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RISPOSTE DOMANDE APERTE, Panieri di Diritto Privato

RISPOSTE SCRITTE IN BASE ALLE SLIDE DEL DOCENTE, NON COPIATE DA INTERNET.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 20/11/2024

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DIRITTO PRIVATO - DOMANDE APERTE
Definizione e Caratteristiche della Norma Giuridica
La norma giuridica è il comando generale e astratto di comportamento stabilita dallo Stato, il cui rispetto è
garantito tramite sanzioni . Essa ha la funzione di regolare i rapporti sociali per assicurare ordine e convivenza
all'interno della società. Le sue principali caratteristiche sono
- Generalità , poiché si applica a una pluralità di soggetti senza riguardare singoli individui;
- Astrattezza , in quanto si riferisce a situazioni generali, non a casi specifici;
- Obbligatorietà , essendo imposta dallo Stato e vincolante per tutti i destinatari;
La norma ha efficacia irretroattiva ciò significa che la sua efficacia ha valore solo dopo la sia emanazione e
non si riferisce a eventi accaduti precedentemente, la sua efficacia, a meno di eventi straordinari, è riferita al
territorio nazionale , ciò significa che essa vincola tutti i cittadini italiani.
Cosa si intende per analogia
L' analogia nel diritto privato è una tecnica interpretativa impiegata per risolvere situazioni non regolamentate
dalla legge. In assenza di una norma specifica, il giudice applica una disposizione prevista per un caso simile o
paragonabile.
Tuttavia l’analogia può essere distinta in:
1. Analogia legis : Si applica quando una situazione concreta non è regolata da alcuna norma specifica,
ma esiste una norma che disciplina un caso simile. Il giudice estende l'applicazione di questa norma al
caso non previsto.
2. Analogia iuris : Si ricorre a questa quando non esiste una norma che regola casi simili. Il giudice si
basa sui principi generali del diritto per risolvere il caso.
L'uso dell'analogia è previsto solo se sono presenti i presupposti indicati dalla legge come ad esempio la ratio
tra i casi.
Cosa si intende per rapporto giuridico
Il rapporto giuridico si può definire come la relazione tra due o più soggetti, nella quale uno di essi, titolare di
un interesse riconosciuto e tutelato dall'ordinamento (detto soggetto attivo ), può pretendere un determinato
comportamento o l'astensione dal compimento di certi atti da parte dell'altro soggetto o dei soggetti coinvolti
( detti soggetti passivi ).
Un esempio classico è il rapporto tra il proprietario di un bene (soggetto attivo) e gli altri membri della comunità
(soggetti passivi), che sono obbligati ad astenersi da atti che ostacolino il libero esercizio del diritto di proprietà.
Definizione e differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione
Diritti reali : conferiscono al titolare il potere di agire direttamente su un bene per soddisfare i propri interessi.
Rappresentano i più importanti tra i diritti assoluti e possono comportare un potere pieno (come nel caso della
proprietà) o limitato (ad esempio, i diritti reali su cosa altrui).
Le principali caratteristiche dei diritti reali sono:
Immediatezza : conferiscono un potere diretto sul bene, senza necessità di intermediazione di altre
persone.
Assolutezza : possono essere fatti valere contro chiunque ( erga omnes ).
Tipicità : esistono solo nella forma prevista dalla legge (principio del numero chiuso).
Diritti di obbligazione (o di credito o personali): sono diritti relativi, esercitabili nei confronti di uno o più
soggetti specifici, che sono tenuti a compiere una determinata prestazione. In questo caso, è previsto un
soggetto passivo che deve tenere un determinato comportamento per soddisfare l'interesse del titolare del
diritto (ad esempio, il pagamento di un debito)
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DIRITTO PRIVATO - DOMANDE APERTE

Definizione e Caratteristiche della Norma Giuridica La norma giuridica è il comando generale e astratto di comportamento stabilita dallo Stato, il cui rispetto è garantito tramite sanzioni. Essa ha la funzione di regolare i rapporti sociali per assicurare ordine e convivenza all'interno della società. Le sue principali caratteristiche sono

