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RIASSUNTO PERSIANI - ESCHILO, Schemi e mappe concettuali di Storia del Teatro e dello Spettacolo

RIASSUNTO DETTAGLIATO DELLA TRAGEDIA PERSIANI DI ESCHILO

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 03/09/2024

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andrea-pini-9 🇮🇹

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PERSIANI ESCHILO
Anno di rappresentazione: 472 ed è la tragedia più antica ad esserci arrivata e fa parte di una
trilogia probabilmente slegata, narrando indirettamente della battaglia navale di Salamina, 480
a.C. (Eschilo stesso combatté in quello scontro) simbolo di orgoglio ateniese per la vittoria ed
esaltazione della democrazia ed è l’unica tragedia greca il cui argomento sia un fatto di storia.
L’opera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie più arcaiche:
assenza del prologo;
basso numero dei personaggi;
trama semplice;
importanza del coro.
TRAMA
La regina Atossa, vedova di Dario, e il Coro di vecchi dignitari aspettano notizie della spedizione in
Grecia condotta da Serse, e la donna racconta al Coro la visione avuta durante la notte: due donne
aggiogate, una docile (Asia) e l'altra ribelle (Europa).
Arriva un messaggero ad annunciare la disgrazia: a Salamina i Persiani sono stati sconfitti, perché
Serse è caduto nel tranello dei Greci; tuttavia, è riuscito a sopravvivere.
Atossa e i dignitari si abbandonano a lamenti e compare l'ombra di Dario, che condanna la
tracotanza del figlio e predice una nuova sconfitta a Platea ed infine arriva Serse, con le vesti
lacere, che ammette di essere una sciagura per la sua stirpe e la sua patria.
TEMI
Caratteristica importante della tragedia si trova nel cercare di assumere il punto di vista dello
sconfitto, eliminando parti patriottiche, Eschilo chiama lo spettatore a ragionare e a comprendere
il diverso ponendo il nemico persiano visto come un popolo schiacciato e pone la domanda:
• il soldato persiano è colpevole e/o responsabile?
• il soldato persiano, ubbidendo, sta agendo nel bene o nel male?
• cosa farebbe il soldato persiano se vivesse in uno stato democratico?
• cosa farebbe il soldato greco se vivesse in uno stato imperiale?
• quanto sono diversi il soldato persiano e il soldato greco?
• si può fermare il male, che da Serse discende fino all'ultimo dei suoi soldati?
sono interrogativi a cui non dà risposte perchè è lo spettatore che deve trovarsele.
Quando descrive la battaglia, Eschilo scrive che i soldati persiani cadono in acqua e “boccheggiano
come in una tonnara” per descrivere il groviglio di corpi umani che non riesce a muoversi,
cercando di fare passare che il soldato persiano è mio nemico, ma è un uomo fragile tanto quanto
me e anche nel male bisogna trovare una somiglianza: è la fragilità umana.
Un'altra tematica di concentra sul personaggio di Serse, colpevole di hybris,
pensando di poter sconfiggere la flotta greca, perché crede di essere superiore agli uomini;
si definisce un dio richiedendo per lui e la sua famiglia che vengano salutati con l'atto
dell'inginocchiarsi riservato agli dèi;
crede di essere superiore alla natura, costruendo un ponte di barche su uno stretto di mare
ponendosi come dio e cambiare la conformazione del paesaggio;
Anche nella massima colpevolezza, Eschilo inserisce elementi di fragilità come i vestiti, simboli
della regalità, laceri e a brandelli e tramutando la sua sconfitta fisicamente dimostrando la
dimensione della sua fragilità che è il rovesciamento ingigantito della sua grandezza passata.
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PERSIANI – ESCHILO

Anno di rappresentazione: 472 ed è la tragedia più antica ad esserci arrivata e fa parte di una trilogia probabilmente slegata, narrando indirettamente della battaglia navale di Salamina , 480 a.C. (Eschilo stesso combatté in quello scontro) simbolo di orgoglio ateniese per la vittoria ed esaltazione della democrazia ed è l’unica tragedia greca il cui argomento sia un fatto di storia. L’opera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie più arcaiche:

