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rivoluzione demografica, Appunti di Storia Economica

appunti di lezione presi durante una lezione con il docente

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 13/10/2020

amalia-mongella
amalia-mongella 🇮🇹

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RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA
Studiare la popolazione è ciò che ci permette di far capire tutti i problemi economici
affrontati in determinati momenti storici proprio perché nel caso in cui vi fosse più
popolazione il consumo totale aumenterebbe e la domanda di beni e servizi anche con
la conseguente necessità di produrre di più e di più persone da occupare nelle aziende
proprio perché dall’altro lato aumenterebbe anche l’offerta beni e servizi grazie alla
possibilità di disporre di più lavoratori. Quindi, siccome la storia economica è la storia
dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, aziendale e collettivo, ed ha
ad oggetto lo studio della distribuzione, produzione e consumo in determinati momenti
storici, la popolazione assume un ruolo fondamentale da capire e studiare per
comprendere le trasformazioni economiche e sociali realizzate in Europa e nel mondo
dalla metà del Settecento ai nostri giorni, periodo che coincide con la rivoluzione
industriale. La rivoluzione industriale non si è avuta all’improvviso ma è stata
preceduta da cambiamenti riguardanti il commercio, agricoltura, industria, banche,
turismo e trasporti, tutte queste vicende prendono il nome di premesse della prima
rivoluzione industriale e sono la «rivoluzione demografica», la «rivoluzione agraria», la
«rivoluzione dei trasporti» e la «rivoluzione commerciale proprio perché essa fu
caratterizzata da un insieme di “trasformazioni rivoluzionarie” in molteplici
campi tra cui innovazione tecnologica, trasporti, agricoltura, produzione e crescita
demografica.
L’Europa preindustriale era caratterizzata dal vecchio regime demografico
detto primitivo e la popolazione era caratterizzata da un andamento ad onde, cioè la
popolazione aumentava e diminuiva di continuo sia a causa di alta natalità che
mortalità soprattutto a causa di mezzi elementari di sussistenza , cioè di prima
necessità, costituiti quasi esclusivamente dai prodotti della terra che portavano a
denutrizione, carestie ed epidemie. Il rapporto fra popolazione e mezzi di sussistenza
era sempre difficile, perché quando la popolazione cresceva in modo eccessivo
rispetto alla capacità di un territorio di assicurare i mezzi di sussistenza necessari,
inevitabilmente gli abitanti del luogo dovevano affrontare periodi anche lunghi di
malnutrizione. L’organismo umano s’indeboliva e diventava facile preda delle
epidemie, che si accompagnavano alle carestie e quindi vi era malnutrizione, poche
cure mediche che portarono alla diffusione della peste. Conoscere il numero degli
abitanti era davvero molto difficile, infatti la popolazione veniva misurata, attraverso
delle stime, attraverso l’allargamento delle mura di una città, leve militari, gettito di
imposte, registri parrocchiali.
Il regime demografico primitivo fu sostituito da un nuovo regime che possiamo
definire moderno. La rivoluzione demografica si è avuta quindi con il passaggio da un
regime demografico primitivo ad un regime demografico moderno questo soprattutto
grazie alla diminuzione del tasso di mortalità soprattutto quella infantile, alla
quale solo più tardi fece seguito la diminuzione del tasso di natalità ed inoltre
la vita media aumentò
Le cause che determinarono la crescita della popolazione prima britannica e poi
europea furono molteplici e quasi tutte collegate alla riduzione del tasso di
mortalità, tra queste:
•Alimentazione: Diventò più regolare e in alcuni casi più diversificata e
abbondante, ciò fù reso possibile da un incremento della produzione agricola e
alla possibilità di trasportare le derrate anche a notevoli distanze. Le difese
immunitarie risultarono sicuramente accresciute.
•Le condizioni igieniche cominciarono lentamente a migliorare, nelle città
si sistemarono le fognature si ampliarono e si fecero più pulite le
strade, furono costruite reti idriche e si edificarono case in muratura.
L’igiene personale migliorò. Si fece uso più frequente del sapone e si
cominciarono ad operare panni di cotone più facilmente lavabili. le condizioni
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RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA

