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Risposte Dewey e Makarenko, Appunti di Pedagogia

Risposta alle domande più richieste che chiede la professoressa cerrocchi

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 06/04/2020

GiuliaBellei90
GiuliaBellei90 🇮🇹

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John Dewey - IL MIO CREDO PEDAGOGICO
Cos'è l'educazione x Dewey?
Educazione = partecipazione dell'individuo alla coscienza sociale della specie:
così l'individuo giunge gradualmente a condividere la risorse intellettuali e morali che l'umanità è
riuscita ad accumulare. L'esigenze sociali lo stimolano ad agire come membro di un'unità. Quindi
per lui l'educazione è un processo di socializzazione.
2 aspetti del processo educativo (sociologico e psicologico)
Sono l'aspetto sociologico e psicologico, o individuale e sociale, in cui l'individuo viene messo in
possesso delle sue capacità x diventare un'agente di progresso sociale e per conoscere la società
in cui vive.
L'aspetto psicologico è fondamentale perchè gli istinti del fanciullo danno l'avvio a tutta
l'educazione (se non se ne tiene conto, l'educazione rischia di essere una pressione dall'esterno,
queste sono le caratteristiche di un'educazione tradizionale).
L'aspetto sociologico è necessario per poter orientare esattamente i poteri del fanciullo.
Il processo educativo dev'essere un rapporto organico tra l'aspetto sociologico e psicologico; è
importante tenere sempre conto dell'aspetto psicologico per dare avvio all'educazione nuova
che ha carattere puerocentrimo (= al centro c'è il fanciullo).
Questi 2 aspetti (sociologico e psicologico) non devono essere isolati perchè se non si prende in
considerazione il fattore sociale, si ha l'astrazione e se non viene preso in considerazione il
fattore individuale si rischia di formare una massa inerte.
Dev'essere educato l'individuo sociale poichè la società è un'unione organica di individui.
Autoeducazione
La scuola deve guidare l'alunno a diventare educatore di sè stesso.
Apprendere significa modellare, in maniera autonoma, il proprio contenuto conoscitivo.
Cos'è la scuola x Dewey?
La scuola è un'istituzione sociale, una forma di vita di comunità dove ci sono i mezzi che
serviranno più efficacemente a rendere il fanciullo partecipe dei beni della specie e a far uso dei
suoi poteri per finalità sociali. La scuola deve semplificare la vita sociale esistente che è molto
complessa, deve svolgersi gradualmente dalla vita domestica e deve riprendere e continuare le
attività familiari. La scuola deve estendere il senso dei valori collegati alla vita domestica.
L'insegnante non deve imporre idee ma è un membro della comunità che seleziona le influenze
che agiranno sul fanciullo e lo assiste a reagire a queste influenze.
Teorie dell'interesse
Gli interessi sono i segni e i sintomi dello sviluppo di capacità. Sono gli indici dello stato di
sviluppo raggiunto dal fanciullo; solo mediante l'osservazione degli interessi è permesso
all'adulto di penetrare nella vita del fanciullo. Reprimere gli interessi e sopprimere l'iniziativa è
sbagliato, perchè significa sostituire l'adulto al fanciullo. L'interesse è segno di qualche potere
celato ed è importante scoprirlo. L'interesse è l'identificazione dell'IO con l'oggetto mediante
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John Dewey - IL MIO CREDO PEDAGOGICO

