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RIASSUNTO DETTAGLIATO DELLA TRAGEDIA PERSIANI DI ESCHILO
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Anno di rappresentazione: 472 ed è la tragedia più antica ad esserci arrivata e fa parte di una trilogia probabilmente slegata, narrando indirettamente della battaglia navale di Salamina , 480 a.C. (Eschilo stesso combatté in quello scontro) simbolo di orgoglio ateniese per la vittoria ed esaltazione della democrazia ed è l’unica tragedia greca il cui argomento sia un fatto di storia. L’opera presenta alcune caratteristiche tipiche delle tragedie più arcaiche:
Visione degli dèi Omerica, il dio è vendicativo, può aiutare l'uomo ma anche volere il suo male ed usarlo come una pedina e il dio agisce secondo una sua personale giustizia che per l'uomo è incomprensibile perché non ne conosce i criteri e l'importante è rispettare il volere, non capirlo. PARODO VV.1- 154 Il coro è composto da anziani dignitari della corte persiana a cui il re Serse affida il compito di vegliare in sua assenza sul palazzo e sull’impero. Essi esprimono preoccupazione per il destino della grande armata che viene descritta da un lungo elenco di nomi dei comandanti e dei popolino cui appartengono. Si narrano i momenti salienti dell’impresa , a partire dalla costruzione del ponte di barche sull’Ellesponto che ha permesso l’attraversamento all’esercito di terra. La sfarzosa parata dell’esercito persiano ha una particolare fascinazione esotica e i nomi dei guerrieri barbari si annodano in una grandiosa evocazione di sfarzo orientale nella seconda parte troverà un tragico controcanto nell’elenco dei caduti in battaglia. Nel finale il coro si interroga nuovamente sulla sorte dell’esercito , sulle parole del coro si allunga l’ombra della disfatta, gli anziani pressi da scuri presagi al tempo stesso rievocazione del passato e anticipazione del futuro. PRIMO EPISODIO vv.155- 531 Entra in scena la regina dei persiani, non le si attribuisce un nome nella tragedia, dalle fonti storiche sappiamo che si chiama Atossa che ai i timori del coro la Regina aggiunge i propri racconta il sogno (si situa tra l’umano e il divino, esso porta tra gli uomini la parola degli dèi). Nel sogno vede suo figlio, Serse, mentre cercava di unire sotto lo stesso giogo, due sorelle, una vestita in foggia persiana, si sottometteva dolcemente, l’altra invece in abiti greci si ribellava. Il sogno introduce la contraddizione oriente/occidente cioè dispotismo/democrazia e la morale, al contrario di quanto pensa la regina, è che gli uomini liberi possono essere più valorosi degli uomini sottoposti a una rigida organizzazione dispotica. Gli anziani narrano alla loro signora le virtù e il coraggio dei cittadini ateniesi e di come non essendo assoggettato da un re è temibile, nel mentre un messaggero arriva e annuncia la disfatta dell’armata persiana. Poi con il racconto del messaggero della battaglia di Salamina descritta con vivide immagini la distruzione della flotta persiana:
Si accascia a terra, lamentandosi della sua sorte e della rovina che ha portato sull'impero persiano e il coro si unisce a lui in un lungo lamento , creando un momento di intensa commozione e condivisione del dolore e il dialogo tra re e anziani assume la forma di trenodia (canto funebre a due voci), a lui Eschilo riserva solo il pianto e il lamento. Molto singolare che Serse che è il vero protagonista appaia solo nei versi finale, l’attore che lo impersonava doveva disporsi nell’orchestra (spazio per le danze, destinato al coro).