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Saggi su Brecht- Benjamin, Appunti di Letteratura Tedesca

riassunto per capitoli dell'opera di Brecht

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 31/07/2020

gorinii
gorinii 🇮🇹

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Saggi su Brecht
Walter Benjamin!
I. Che cos’è il teatro epico?
Studio su Brecht (prima versione)
Il teatro di oggi vede la scena come un podio al quale è necessario adattarsi : questa è la
situazione che si cerca di nascondere e infatti si continuano a scrivere tragedie e opere liriche che
si forniscono di un dispositivo decrepito. Brecht distrugge infatti l’illusione che il teatro di oggi si
fondi sulla poesia ma nel teatro brechtiano il testo è al servizio della sua modificazione.!
Un uomo è un uomo, Brecht, 1931, Berlino : questa messinscena ci ha oerto un modello di
teatro epico ma la critica uciale non se ne è resa conto.!
Qui Galy Gay è un saggio solitario e proletario che acconsente a sbarazzarsi della propria
saggezza e ad arruolarsi negli energumeni dell’esercito coloniale inglese. È un uomo che non sa
dire di no che, in guerra, viene continuamente disfatto e rifatto.!
Il programma dice che “nel teatro epico l’attore ha parecchie funzioni e lo stile della sua
recitazione cambia a seconda della funzione che egli adempie”. L’attore deve “rendere i gesti
citabili” e quindi il comandamento supremo di questo teatro è che “colui che mostra venga
mostrato”.!
Mandato al muro per essere fucilato!
Il teatro epico è gestuale : il gesto è il suo materiale e fare un uso adeguato di questo materiale è il
suo compito. Rispetto al carattere ingannevole delle espressioni e delle aermazioni della gente, il
gesto presenta due vantaggi :!
1. È falsificabile solo in una certa misura!
2. Ha un inizio e una fine che possono essere fissati!
Il teatro epico mette in primo piano l’interruzione dell’azione : non deve sviluppare azioni o
rappresentare situazioni. Mantiene una coscienza viva e produttiva, con lo stupore riabilita una
prassi socratica : in colui che si stupisce si risveglia l’interesse. Si rivolge a persone interessate
che “non pensano senza una buona ragione” : non riproduce situazioni ma le scopre.!
Keuner lo straniero.!
Dai Greci in poi la ricerca dell’eroe non tragico non si è mai esaurita sulla scena europea.
Nonostante tutte le rinascite dell’antichità i grandi drammaturghi hanno mantenuto la massima
distanza rispetto all’autentica forma della tragedia, quella greca. L’eroe non tragico è parte della
tradizione tedesca : pensatori contemporanei hanno compreso che l’esistenza scenica
paradossale di questo eroe deve essere riscattata dalle nostre stesse esistenze.!
Le forme del teatro epico corrispondono alle nuove forme tecniche, al cinema come anche alla
radio. Nei film si è aermato il principio secondo il quale in ogni momento dovrebbe essere
possibile per il pubblico partecipare e ogni parte dovrebbe possedere un suo proprio valore di
episodio : è la necessità della radio poiché il pubblico può accendere o spegnere in qualsiasi
momento. Questa tendenza è rivelatrice del fatto che la breccia che esso scava nel teatro inteso
come istituzione sociale è molto più ampia dello smantellamento che provoca nel teatro inteso
come impresa del divertimento.!
Brecht scrive che le immagini di Neher “prendono posizione di fronte agli eventi in modo tale che
il mangione reale se ne stia seduto a Mahagonny di fronte al mangione disegnato” : in realtà nulla
ci impedisce di mettere a sedere il mangione recitato di fronte a quello reale. Da qui alcuni degli
attori che restano sullo sfondo agiscono come le idee di Platone, che rappresentano i modelli
delle cose. Allo stesso modo le proiezioni di Neher sarebbero idee materialistiche, idee di vere e
proprie situazioni.!
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Saggi su Brecht