- Generalità , poiché si applica a una pluralità di soggetti senza riguardare singoli individui; - Astrattezza , in quanto si riferisce a situazioni generali, non a casi specifici; - Obbligatorietà , essendo imposta dallo Stato e vincolante per tutti i destinatari; La norma ha efficacia irretroattiva ciò significa che la sua efficacia ha valore solo dopo la sia emanazione e non si riferisce a eventi accaduti precedentemente, la sua efficacia, a meno di eventi straordinari, è riferita al territorio nazionale , ciò significa che essa vincola tutti i cittadini italiani. Cosa si intende per analogia L' analogia nel diritto privato è una tecnica interpretativa impiegata per risolvere situazioni non regolamentate dalla legge. In assenza di una norma specifica, il giudice applica una disposizione prevista per un caso simile o paragonabile. Tuttavia l’analogia può essere distinta in: 1. Analogia legis : Si applica quando una situazione concreta non è regolata da alcuna norma specifica, ma esiste una norma che disciplina un caso simile. Il giudice estende l'applicazione di questa norma al caso non previsto. 2. Analogia iuris : Si ricorre a questa quando non esiste una norma che regola casi simili. Il giudice si basa sui principi generali del diritto per risolvere il caso. L'uso dell'analogia è previsto solo se sono presenti i presupposti indicati dalla legge come ad esempio la ratio tra i casi. Cosa si intende per rapporto giuridico Il rapporto giuridico si può definire come la relazione tra due o più soggetti, nella quale uno di essi, titolare di un interesse riconosciuto e tutelato dall'ordinamento (detto soggetto attivo ), può pretendere un determinato comportamento o l'astensione dal compimento di certi atti da parte dell'altro soggetto o dei soggetti coinvolti ( detti soggetti passivi ). Un esempio classico è il rapporto tra il proprietario di un bene (soggetto attivo) e gli altri membri della comunità (soggetti passivi), che sono obbligati ad astenersi da atti che ostacolino il libero esercizio del diritto di proprietà. Definizione e differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione Diritti reali : conferiscono al titolare il potere di agire direttamente su un bene per soddisfare i propri interessi. Rappresentano i più importanti tra i diritti assoluti e possono comportare un potere pieno (come nel caso della proprietà) o limitato (ad esempio, i diritti reali su cosa altrui). Le principali caratteristiche dei diritti reali sono: ● Immediatezza : conferiscono un potere diretto sul bene, senza necessità di intermediazione di altre persone. ● Assolutezza : possono essere fatti valere contro chiunque ( erga omnes ). ● Tipicità : esistono solo nella forma prevista dalla legge (principio del numero chiuso). Diritti di obbligazione (o di credito o personali): sono diritti relativi, esercitabili nei confronti di uno o più soggetti specifici, che sono tenuti a compiere una determinata prestazione. In questo caso, è previsto un soggetto passivo che deve tenere un determinato comportamento per soddisfare l'interesse del titolare del diritto (ad esempio, il pagamento di un debito)

Differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione: Opponibilità : i diritti reali sono opponibili a chiunque (erga omnes), mentre i diritti di obbligazione valgono solo tra le parti del rapporto (inter partes). Oggetto : i diritti reali danno un potere diretto su un bene, i diritti di obbligazione consistono in una pretesa di una prestazione da parte di un soggetto. Tipicità : i diritti reali sono tassativamente determinati dalla legge, mentre i diritti di obbligazione possono essere creati dalle parti, con maggiore libertà. Trasferibilità : i diritti reali seguono il bene indipendentemente dai cambiamenti di proprietà, mentre i diritti di obbligazione di solito non "seguono" automaticamente il debitore o il bene collegato. Definizione e differenze tra diritto assoluto e diritto relativo Diritti assoluti : sono diritti che il titolare può far valere nei confronti di chiunque ( erga omnes ), imponendo agli altri il dovere di astenersi dal interferire con l’esercizio di tale diritto (es. il diritto di proprietà). Tra i diritti assoluti rientrano i diritti reali, i diritti della personalità e, in generale, tutti quelli che regolano un rapporto giuridico con un bene. Diritti relativi : conferiscono al titolare un potere esercitabile esclusivamente nei confronti di uno o più soggetti determinati o determinabili, i quali sono tenuti a compiere o astenersi dal compiere una certa azione (es. il diritto del creditore a ricevere il pagamento di una somma). Le principali differenze tra diritto assoluto e diritto relativo sono: ● Opponibilità : ○ Diritto assoluto : può essere fatto valere nei confronti di chiunque ( erga omnes ), imponendo a tutti un obbligo di non interferire (es. il diritto di proprietà). ○ Diritto relativo : è opponibile solo a uno o più soggetti determinati, che sono tenuti a compiere o evitare una specifica azione (es. il diritto di credito). ● Obbligo : ○ Diritto assoluto : impone agli altri un obbligo generico di astensione. ○ Diritto relativo : impone un obbligo specifico a una o più persone (es. pagamento di un debito). Definizione di diritto privato e diritto pubblico Il diritto, nella sua complessità e totalità, ha il compito di regolare le dinamiche sociali per garantire e tutelare l'interesse collettivo. Si distingue in due grandi aree:

  • Diritto Privato regola i rapporti tra individui nei settori personale, familiare e patrimoniale, e disciplina anche l'organizzazione e le attività di enti privati (come associazioni e società). Interviene, inoltre, nei rapporti tra lo Stato e i cittadini quando lo Stato non esercita un potere di supremazia, operando quindi su un piano di parità giuridica.
  • Diritto Pubblico riguarda l'organizzazione dello Stato e degli enti pubblici, imponendo ai cittadini comportamenti finalizzati al perseguimento dell'interesse generale. In questo ambito, lo Stato agisce in una posizione di supremazia rispetto agli individui. . Cosa sono gli usi o consuetudini Gli usi o consuetudini sono regole non scritte seguite costantemente e uniformemente dalla collettività, con la convinzione che siano giuridicamente vincolanti. Gli elementi costitutivi degli usi sono:
  • Elemento materiale (oggettivo):

La " diligenza del buon padre di famiglia " è un criterio giuridico di comportamento che si trova nell'art. 1176 del Codice Civile italiano. Rappresenta lo standard di attenzione, prudenza e cura che una persona media e ragionevole dovrebbe adottare nella gestione dei propri affari o nell'adempimento di un'obbligazione. Questo concetto implica che, quando una persona si assume un obbligo, deve comportarsi con un livello di diligenza simile a quello che una persona responsabile adotterebbe nel gestire le proprie cose personali. Il riferimento al "buon padre di famiglia" è una metafora che richiama un comportamento attento e responsabile, adeguato alle circostanze e ai doveri del caso. In ambito contrattuale, ad esempio, una persona deve adempiere alle proprie obbligazioni con la diligenza richiesta per evitare danni o inadempimenti, e il mancato rispetto di questo standard può dar luogo a responsabilità per negligenza o colpa. In quale caso il debitore inadempiente risulta liberato il debitore inadempiente può essere liberato dalla responsabilità derivante dal mancato adempimento dell'obbligazione solo se dimostra che l'inadempimento o il ritardo è dovuto a una causa a lui non imputabile, secondo quanto previsto dall'art. 1218 del Codice Civile. Questo significa che, se l'inadempimento è causato da eventi di forza maggiore, caso fortuito o altre circostanze imprevedibili e inevitabili, il debitore non può essere ritenuto responsabile. La causa non imputabile deve essere esterna alla volontà del debitore, imprevedibile e insormontabile con la normale diligenza. Ad esempio, se un evento naturale straordinario, come un terremoto o un'alluvione, impedisce l'adempimento, il debitore potrebbe essere esonerato dalla responsabilità, purché dimostri che non avrebbe potuto evitare le conseguenze dell'evento anche con la massima cura e diligenza. Cosa si intende per danno emergente e lucro cessante "Danno emergente" e "lucro cessante" sono due categorie di danno patrimoniale che vengono risarcite in caso di responsabilità civile, ai sensi dell'art. 1223 del Codice Civile italiano. Entrambi fanno parte del concetto di risarcimento del danno, ma si riferiscono a perdite di natura diversa.