Cos'è l'educazione x Dewey? Educazione = partecipazione dell'individuo alla coscienza sociale della specie: così l'individuo giunge gradualmente a condividere la risorse intellettuali e morali che l'umanità è riuscita ad accumulare. L'esigenze sociali lo stimolano ad agire come membro di un'unità. Quindi per lui l'educazione è un processo di socializzazione. 2 aspetti del processo educativo (sociologico e psicologico) Sono l'aspetto sociologico e psicologico, o individuale e sociale, in cui l'individuo viene messo in possesso delle sue capacità x diventare un'agente di progresso sociale e per conoscere la società in cui vive. L' aspetto psicologico è fondamentale perchè gli istinti del fanciullo danno l'avvio a tutta l'educazione (se non se ne tiene conto, l'educazione rischia di essere una pressione dall'esterno, queste sono le caratteristiche di un'educazione tradizionale). L' aspetto sociologico è necessario per poter orientare esattamente i poteri del fanciullo. Il processo educativo dev'essere un rapporto organico tra l'aspetto sociologico e psicologico; è importante tenere sempre conto dell'aspetto psicologico per dare avvio all'educazione nuova che ha carattere puerocentrimo (= al centro c'è il fanciullo). Questi 2 aspetti (sociologico e psicologico) non devono essere isolati perchè se non si prende in considerazione il fattore sociale , si ha l'astrazione e se non viene preso in considerazione il fattore individuale si rischia di formare una massa inerte. Dev'essere educato l' individuo sociale poichè la società è un'unione organica di individui. Autoeducazione La scuola deve guidare l'alunno a diventare educatore di sè stesso. Apprendere significa modellare, in maniera autonoma, il proprio contenuto conoscitivo. Cos'è la scuola x Dewey? La scuola è un' istituzione sociale , una forma di vita di comunità dove ci sono i mezzi che serviranno più efficacemente a rendere il fanciullo partecipe dei beni della specie e a far uso dei suoi poteri per finalità sociali. La scuola deve semplificare la vita sociale esistente che è molto complessa, deve svolgersi gradualmente dalla vita domestica e deve riprendere e continuare le attività familiari. La scuola deve estendere il senso dei valori collegati alla vita domestica. L'insegnante non deve imporre idee ma è un membro della comunità che seleziona le influenze che agiranno sul fanciullo e lo assiste a reagire a queste influenze. Teorie dell'interesse Gli interessi sono i segni e i sintomi dello sviluppo di capacità. Sono gli indici dello stato di sviluppo raggiunto dal fanciullo; solo mediante l'osservazione degli interessi è permesso all'adulto di penetrare nella vita del fanciullo. Reprimere gli interessi e sopprimere l'iniziativa è sbagliato, perchè significa sostituire l'adulto al fanciullo. L'interesse è segno di qualche potere celato ed è importante scoprirlo. L' interesse è l'identificazione dell'IO con l'oggetto mediante

l'azione e la scuola deve fondarsi sugli interessi.

MAKARENKO

I 3 errori dell'educazione

  1. Giudizio deduttivo -> si ha quando viene dato x certo che un dato mezzo debba produrre senza fallo dati risultati, infatti la fiducia del mezzo è così talmente grande che gli eventuali risultati negativi vengono attribuiti senza ad un'esatta applicazione del metodo o cause esterne, poichè se il mezzo è buono dev'esserlo anche il risultato;
  2. Feticismo etico -> significa considerare l'educazione per mezzo del lavoro giusta e perfetta solo perchè nella parola lavoro c'è qualcosa di piacevole e sacro. In un primo tempo, il lavoro serviva a soddisfare i propri bisogni, successivamente invece, rappresenta un processo improduttivo privo di un fine visto come semplice dispendio di energie. Ad ogni modo, un lavoro che non si accompagna all'istruzione ed all'educazione sociale non ha alcuna utilità educativa e risulta un processo sterile.
  3. Il mezzo isolato -> è un errore esaltare un mezzo preso a sè. Makarenko è convinto che non possa essere preso nessun giudizio favorevole o sfavorevole su un dato mezzo se non lo si inquadra nell'intero sistema. In alcuni casi, il mezzo migliore si rivela il peggiore. Cos'è la disciplina La disciplina è l'effetto dell'educazione. In passato , nessuno considerava l'indisciplina come qualcosa di immorale, come qualcuno che vìola un'etica sociale. L'indisciplinato era visto come un personaggio eroico. Oggi invece , essere indisciplinato significa porsi contro la società. La disciplina dev'essere cosciente, ma pensare di ottenere la disciplina con le prediche significa accontentarsi di un misero successo, bisogna comprendere appieno la sua natura e la sua necessità, non può essere disgunta dalla coscienza. E' necessaria una teoria della morale. Teoria della morale
  1. Ogni allievo dev'essere convinto che la disciplina rappresenti la forma per realizzare nel modo migliore i fini del collettivo, questo è il presupposto fondamentale di una teoria della condotta ben definita;
  2. La logica della disciplica conferma che da essa ognuno ricava una maggiore sicurezza e una maggiore libertà, disciplina significa libertà, difesa, sicurezza del proprio diritto, vera salvezza, che vìola la disciplina, verrà accusato di danneggiare gli interessi degli altri membri, di privarli della libertà di cui hanno il diritto;
  3. Gli interessi del collettivo devono essere al di sopra di quelli dell'individuo;
  4. La disciplina rende più bello il collettivo. Cos'è il collettivo di base Makarenko ritiene che il legame tra l'intero collettivo e l'individuo , anzichè diretto, dev'essere sempre mediato attraverso il collettivo di base. Possiamo definire di base quel collettivo i cui membri sono costantemente ed attivamente legati fra loro dal lavoro, dall'amicizia, dalla vita in comune e dalle convinzioni ideologiche. Nelle scuole, esso esiste come dato naturale, ed è la classe. Un collettivo di base che tende a staccarsi dal collettivo nel suo insieme e a proteggersi

