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RISPOSTE DOMANDE APERTE, Panieri di Storia Della Medicina

RISPOSTE SCRITTE IN BASE ALLE SLIDE DEL DOCENTE, NON COPIATE DA INTERNET.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 20/11/2024

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DOMANDE APERTE STORIA DELLA TELEVISIONE
1. Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio
La televisione , nata negli anni '50, si è sviluppata in un contesto in cui la radio era già ampiamente diffusa.
Inizialmente, la televisione ha preso ispirazione dalla radio, riprendendone i modelli di trasmissione e contenuti, ma con
il tempo ha sviluppato un'identità propria.
Sul piano tecnico, la televisione ha introdotto l'elemento visivo, ampliando l'esperienza uditiva della radio.
Sul piano culturale, la TV ha progressivamente assunto un ruolo centrale nel consumo mediale di massa, senza però
soppiantare del tutto la radio, che è rimasta un mezzo importante, specialmente per l'informazione e l'intrattenimento in
ambiti più intimi (come le automobili e le case).
2. Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia
In Italia , la radio iniziò a diffondersi negli anni '20. Nel 1924 venne fondata l'URI (Unione Radiofonica Italiana), che nel
1927 divenne l'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), sotto il controllo del regime fascista, che utilizzò la
radio come strumento di propaganda.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'EIAR fu trasformata in RAI (Radio Audizioni Italiane), e la radio divenne un mezzo
centrale per l'informazione e l'intrattenimento della popolazione italiana fino all'avvento della televisione negli anni '50.
3. Descrivi il pubblico della televisione italiana degli anni Cinquanta
Negli anni '50, il pubblico televisivo italiano era principalmente composto da famiglie della classe media e borghese. La
televisione, inizialmente un lusso, era spesso un bene condiviso tra più persone, con gruppi di amici e vicini che si
riunivano per guardare insieme i programmi. La programmazione mirava a un pubblico generalista, con un’enfasi
sull’intrattenimento familiare, l’informazione e la divulgazione culturale.
4. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Cinquanta
La programmazione televisiva degli anni '50 era in gran parte educativa e culturale. I programmi di intrattenimento
includevano varietà e spettacoli dal vivo, ma c'era anche una forte componente informativa con il telegiornale e
programmi di approfondimento.
Celebri trasmissioni di questo periodo includono il quiz "Lascia o Raddoppia?", che segnò l’inizio di un’epoca di grande
successo della televisione.
5. Quali sono le strategie editoriali elaborate da Ettore Bernabei?
Ettore Bernabei, direttore generale della RAI dal 1961 al 1974, ha trasformato la televisione italiana con un modello di
programmazione ispirato a una visione pedagogica e morale del medium. Sostenitore di una TV "educativa", Bernabei
ha cercato di conciliare intrattenimento e contenuti culturali, creando una televisione che fosse capace di istruire e
informare senza mai essere troppo scandalosa. Favorì inoltre la produzione di fiction a carattere storico e religioso.
6. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Sessanta
Negli anni '60, la programmazione della TV italiana si diversificò. Si svilupparono nuovi generi, come i telefilm e le prime
serie italiane, accanto a varietà, quiz e programmi di approfondimento. Programmi come “Canzonissima” e “Il
Musichiere” riflettevano la crescente influenza della musica e dell’intrattenimento leggero. Si iniziava a dare maggiore
spazio anche a tematiche sociali e di attualità.
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DOMANDE APERTE STORIA DELLA TELEVISIONE