  1. Danno emergente : È il danno che consiste nella perdita economica effettiva subita dalla vittima. In altre parole, rappresenta la diminuzione del patrimonio della persona danneggiata a causa del fatto illecito o dell'inadempimento. Si tratta quindi di spese sostenute, costi aggiuntivi o beni persi. Ad esempio, se a seguito di un incidente d'auto una persona deve pagare per riparare il veicolo, il costo della riparazione rappresenta il danno emergente.
  2. Lucro cessante : È il danno che consiste nel mancato guadagno, ovvero la perdita di reddito o di opportunità economiche future che la vittima avrebbe ragionevolmente ottenuto se l'evento dannoso non fosse accaduto. Ad esempio, se un professionista non può lavorare per un periodo a causa di un infortunio causato da terzi, il mancato guadagno durante quel periodo rappresenta il lucro cessante. Entrambe queste voci di danno devono essere risarcite per riportare il patrimonio della persona danneggiata alla situazione in cui si sarebbe trovato se il danno non fosse avvenuto. Definizione di contratto L’art. 1321 del Codice Civile definisce il contratto come «l’accordo di più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale». Questa norma mette in luce alcune differenze rispetto alla nozione generale di negozio giuridico. In particolare, il contratto si distingue per la necessaria presenza di un accordo, cioè l'incontro di volontà tra le parti, elemento non richiesto in tutti i negozi giuridici, che possono derivare anche da una semplice dichiarazione unilaterale. Inoltre, l'articolo specifica che il contratto richiede la partecipazione di “due o più parti”, a differenza dei negozi unilaterali, come ad esempio il testamento, che può essere costituito dalla volontà di una sola persona. Un’altra caratteristica del contratto è il suo carattere patrimoniale, ossia il fatto che esso riguarda rapporti economici tra le parti, mentre esistono negozi giuridici che non hanno tale connotazione, come il matrimonio, che non implica necessariamente interessi patrimoniali.

In sintesi, il contratto rappresenta una particolare tipologia di negozio giuridico, caratterizzata dall’accordo tra le parti e dalla patrimonialità degli interessi perseguiti Quali sono gli elementi essenziali del contratto Gli elementi essenziali di un negozio giuridico sono quelli senza i quali non può sussistere: ● La presenza di uno o più soggetti; ● La volontà delle parti; ● La causa; ● La forma (richiesta solo quando la legge la prescrive a pena di nullità); ● L’oggetto, specifico per i soli contratti. Secondo l'art. 1325 del Codice Civile, gli elementi essenziali del contratto sono: ● L'accordo tra le parti (art. 1326 c.c.); ● La causa (artt. 1343-1345 c.c.); ● L’oggetto (art. 1346 c.c.); ● La forma, quando prevista come requisito indispensabile (art. 1350 c.c.). Come discusso nelle lezioni precedenti, il contratto è indicato dall’art. 1173 c.c. come una delle fonti di obbligazioni, che possono derivare «da contratto, da fatto illecito o da qualsiasi altro fatto o atto idoneo a produrle, in conformità all’ordinamento giuridico». In tal modo, nel rispetto dei requisiti legali, le parti possono instaurare rapporti giuridici vincolanti, e attraverso un solo contratto è possibile creare una pluralità di obbligazioni, che troveranno in esso la loro origine. Definizione e differenze tra contratti tipici e contratti atipici I contratti si distinguono in tipici e atipici. I contratti tipici sono quelli espressamente previsti e regolamentati dalla legge, come la compravendita o la locazione, con una disciplina specifica che ne stabilisce gli elementi essenziali e le modalità di esecuzione. I contratti atipici, invece, non sono previsti dalla legge, ma possono essere creati liberamente dalle parti in base al principio di autonomia contrattuale, a condizione che abbiano una causa lecita e rispettino l’ordine pubblico e le norme imperative. La principale differenza tra le due categorie è che i contratti tipici offrono una regolamentazione legale chiara e dettagliata, mentre i contratti atipici garantiscono maggiore flessibilità, ma richiedono l'aderenza ai principi generali del diritto per colmare eventuali lacune normative. Cosa si intende per contratto preliminare Il contratto preliminare è un accordo con cui le parti si impegnano a stipulare, in un momento successivo, un contratto definitivo. Esso costituisce quindi un'intesa preparatoria finalizzata alla conclusione del contratto vero e proprio, che avrà lo stesso oggetto del preliminare. Ad esempio, le parti si accordano affinché una venda e l'altra acquisti, ma posticipano la firma del contratto definitivo. Secondo l'art. 1351 del Codice Civile, il contratto preliminare deve essere redatto nella stessa forma che la legge richiede per il contratto definitivo. In caso di inadempimento, la parte che subisce il danno può chiedere al giudice una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non concluso oppure richiedere la risoluzione del preliminare con il risarcimento dei danni, sebbene quest'ultima opzione sia meno comune nella pratica. È importante distinguere il contratto preliminare dalle cosiddette minute, che rappresentano un semplice riepilogo delle intese raggiunte durante le trattative e non hanno valore vincolante per le parti Cosa si intende per causa del contratto

