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Domande e riassunto su programma di Programmazione e controllo.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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1. Cosa si intende per controllo di impresa? I controlli di impresa sono i seguenti obiettivi: 1) Verificare la correttezza di procedure e comportamenti 2) Verificare la correttezza, completezza e trasparenza delle comunicazioni. 3) Ottenere informazioni rilevanti 4) Salvaguardare il patrimonio aziendale e contenere i rischi 5) Agevolare il raggiungimento degli obbiettivi aziendali 2. Quali tipologie di controllo possono esistere in un’impresa? Le tipologie di controllo possono esistere in un’impresa sono di 2 tipi: a) CONTROLLI DI CORPORATE GOVERNANCE ( esterni ): a. Consiglio di Amministrazione (svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell’adeguatezza del sistema) b. Collegio sindacale (vigila sull’efficacia del sistema di controllo) c. Amministratore Delegato (sovrintende alla funzionalità del sistema di controllo interno) b) CONTROLLI INTERNI ( sistema dei controlli a supporto dell’attività di governo, affidati a soggetti interni ): a. Compilance e vigilanza: vigila sulla corretta interpretazione e applicazione delle norme b. Internal auditing: attività complessa di revisione e valutazione delle procedure c. Risk management: interviene nell’identificazione e nel controllo dei possibili rischi d. Controllo della gestione: orienta i comportamenti per l’ottenimento dei risultati 3. Quali sono gli obbiettivi specifici del controllo della gestione? Gli obbiettivi specifici del controllo della gestione sono: orientare i comportamenti per l’ottenimento dei risultati e supportare i processi decisionali e verificare la coerenza tra obbiettivi e risultati per soddisfare le attese. Il controllo agevola la trasformazione delle condizioni di efficacia in coerenti risultati gestionali. Avviene perciò un confronto periodico tra sviluppo generalizzato degli obiettivi e osservazione dei risultati. La condizione di efficacia dell’impresa: le attese economiche (rispecchiano la dimensione quantitativa) e non economiche (rispecchiano la dimensione qualitativa) degli stakeholders conducono a finalità economiche e non economiche, le quali devono rispettare il principio di economicità e gli obiettivi gestionali.
Si giunge ad ottenere i tre equilibri: a) equilibrio reddituale b) equilibrio monetario c) equilibrio patrimoniale
4. Quali sono i principali processi di governo economico della gestione d’impresa? I principali processi di governo economico della gestione d’impresa sono: PIANIFICAZIONE: processo di definizione degli obbiettivi aziendali di medio/lungo periodo connessi alla selezione delle linee di sviluppo strategico. PIANIFICAZIONE = DECISIONI DI VERTICE (obiettivi generali e particolari di piano) PROGRAMMAZIONE: processo di perfezionamento delle decisioni di definizione degli obbiettivi aziendali destinati ad orientare la gestione operativa PROGRAMMAZIONE = DECISIONI OPERATIVE (obiettivi globali e parziali di programma) Esistono 2 tipi di articolazione per la pianificazione e la programmazione: o ARTICOLAZIONE SPAZIALE: per componenti gestionali significative o ARTICOLAZIONE TEMPORALE: periodo elementari per scomposizione del periodo globale CONTROLLO: processo che coinvolge l’intera attività gestionale consentendo una costante verifica della coerenza fra obbiettivi e risultati conseguiti La “S.W.O.T analysis” descrive un business dell’impresa in termini di punti di forza (competenze, prodotti innovativi) e di debolezza (assenza di competenze, prodotti e servizi “scadenti”) e minacce (nuovo competitor, barriere commerciali incrementate) e opportunità (nuovi mercati da sviluppare, competitor deboli). Dalla S.W.O.T. analysis derivano le dimensioni di successo e FCS (dall’analisi della complessità), Balanced Scorecard e Business Plan. 5. Quali sono le dimensioni di successo di impresa e i fattori critici? Le dimensioni di successo di impresa e i fattori critici (frutto di un’analisi esterna che pone una previsione dello scenario futuro) sono: SUCCESSO COMPETITIVO (responsabilità di mercato/prodotto/servizio): fattori che determinano vantaggi competitivi e la dominanza del mercato nelle diverse aree strategiche di attività SUCCESSO ECONOMICO (responsabilità di creazione di valore e di salvaguardia del patrimonio): fattori che influenzano le condizioni di equilibrio reddituale e monetario-finanziario d’impresa SUCCESSO SOCIALE (responsabilità sociale e ambientale): fattori che determinano la coesione dei diversi interlocutori sociali e il consenso sul progetto imprenditoriale
Prospettiva dei processi interni: l’attenzione è posta in particolare su sviluppo, innovazione ed efficacia dei processi operativi, con l’impegno a soddisfare la attese del cliente a costi sostenibili. Prospettiva dell’apprendimento e della crescita: attiene al livello di preparazione professionale e ai miglioramenti per effetto dell’esperienza e della formazione acquisita dall’organismo personale e al clima organizzativo e alle sue variabili (coinvolgimento nei processi decisionali, coerenza tra obiettivi individuali e aziendali
In sintesi: è necessario adottare un approccio più efficace per il conseguimento degli obiettivi aziendali, alla gestione delle performance aziendali. la capacità di sopravvivere dipenderà dalla capacità di management di focalizzarsi su ciò che è veramente importante per il mantenimento del vantaggio competitivo aziendale gestendo le risorse in modo più efficace e misurando sistematicamente il progresso verso gli obiettivi realizzati. La Balanced Scorecard può operare in modo efficace solo se viene adattato alla necessità dell’impresa che intende produrla. I fattori critici di successo sono diversi da impresa a impresa e le modalità di misurazione dipendono dalle esigenze specifiche dell’azienda. La Balanced Scorecard è uno strumento che si integra con il business plan. Per conseguire gli obiettivi del business plan non è sufficiente prevedere indicatori economico-finanziari, ma occorre considerare l’andamento di una pluralità di variabili che influenzano in modo determinante l’attuazione del piano.