Walter Benjamin

I. Che cos’è il teatro epico? Studio su Brecht (prima versione) Il teatro di oggi vede la scena come un podio al quale è necessario adattarsi : questa è la situazione che si cerca di nascondere e infatti si continuano a scrivere tragedie e opere liriche che si forniscono di un dispositivo decrepito. Brecht distrugge infatti l’illusione che il teatro di oggi si fondi sulla poesia ma nel teatro brechtiano il testo è al servizio della sua modificazione. Un uomo è un uomo , Brecht, 1931, Berlino : questa messinscena ci ha offerto un modello di teatro epico ma la critica ufficiale non se ne è resa conto. Qui Galy Gay è un saggio solitario e proletario che acconsente a sbarazzarsi della propria saggezza e ad arruolarsi negli energumeni dell’esercito coloniale inglese. È un uomo che non sa dire di no che, in guerra, viene continuamente disfatto e rifatto. Il programma dice che “nel teatro epico l’attore ha parecchie funzioni e lo stile della sua recitazione cambia a seconda della funzione che egli adempie”. L’attore deve “rendere i gesti citabili” e quindi il comandamento supremo di questo teatro è che “colui che mostra venga mostrato”. Mandato al muro per essere fucilato Il teatro epico è gestuale : il gesto è il suo materiale e fare un uso adeguato di questo materiale è il suo compito. Rispetto al carattere ingannevole delle espressioni e delle affermazioni della gente, il gesto presenta due vantaggi :

  1. È falsificabile solo in una certa misura
  2. Ha un inizio e una fine che possono essere fissati Il teatro epico mette in primo piano l’interruzione dell’azione : non deve sviluppare azioni o rappresentare situazioni. Mantiene una coscienza viva e produttiva, con lo stupore riabilita una prassi socratica : in colui che si stupisce si risveglia l’interesse. Si rivolge a persone interessate che “non pensano senza una buona ragione” : non riproduce situazioni ma le scopre. Keuner lo straniero. Dai Greci in poi la ricerca dell’eroe non tragico non si è mai esaurita sulla scena europea. Nonostante tutte le rinascite dell’antichità i grandi drammaturghi hanno mantenuto la massima distanza rispetto all’autentica forma della tragedia, quella greca. L’eroe non tragico è parte della tradizione tedesca : pensatori contemporanei hanno compreso che l’esistenza scenica paradossale di questo eroe deve essere riscattata dalle nostre stesse esistenze. Le forme del teatro epico corrispondono alle nuove forme tecniche, al cinema come anche alla radio. Nei film si è affermato il principio secondo il quale in ogni momento dovrebbe essere possibile per il pubblico partecipare e ogni parte dovrebbe possedere un suo proprio valore di episodio : è la necessità della radio poiché il pubblico può accendere o spegnere in qualsiasi momento. Questa tendenza è rivelatrice del fatto che la breccia che esso scava nel teatro inteso come istituzione sociale è molto più ampia dello smantellamento che provoca nel teatro inteso come impresa del divertimento. Brecht scrive che le immagini di Neher “prendono posizione di fronte agli eventi in modo tale che il mangione reale se ne stia seduto a Mahagonny di fronte al mangione disegnato” : in realtà nulla ci impedisce di mettere a sedere il mangione recitato di fronte a quello reale. Da qui alcuni degli attori che restano sullo sfondo agiscono come le idee di Platone, che rappresentano i modelli delle cose. Allo stesso modo le proiezioni di Neher sarebbero idee materialistiche, idee di vere e proprie situazioni.

Brecht si chiede se gli eventi rappresentati dall’attore epico non dovrebbero essere già noti. La sua prima preoccupazione è di sciogliere le sue articolazioni fino ai limiti del possibile. Nelle sue storie ha aperto la strada al teatro gestuale con la veemenza del suo pensiero critico, della sua ironia che smaschera. Si nota l’opposizione costruttiva in cui Brecht si pone nei confronti del cosiddetto “dramma di attualità”, opposizione che egli si sforza di superare nelle sue “pièces didattiche”. Esse costituiscono le vie indirette attraverso il teatro epico. Invece di sfondare le nostre situazioni agendo dall’esterno, ha fatto in modo che esse si critichino dialetticamente, che i loro diversi elementi giochino logicamente l’uno contro l’altro. Il teatro epico

