Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Riflessione sull'eutanasia, Appunti di Filosofia

riflessione sull'eutanasia fatta con filosofia

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/12/2023

gaia.andreucci
gaia.andreucci 🇮🇹

7 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
EUTANASIA
Con il termine eutanasia si può definire l’atto compiuto da medici o altri,
avente come fine quello di accelerare o causare la morte di una
persona.
Lo scopo dell'atto è volto a porre termine ad una situazione di
sofferenza insostenibile fisica o psichica del malato.
Il problema dell’eutanasia è diventato uno dei temi più controversi e
discussi negli ultimi anni.
Ciò che portano le persone malate a prendere tale decisione sono le
conquiste in ambito tecnologico della nostra epoca.
Diventa sempre più difficile trovare uno spazio dignitoso per coloro che,
lottano con la malattia cronica, con l’handicap o con la vecchiaia.
In tutte le epoche si è avuto un disinteresse verso le problematiche del
malato e sono i bisogni trascurati di questo che portano un individuo
sofferente a desiderare la morte.
Si affronta questo tema dal punto di vista morale, chiedendosi se sia
lecito o no privare un malato dalle proprie pene tramite una soluzione
estrema.
Questo tema era molto ricorrente anche nei pensatori del passato,
l’unica testimonianza discordante da quelle dei vari filosofi del tempo è
quella di Francesco Bacone del 1605.
Il filosofo inglese si preoccupa del paziente in quanto persona e non
come di un caso etico.
Per Bacone il compito del medico è di alleviare la sofferenza e i dolori,
non esclusivamente quando la guarigione porta a un sollievo, anche
quando può servire a procurare una morte dolce e calma.
Bacone, inoltre, pensa che i medici sbagliano a farsi una specie di
scrupolo, basandosi anche sulla religione, essi non devono tormentare il
malato se la malattia è senza speranza, al contrario dovrebbero avere
l’abilità di addolcire la sofferenza con la morte.!
Sono ben pochi i paesi europei che hanno legalizzato il suicidio assistito
e l’eutanasia attiva, questi sono: Svizzera dove è tollerata ma non viene
praticata dagli ospedali, solo in un’associazione privata chiamata EXIT;
Olanda che dal 2004 ha trovato l’applicazione dell’eutanasia per i
bambini di età inferiore ai 12 anni con autorizzazione dei genitori; Belgio
e Lussemburgo, si aggiungono; nel resto del mondo la Cina autorizza
gli ospedali a praticare l’eutanasia ai malati terminali; Colombia,
Giappone e alcuni paesi degli Stati Uniti, che la permettono anche in
caso di depressione dei pazienti.
In Canada, patria di uno dei film più famosi su questo tema, 'Le invasioni
barbariche', è stata istituita una legge che la legalizza, però questa è
stata bocciata e la situazione varia da provincia a provincia.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Riflessione sull'eutanasia e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