7. Qual è la finalità del Business Plan? Struttura e contenuti. Il Business Plan è lo strumento che esplicita e razionalizza le idee imprenditoriali e dedica la massima attenzione a come tradurla in pratica. La tipologia di business plan è riconducibile a 3 principali contesti aziendali: L’azienda con attitudine autonoma alla continuità , in quanto dotata di equilibrio economico-finanziario durevole, può: o essere un proseguimento della strategia in essere;
o un modo per cambiare più o meno profondamente la strategia realizzata la start-up che intende entrare ex-novo (da capo) in un business. Il business plan presenta il carattere delle novità; l’azienda entrata in uno stato di crisi, che tuttavia persegue la continuità e mira al risanamento. Il business plan è rivolto a rendere possibile la continuità di gestione (in alternativa al fallimento), e quindi il futuro non può essere sostanzialmente la continuazione del passato. Gli usi per il business plan: - definire obbiettivi e modalità per raggiungerli – definire un nuovo business – supporto di un prestito – valutare un business per la vendita/espansione
Gli elementi che compongono il business plan sono sostanzialmente: a) la strategia in essere o realizzata, con i risultati recenti; b) le linee-guida strategiche o idee imprenditoriali; c) gli obbiettivi e i fattori critici di successo; d) le iniziative strategiche o piani d’azione, con i relativi progetti; e) i risultati attesi e i driver da cui gli stessi dipendono Requisito fondamentale per una start-up: prospettiva di crescita.
Business Plan iniziale (per start-up): a. Nasce l’idea imprenditoriale b. Analisi del settore c. Definizione del modello di business d. Validazione modello di business: e. Elaborazione di massima dei risultati attesi f. Verifica del modello di business sostenibile a. Modello di business sostenibile: i. Definizione dei FCS * ii. Sviluppo dei piani/budget iii. Elaborazione risultati attesi BUSINESS PLAN DEFINITIVO b. Modello di business NON sostenibile: i. Processo iterativo di ridefinizione/consolidamento/verifica del modello di business
1. Modello di business sostenibile * 2. Modello di business NON sostenibile l’idea viene abbandonata
8. Cosa rappresenta il Capital Budgeting? 1) Cos’è il Capital Budgeting? Il Capital Budgeting (piano di spesa degli investimenti - budget degli investimenti) rappresenta il processo decisionale di valutazione e selezione degli investimenti “migliori” per l’azienda. Esso è parte del processo di pianificazione e controllo aziendale e ne costituisce il sottoinsieme relativo alla SPESA IN CONTO CAPITALE. Il suo punto centrale è il COSTO DEL CAPITALE , che è in funzione di: Disponibilità delle risorse dell’organizzazioni (capitali, risorse umane, risorse tecniche e/o produttive) Selezione e scelta dei progetti (adozione di criteri di valutazione, ritorno previsto sull’investimento, coerenza con gli obiettivi strategici dell’organizzazione, livelli di rischi presunti e/o potenziali)
2) Cosa significa Pianificare gli Investimenti in azienda? L’investimento può essere definito come un esborso anticipato di risorse monetarie al quale normalmente conseguono nel tempo flussi monetari positivi -> Un’operazione di trasferimento di risorse nel tempo, caratterizzata dal prevalere di uscite monetarie nette in una prima fase (fase di impianto) e di entrate monetarie nette nella fase successiva (fase di esercizio). Può classificarsi in funzione: Della tipologia (capitale fisso e capitale circolante) Del grado di formalizzazione (investimenti espliciti ed impliciti) Finalità : Investimenti di sostituzione Investimenti per l’espansione di prodotti esistenti Investimenti per l’espansione di nuovi prodotti Investimenti per ottemperare a disposizioni di legge (investimenti vincolati) Grado di interazione : Investimenti indipendenti Investimenti mutuamente escludenti Investimenti contingenti La pianificazione degli investimenti viene fatta seguendo 4 profili di analisi: Valutazione Strategica: Processo decisionale Mission aziendale Analisi competitiva