  • assenza del prologo;
  • basso numero dei personaggi;
  • trama semplice;
  • importanza del coro. TRAMA La regina Atossa , vedova di Dario , e il Coro di vecchi dignitari aspettano notizie della spedizione in Grecia condotta da Serse, e la donna racconta al Coro la visione avuta durante la notte: due donne aggiogate, una docile ( Asia ) e l'altra ribelle ( Europa ). Arriva un messaggero ad annunciare la disgrazia: a Salamina i Persiani sono stati sconfitti, perché Serse è caduto nel tranello dei Greci ; tuttavia, è riuscito a sopravvivere. Atossa e i dignitari si abbandonano a lamenti e compare l'ombra di Dario, che condanna la tracotanza del figlio e predice una nuova sconfitta a Platea ed infine arriva Serse, con le vesti lacere, che ammette di essere una sciagura per la sua stirpe e la sua patria. TEMI Caratteristica importante della tragedia si trova nel cercare di assumere il punto di vista dello sconfitto , eliminando parti patriottiche, Eschilo chiama lo spettatore a ragionare e a comprendere il diverso ponendo il nemico persiano visto come un popolo schiacciato e pone la domanda:
  • il soldato persiano è colpevole e/o responsabile?
  • il soldato persiano, ubbidendo, sta agendo nel bene o nel male?
  • cosa farebbe il soldato persiano se vivesse in uno stato democratico?
  • cosa farebbe il soldato greco se vivesse in uno stato imperiale?
  • quanto sono diversi il soldato persiano e il soldato greco?
  • si può fermare il male, che da Serse discende fino all'ultimo dei suoi soldati? sono interrogativi a cui non dà risposte perchè è lo spettatore che deve trovarsele. Quando descrive la battaglia , Eschilo scrive che i soldati persiani cadono in acqua e “boccheggiano come in una tonnara” per descrivere il groviglio di corpi umani che non riesce a muoversi, cercando di fare passare che il soldato persiano è mio nemico, ma è un uomo fragile tanto quanto me e anche nel male bisogna trovare una somiglianza: è la fragilità umana. Un'altra tematica di concentra sul personaggio di Serse, colpevole di hybris ,
  • pensando di poter sconfiggere la flotta greca, perché crede di essere superiore agli uomini;
  • si definisce un dio richiedendo per lui e la sua famiglia che vengano salutati con l'atto dell'inginocchiarsi riservato agli dèi;
  • crede di essere superiore alla natura, costruendo un ponte di barche su uno stretto di mare ponendosi come dio e cambiare la conformazione del paesaggio; Anche nella massima colpevolezza, Eschilo inserisce elementi di fragilità come i vestiti, simboli della regalità, laceri e a brandelli e tramutando la sua sconfitta fisicamente dimostrando la dimensione della sua fragilità che è il rovesciamento ingigantito della sua grandezza passata.

Visione degli dèi Omerica, il dio è vendicativo, può aiutare l'uomo ma anche volere il suo male ed usarlo come una pedina e il dio agisce secondo una sua personale giustizia che per l'uomo è incomprensibile perché non ne conosce i criteri e l'importante è rispettare il volere, non capirlo. PARODO VV.1- 154 Il coro è composto da anziani dignitari della corte persiana a cui il re Serse affida il compito di vegliare in sua assenza sul palazzo e sull’impero. Essi esprimono preoccupazione per il destino della grande armata che viene descritta da un lungo elenco di nomi dei comandanti e dei popolino cui appartengono. Si narrano i momenti salienti dell’impresa , a partire dalla costruzione del ponte di barche sull’Ellesponto che ha permesso l’attraversamento all’esercito di terra. La sfarzosa parata dell’esercito persiano ha una particolare fascinazione esotica e i nomi dei guerrieri barbari si annodano in una grandiosa evocazione di sfarzo orientale nella seconda parte troverà un tragico controcanto nell’elenco dei caduti in battaglia. Nel finale il coro si interroga nuovamente sulla sorte dell’esercito , sulle parole del coro si allunga l’ombra della disfatta, gli anziani pressi da scuri presagi al tempo stesso rievocazione del passato e anticipazione del futuro. PRIMO EPISODIO vv.155- 531 Entra in scena la regina dei persiani, non le si attribuisce un nome nella tragedia, dalle fonti storiche sappiamo che si chiama Atossa che ai i timori del coro la Regina aggiunge i propri racconta il sogno (si situa tra l’umano e il divino, esso porta tra gli uomini la parola degli dèi). Nel sogno vede suo figlio, Serse, mentre cercava di unire sotto lo stesso giogo, due sorelle, una vestita in foggia persiana, si sottometteva dolcemente, l’altra invece in abiti greci si ribellava. Il sogno introduce la contraddizione oriente/occidente cioè dispotismo/democrazia e la morale, al contrario di quanto pensa la regina, è che gli uomini liberi possono essere più valorosi degli uomini sottoposti a una rigida organizzazione dispotica. Gli anziani narrano alla loro signora le virtù e il coraggio dei cittadini ateniesi e di come non essendo assoggettato da un re è temibile, nel mentre un messaggero arriva e annuncia la disfatta dell’armata persiana. Poi con il racconto del messaggero della battaglia di Salamina descritta con vivide immagini la distruzione della flotta persiana:

  • descrive come i greci , con astuzia, abbiano attirato la flotta persiana nello stretto di Salamina, dove lo spazio limitato impediva ai persiani di sfruttare la loro superiorità numerica e i greci, con le loro navi più piccole e manovrabili, hanno colpito duramente.
  • il messaggero utilizza immagini potenti per descrivere il caos : navi persiane che si scontrano tra loro, marinai che urlano in preda al panico, e il mare che si riempie di corpi.
  • elenca i nomi dei nobili e dei comandanti caduti, accentuando il lutto e la disperazione accompagnandolo da un gemito del coro, che sottolinea la gravità della perdita. Ragioni della disfatta, in realtà è un demone maligno che si presenta al campo di Serse travestito da greco lo induce ad una battagli con una menzogna (inganno architettato da Temistocle) indurre i persiani a muovere la flotta ) anche se Eschilo non indica mai al pubblico né un eroe né un comandante: la flotta dei guerrieri ateniesi si è sempre rigorosamente anonima.

Si accascia a terra, lamentandosi della sua sorte e della rovina che ha portato sull'impero persiano e il coro si unisce a lui in un lungo lamento , creando un momento di intensa commozione e condivisione del dolore e il dialogo tra re e anziani assume la forma di trenodia (canto funebre a due voci), a lui Eschilo riserva solo il pianto e il lamento. Molto singolare che Serse che è il vero protagonista appaia solo nei versi finale, l’attore che lo impersonava doveva disporsi nell’orchestra (spazio per le danze, destinato al coro).