  1. Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio La televisione , nata negli anni '50, si è sviluppata in un contesto in cui la radio era già ampiamente diffusa. Inizialmente, la televisione ha preso ispirazione dalla radio, riprendendone i modelli di trasmissione e contenuti, ma con il tempo ha sviluppato un'identità propria. Sul piano tecnico, la televisione ha introdotto l'elemento visivo, ampliando l'esperienza uditiva della radio. Sul piano culturale, la TV ha progressivamente assunto un ruolo centrale nel consumo mediale di massa, senza però soppiantare del tutto la radio, che è rimasta un mezzo importante, specialmente per l'informazione e l'intrattenimento in ambiti più intimi (come le automobili e le case).
  2. Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia In Italia , la radio iniziò a diffondersi negli anni '20. Nel 1924 venne fondata l'URI (Unione Radiofonica Italiana), che nel 1927 divenne l'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), sotto il controllo del regime fascista, che utilizzò la radio come strumento di propaganda. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'EIAR fu trasformata in RAI (Radio Audizioni Italiane), e la radio divenne un mezzo centrale per l'informazione e l'intrattenimento della popolazione italiana fino all'avvento della televisione negli anni '50.
  3. Descrivi il pubblico della televisione italiana degli anni Cinquanta Negli anni '50, il pubblico televisivo italiano era principalmente composto da famiglie della classe media e borghese. La televisione, inizialmente un lusso, era spesso un bene condiviso tra più persone, con gruppi di amici e vicini che si riunivano per guardare insieme i programmi. La programmazione mirava a un pubblico generalista, con un’enfasi sull’intrattenimento familiare, l’informazione e la divulgazione culturale.
  4. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Cinquanta La programmazione televisiva degli anni '50 era in gran parte educativa e culturale. I programmi di intrattenimento includevano varietà e spettacoli dal vivo, ma c'era anche una forte componente informativa con il telegiornale e programmi di approfondimento. Celebri trasmissioni di questo periodo includono il quiz "Lascia o Raddoppia?", che segnò l’inizio di un’epoca di grande successo della televisione.
  5. Quali sono le strategie editoriali elaborate da Ettore Bernabei? Ettore Bernabei, direttore generale della RAI dal 1961 al 1974, ha trasformato la televisione italiana con un modello di programmazione ispirato a una visione pedagogica e morale del medium. Sostenitore di una TV "educativa", Bernabei ha cercato di conciliare intrattenimento e contenuti culturali, creando una televisione che fosse capace di istruire e informare senza mai essere troppo scandalosa. Favorì inoltre la produzione di fiction a carattere storico e religioso.
  6. Illustra a grandi linee la programmazione della televisione italiana degli anni Sessanta Negli anni '60, la programmazione della TV italiana si diversificò. Si svilupparono nuovi generi, come i telefilm e le prime serie italiane, accanto a varietà, quiz e programmi di approfondimento. Programmi come “Canzonissima” e “Il Musichiere” riflettevano la crescente influenza della musica e dell’intrattenimento leggero. Si iniziava a dare maggiore spazio anche a tematiche sociali e di attualità.
  1. Fornire informazioni sulla produzione cinematografica della Rai La RAI ha iniziato a produrre film e sceneggiati fin dagli anni '50, con l’obiettivo di offrire contenuti di qualità alla televisione italiana. Negli anni successivi, la produzione cinematografica della RAI è cresciuta, includendo grandi produzioni storiche e letterarie, oltre a collaborare con il cinema italiano per la realizzazione di film televisivi e fiction. RAI Cinema, fondata nel 2000, ha consolidato l'impegno nella produzione e distribuzione cinematografica.
  2. Quando e come avviene la comparsa delle televisioni private nell’Europa occidentale? Le televisioni private iniziano a comparire in Europa occidentale negli anni '70, quando i modelli di trasmissione pubblica, fino ad allora monopolisti, iniziarono a essere sfidati. La liberalizzazione dell’etere avvenne a diverse velocità nei vari paesi, con il Regno Unito e la Francia che videro la nascita di reti private come ITV e TF1 rispettivamente.