Coerenza struttura/obiettivi Le fasi di un progetto di Investimento:
1. Identificazione degli obiettivi da perseguire: individuare progetti di investimento necessari per realizzare gli obiettivi strategici dell’azienda. 2. Ricerca: identificazione delle diverse alternative di investimento che permettono di conseguire le strategie e gli obiettivi aziendali 3. Selezione dei parametri: - Quantitativo-monetario: quantità reddituali (costi-ricavi) e finanziarie (entrate ed uscite monetarie); - Quantitativo: l’impatto della decisione sulla cultura aziendale; grado di condivisione; ecc. 4. Misurazione degli effetti attesi: valutazione dei costi e dei ricavi conseguenti a scelte di investimento tra loro alternative. Mantenimento delle condizioni di equilibrio finanziario e reddituale. 5. Selezione: viene effettuata la scelta dei progetti da realizzare. Le aziende scelgono i progetti che presentano i migliori risultati previsionali attesi rispetto ai costi stimati nel medio lungo periodo 6. Esecuzione e controllo: il progetto viene avviato e controllato durante la sua esecuzione. Analisi degli scostamenti in termini reddituali e finanziari. Valutazione tecnica: Tipologie impiantistiche Tecnologia utilizzata Rese e assorbimenti Valutazione di mercato: Quote di mercato, trend Prezzi Disponibilità fattori Capacità canali distributivi Valutazione economico-finanziaria: Contribuzione al Valore di impresa Mantenimento dell’equilibrio finanziario Sostenibilità del piano di sviluppo
3) Quali sono i modelli di analisi delle decisioni nel lungo periodo? I modelli di analisi delle decisioni nel lungo periodo sono: ANALISI ECONOMICA: valutazione della convenienza intrinseca dell’investimento in termini di rapporto fra risorse assorbite e risorse generate dall’investimento stesso.
Non differenza i progetti in base al capitale investito, né in termini di ammontare, né in termini di efficienza (valore generato per unità investita); Non considera il costo dei finanziamenti; È un indicatore di rischio più che di rendimento Pay-back period attualizzato (PBPA): alternativa per la valutazione degli investimenti che non devono creare valore. Permangono tuttavia i problemi connessi alla fissazione del cutoff period arbitrario e della non considerazione dei flussi di cassa successivi al PBP. VALUTAZIONE FINANZIARIA DEGLI INVESTIMENTI : l’analisi finanziaria dovrebbe essere sempre in un processo di pianificazione degli Investimenti fornendo indicazioni sulla Sostenibilità del Piano di Sviluppo attraverso la verifica della compatibilità dei flussi di investimento con il profilo delle entrate ed uscite aziendali, sotto il profilo sia dimensionale sia temporale Progetti economicamente convenienti , potrebbero non essere finanziariamente sostenibili. Con riguardo alla selezione delle alternative di investimento, gli studi economico-aziendali privilegiano la dimensione finanziaria di valutazione. I criteri di valutazione degli investimenti debbono tenere conto contemporaneamente di 3 componenti:
Flussi di cassa operativi: sovente gli investimenti sono finalizzati a produrre effetti sui flussi di cassa (entrate ed uscite) di natura operativa:
Nella valutazione tra due alternative opposte quali la realizzazione dell’investimento ed il mantenimento dello status quo, è necessario procedere alla determinazione di tutti i flussi di cassa futuri, non necessariamente coincidenti con quelli correnti. Si pensi alle valutazioni inerenti gli investimenti in sistemi di automazione, ove il mancato investimento potrebbe determinare un calo di fatturato e una struttura di costo non più competitiva, con effetti negativi sui flussi di cassa futuri in ipotesi di mantenimento dello status quo.
Nella valutazione dei flussi occorre tener conto anche di eventuali effetti fiscali. Si pensi, ad esempio, alla deducibilit à̀degli ammortamenti o ai sistemi di incentivazione degli investimenti.
