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Saggio breve sull'eutanasia, Prove d'esame di Italiano

Esercitazione esame di stato, saggio breve sull'eutanasia

Tipologia: Prove d'esame

2019/2020

Caricato il 26/05/2020

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francesca-cioce-1 🇮🇹

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Liberi di scegliere
“Sulla vita ci deve essere una libertà di scelta personale, non c'è nulla di estremista nel dirlo, mia madre
che è cattolica mi ha insegnato il libero arbitrio.” Emma Bonino
(politica italiana)
“Il miglior conforto è quello che viene dalla preghiera”. San Pio da Pietrelcina
(padre francescano)
Queste sono solo alcune delle citazioni che racchiudono le opinioni riguardanti l’eutanasia e fine-vita, da
sempre al centro di accesi dibattiti etici, politici e religiosi. In Italia questi dibattiti avvengono soprattutto in
programmi tv, rendendo la morte di un essere umano un caso mediatico. Ma in realtà, cos’è davvero
l’eutanasia? Il termine deriva dal greco e significa letteralmente “buona morte”, più comunemente
chiamata “dolce morte”. Essa rappresenta l’atto di porre fine alla vita di un soggetto che desidera morire, a
causa di condizioni cliniche estremamente compromesse.
Sotto questo termine vengono raggruppati diversi trattamenti. Si può fare una prima distinzione tra
eutanasia attiva e passiva. Il Medical Dictionary definisce l’eutanasia attiva come l’atto di somministrare
farmaci affinché venga accelerato il processo di morte. Essa si distingue in eutanasia diretta e indiretta. La
prima indica l’azione di somministrare farmaci che provocano la morte, la seconda riguarda i casi in cui i
farmaci somministrati causano la morte come effetto secondario. Secondo il Legal Dictionary è possibile
definire l’eutanasia passiva come una sospensione dei trattamenti medici che tengono in vita una persona.
Quando si parla di eutanasia bisogna considerare sempre il lato umano coinvolto nella vicenda e la libertà
che possiede un essere umano nel fare scelte riguardanti la sua vita e la sua morte. A tal proposito è utile
riportare il parere del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi, che mette in risalto alcuni
aspetti:
“I fondamenti della liceità etica del ricorso all’eutanasia e della sua legittimità risiedono:
a) nel rispetto dell’autonomia personale del paziente, per la quale egli può prendere decisioni circa la
propria vita che siano indipendenti e libere da interferenze esterne;
b) nel fatto che è il paziente stesso che assume la decisione di ricorrere all’eutanasia colui che sopporta la
maggior parte delle conseguenze della propria scelta;
c) nel convincimento che non sarebbe onesto giusto esigere da un paziente gravemente sofferente
comportamenti spontanei.”
In contrapposizione troviamo il parere della Chiesa Cattolica e in primis del suo portavoce Papa Francesco
che, come riporta il noto giornale “La Repubblica”, esprime le sue considerazioni in un discorso al Meeting
Regionale Europeo della World Medical Association, organizzato in Vaticano insieme alla Pontificia
Accademia per la Vita. Il portavoce della cristianità nel mondo cita un passo del Catechismo della Chiesa
Cattolica che, nel capitolo dell’eutanasia, dice esattamente questo: «interruzione di procedure mediche
onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal
caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non
poterla impedire». Inoltre è possibile trarre l’opinione dei fedeli dalla citazione sopra indicata di Padre Pio,
dove in poche righe racchiude il pensiero della cristianità, ovvero che il destino di ogni essere umano è nella
mani del Signore e in caso di paure, sofferenze e timori bisogna pregare, poiché solo in questo modo ci si
può avvicinare a Dio e alla sua grazia misericordiosa.
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Liberi di scegliere “Sulla vita ci deve essere una libertà di scelta personale, non c'è nulla di estremista nel dirlo, mia madre che è cattolica mi ha insegnato il libero arbitrio.” Emma Bonino (politica italiana) “Il miglior conforto è quello che viene dalla preghiera”. San Pio da Pietrelcina (padre francescano) Queste sono solo alcune delle citazioni che racchiudono le opinioni riguardanti l’eutanasia e fine-vita, da sempre al centro di accesi dibattiti etici, politici e religiosi. In Italia questi dibattiti avvengono soprattutto in programmi tv, rendendo la morte di un essere umano un caso mediatico. Ma in realtà, cos’è davvero l’eutanasia? Il termine deriva dal greco e significa letteralmente “buona morte”, più comunemente chiamata “dolce morte”. Essa rappresenta l’atto di porre fine alla vita di un soggetto che desidera morire, a causa di condizioni cliniche estremamente compromesse. Sotto questo termine vengono raggruppati diversi trattamenti. Si può fare una prima distinzione tra eutanasia attiva e passiva. Il Medical Dictionary definisce l’eutanasia attiva come l’atto di somministrare farmaci affinché venga accelerato il processo di morte. Essa si distingue in eutanasia diretta e indiretta. La prima indica l’azione di somministrare farmaci che provocano la morte, la seconda riguarda i casi in cui i farmaci somministrati causano la morte come effetto secondario. Secondo il Legal Dictionary è possibile definire l’eutanasia passiva come una sospensione dei trattamenti medici che tengono in vita una persona. Quando si parla di eutanasia bisogna considerare sempre il lato umano coinvolto nella vicenda e la libertà che possiede un essere umano nel fare scelte riguardanti la sua vita e la sua morte. A tal proposito è utile riportare il parere del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi, che mette in risalto alcuni aspetti: “I fondamenti della liceità etica del ricorso all’eutanasia e della sua legittimità risiedono: a) nel rispetto dell’autonomia personale del paziente, per la quale egli può prendere decisioni circa la propria vita che siano indipendenti e libere da interferenze esterne; b) nel fatto che è il paziente stesso che assume la decisione di ricorrere all’eutanasia colui che sopporta la maggior parte delle conseguenze della propria scelta; c) nel convincimento che non sarebbe onesto né giusto esigere da un paziente gravemente sofferente comportamenti spontanei.” In contrapposizione troviamo il parere della Chiesa Cattolica e in primis del suo portavoce Papa Francesco che, come riporta il noto giornale “La Repubblica”, esprime le sue considerazioni in un discorso al Meeting Regionale Europeo della World Medical Association, organizzato in Vaticano insieme alla Pontificia Accademia per la Vita. Il portavoce della cristianità nel mondo cita un passo del Catechismo della Chiesa Cattolica che, nel capitolo dell’eutanasia, dice esattamente questo: «interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire». Inoltre è possibile trarre l’opinione dei fedeli dalla citazione sopra indicata di Padre Pio, dove in poche righe racchiude il pensiero della cristianità, ovvero che il destino di ogni essere umano è nella mani del Signore e in caso di paure, sofferenze e timori bisogna pregare, poiché solo in questo modo ci si può avvicinare a Dio e alla sua grazia misericordiosa. 1

Un altro punto di vista da considerare quando si parla dell’eutanasia è il lato politico poiché la proposta di una legge che legalizzi l’eutanasia ha diviso in due il Paese. Ciò è stato causato da una disuguaglianza di pensieri dovuti ad una diversità di opinione su un argomento del tutto soggettivo. Per questo motivo i partiti politici italiani non riescono a trovare un punto di incontro fra i parlamentari a favore e contro la legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito. Nonostante le tesi trattate si contraddicono tra di loro è importante che ogni individuo non dimentichi il diritto alla libertà di scelta che ha nei confronti della propria vita. Ciò induce ad una presa di posizione diversa a seconda della personalità e delle proprie credenze spirituali. 2