisi scientifica. Durkheim vive in un periodo storico (seconda metà dell’800) nel quale i movimenti socialisti sono presenti vedrà la sconfitta degli ideali repubblicani. Egli vive in un periodo di passaggio dai modelli tradizionali , su base gerarchica, ad una società che si proietta verso nuovi ordinamenti che riguardano la scienza e l’apporto che essa dà alla conoscenza della società. Durkheim vive questi passaggi, questo momento critico di contraddizioni e indefinito con una sensibilità particolare. Egli si pone un problema fondamentale : Cosa fa si che una società stia insieme? Quali sono gli elementi di integrazione della società? Durkheim risponde a questa domanda trovando nelle forme delle relazioni e nello sviluppo della solidarietà organica la risposta alla sua domanda. per sviluppare la solidarietà organica si puô ottenere tramite l’educazione morale. per Durkheim l’individuo a metà ,non realizzato. un individuo è realizzato solo quando è un essere sociale ed è un essere sociale solo se contribuisce all’ideale comune. Il rapporto INDIVIDUO- SOCIETÀ è fondamentale. Si passa da un essere singolo a un essere sociale mediante l’educazione. L’EDUCAZIONE MORALE -> nel senso che contribuisce a trasformare l’uomo in essere sociale. Durkheim identifica un metodo che consente di far diventare il bambin un essere sociale. La strada da seguire affinché ciò avvenga è la disciplina. DISCIPLINA=> non è severità del metodo educativo, ma sviluppo del senso del dovere attraverso l’assiduità dell’impegno/dedizione allo studio.

COCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

3 sono i punti su cui riflettere per capire l’apporto di Weber alla sociologia dell’educazione.

  1. Per Weber l’educazione è iscritta non solo in strutture sociali definire , ma in particolare in contesti istituzionali. EDUCAZIONE=> Prodotta anche da contesti istituzionali. Questi contesti istituzionali non sono dei contesti statici ma sono contesti basati su una potenza trasformata. Questa potenza trasformata deriva dalla sostituzione parziale di assetti istituzionali tradizionali con assetti più moderni.

WEBER analizza il caso dell’università. In una conferenza del 1917 mette in evidenza come la scienza (sapere consolidato\tradizione di pensiero) deriva da contesti istituzionali, nel caso specifico dell’università da contesti accademici.

WEBER constatare questi contesti sono basati sul conflitto. Conflitto che riguarda le procedure di reclutamento del personale docente, conflitti che riguardano l’avanzamento di carriera del personale docente.

Weber ha il merito di non considerare questi conflitti come qualcosa di specifico alla sua epoca , ma sostiene che l’educazione ha sempre una derivazione istituzionale.

  1. L’EDUCAZIONE È UN FATTO CULTURALE. L’educazione non è coincidente con l’istruzione e non è nemmeno un’atmosfera specifica della vita. l’educazione è multidimensionale, attinge moltissimo ad altre sfere della vita sociale. Ad esempio: alla sfera etica/morale o alla sfera religiosa

3) CARATTERISTICHE DEL RICERCATORE:

Per Weber il maestro non deve indicare solo la direzione agli studenti ma deve fare qualcosa di più e questo si sintetizza in una triplice azione:

  1. NEL RISVEGLIARE LA PASSIONE ( la realizzazione di un’opera):
  2. LA LUNGIMIRANZA - non deve guardare solo il presente ma deve avere la visione di dove la sua attività lo condurrà. (visione dello sviluppo degli allievi);
  3. IL SENTIMENTO DI RESPONSABILITÀ che è la pietra miliare dell’attività. Il ricercatore deve avere il senso delle conseguenze delle proprie azioni.

Particolarmente interessante è la CONCEZIONE DEL POTERE di Weber il potere non è un’entità oggettiva separata dagli uomini ma si esprime attraverso le relazioni di potere nelle quali non è importante solo chi lo esercita ma anche colui che lo subisce, in quanto ess è una RELAZIONE derivante dal rapporto tra dominante e dominato. Chi si trova nella posizione di dominato attua un meccanismo di adesione che legittima la relazione stessa, giustificando e accettando la sua posizione poiché ha buone ragioni per accettarla (es. è giustificata dalla comunità familiare alla quale il sogg appartiene).

questa concezione relazionale è interessante dal punto di vista educativo. Generalmente quando pensiamo alla relazione educativa , pensiamo agli educatori e al potere che

UNA RELAZIONE DI POTERE FINALIZZATA ALL”OBBEDIENZA.

Soltanto con il tempo siamo riusciti a pensare che i soggetti “passivi” del rapporto di educazione in realtà non sono passivi ,ma hanno un ruolo attivo nella relazione di potere.

Weber distingue 3 tipi di potere:

1. POTERE RAZIONAL-LEGALE -> ( es. formazione dello stato moderno) al contrario di quello tradizionale che si fonda su leggi non scritte, si basa sulle leggi formali\ scritte e quindi è il potere delle leggi. In questo tipo di potere i cittadini hanno un ruolo attivo perché accettano e legittimano questo potere. 2. POTERE TRADIZIONALE -> ( es. stati assoluti) fondato su delle regole e du delle abitudini che regolano quel determinato tipo di società. Es: PATER FAMILIAS => potere genitoriale. regola non scritta accettata dalla società e non messa in discussione. 3. POTERE CARISMATICO -> esercitato da capo carismatico da cui deriva la legittimazione della sua autorità. I soggetti orinatoi riconoscono delle capacità straordinarie al soggetto dominante e di conseguenza sono disposti ad obbedire senza riserve poiché fanno affidamento a queste capacità.