  • Mette in discussione il carattere divertente del teatro
  • Scuote il suo valore sociale togliendogli la sua funzione nel sistema capitalista
  • Minaccia la critica nei suoi privilegi L’autocontrollo della scena deve prevedere degli attori che abbiano un’idea del pubblico essenzialmente differente da quella che ha un domatore delle bestie feroci che abitano la sua gabbia. Nel teatro epico l’educazione dell’attore consiste in un modo di recitare che lo guida alla conoscenza; e la sua conoscenza determina a sua volta completamente la sua recitazione non solo nel contenuto, ma anche mediante i tempi, le pause, le accentuazioni. Nel teatro epico l’attore si trova accanto al filosofo mentre la situazione che il teatro epico svela è la dialettica colta nella sua quiete. II. Che cos’è il teatro epico? (Seconda versione)
  1. Il pubblico disteso Si ha l’idea di uno spettatore che, teso in tutte le sue fibre, segue un avvenimento. Il concetto di teatro epica (costituito da Brecht n quanto teorico della sua stessa prassi poetica) indica soprattutto che questo tipo di teatro auspica un pubblico disteso, che segua l’azione rilassato. Questo pubblico si comporterà sempre come un collettivo e, in quanto collettivo, questo pubblico si vedrà spinto molto spesso a prendere prontamente posizione. Secondo Brecht questa presa di posizione dovrebbe essere ponderata e dunque distesa, dovrebbe venire da persone interessate. Per la loro partecipazione è previsto un doppio oggetto : A. Gli avvenimenti devono poter esser controllati B. La rappresentazione dev’essere plasmata nella sua armatura artistica in modo trasparente Il teatro epico si rivolge a persone interessate che “non pensano senza una buona ragione”. Brecht non perde di vista le masse.
  2. La storia Il teatro epico deve “privare la scena della sua sensazione materiale”. Quindi una storia antica spesso rende meglio di una nuova e Brecht si chiede se gli avvenimenti che il teatro epico rappresenta non debbano essere già noti : se il teatro deve andare in cerca di avvenimenti noti, “allora gli avvenimenti storici sarebbero di primo acchito i più adatti”. Brecht tematizza la vita di Galilei nella sua ultima pièce e lo rappresenta come un grande maestro che, oltre ad insegnare una nuova fisica, la insegna in modo nuovo. Questo teatro è legato al corso del tempo in modo completamente diverso rispetto al teatro tragico. Poiché la tensione riguarda meno l’esito che gli avvenimenti nei loro particolari, il teatro epico può coprire vastissimi spazi di tempo.

Terrore e miseria del Terzo Reich

  • Imitare un uomo delle SS
  1. Il teatro sul podio Il teatro epico tiene conto di un fatto al quale si è prestata troppa poca attenzione. Questo fatto può essere definito come la saturazione dell’orchestra. La scena è diventata un podio : la pièce didattica e il teatro epico sono un tentativo di disporsi su questo podio. III. Studi sulla teoria del teatro epico Il teatro epico è gestuale. In senso stretto il gesto è il materiale e il teatro epico è l’uso adeguato di questo materiale. Sorgono tre interrogativi
  2. Da dove il teatro epico acquisisce i suoi gesti? I gesti vengono trovati nella realtà di oggi. La materia prima del teatro epico è dunque esclusivamente il gesto che ci si trova davanti oggi, un gesto di un’azione o dell’imitazione di un’azione.
  3. Cosa si intende per uso dei gesti? Il gesto ha due vantaggi, da una parte rispetto alle espressioni e affermazioni assolutamente ingannevoli della gente, d’altra parte rispetto alle molteplici stratificazioni e all’impenetrabilità delle loro azioni. Innanzitutto il gesto è falsificato solo in una certa misura e più passa inosservato come qualcosa di abituale, tanto meno si rivela essere tale. Inoltre il gesto ha un inizio e una fine che possono essere fissati. Da qui si deduce che noi riceviamo i gesti nella misura in cui interrompiamo qualcuno che sta agendo. Per questo il teatro epico mette in primo piano l’interruzione dell’azione.
  4. In base a quali metodi avvengono nel teatro epico l’elaborazione e la critica dei gesti? Estratti dal “Commento a Brecht” Brecht rifiuta di sfruttare liberamente i suoi grandi talenti di scrittore. Non esiste alcun rimprovero al suo valore letterario (plagiatore, sabotatore) che egli non userebbe come un soprannome onorifico per la sua attività non letteraria ma come pensatore, politico, regista. È però l’unico che si chiede dove debba mettere il suo talento, e che lo mette solo laddove è convinto della necessità di farlo e lascia perdere ogni occasione che non corrisponde a questa pietra di paragone. La poesia non si aspetta più nulla dal sentimento di un autore che non si sia alleato con la sobrietà. La letteratura sa che l’unica possibilità che le è rimasta è di diventare un sottoprodotto nel processo molto ramificato volto al cambiamento del mondo. Essa ha un valore inestimabile ma il prodotto principale è un nuovo comportamento. Esempio Fatzer. Un dramma familiare sulla scena del teatro epico Brecht ha detto che il comunismo è lo stadio intermedio e non è radicale. È radicale il capitalismo che si impunta sulla famiglia. Egli, per quanto riguarda i legami familiari, esamina la loro attitudine a essere modificati, chiedendosi se la famiglia può essere smontata affinché venga modificata la funzione sociale delle sue componenti. Le sue componenti non sono tanto i suoi membri ma i loro rapporti reciproci. È chiaro che nessun rapporto è più importante di quello tra la madre e il bambino poiché la madre è il membro determinato socialmente : è colei che produce la nuova generazione. Nelle condizioni attuali la famiglia è un’organizzazione finalizzata allo sfruttamento della donna in quanto madre quindi Pelagia Wlassowa
  • È una persona doppiamente sfruttata : in quanto appartenente alla classe operaia, in quanto donna e madre
  • Madre di un solo lavoratore
  • Canta gli insegnamenti
  • È la prassi diventata carne quindi in lei si può ritrovare l’affidabilità e non l’entusiasmo