di esercitare un'influenza sui giovani. Si sbaglia quando si lascia a ciascun singolo membro, la libertà di scegliersi i compagni più utili. Il collettivo dev'essere capace di organizzare l'intero processo educativo. La frantumazione del processo educativo fra diverse persone prive di direttive unitarie e di vincoli di reciproca responsabilità non ha alcuna possibilità di produrre buoni risultati. La scuola deve costituire un unico singolo collettivo in grado di coordinare l'educazione dei ragazzi e fare in modo che tutte le altre istituzioni devono dipendere da essa. Ogni collettivo deve proporsi uno scopo generale valido per tutta la scuola. Il collettivo è un'insieme organizzato di soggetti uniti da precise finalità comuni. A stabilire un vincolo fra loro è la comune responsabilità nel lavoro e la comune partecipazione al lavoro del collettivo. Allo stile di un collettivo sovietico sono necessarie alcune caratteristiche:

  • atmosfera: dev'esserci costante allegria, prontezza all'azione, stato d'animo sereno ed aperto, senza isterismi ed essere pronti a compiere azioni utili, no disordine, grida, baccano, mai azioni prive di senso;
  • sentimento della propria dignità: la fiducia in sè stessi nasce dalla coscienza del valore del collettivo, dall'orgoglio per il collettivo cui si appartiene. Ciò non è facile, è un lavoro che può durare anni.
  • è importante essere cortesi: verso gli ospiti stando però sempre vigili. La cortesia nasce da un'attitudine particolarmente importante -> la capacità di valutazione ed orientamento;
  • senso di autodifesa: esiste solo quando il singolo si sente protetto all'interno del proprio collettivo.

PEDAGOGIA DEGLI OPPRESSI

---> La pedagogia ha il compito di liberare gli oppressi dalla condizione di subalternità. Coscientizzazione E' qualcosa di più di una presa di coscienza, è la presa di coscienza che si approfondisce. Molti hanno paura della coscientizzazione degli uomini e affermano: la coscienza critica è pericolosa, porta al disordine e all'anarchia; questi sono atteggiamenti che rivelano la paura della libertà. Freire afferma che anzi "la coscientizzazione che rende possibile l'inserimento dell'individuo, come soggetto, nel processo storico, evita i fanatismi ed inserisce ogni uomo nella ricerca della sua affermazione" Contraddizione oppresso / oppressore Gli oppressi possono partecipare all'elaborazione della pedagogia della loro liberazione soltanto dal momento in cui scoprono di ospitare in sè l'oppressore. In una prima fase, di questa scoperta, quasi sempre gli oppressi anzichè cercare la liberazione nella lotta, tendono ad essere anche loro oppressori o oppressi di secondo grado. Il loro ideale è essere uomini, ma per loro, essere uomini, è essere oppressori, perchè quello è per loro l'unico modello di umanità che conoscono. Gli oppressi sono immersi nella realtà dell'oppressore ed aspirano ad essere come lui. In tal caso non possono acquistare coscienza di sè e tanto meno coscienza di classe oppressa. Gli oppressi, che introiettano l'ombra degli oppressori, hanno paura della libertà perchè essa, comportando l'esclusione di quell'ombra, esigerebbe che il vuoto lasciato venisse riempito con un altro contenuto, quello della loro autonomia e della loro responsabilità senza la quale non sarebbero liberi. Gli oppressi temono la libertà e non si

