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RIFORMA PROTESTANTE E UMANESIMO, Appunti di Storia dell'Educazione

La riforma protestante si intrecciò a partire dai primi decenni del ‘500, con il movimento di idee umanistico-rinascimentale, del quale rielaborò alcuni temi fondamentali.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 15/05/2021

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RIFORMA PROTESTANTE E
UMANESIMO
La riforma protestante si intrecciò a partire dai primi
decenni del ‘500, con il movimento di idee
umanistico-rinascimentale, del quale rielaborò alcuni
temi fondamentali. Si accenna a Erasmo, che fu
diretto interlocutore di Lutero nella controversia sul
libero arbitrio, sostenendo la dottrina cattolica della
libertà umana contro la tesi luterana dell’asservimento
dell’agire dell’uomo al volere di Dio, poi sviluppata
da Calvino nell’idea della doppia predestinazione,
secondo la quale Dio predestinerebbe alcuni alla
salvezza eterna e altri alla dannazione eterna, a
prescindere dal volere dell’uomo, il quale con il suo
agire confermerebbe la volontà divina.
TRA LUTERO E CALVINO: Martin Lutero si
formò nell’ordine agostiniano, dal quale si separò
quando il suo disaccordo con la dottrina cattolica
tradizionale divenne insanabile, con la polemica
intorno alle opere e alle indulgenze. La sua
concezione del mondo e della vita riprendeva
numerosi aspetti del pensiero di Sant’Agostino, in una
rielaborazione dell’assolutezza del volere divino e una
visione pessimistica dell’essere umano. In Lutero si
può cogliere l’aspetto ambivalente della Riforma in
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RIFORMA PROTESTANTE E

UMANESIMO

La riforma protestante si intrecciò a partire dai primi decenni del ‘500, con il movimento di idee umanistico-rinascimentale, del quale rielaborò alcuni temi fondamentali. Si accenna a Erasmo, che fu diretto interlocutore di Lutero nella controversia sul libero arbitrio, sostenendo la dottrina cattolica della libertà umana contro la tesi luterana dell’asservimento dell’agire dell’uomo al volere di Dio, poi sviluppata da Calvino nell’idea della doppia predestinazione, secondo la quale Dio predestinerebbe alcuni alla salvezza eterna e altri alla dannazione eterna, a prescindere dal volere dell’uomo, il quale con il suo agire confermerebbe la volontà divina. TRA LUTERO E CALVINO: Martin Lutero si formò nell’ordine agostiniano, dal quale si separò quando il suo disaccordo con la dottrina cattolica tradizionale divenne insanabile, con la polemica intorno alle opere e alle indulgenze. La sua concezione del mondo e della vita riprendeva numerosi aspetti del pensiero di Sant’Agostino, in una rielaborazione dell’assolutezza del volere divino e una visione pessimistica dell’essere umano. In Lutero si può cogliere l’aspetto ambivalente della Riforma in

campo pedagogico e scolastico. Da un lato la Riforma indusse una vasta opera di diffusione dell’alfabetizzazione, conseguente alla prescrizione luterana della lettura diretta della Bibbia da parte dei credenti, nel contesto di un’organizzazione ecclesiale che aveva ridimensionato il ruolo del clero. Dall’altro, in tutta Europa, penetrò un approccio negativo all’uomo, concepito come peccatore e incapace di un’autonoma elevazione. Il carattere democratico attribuito alla Riforma è stato ridimensionato da alcuni studiosi che hanno notato un’attenzione particolare all’istruzione dei ceti più elevati. Uno dei principali seguaci e continuatori di Lutero è Filippo Melantone , che privilegiò il problema della formazione delle nuove classi protestanti per le quali concepì un’educazione all’insegna dello studio dei classici in istituti simili a quelli fondati dagli umanisti quattrocenteschi. Johannes Sturm , predispose un sistema di scuole secondarie che diedero impulso all’istruzione, non solo dell’aristocrazia, ma anche della borghesia. Le regole dello studio, il disciplinamento morale, il valore assegnato all’istruzione religiosa, le scuole protestanti e quelle cattoliche ebbero molti tratti comuni, dando vita ad un modello scolastico: il collegio , che costituisce l’antefatto dell’attuale istruzione liceale. L’attenzione