  1. Illiceità della causa (art. 1418 c.c.): se lo scopo del contratto è contrario a norme di legge, ordine pubblico o buon costume.
  2. Mancanza di uno degli elementi essenziali (art. 1325 c.c.): se mancano accordo, causa, oggetto o forma (quando prevista dalla legge).
  3. Illiceità dell'oggetto : se la prestazione è contraria alla legge, impossibile o non determinata/determinabile.
  4. Incapacità delle parti : se una delle parti non ha la capacità giuridica di contrarre (ad esempio, un minore o un interdetto).
  5. Violazione di norme imperative : se il contratto viola disposizioni inderogabili di legge. La nullità rende il contratto privo di effetti giuridici fin dall'origine (ab initio). Caratteristiche dell'azione di nullità La nullità del negozio giuridico si può far valere tramite l' azione di nullità , che ha le seguenti caratteristiche: ● È un'azione dichiarativa (o di mero accertamento), poiché la sentenza non modifica la situazione giuridica preesistente, ma si limita ad accertare in modo definitivo che il negozio è nullo, dato che la nullità opera di diritto. ● È imprescrittibile , quindi può essere esercitata in qualsiasi momento, salvo gli effetti dell'usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione. ● È assoluta , poiché chiunque abbia un interesse può agire per far valere la nullità (art. 1421 c.c.). Caratteristiche dell'azione di annullabilità L'annullabilità del negozio giuridico presenta le seguenti caratteristiche: ● L' azione di annullamento è un'azione costitutiva , poiché non si limita ad accertare la situazione preesistente, ma ha lo scopo di modificarla: il negozio, che aveva prodotto effetti, viene privato di questi con la sentenza di annullamento. ● Salvo diversa previsione di legge, la legittimazione a chiedere l'annullamento spetta solo alla parte nel cui interesse è prevista l'invalidità (come l'incapace o la vittima di violenza) secondo l'art. 1441, comma 1, c.c. ● L'annullabilità non può essere rilevata d'ufficio dal giudice; deve essere proposta dalla parte lesa. ● L' azione di annullamento è soggetta a prescrizione : il termine ordinario è di 5 anni, ma possono esserci termini diversi. La prescrizione decorre dal momento in cui cessa la causa del vizio. ● L'annullabilità è sempre sanabile , sia per effetto della prescrizione dell'azione di annullamento, sia attraverso la convalida del negozio. Quali sono le cause di annullabilità del contratto Quali sono I vizi del consenso Le cause di annullabilità del negozio sono: ● Incapacità legale o naturale di una delle parti (art. 1425 c.c.). ● Vizi del consenso (artt. 1427 e ss. c.c.), ossia: ○ Errore : deve essere essenziale e riconoscibile dall'altra parte. L'errore è essenziale quando riguarda l'oggetto, la natura del contratto, l'identità o qualità dell'oggetto o dell'altro contraente. L'errore di calcolo non porta all'annullamento, ma solo alla rettifica, salvo che non sia determinante per il consenso. ○ Violenza : è causa di annullamento se ha inciso sulla volontà del contraente. Si distingue tra violenza fisica (contratto nullo per mancanza di volontà) e violenza psichica (contratto annullabile per consenso viziato). ○ Dolo : si verifica quando una parte, tramite artifici o raggiri, induce l'altra a stipulare un contratto che altrimenti non avrebbe concluso o avrebbe concluso a condizioni diverse. Inoltre, il contratto può essere annullabile per altre specifiche cause previste dal codice, come il conflitto di interessi del rappresentante o il contratto concluso con sé stesso.