  3. Quando e come avviene la comparsa delle televisioni private in Italia? In Italia, le televisioni private apparvero negli anni '70, con l'inizio delle trasmissioni locali non autorizzate. Nel 1976, una sentenza della Corte Costituzionale legalizzò le trasmissioni locali, aprendo la strada a una moltiplicazione di emittenti private. Negli anni '80, grazie anche all'espansione di Silvio Berlusconi, si sviluppò il modello delle reti televisive nazionali private, con la nascita di Canale 5, Italia 1 e Rete 4.
  4. Offrire informazioni riguardo ai programmi della “neotelevisione” in Italia Con "neotelevisione" si intende una fase della TV italiana a partire dagli anni '80, caratterizzata da una maggiore interattività e coinvolgimento del pubblico, con programmi più orientati allo spettacolo e all'intrattenimento. Programmi come “Drive In” e “Striscia la Notizia” rappresentano esempi tipici, con un linguaggio popolare e un approccio più informale rispetto alla "paleotelevisione".
  5. Quando e perché compaiono e si diffondono le serie animate giapponesi nella televisione italiana? Le serie animate giapponesi iniziarono a essere trasmesse in Italia alla fine degli anni '70, con titoli come “Atlas Ufo Robot” e “Mazinga Z”. Il successo di queste serie, soprattutto tra i bambini, fu dovuto alla loro estetica innovativa e alle storie avventurose. Negli anni '80 e '90, questo fenomeno si intensificò con anime come “Dragon Ball” e “Sailor Moon”.
  6. Cos’è la “televisione verità” elaborata da Angelo Guglielmi? La "televisione verità" è un concetto sviluppato da Angelo Guglielmi, direttore di Rai 3 negli anni '90. Si trattava di un approccio alla programmazione che puntava a raccontare la realtà senza filtri, attraverso documentari, programmi di approfondimento e reportage. Guglielmi introdusse trasmissioni come "Samarcanda" e "Chi l'ha visto?", che cercavano di rappresentare temi sociali e politici con uno sguardo critico e analitico.
  7. Quando e per quali ragioni si tenta di costituire un “terzo polo” televisivo in Italia? Nel corso degli anni '90 e 2000 si sono fatti vari tentativi di creare un "terzo polo" televisivo in Italia, in risposta al duopolio RAI-Mediaset. Un esempio è stato l'acquisizione di La7 da parte di Telecom Italia Media, che cercava di offrire un'alternativa ai contenuti delle reti principali con programmi d'informazione e cultura. Tuttavia, il terzo polo non è mai riuscito a competere pienamente con i due colossi.
  1. Quali cambiamenti avvengono in campo televisivo dopo la comparsa dei cosiddetti nuovi media e delle tecnologie digitali? L'avvento dei nuovi media e delle tecnologie digitali ha profondamente trasformato il panorama televisivo: On-demand e streaming : I servizi come Netflix e Amazon Prime Video hanno spostato il consumo da una fruizione lineare (orari fissi) a una fruizione personalizzata. Interattività e second screen : Gli spettatori interagiscono con i contenuti televisivi attraverso social media e applicazioni in tempo reale. Multicanalità : Con la moltiplicazione dei canali e piattaforme, la televisione si integra con i nuovi media, con la nascita di web series, contenuti extra online e trasmissioni in streaming su dispositivi mobili. Fragmentazione dell’audience : Gli spettatori sono ora divisi tra diversi canali e piattaforme, rendendo il pubblico più segmentato e mirato.
  2. Fornire le informazioni più rilevanti in merito al programma "Grande fratello" " Grande Fratello " è il reality show italiano basato sul format olandese "Big Brother", andato in onda per la prima volta nel 2000. Il programma consiste nel monitorare un gruppo di concorrenti chiusi in una casa senza contatti con l’esterno, con telecamere che li riprendono 24 ore su 24. I partecipanti vengono eliminati progressivamente tramite il voto del pubblico, e l’ultimo rimasto vince un premio in denaro. Il format ha avuto un impatto culturale significativo, cambiando il modo di fare televisione e promuovendo il genere del reality show in Italia.