Studiare la popolazione è ciò che ci permette di far capire tutti i problemi economici affrontati in determinati momenti storici proprio perché nel caso in cui vi fosse più popolazione il consumo totale aumenterebbe e la domanda di beni e servizi anche con la conseguente necessità di produrre di più e di più persone da occupare nelle aziende proprio perché dall’altro lato aumenterebbe anche l’offerta beni e servizi grazie alla possibilità di disporre di più lavoratori. Quindi, siccome la storia economica è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale, aziendale e collettivo, ed ha ad oggetto lo studio della distribuzione, produzione e consumo in determinati momenti storici, la popolazione assume un ruolo fondamentale da capire e studiare per comprendere le trasformazioni economiche e sociali realizzate in Europa e nel mondo dalla metà del Settecento ai nostri giorni, periodo che coincide con la rivoluzione industriale. La rivoluzione industriale non si è avuta all’improvviso ma è stata preceduta da cambiamenti riguardanti il commercio, agricoltura, industria, banche, turismo e trasporti, tutte queste vicende prendono il nome di premesse della prima rivoluzione industriale e sono la «rivoluzione demografica», la «rivoluzione agraria», la «rivoluzione dei trasporti» e la «rivoluzione commerciale proprio perché essa fu caratterizzata da un insieme di “trasformazioni rivoluzionarie” in molteplici campi tra cui innovazione tecnologica, trasporti, agricoltura, produzione e crescita demografica. L’Europa preindustriale era caratterizzata dal vecchio regime demografico detto primitivo e la popolazione era caratterizzata da un andamento ad onde, cioè la popolazione aumentava e diminuiva di continuo sia a causa di alta natalità che mortalità soprattutto a causa di mezzi elementari di sussistenza , cioè di prima necessità, costituiti quasi esclusivamente dai prodotti della terra che portavano a denutrizione, carestie ed epidemie. Il rapporto fra popolazione e mezzi di sussistenza era sempre difficile, perché quando la popolazione cresceva in modo eccessivo rispetto alla capacità di un territorio di assicurare i mezzi di sussistenza necessari, inevitabilmente gli abitanti del luogo dovevano affrontare periodi anche lunghi di malnutrizione. L’organismo umano s’indeboliva e diventava facile preda delle epidemie, che si accompagnavano alle carestie e quindi vi era malnutrizione, poche cure mediche che portarono alla diffusione della peste. Conoscere il numero degli abitanti era davvero molto difficile, infatti la popolazione veniva misurata, attraverso delle stime, attraverso l’allargamento delle mura di una città, leve militari, gettito di imposte, registri parrocchiali. Il regime demografico primitivo fu sostituito da un nuovo regime che possiamo definire moderno. La rivoluzione demografica si è avuta quindi con il passaggio da un regime demografico primitivo ad un regime demografico moderno questo soprattutto grazie alla diminuzione del tasso di mortalità soprattutto quella infantile, alla quale solo più tardi fece seguito la diminuzione del tasso di natalità ed inoltre la vita media aumentò Le cause che determinarono la crescita della popolazione prima britannica e poi europea furono molteplici e quasi tutte collegate alla riduzione del tasso di mortalità, tra queste: •Alimentazione: Diventò più regolare e in alcuni casi più diversificata e abbondante, ciò fù reso possibile da un incremento della produzione agricola e alla possibilità di trasportare le derrate anche a notevoli distanze. Le difese immunitarie risultarono sicuramente accresciute. •Le condizioni igieniche cominciarono lentamente a migliorare, nelle città si sistemarono le fognature si ampliarono e si fecero più pulite le strade, furono costruite reti idriche e si edificarono case in muratura. L’igiene personale migliorò. Si fece uso più frequente del sapone e si cominciarono ad operare panni di cotone più facilmente lavabili. le condizioni

igieniche, sia pubbliche che private, che cominciarono lentamente a migliorare; in particolare, le case in muratura, che stavano sostituendo quelle di legno, erano più facili da pulire e, perciò, i topi, le cui pulci trasmettevano alcune forme di peste, riuscivano a insediarvisi con maggiore difficoltà; il miglioramento dell’igiene è stato il fattore più importante durante la seconda rivoluzione industriale grazie anche all’uso del cotone, il sapone •Il progresso della medicina: i primi progressi della medicina, che non furono molto rilevanti come in seguito, perché le scoperte furono poche, fra cui il vaccino contro il vaiolo, malattia che colpiva principalmente i bambini, inoculato per la prima volta proprio a un bambino da Edward Jenner (1796) e nascita di cattedre di ostetricia. i progressi medici sono stati particolarmente importanti durante la seconda e soprattutto la terza rivoluzione industriale Non fu troppo rilevante le scoperte furono poche fra cui il vaccino contro il vaiolo. Vi fu una maggiore attenzione verso la medicina che fu meglio organizzata,furono costituite le prime accademie mediche. La medicina fu sostenuta in modo più adeguato dai pubblici poteri e venne meglio divulgata con la pubblicazione di numerosi trattati di medicina popolare. La peste cominciò ad arretrare.

  • La riduzione della mortalità infantile la riduzione della mortalità infantile, che fu uno dei fattori che maggiormente contribuì al calo del tasso di mortalità; esso riuscì a dimezzarsi, in alcuni paesi europei, già fra metà Settecento e metà Ottocento, ma il crollo definitivo del numero dei morti nel primo anno di vita avverrà molto più tardi, nel ventesimo secolo, sicché questo elemento ebbe particolare importanza durante la terza rivoluzione industriale •Il tasso di natalità rimase elevato ancora per parecchio tempo ma anch’esso cominciò a mostrare qualche segno di cedimento verso la fine del periodo in esame. •La famiglia allargata lascio il posto alla famiglia composta dal solo nucleo elementare genitori-‐figli. Il tasso di natalità rimase elevato ancora per parecchio tempo, ma anch’esso cominciò a mostrare qualche segno di cedimento verso la metà dell’Ottocento. La riduzione di questo quoziente è influenzata dai comportamenti individuali e di coppia, che perciò sono particolarmente difficili da individuare e studiare, ma sono certamente legati alle condizioni economiche e all’organizzazione del lavoro. Il mantenimento dei figli diventava difficile quando i raccolti erano scarsi, ma una delle ragioni per le quali nelle società contadine le coppie continuavano a mettere al mondo molti figli era la necessità di assicurarsi il mantenimento in vecchiaia, fidando sulla sopravvivenza di un certo numero di discendenti maschi, che si sarebbero dovuti occupare dei genitori.