Brecht tematizza un esperimento sociologico sul rivoluzionamento della madre. Ad esso è legata una serie di semplificazioni che non sono di natura sediziosa ma costruttiva. Corrisponde alla natura del teatro epico che l’opposizione non dialettica tra la forma e il contenuto della coscienza venga sostituita dall’opposizione dialettica tra teoria e prassi. Per questo il teatro epico è il teatro dell’eroe bastonato poiché l’eroe non bastonato non diventa un pensatore. Il paese in cui non si può nominare il proletariato Il teatro dell’emigrazione può assumere come proprio oggetto solo un dramma politico. La maggior parte delle pieces che avevano riunito un pubblico in Germania dieci o quindici anni fa sono state sorpassate dagli avvenimenti. Il teatro dell’emigrazione deve ricominciare da capo : devono essere ricostruito il suo apparato scenico e la sua drammaturgia. Il sentimento di questa situazione storica si impose al pubblico della prima rappresentazione parigina delle parti di un nuovo ciclo drammatico di Brecht : ha introdotto una nuova forma drammatica, considerando che è uno specialista nel ricominciare da capo. Dal 1920 al 1930 non si stanca di sottoporre sempre da capo il dramma alla prova della storia contemporanea : si è confrontato con numerose forme sceniche e con le più diverse componenti di pubblico, infatti ha lavorato per il teatro dei saltimbanchi come per l’Opera e ha presentato le sue produzioni ai proletari di Berlino come all’avanguardia borghese occidentale. A partire dai tentativi degli anni precedenti si era finalmente sviluppato un determinato e fondato standard del teatro brechtiano : si definiva epico per differenziarsi dal teatro drammatico in senso stretto. Poiché di questo ultimo aveva formulato la teoria Aristotele, Brecht introduce la sua teoria in quanto non-aristotelica La forma fondamentale del teatro epico è quella dello choc con cui le singole situazioni si imbattono l’una nell’altra. Si creano degli intervalli (tramite canzoni, convenzioni gestuali, diciture nella scenografia) destinati alla riflessione e presa di posizione critica. Il teatro epico elimina posizioni decisive del teatro borghese grazie a una regia superiore per metodo e precisione. Terrore e miseria del Terzo Reich