  3. Offrire le informazioni più significative in merito al genere del talent culinario Il talent culinario è un genere di programma che combina competizione, abilità culinarie e spettacolo. Esempi famosi includono " MasterChef ", " Hell's Kitchen " e " Bake Off ". I concorrenti, spesso chef amatoriali o professionisti, competono tra loro per dimostrare le loro abilità, giudicati da chef esperti. Il successo di questi programmi è legato alla crescente popolarità del cibo come fenomeno culturale e al fascino della competizione.
  4. Cos'è la makeover television? La makeover television è un genere di programmi che si concentra sulla trasformazione di persone, case, auto o altri aspetti della vita. Questi programmi, come " Extreme Makeover " o " Queer Eye ", mettono in evidenza una "metamorfosi", che può riguardare l’aspetto fisico, lo stile di vita o l’ambiente dei partecipanti. L'attrattiva del genere risiede nel vedere un cambiamento positivo e ispirante in un breve lasso di tempo.
  5. Cosa si intende con il termine 'expertise'? Il termine expertise si riferisce a una conoscenza approfondita o a una competenza in un determinato settore. Nella televisione, questo concetto si applica ai programmi in cui esperti (come chef, giudici o consulenti di vari settori) offrono la loro esperienza e conoscenza per giudicare, insegnare o migliorare le abilità altrui.
  1. Cos'è Mediaset Premium? Mediaset Premium era una piattaforma italiana di televisione a pagamento (pay-TV), lanciata nel 2005. Offriva canali dedicati a film, sport (incluso il calcio), serie TV e documentari. Tra i suoi principali servizi c'erano i pacchetti di abbonamento per eventi sportivi, in particolare il calcio. Mediaset Premium ha cessato l'offerta di pay-TV su digitale terrestre nel 2019, integrandosi successivamente con altre piattaforme di streaming come Infinity
  2. Ripercorrere le tappe fondamentali della storia di Sky Italia Sky Italia nasce nel 2003 dalla fusione di Tele+ e Stream TV, diventando il principale operatore di pay-TV satellitare in Italia. Sin dai suoi esordi, Sky ha investito in una vasta offerta di contenuti esclusivi, come eventi sportivi (calcio, Formula 1), cinema e serie TV. Ha introdotto la televisione in alta definizione (HD), il servizio Sky On Demand e l'app Sky Go. Negli anni 2010, ha espanso i suoi contenuti su piattaforme digitali, diventando un punto di riferimento per la TV a pagamento in Italia.
  3. Che rapporto c'è tra gli UGC e la televisione contemporanea? I UGC (User Generated Content) sono contenuti creati dagli utenti, spesso diffusi su piattaforme come YouTube, Instagram o TikTok. La televisione contemporanea ha integrato gli UGC in vari modi: Integrazione nei programmi : Alcuni show, come talk show o talent, incorporano video o contenuti creati dagli spettatori. Collaborazione con creator : Molte reti collaborano con influencer o YouTuber per attirare un pubblico più giovane. Interattività : Programmi di intrattenimento o informazione invitano il pubblico a partecipare attivamente tramite social media, contribuendo alla narrazione.
  4. Mettere a confronto la prima e la seconda “Golden Age” della serialità televisiva Prima Golden Age (anni '50-'60) : Caratterizzata dai grandi sceneggiati e dalla TV generalista, come i classici americani “I Love Lucy” e “The Twilight Zone”. La TV era un mezzo di massa, con un focus su storie familiari o nazionali, con poche alternative. Seconda Golden Age (anni 2000-2020) : Ha visto la nascita delle serie di qualità grazie a HBO, Netflix e altre piattaforme. Serie come "The Sopranos", "Breaking Bad" e "Game of Thrones" hanno portato una narrazione più complessa, con personaggi profondi e temi maturi. La serialità contemporanea si distingue per la qualità cinematografica, il focus su nicchie e l'esplorazione di temi innovativi.
  5. Fornire le informazioni più rilevanti in merito alle serie televisive contemporanee rientranti nel genere drama Le serie drama contemporanee sono caratterizzate da una narrazione complessa e spesso si concentrano su tematiche sociali, politiche e psicologiche. Esempi famosi includono: Breaking Bad : esplora la corruzione morale e le conseguenze della scelta del crimine. The Crown : racconta la storia della monarchia britannica e le tensioni interne tra dovere e famiglia. Succession : ritrae il potere e i conflitti interni a una dinastia imprenditoriale.