Cosa è la procura e che caratteristiche ha La procura non richiede forme particolari e può essere: ● Espressa , ad esempio, con una delega scritta per acquistare beni a nome del rappresentato. ● Tacita , derivante da comportamenti concludenti, come nel caso di una commessa che vende merce per conto del proprietario del negozio. Se il contratto da stipulare richiede una forma specifica (es. scritta per l'acquisto di un immobile), anche la procura deve rispettare la stessa forma. Attraverso la procura , gli atti compiuti dal procuratore producono effetti direttamente sul patrimonio del rappresentato. La procura può essere: ● Speciale , per uno o più affari specifici. ● Generale , per tutti gli affari del rappresentato. La procura può essere revocata dal rappresentato, che può modificarne l’oggetto o i limiti con una dichiarazione unilaterale. Essa cessa, in genere, con la morte del rappresentato o del rappresentante, e le modifiche o la revoca devono essere comunicate ai terzi. Dolo e colpa nella responsabilità extra contrattuale Nella responsabilità extracontrattuale (o responsabilità aquiliana ), dolo e colpa indicano i diversi gradi di responsabilità per un fatto illecito. ● Dolo : si verifica quando il danno è causato intenzionalmente. Chi agisce con dolo ha la volontà consapevole di arrecare un danno ingiusto a un'altra persona. ● Colpa : si verifica quando il danno è causato per negligenza, imprudenza o imperizia, senza l'intenzione di nuocere. La colpa implica che l'autore non ha adottato la diligenza dovuta, pur non volendo direttamente causare il danno. In entrambi i casi, chi provoca il danno è tenuto a risarcirlo, ma il dolo indica una responsabilità più grave rispetto alla colpa. Definizione di responsabilità extra contrattuale La responsabilità extracontrattuale (o responsabilità civile aquiliana ) è l'obbligo di risarcire un danno causato ingiustamente a terzi, indipendentemente dall'esistenza di un contratto tra le parti. È disciplinata dall'art. 2043 del Codice Civile, che prevede che chi cagiona un danno a un'altra persona, con un comportamento doloso o colposo, è tenuto a risarcirlo. Si tratta di una responsabilità che sorge in seguito a un fatto illecito, ossia un atto che viola un diritto altrui o una norma giuridica. Definizione di diritto di proprietà Il diritto di proprietà è il diritto reale che attribuisce al titolare il potere esclusivo di godere e disporre di un bene in modo pieno e assoluto, nei limiti previsti dalla legge. Il proprietario può usare il bene, trarne utilità, modificarlo, cederlo a terzi e disporne come ritiene opportuno, purché non violi le norme di legge o i diritti di altri. È disciplinato dall'art. 832 del Codice Civile. Definizione di possesso Il possesso , secondo il diritto, è la situazione di fatto in cui una persona utilizza e dispone di un bene come farebbe il titolare di un diritto reale su di esso, indipendentemente dalla titolarità effettiva. Il possesso è disciplinato dagli artt. 1140-1170 del Codice Civile italiano. Esso può essere acquisito in modo originario (prendendo possesso della cosa) o derivativo (tramite consegna). Il possesso si distingue dallo ius possidendi, che è il diritto legittimo di possedere un bene. Un soggetto può avere lo ius possessionis (es. il ladro), senza lo ius possidendi , che appartiene al proprietario. La buona fede è presunta (art. 1147 c.c.) e implica che il

  1. Cosa si intende per adempimento Per adempiere si intende l’esatta esecuzione della prestazione da parte del debitore nei confronti del creditore. Questo implica che il debitore debba eseguire la prestazione nei tempi e nei modi prestabiliti da contratto. L’adempimento, oltre a soddisfare le pretese del creditore, pone fine all’obbligazione contrattuale e libera entrambe le parti dal vincolo contrattuale. Dunque l’esatta esecuzione degli obblighi contrattuali é la chiave per porre fine ad un contratto.
  2. Cosa si intende per capacità di agire La capacità di agire è l’attitudine di una persona a compiere … DI UN INVIDUO A COMPIERE ATTI per modificare la propria situazione giuridica, OVVERO ACQUISIRE E ESERCITARE DIRITTI E ASSUMERE OBBLIGHI. Va distinta dalla capacità giuridica che è il mero essere titolare di diritti e doveri. Mentre la capacità di agire é la possibilità di compiere atti concreti come la vendita o l’acquisto di un bene.
  3. Cosa si intende per analogia In diritto privato l’analogia é la tecnica interpretativa utilizzata per risolvere casi non regolamentati dalla legge. Dunque il giudice espande una disposizione di un caso simile o paragonabile al caso non previsto. L’analogia può essere:
  • analogia legis si applica quando per il caso concreto non é prevista alcuna norma giuridica specifica, ma esiste una norma che disciplina un caso simile. Dunque il giudice espande la norma del caso al caso non previsto,
  • Analogia iuris si applica quando non esiste un caso simile a quello non regolamentato dalla legge e dunque il giudice per risolvere il caso utilizza le regole PRINCIPI generali del diritto.