Indicatori : ai fini dell’individuazione della soluzione più conveniente, tra gli strumenti di apprezzamento impiegati assumono particolare rilevanza i seguenti:
d. CAPM (Capital Asset Pricing Model)
La valutazione tra diverse alternative di investimento può avvenire mediante:
imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate” – Art. 2 Art. 13 – indicatori della crisi: “costituiscono indicatori della crisi gli squilibri da carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale del debitore, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno 6 mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso. sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi da cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi”. Il principio OIC 6 definisce una situazione di difficoltà finanziaria “quando il debitore presenta un rapporto squilibrato tra il fabbisogno finanziario e le fonti finanziarie, tale da essere inadempiente alle scadenze degli impegni assunti”. Tra le cause: Carenza di pianificazione Crisi finanziarie originate da: o Ricorso eccessivo all’indebitamento finanziario rispetto ai mezzi propri o Copertura dei fabbisogni finanziari per investimenti in beni a lento ciclo di utilizzo con risorse finanziarie a breve termine o Decadimento della qualità dei crediti commerciali o Accentuato disallineamento tra i tempi di incasso dei crediti e di pagamento dei debiti
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Schema logico di funzionamento Conto economico ( 1 ) Flussazione^ Clienti/^ Crediti^ (^2 ) Flussazione Fornitori/ Debiti ( 3 ) Budget di tesoreria^ Calcolo^ Oneri^ e ( 4 P)rov.^ Finanziari ( 5 ) Stato pa (t 6 ri)moniale
Budget (^) (fi 8 n)anziario
Flussazione im ( 7 m)obilizzazioni
Corso di programmazione e controllo
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Le finalità del sistema di controllo della gestione sono: FAVORISCE L’ATTUAZIONE DELLE FINALITÀ AZIENDALI HA COME OBBIETTIVO PRINCIPALE L’ORDINATO ED EFFICACE SVILUPPO DELL’ATTIVITÀ DI IMPRESA (È UN SUPPORTO ALL’ORGANIZZAZIONE DELLE LIMITATE RISORSE DISPONIBILI VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DI RISULTATI OTTIMALI) RISPONDE AD ESIGENZE DI ORIENTAMENTO DI TUTTI I COMPORTAMENTI L’ oggetto del controllo sono i RISULTATI, mentre gli strumenti del controllo sono l’attribuzione di responsabilità sui risultati e sulle corrispondenti leve.
Il controllo è EFFICACE se: È ADOTTATO (RECEPITO) IN UN PROGETTO GLOBALE DI GOVERNO ECONOMICO DELLA GESTIONE PERVADE TUTTA L’ORGANIZZAZIONE D’IMPRESA ENFATIZZA I FATTORI CRITICI DOMINANTI IL SUCCESSO D’IMPRESA CONSIDERA TUTTE LE DIMENSIONI ATTE A DEFINIRE LE MODALITÀ DI FORMAZIONE DEI RISULTATI ECONOMICI E NON ECONOMICI
11. Quali sono le componenti del sistema di controllo della gestione? Le componenti del sistema di controllo della gestione sono: STRUTTURA ORGANIZZATIVA STRUTTURA INFORMATIVA PROCESSO Integrazione con gli altri sistemi di controllo interno e di governo economico. 12. Cos’è la struttura organizzativa di controllo? La struttura organizzativa di controllo permette di articolare l’organizzazione in unità operative (CENTRI DI RESPONSABILITÀ), di definire i collegamenti fra le diverse unità, di attribuire a ciascuna unità i ruoli di governo e di determinare i contributi richiesti a ciascuna unità per il raggiungimento degli obbiettivi di impresa (centralità della risorsa umana per il raggiungimento degli obiettivi di impresa. Ha un’efficace orientamento comportamentale: Puntuale individuazione dei centri e delle interrelazioni verticali e orizzontali; Inesistenza di zone di deresponsabilizzazione; Definizione dell’afferenza dei singoli individui ai diversi centri e delle possibilità di trasferimento;
Corso di (^) Programmazione (^) e controllo - (^) a.a. 2017- 2018
Congruenza tra struttura, responsabilizzazione, attività, competenze, processi di delega; Coerenza della struttura organizzativa di controllo con le aree critiche; I processi di delega presuppongono l’effettiva distribuzione del potere decisionale all’interno della struttura organizzativa e la chiara definizione delle aree di competenza di ciascun responsabile di centro. Vantaggi:
Definizione e inquadramento : Si possono definire come unità organizzative aventi un determinato compito, e la cui responsabilità è attribuita al manager che è a capo; la definizione delle prestazioni ottenute da un centro di responsabilità è importante per verificare se la dinamica