DOMANDE DEGLI ALTRI STUDENTI :

1. Quali strategie produttive che ha usato Netflix per squid game?

Netflix ha adottato diverse strategie produttive per il successo di Squid Game , che hanno contribuito a renderla un fenomeno globale. Ecco alcune delle principali strategie:

1. Investimenti mirati in produzioni locali

Netflix ha investito molto nella produzione di contenuti locali in vari paesi, e Squid Game è un esempio di questo approccio. La società ha visto il potenziale del mercato coreano, che è noto per produrre contenuti di alta qualità e molto popolari a livello internazionale (come il K-drama e il cinema coreano). Grazie a questi investimenti, Squid Game è riuscito a mantenere un’autenticità culturale pur avendo un appeal globale.

2. Approccio globale con contenuti universali

Nonostante le sue radici coreane, Squid Game tratta temi universali come la disuguaglianza sociale, la disperazione economica e la lotta per la sopravvivenza, che risuonano con il pubblico di tutto il mondo. Netflix ha sfruttato il potenziale globale di questi temi, promuovendo la serie a livello internazionale, piuttosto che limitarsi a un pubblico coreano o asiatico.

3. Sottotitoli e doppiaggi multilingue

Una delle strategie chiave di Netflix è stata la distribuzione in diverse lingue, con sottotitoli e doppiaggi disponibili in più lingue sin dal lancio. Questo ha permesso a Squid Game di superare le barriere linguistiche e di raggiungere un pubblico molto più ampio, diffondendosi rapidamente in vari mercati internazionali.

4. Strategia di rilascio simultaneo

Come per molte serie di Netflix, Squid Game è stata rilasciata in un’unica soluzione (tutti gli episodi insieme), incoraggiando il "binge-watching". Questo ha aumentato l'engagement del pubblico, favorendo la conversazione sociale e rendendo la serie virale in tempi brevi. Il rilascio globale simultaneo ha anche evitato problemi di spoiler, mantenendo la curiosità e l'interesse a livello mondiale.

5. Promozione attraverso i social media e il marketing virale

Netflix ha usato in modo efficace i social media per promuovere la serie. Meme, sfide virali e discussioni sui social (come la "Squid Game Challenge" su TikTok) hanno amplificato enormemente la popolarità della serie. Il passaparola digitale ha fatto esplodere l'interesse per la serie, raggiungendo un pubblico che va oltre gli spettatori tradizionali di Netflix.

6. Collaborazioni e merchandising

Netflix ha capitalizzato sul successo di Squid Game attraverso partnership con marchi e campagne di merchandising, come costumi di Halloween e oggetti ispirati alla serie. Questo ha aumentato la visibilità del brand e ha rafforzato l’immagine della serie nella cultura popolare.

7. Scelta del cast e regia

Il casting di attori ben noti in Corea, come Lee Jung-jae e Park Hae-soo, insieme a una regia avvincente da parte di Hwang Dong-hyuk, ha dato alla serie un’alta qualità narrativa e visiva. Netflix ha puntato sulla qualità della produzione e della recitazione, facendone un prodotto che si distingue sia per la trama sia per la sua realizzazione tecnica. Grazie a queste strategie, Netflix ha trasformato Squid Game da una produzione coreana in un successo globale, diventando una delle serie più viste e discusse di sempre.

2. Spiega brevemente cos’è la distopia meritocratica e in relazione a squid game (Si tratta di un'analisi dei messaggi politico-sociali della serie tv sudcoreana "Squid game", distopia dell'odierna società capitalistica, dominata dall'illusione meritocratica e dalla spinta alla prestazione) La distopia meritocratica è un concetto che descrive una società in cui l'idea di meritocrazia, ossia il successo basato esclusivamente sul merito individuale, viene portata all'estremo in modo negativo. In una distopia meritocratica, le persone sono valutate solo in base alle loro capacità e risultati, ma questo crea profonde disuguaglianze, poiché chi non riesce a "meritare" il successo è lasciato ai margini o punito, senza considerare le loro circostanze personali o strutturali. In Squid Game , questo concetto si riflette chiaramente. I partecipanti competono in giochi mortali, e solo chi "merita" di vincere, dimostrando abilità o astuzia, sopravvive e ottiene il premio finale. Tuttavia, la serie critica questo modello, mostrando come i partecipanti siano spinti a situazioni disperate e che il "merito" spesso dipenda dalla fortuna o dalla crudeltà, piuttosto che da un vero senso di giustizia. Questo crea un ambiente distopico in cui la meritocrazia diventa un meccanismo di oppressione.

3. Tra i termini proposti, i seguenti si addicono a Squid Game :

Finzione e mimesi : Squid Game è una rappresentazione della realtà attraverso una finzione estrema. Il concetto di "mimesi" si riferisce alla capacità della narrazione di imitare o riflettere la realtà, e la serie mette in scena una società distopica che, pur nella sua assurdità, riflette dinamiche di potere e disuguaglianza presenti nel mondo reale. ● Macchiavellica : Questo termine è molto appropriato per descrivere le strategie dei personaggi nella serie. Come nella filosofia di Machiavelli, i protagonisti di Squid Game si trovano a dover prendere decisioni spietate per sopravvivere, manipolando e ingannando gli altri per raggiungere il loro obiettivo. I termini partecipazione e solidarietà sono meno adatti, poiché, nonostante alcuni momenti di collaborazione tra i personaggi, prevalgono l'individualismo e il tradimento rispetto alla solidarietà autentica. Anche se c'è qualche alleanza strategica, la natura competitiva del gioco mina spesso la vera partecipazione collettiva.