  • Ventisette atti unici costruiti secondo le regole della drammaturgia tradizionale
  • Ogni atto mostra il modo inevitabile in cui il regno del terrore schiaccia tutti i rapporti tra gli esseri umani sotto il giogo della menzogna Commenti alle poesie di Brecht
  1. Sulla forma del commento Il commento è diverso dalla critica : ha a che fare solamente con la bellezza e il contenuto positivo del suo testo. Oggi c’è difficoltà nel leggere la poesia lirica.
  2. I “Sermoni domestici” Il titolo è ironico poiché la fonte d’ispirazione è la società borghese. Gli insegnamenti che i suoi osservatori traggono da essa si differenziano nel modo più completo dagli insegnamenti che essa stessa diffonde.
  3. I “Canti di Mahagonny” Gli uomini di Mahagonny formano una troupe di eccentrici. Solo i maschi sono eccentrici. Solo in soggetti investiti per natura di potenza virile si può dimostrare pienamente fino a che punto i riflessi naturali dell’essere umano sono stati smussati dall’esistenza che esso conduce nella società attuale. Brecht ne ha riuniti molti in una troupe : le loro reazioni sono scialbe e per poter reagire devono sentirsi una massa compatta e infatti si guardano tra loro prima di esprimersi. Si limitano a dire “si” a ciò che Dio comunica, chiede o pretende.

Terza poesia L’espulsione degli ebrei dalla Germania venne effettuata comportandosi nel modo descritto in questa poesia e infatti gli ebrei non venivano ammazzati nel luogo in cui li trovavano. La poesia è illuminante per il lettore di oggi perché mostra a quale fine il nazionalsocialismo ha bisogno dell’antisemitismo : ne ha bisogno come di una parodia. Nona poesia Tale opera dispensa insegnamenti oggettivi nell’illegalità e nell’emigrazione. Questa poesia ha a che fare con un processo sociale che i clandestini come gli emigranti devono condividere con coloro che si sottomettono allo sfruttamento senza lottare. Illustra in brevissimi tratti cosa significhi l’impoverimento di una metropoli. Si parla di un uomo divenuto sempre più povero.