sentono capaci di correre il rischio di assumerla. Anche perchè lottare per essa costituisce una minaccia, non solo per gli oppressori ma anche per i compagni oppressi che si spaventano all'idea di maggiori repressioni. Vorrebbero essere ma hanno paura, sono combattuti tra seguire prescrizioni e fare scelte, essere spettatore ed attori, tra parlare e non avere voce; sono uomini tagliati in due contraddittori: è questa l'ambiguità = il dualismo degli oppressori -> questo è il dilemma degli oppressi che la pedagogia deve affrontare. Attraverso il superamento della contraddizione oppressori / oppressi vi è la libertà, l'umanizzazione di tutti. Nasce così l'uomo nuovo: non più oppressore, non più oppresso, ma " uomo che libera sè stesso ". E' importante che gli oppressi capiscano che possono uscire da questa situazione, che quella rappresenta semplicemente una situazione oggettiva che limita ma che possono trasformare. Gli oppressi hanno bisogno di acquisire una " coscienza critica " dell'oppressione e ciò è possibile grazie all'azione ed alla riflessione degli uomini sul mondo per trasformarlo. Naturalmente l'oppressore teme questa inserzione critica degli oppressi, ciò che gli interessa è che essi restino nello stato di immersione in cui generalmente si trovano, impotenti, di fronte alla realtà oppressiva, in una situazione limite che sembra loro insuperabile. Per questo motivo la pedagogia dell'oppresso non può essere elaborata dagli oppressori, ma solo dagli oppressi. Situazione concreta di oppressione e gli oppressori SITUA CONCRETA DEGLI OPPRESSORI: Gli oppressori credono di avere il diritto esclusivo sull'umanizzazione. La situazione concreta dell'oppressione ha le sue origini in un atto di violenza cui danno inizio coloro che sono al potere, violenza che si tramanda in generazione in generazione tra gli oppressori. Gli oppressori hanno una coscienza fortemente possessiva del mondo e degli uomini. Tendono a trasformare tutto ciò che gli circonda in oggetti del loro dominio poichè possono comprare tutto, il denaro è la misura di tutte le cose. Gli oppressori considerano l'umanizzazione un loro diritto esclusivo. SITUA CONCRETA DEGLI OPPRESSI: Finchè non arrivano ad avere coscienza per sè, gli oppressi assumono atteggiamenti fatalistici di fronte alla situazione concreta di oppressione in cui si trovano. Citano il potere del destino e trovano nella loro sofferenza la volotà di Dio. Si sentono frustrati e sfogano la loro rabbia aggredendo i loro stessi compagni, i figli, la moglie. Ad un certo momento della loro esperienza esistenziale si verifica da parte degli oppressi un'attrazione irresistibile verso l'oppressore, vogliono ad ogni costo somigliare a lui: seguirlo, imitarlo, la loro aspirazione è diventano uguale all'uomo illustre della classe superiore. Fino ad arrivare alla dipendenza emotiva dell'oppressore che provoca comportamenti distruttivi della loro vita: Un'altra caratteristica degli oppressi è l'autosvalutazione: a forza di sentirsi dire che sono incapaci, finiscono di convicersi di questo e questo schiaccia gli oppressi, sono così impauriti che difficilmente lottano. E' necessario che prendano coscienza delle cause del loro stato di oppressione, altrimenti accettano con fatalismo il loro sfruttamento. Concezione problematicizzante dell'educazione L'educazione, per la liberazione, non può basarsi su una concezione degli uomini come esseri vuoti che l'educatore rimpie di contenuti ma su uomini come corpi coscienti. Non può essere un'educazione depositaria ma problematizzante = Essa si basa sulla vera comunicazione. Non è un atto di deposito ma un atto di conoscenza. Essa mira al superamento della contraddizione educatore/educando