A questi tre tipi di potere Weber affianca 4 tipi di razionalità:

1. La razionalità rispetto allo scopo (chi agisce cercando di impiegare la minore quantità di risorse per raggiungere il fine) 2. La razionalità rispetto al valore (nell’agire si tenta di realizzare determinati valori morali) 3. La razionalità rispetto alla tradizione (si agisce osservando abitudini sociali, norme e costumi) 4. La razionalità rispetto all’affettività (l’agire è orientato dai sentimenti e emozioni)

L'apporto di Dewey alla sociologia dell’educazione

Dewey non e un sociologo. È il padre della pedagogia ed il filosofo dell’educazione.

Dewey vive negli Stati Uniti d’America nei primi decenni del ‘900.

Si trova in una corrente filosofica particolare: IL PRAGMATISMO.

  1. Abilitazione degli studi tecnico-professionali: essi non hanno una natura differente da quelli umanistico-letterati. Entrambi sono fondati sulla conoscenza pratica e conoscenza teorica che ambisca a verificare i suoi presupposti e forme cercando ambiti di applicazione pratici.

L'apporto di Mead alla sociologia dell’educazione

MEAD è uno psicologo sociale che è stato considerato recentemente un sociologo. Appartiene all’ Università di Chicago e fu allievo di Dewey e Jemes.

Mead è considerato il fondatore della TEORIA DELL’INTERAZIONISMO SIMBOLICO-> supera il dualismo tra individuo e società che aveva occupato gli olisti e gli individualisti ed attinge allo studio della psicologia per proporre una teoria della genesi della società continuista, nella quale c’è perfetta continuità tra l’agire degli individui e la formazione della società.

MEAD presta attenzioni alle interazioni. Secondo MEAD ad ogni azione di un individuo corrisponde una reazione di un altro individuo. L’uomo quando reagisce ad una reazione lo fa perché a quell’azione attribuisce un significato. La reazione diventa una reazione significante. Gli individui prendono i significati da attribuire alle reazioni dal, ambiente sociale , dal contesto sociale , dal mondo sociale nel quale vivono.

L’ambiente sociale è costituito da interazioni fornisce agli individui delle chiavi di lettura del mondo attraverso la validazione di determinati significati comuni delle azioni.

SIGNIFICATO: l’azione significativa di un individuo sorge come reazione all’azione di un altro individuo. Nell’uomo il significato può diventare cosciente e in questo caso il gesto non ha un significato diretto ma assume un significato simbolico, diviene un simbolo significativo. Espressione più evidente nel linguaggio che è il fatto sociale per eccellenza per l’attribuzione di significati comuni alle azioni.

IL Linguaggio -> strumento per eccellenza tramite il quale questi significati condivisi che costituiscono l’identità di un gruppo sociale vengono trasmessi e comunicati agli altri.

Attraverso il linguaggio la comunità viene interiorizzata dagli individui.

Tra i risultati maggiori raggiunti da Mead un rilievo particolare assume l’ANALISI NEL GIOCO DURANTE L’INFANZIA. Crescendo il bambino impara gradualmente ad assumere il ruolo degli altri attraverso il gioco. Assumendo per gioco questi ruoli, il bambino che cresce sviluppa in sé la capacità di mettersi al posto degli altri.

Il gioco del bambino a livello di semplice assunzione di ruolo è il primo stadio nella graduale

trasformazione da semplici conversazioni di gesti (il bambino che corre quando è inseguito)

alla matura capacità di usare simboli significativi nell’interazione con numerosi altri individui.

Attraverso le regole del gioco il bambino è inserito nella costrizione societaria e nella trama di

una realtà quasi da adulto. Assumendo gli atteggiamenti del gruppo sociale organizzato al

quale appartiene nei confronti dell’attività sociale organizzata o del complesso di quelle

attività nelle quali quel gruppo è impegnato, l’individuo riesce a sviluppare un Sé

COMPLETO.

L'apporto di Vigotskij alla sociologia dell'educazione

Vigotskij -> vive in Russia in un ambiente culturale dinamico, carico di contraddizioni, carico di

problemi sociali e politici. ( Rivoluzione russa 1917).

È una figura importante per la sociologia non solo perché contribuisce ad un rinnovamento

importante della psicologia in quel periodo , ma perché mette a fuoco un tema importante dal punto

di vista sociologico : IL FATTO CHE LO SVILUPPO DEL COMPORTAMENTO SOCIALE SIA

UNO SVILUPPO STORICO-SOCIALE.

Ne parla nell’opera : “ Scimmie, l, uomo primitivo e il bambino”.

La scimmia, l’uomo primitivo e il bambino-> opera principale di Vigotskij. È un’analisi dei

meccanismi sociali e culturali che differenziano la scimmia dall’uomo e che permettono al bambino

di svilupparsi, in particolar modo per quanto riguarda il linguaggio che è legato al contesto emotivo-

affettivo ma inseparabile dalla sua volontà legata hai bisogni fisiologici ed esigenze primarie e alla

curiosità verso l’esterno.

Vigotskij ha compreso e valorizzato il condizionamento che l’ambiente sociale esercita sullo

sviluppo dell’uomo e particolarmente sullo sviluppo del bambino, che si realizza in tre stadi:

  1. Culturale-> nel costruire la loro conoscenza utilizzano le acquisizioni delle generazioni precedenti. Gli strumenti culturali possono essere materiali/tecnologici o concettuali/ psicologici
  2. Interpersonale-> lo sviluppo cognitivo è il risultato delle interazioni con le altre persone più competenti in diversi contesti
  3. Individuale-> il bambino costruisce la sua conoscenza (costruttivismo sociale) e si avvale dell’aiuto degli altri. I risultati che otterrà dipenderanno dal contesto culturale nel quale il bambino vive

Contributo di Vigotskij alla sociologia dell’educazione