  1. Le “Poesie di Svendborg” Sull’”Abbecedario da guerra tedesco” : è scritto in stile lapidario e quindi con la caratteristica della brevità condizionata dalla difficoltà di incidere e dalla consapevolezza che colui che si rivolge a una successione di generazioni deve essere succinto. Se in queste poesie viene a cadere il condizionamento naturale, materiale dello stile lapidario, abbiamo allora il diritto di chiederci quali siano qui gli elementi che ad esso corrispondono.
  2. La poesia “Sul bambino che non voleva lavarsi” Il poeta si schiera dalla parte del bambino che non voleva lavarsi. Egli pensa che dovrebbero combinarsi le coincidenze più pazzesche perché il bambino subisca veramente dei danni in seguito al fatto di non essersi lavato : la dizione sconnessa della poesia ci fa capire che una simile combinazione di coincidenze avrebbe qualcosa di onirico. Un altro partigiano o difensore del piccolo sudicione è Fourier che ripartisce i bambini in piccole bande che si occupano di incarichi gradevoli.
  3. Sulla poesia “Il prugno”
  4. Sulla “Leggenda della nascita del libro Tao Te Ching sul cammino di Lao Tse verso l’emigrazione” La poesia può dare l’occasione di mostrare il particolare ruolo svolto dalla benevolenza nell’universo del poeta : Brecht le assegna un posto importante infatti c’è la saggezza di Lao Tse che sta per causargli l’esilio opposta alla brama di sapere del doganiere a cui si aggiunge il terzo elemento della benevolenza. Questa ultima non consiste nel compiere incidentalmente piccole azioni ma nel compiere grandissime azioni come se fossero piccolissime. Inoltre non elimina la distanza tra gli uomini ma la rende viva e le dimostrazioni di benevolenza da parte del mondo compaiono nei momenti più duri dell’esistenza. La poesia è scritta in un periodo in cui questa frase suona all’orecchio dell’umanità come una promessa per nulla inferiore a nessun’altra promessa messianica. Il “Romanzo da tre soldi” di Brecht
  5. Otto anni Tra l’”Opera da tre soldi” e il “Romanzo da tre soldi” sono passati otto anni e la nuova opera si è sviluppata dalla vecchia però in realtà questi sono stati anni politicamente decisivi. Per scrivere questo libro è partito da lontano e solo i personaggi principali sono rimasti gli stessi.
  1. Vecchie conoscenze I personaggi che compaiono nuovamente sono
  • Peachum
  • Medico
  • Macheat
  • Mary Swaier
  1. Un volto nuovo Il soldato Fewkoombey è un volto nuovo, anche se è trasparente e senza volto come sono i milioni di persone che riempiono casermoni e scantinati. Indica la società borghese di delinquenti che sta al centro ed è presente all’epilogo come giudice. È importante il suo sogno.
  2. Il partito di Macheath Nei manuali di criminologia i delinquenti vengono definiti come elementi asociali ma, per alcuni, la storia contemporanea, ha confutato questa definizione : molti, diventando delinquenti, sono diventati elementi sociali ed è il caso di Macheath che, a differenza di suo suocere, appartiene alla nuova scuola. Ha la natura di un capo e le sue parole hanno un’impresa statale, le sue azioni hanno una ricaduta commerciale. Egli è capace di ostentare ciò che il piccolo borghese intristito immagina sia tipico di una personalità. Non perde la minima occasione di farsi vedere.
  3. Pensiero grossolano Brecht ha fatto scrivere in corsivo il programma di Macheath e numerose altre considerazioni, cosicché esse risultano rispetto alla narrazione.
  4. La società dei delinquenti Peachum è cresciuto. Se il libro di Brecht utilizza il genere più a fondo di Dostoevskij, ciò è dovuto tra l’altro al fatto che in esso il delinquente trova di che vivere nella società e la società riceve la sua quota dal bottino del delinquente. L’ordinamento giuridico borghese e il delitto, secondo le regole del romanzo poliziesco, sono contrapposti. Il procedimento di Brecht consiste nel conservare la tecnica altamente sviluppata del romanzo poliziesco, ma abolendo le sue regole.
  5. La satira e Marx Brecht toglie ai rapporti in cui viviamo i drappeggi di cui li rivestono i concetti giuridici : ne viene fuori l’umano che appare però disumanato. Marx fu il primo a riportare alla luce della critica i rapporti tra gli uomini, che nell’economia capitalista erano umiliati e annebbiati : è diventato un insegnante di satira e Brecht è andato alla sua scuola e con lui la satira è diventata un’arte dialettica. Marx sta infatti allo sfondo del suo romanzo. L’autore come produttore Platone proibisce ai poeti di soggiornare nel suo Stato ideale perché aveva un alto concetto della potenza della poesia ma la considerava dannosa e superflue. Anche oggi si pone il problema del diritto del poeta all’esistenza e del suo diritto di poetare in autonomia : la situazione sociale presente lo obbliga a decidere al servizio di chi egli voglia mettere la sua attività. Inoltre
  • Da una parte si deve pretendere dall’opera del poeta la tendenza giusta
  • D’altra parte è legittimo attendersi dall’opera una certa qualità

L’interruzione dell’azione impedisce l’illusione da parte del pubblico poiché é inadatta a un teatro che si propone di trattare gli elementi della realtà nel senso di una sistemazione sperimentale. Il teatro epico non produce situazioni ma le scopre e la scoperta si compie mediante l’interruzione degli svolgimenti ma qui l’interruzione non ha carattere di stimolo ma funzione organizzativa : arresta l’azione in corso e costringe l’ascoltatore a prendere posizione rispetto allo svolgimento degli avvenimenti. Egli contrappone all’opera d’arte drammatica totale il laboratorio drammatico. Riattinge in modo nuovo all’esposizione del presente e al centro dei suoi esperimenti sta l’uomo di oggi, quindi un uomo ridotto sottoposto a esami, controlli, perizie. Ne consegue che l’accadere non può mutare ai suoi vertici ma solo nel suo corso strettamente abituale, mediante la ragione e l’esercizio. Il senso del teatro epico è di costruire ciò che nella drammaturgia aristotelica si chiama “agire” e di costruirlo a partire dai più piccoli elementi che costituiscono le modalità del comportamento. Dunque i suoi mezzi e i suoi fini sono più modesti di quelli del teatro tradizionale : non mira a colmare il pubblico di sentimenti quanto a estraniarlo in modo duraturo, mediante il pensiero, dalle situazioni in cui vive. Riferimento a Aragon e Maublan.