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RIPASSONE ITALIANO PROGRAMMA 5, Schemi e mappe concettuali di Italiano

Sono dei riassunti con tutti i dettagli necessari per essere super preparati per la maturità. Ci sono gli autori che si fanno solitamente di più del programma di 5. Da leopardi fino a Montale, spero vi possano essere utili

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

In vendita dal 25/06/2026

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RIPASSONE DI ITALIANO
1. Giacomo Leopardi (1798-1837)
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RIPASSONE DI ITALIANO

1. Giacomo Leopardi (1798-1837)

Il Naturalismo e Verismo (1865-1890 circa)

Il Naturalismo è un movimento letterario che nasce in Francia nella seconda metà dell'Ottocento e si sviluppa nel clima culturale del Positivismo. In questo periodo si diffonde una grande fiducia nella scienza, nel progresso e nella possibilità di comprendere la realtà attraverso l'osservazione e l'esperienza.

I naturalisti si interessano soprattutto ai problemi sociali, alle condizioni di vita delle classi popolari, alla povertà, all'emarginazione e alle difficoltà create dall'industrializzazione. Essi ritengono che il comportamento degli individui sia influenzato dall'ambiente in cui vivono, dall'ereditarietà e dalle condizioni sociali. Il principale esponente del Naturalismo è Émile Zola, che teorizza il cosiddetto "romanzo sperimentale".

In Italia il Naturalismo influenza la nascita del Verismo, rappresentato soprattutto da Giovanni Verga. Tuttavia, mentre i naturalisti francesi mantengono una certa fiducia nel progresso e nella possibilità di migliorare la società, Verga assume una visione più pessimistica e mostra come gli individui siano spesso incapaci di sfuggire alla propria condizione sociale.

3. Emile Zola (1840-1902)

5. Giovanni Verga (1840-1922)

Il Decadentismo (1880-1920 circa)

La base della visione decadente è il rifiuto della visione positivistica, che crede che la scienza sia in grado di fornire una conoscenza oggettiva della realtà. Il decadente infatti, ritiene che la ragione e la scienza non possano dare la vera conoscenza del reale, perché l’essenza di esso è al di là delle cose. La scoperta dell’inconscio è il dato fondamentale della cultura decadente. Freud, a fine secolo, comincerà a dare una spiegazione scientifica a questa conoscenza ma secondo un’impostazione ancora razionale; i decadenti invece tendono a distruggere ogni legame razionale, convinti che solo un abbandono totale all’inconscio possa garantire la scoperta della verità. GLI STRUMENTI IRRAZIONALI L’essenza della realtà non viene più colta dalla ragione e dalla scienza, ma vengono usati nuovi strumenti: la malattia, la follia, il delirio, il sogno, l’incubo, l’allucinazione e la nevrosi. Questi stati di alterazione (provocabili da alcol, assenzio o droghe) permettono la sottrazione dal controllo della ragione e aprono la visione all’ignoto. L’ESTETISMO Il poeta, il pittore e il musicista diventano capaci di vedere al di là dove l’uomo comune non riesce a vedere nulla, diventando portavoci di un vero e proprio culto: l’estetismo. L’esteta è colui che pensa che l’arte non deve avere scopi morali, sociali o educativi: esiste solo per essere bella. Tra la sua massima rappresentazione con Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio. EDONISMO E’ una concezione della vita che mette al centro il piacere come valore fondamentale e scopo principale dell’esistenza. Per l’edonismo, ciò che conta davvero nella vita è ricercare il piacere e allontanare il dolore. OSCURITA’ DEL LINGUAGGIO La parola poetica diventa oscura, al limite dell'incomprensibilità. Anche se il poeta vuole comunicare, lo fa in forme simboliche, rivolte a quei pochi soggetti capaci di accedere al mistero e comprendere il suo linguaggio. Qui si rivela il carattere estremamente aristocratico dell’arte decadente che si rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese (frattura tra artista e pubblico). La sintassi è vaga e imprecisa e vi è un grande uso della metafora e della sinestesia (accostare due termini completamente lontani tra loro) LA MALATTIA E LA MORTE La malattia e la nevrosi vengono viste come condizione privilegiata e segno di nobiltà e distinzione. Inoltre, malattia e corruzione, affascinano i decadenti perché richiamano le immagini della morte.

VITALISMO E SUPEROMISMO

Al fascino della malattia si contrappongono tendenze opposte: il vitalismo e il superomismo. IL VITALISMO è l’esaltazione della pienezza vitale al di là di ogni limite. Prende il suo teorico da Nietzsche e l’applicazione letteraria in D’Annunzio. IL SUPEROMISMO è la mitizzazione della forza umana che impone il suo dominio sui più deboli. Il superuomo è l’individuo che si distingue dalla massa mediocre e che ha il compito di riportare l'Italia alla grandezza passata. GLI EROI DECADENTI L’ARTISTA “MALEDETTO”: colui che sceglie il male e preferisce una vita condotta fino all'auto annientamento attraverso una sessualità sfrenata e all’uso di alcol e droghe. L’ESTETA: colui che ha l’orrore della vita comune, della mediocrità e della vita borghese e si circonda solo dalla bellezza e dall’arte. L’INETTO: colui che si sente escluso dalla vita. La sua esclusione è causata dall’eccesso di pensiero LA DONNA FATALE: colei che è la dominatrice del maschio fragile, lussuriosa e perversa, ma al cui fascino non si può fuggire e che porta l’uomo alla distruzione. IL FANCIULLINO: trova il suo esponente in Pascoli, contrassegnato dal rifiuto della condizione adulta e della vita fuori dal nido familiare. LA CRISI DEL RUOLO DELL'INTELLETTUALE Con l'avvento della società industriale e di massa, l'intellettuale perde il ruolo centrale che aveva avuto in passato. Se nel Romanticismo il poeta era considerato una guida morale e civile per il popolo, ora si sente sempre più isolato ed emarginato. La società borghese è dominata dagli interessi economici, dalla produzione e dal profitto, mentre l'arte e la cultura sembrano avere sempre meno importanza. Per questo molti artisti e scrittori avvertono un senso di estraneità nei confronti del mondo che li circonda. Per questo l’artista si rifiuta di rivolgersi al pubblico comune e individua una stretta cerchia di individui a cui potersi rivolgere. L’esempio lampante lo abbiamo nelloSpleen di Parigi baudelairiano in cui viene citata la “perdita della aureola”. L’INETTITUDINE, IL DISAGIO ESISTENZIALE, IL TEMA DEL DOPPIO E IL SOGNO

L’INETTO è un personaggio incapace di adattarsi alla realtà e di agire con decisione. Si sente spesso inadeguato e diverso dagli altri, e vive un continuo conflitto tra ciò che vorrebbe fare e ciò che riesce realmente a fare.

A questa condizione si collega il DISAGIO ESISTENZIALE, cioè un senso di inquietudine, solitudine e smarrimento. L'uomo decadente non trova più certezze nella scienza, nella religione o nella società e percepisce la vita come qualcosa di instabile e misterioso.

Un altro TEMA importante è quello DEL DOPPIO. I personaggi sentono di avere due identità: una esteriore, che mostrano al mondo, e una interiore, più profonda e nascosta.

Infine, assume grande importanza il SOGNO, considerato una via d'accesso all'inconscio. Attraverso i sogni emergono desideri, paure e aspetti nascosti della personalità che la ragione non riesce a controllare.

7. Giovanni Pascoli (1855-1912)

8. Gabriele D’annunzio (1863-1938)