EUTANASIA

Con il termine eutanasia si può definire l’atto compiuto da medici o altri, avente come fine quello di accelerare o causare la morte di una persona. Lo scopo dell'atto è volto a porre termine ad una situazione di sofferenza insostenibile fisica o psichica del malato. Il problema dell’eutanasia è diventato uno dei temi più controversi e discussi negli ultimi anni. Ciò che portano le persone malate a prendere tale decisione sono le conquiste in ambito tecnologico della nostra epoca. Diventa sempre più difficile trovare uno spazio dignitoso per coloro che, lottano con la malattia cronica, con l’handicap o con la vecchiaia. In tutte le epoche si è avuto un disinteresse verso le problematiche del malato e sono i bisogni trascurati di questo che portano un individuo sofferente a desiderare la morte. Si affronta questo tema dal punto di vista morale, chiedendosi se sia lecito o no privare un malato dalle proprie pene tramite una soluzione estrema. Questo tema era molto ricorrente anche nei pensatori del passato, l’unica testimonianza discordante da quelle dei vari filosofi del tempo è quella di Francesco Bacone del 1605. Il filosofo inglese si preoccupa del paziente in quanto persona e non come di un caso etico. Per Bacone il compito del medico è di alleviare la sofferenza e i dolori, non esclusivamente quando la guarigione porta a un sollievo, anche quando può servire a procurare una morte dolce e calma. Bacone, inoltre, pensa che i medici sbagliano a farsi una specie di scrupolo, basandosi anche sulla religione, essi non devono tormentare il malato se la malattia è senza speranza, al contrario dovrebbero avere l’abilità di addolcire la sofferenza con la morte. Sono ben pochi i paesi europei che hanno legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia attiva, questi sono: Svizzera dove è tollerata ma non viene praticata dagli ospedali, solo in un’associazione privata chiamata EXIT; Olanda che dal 2004 ha trovato l’applicazione dell’eutanasia per i bambini di età inferiore ai 12 anni con autorizzazione dei genitori; Belgio e Lussemburgo, si aggiungono; nel resto del mondo la Cina autorizza gli ospedali a praticare l’eutanasia ai malati terminali; Colombia, Giappone e alcuni paesi degli Stati Uniti, che la permettono anche in caso di depressione dei pazienti. In Canada, patria di uno dei film più famosi su questo tema, 'Le invasioni barbariche', è stata istituita una legge che la legalizza, però questa è stata bocciata e la situazione varia da provincia a provincia.

In Italia, invece, l’eutanasia è considerata allo stesso piano di un omicidio volontario anche se con le attenuanti. È presente nell’articolo 579 del codice penale che: “ chiunque causi la morte di un uomo con il consenso di lui, è punito con la reclusione da 6 a 15 anni”. La stessa pena è prevista per il suicidio assistito con la seguente formula: “se si fornisce ad un malato un veleno che il paziente ingerisce da solo, si commette omicidio del consenziente”. Secondo la mia opinione, “la vita” di un malato terminale o di una persona paralizzata non viene più considerata come tale, poiché spesso, è portata avanti da macchine, procurando così ulteriore dolore sia al paziente stesso, il quale potrebbe sentirsi inadatto a vivere quella vita che non gli appartiene costretto all’immobilità, che ai propri familiari. Penso che le autorità non abbiano il diritto di imporre la decisione, poiché non ha conoscenza delle condizione del malato. Ogni individuo dovrebbe continuare ad avere il libero arbitrio, dunque se una persona esprime la volontà di porre fine alla sua vita, credo sia importante che la sua scelta venga rispettata. Nei confronti dell’eutanasia la morale cattolica è ostile, infatti essa afferma che: “L’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza” perché la vita ci è stata donata da Dio e solo lui può togliercela. Un medico può solo operare per salvare la vita delle persone e non per modificare tale ordine. È comunque vero: la vita è un dono che ci viene fatto! Però, se si tratta di un’esistenza in cui non si è più liberi, non si riesce neanche a comunicare con gli altri, se non con piccoli movimenti degli occhi o altri arti, perché costringere qualcuno a condurre questa realtà soltanto perché “è un dono di Dio”?. Analogamente alla posizione del cattolicesimo, troviamo la filosofia di Schopenhauer, il quale vede il suicidio in modo negativo per due motivi. il primo è perché l’uomo suicidandosi nega la volontà e non elimina la sofferenza, se è vero che la elimina in se stesso non lo fa però negli altri uomini e quindi è visto come un gesto egoistico. Nonostante ciò, l’uomo è dotato di libero arbitrio e può decidere liberamente se andare avanti nella sua vita e farla finita per sempre. La domanda che mi pongo spesso su questo argomento è il perché una persona non possa scegliere per sé. Perché si vuole far soffrire ancora di più il paziente e non dargli una morte dignitosa? Chi sono i politici per vietarci della nostra libertà?. La vita è di chi la deve vivere, per questo credo che se un individuo arrivi a preferire la morte significa che si è arrivati al limite della